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Pubblicato il 30 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Salvagente Bucato

All’epoca del lan­cio l’iPad fu quasi una­ni­me­mente defi­nito come il sal­va­gente dell’editoria.

In que­sti spazi sono stati illu­strati sia i motivi con­cet­tuali legati alla con­ce­zione dell’ecosistema dell’informazione che i fon­da­menti eco­no­mici sulla base dei quali si rite­neva, si ritiene, che il tablet della Apple non potesse rap­pre­sen­tare la bac­chetta magica riso­lu­trice delle pro­ble­ma­ti­che che afflig­gono l’editoria.

I primi segnali di una con­sa­pe­vo­lezza del ruolo mar­gi­nale, in ter­mini di recu­pero delle reve­nues, del device dell’anno erano emerse già dai risul­tati dell’ inda­gine sulle noti­zie in mobi­lità effet­tuata dall’ Audit Bureau of Circulation.

E’ pro­prio dall’ ABC che arri­vano ora i dati ripresi da WWD­Me­dia che evi­den­ziano il crollo ver­ti­cale delle sot­to­scri­zioni a paga­mento per i prin­ci­pali maga­zi­nes sta­tu­ni­tensi. Pare insomma che il sal­va­gente si sia defi­ni­ti­va­mente bucato.

Rimosso l’ennesimo osta­colo, nella lista dei desi­deri per l’anno pros­simo il sot­to­scritto inse­ri­sce ai primi posti la spe­ranza che cessi defi­ni­ti­va­mente l’orien­ta­mento al pro­dotto per dare spa­zio final­mente  ad un più attuale e ragio­ne­vole orien­ta­mento ai biso­gni, agli inte­ressi dell’utenza.

Update: Vedo solo ora che ne parla, con una sin­tesi molto effi­cace, anche Mas­simo Mantellini.

Pubblicato il 11 maggio 2010 by Pier Luca Santoro

La Stampa e la Cooperazione Internazionale

L’UAB, con l’appoggio di Inter­na­tio­nal Inter Press Ser­vice ha rea­liz­zato la ricerca “La stampa e la coo­pe­ra­zione inter­na­zio­nale” i cui risul­tati sono stati dif­fusi la scorsa settimana.

Lo stu­dio ha preso in con­si­de­ra­zione nove quo­ti­diani tra i più rap­pre­sen­ta­tivi dell’UE: tre spa­gnoli [ABC, El País e La Van­guar­dia ], tre fran­cesi [Le Figaro, Le Monde e Libé­ra­tion ] e tre inglesi [The Daily Tele­graph, The Guar­dian e The Times].

I mezzi di comu­ni­ca­zione ana­liz­zati dedi­cano solo il 3,5% dello spa­zio al tema della coo­pe­ra­zione inter­na­zio­nale inse­ren­doli nor­mal­mente nella sezione dedi­cata alle noti­zie inter­na­zio­nali, men­tre dovreb­bero più pro­pria­mente essere col­lo­cate in altro ambito, quello rela­tivo alla società.

Tra i quo­ti­diani oggetto dello stu­dio, quelli con un orien­ta­mento poli­tico di cen­tro sini­stra hanno mostrato una mag­gior pro­pen­sione a dedi­care la prima pagina a que­sto tipo di noti­zie, con­tra­ria­mente a quelli con una linea edi­to­riale favo­re­vole al cen­tro destra. Il tema della coo­pe­ra­zione ha dun­que una forte valenza poli­tica e viene uti­liz­zato per fare pres­sione, o meno, nei con­fronti dei governi.

I temi che hanno otte­nuto mag­gior coper­tura sono rela­tivi alle tema­ti­che ambien­tali, alla gover­nance ed alla demo­cra­zia con un peso del 70% sul totale. La riu­nione sul clima di Cope­na­ghen, la mis­sione dell’ONU in Afga­ni­stan e le media­zioni per il disarmo dell’Iran sono le noti­zie che spe­ci­fi­ca­ta­mente mag­gior coper­tura hanno ottenuto.

Sono que­sti temi che potreb­bero rap­pre­sen­tare una oppor­tu­nità con­creta per coloro che voles­sero coglierla svi­lup­pando nuove ini­zia­tive ad hoc in ambito edi­to­riale. In altre nazioni sono già “sul pezzo


Pubblicato il 30 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Inserzioni & Introiti a Puttane

I quo­ti­diani sto­ri­ca­mente hanno avuto ricavi di tutto rispetto dai clas­si­fi­cati, la pic­cola pub­bli­cità che i pri­vati met­tono sui gior­nali. Anche que­sto seg­mento, dall’avvento di Crai­glist in poi, è entrato in crisi con l’avvento di inter­net ed anche que­sta fonte di introiti dei quo­ti­diani ha subito un dra­stico calo.

C’è però, secondo quanto riporta La Gaceta, un par­ti­co­lare seg­mento che pare essere estra­neo a que­ste dina­mi­che: quello dedi­cato alle inser­zioni di pre­sta­zioni ses­suali a paga­mento che in Spa­gna pare gene­rare tutt’oggi ingressi di tutto rispetto.

In par­ti­co­lare sono i tre prin­ci­pali quo­ti­diani gene­ra­li­sti del paese, El Mundo, El Pais e ABC, quelli che otten­gono bene­fici eco­no­mici da que­sto par­ti­co­lare seg­mento di inser­zioni a paga­mento e che potreb­bero, da qui a breve, vedere annul­lata anche que­ste fonte di red­dito in un momento in cui “tutto fa brodo”.

Se, infatti, in linea di prin­ci­pio, stride che quo­ti­diani qua­li­fi­cati con posi­zioni e linee edi­to­riali con­tra­rie al feno­meno della pro­sti­tu­zione [che in Spa­gna, comun­que, è legale] pub­bli­chino que­sto genere di pro­mo­zioni, ci si met­tono ora, da un lato, le pro­te­ste delle asso­cia­zioni di cit­ta­dini e, dall’altro, il governo che vor­rebbe subor­di­nare gli aiuti all’editoria, anche, alla ces­sa­zione di que­sta tipo­lo­gia di inserzioni.

Insomma, come si suol dire vol­gar­mente, pare pro­prio che inser­zioni e rela­tivi introiti, per un bef­fardo segno del destino, andranno “a puttane”.