Pubblicato il 13 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Il Valore di un Like

Qual­che giorno fa sulla bacheca Face­book de Il Gior­nale di Vicenza vi è stato un acceso dibat­tito su valore e signi­fi­cato dei like, dei “mi piace”.

Dibat­tito che mi ha for­nito lo spunto per andare ad appro­fon­dire sul con­tro­verso rap­porto tra social e news.

Okay Love

Par­tendo dai siti di news che Social­ba­kers clas­si­fica, ho rac­colto i dati rela­tivi a numero di fan su Face­book, numero di fol­lo­wer su Twit­ter, per­cen­tuale di traf­fico da social ai rela­tivi siti delle testate in que­stione e gli utenti unici nel giorno medio secondo i dati di Audi­web aggior­nati a giu­gno [ultimo dato dispo­ni­bile della total digi­tal audience].

Al di là delle dif­fe­renze si evi­den­zia come non esi­sta cor­re­la­zione tra numero di fan su Face­book [che resta di gran lunga il mag­gior dri­ver di traf­fico tra i social], traf­fico e inci­denza, quota dei social sul totale del traf­fico ed ancor meno, se pos­si­bile, sulle ven­dite.

La corsa all’oro, con Face­book [e teo­ri­ca­mente Twit­ter] a pren­dere il posto di Goo­gle, e la replica di Zuc­kem­berg al click bai­ting, [di]mostrano che ancora non si è com­preso il vero valore dei like e dei social, vis­suti quasi esclu­si­va­mente come gene­ra­tori di click, di traf­fico al sito web.

L’insostenibile leg­ge­rezza del social media mar­ke­ting edi­to­riale è quella di non aver ancora capito che Face­book, e gli altri canali/mezzi social, è un mezzo per entrare in rela­zione con le per­sone, capirne gusti, pre­fe­renze, inte­ressi e, pos­si­bil­mente, dati.

Lo spiega molto bene Mathew Ingram in un recente arti­colo: “A tip for media com­pa­nies: Face­book isn’t your enemy, but it’s not your friend either” quando scrive:

Face­book seems to pro­duce a kind of exi­sten­tial dread in news orga­ni­za­tions and jour­na­lists, since it plays an increa­sin­gly large role in whe­ther anyone sees their con­tent. That shouldn’t keep them from using it, but they need to keep in mind that it is just a tool

È pro­prio così, Face­book è un mezzo e come sem­pre avviene sta a noi usarlo ade­gua­ta­mente o meno. Giu­di­cate voi stessi dai dati del gra­fico sottostante.

Com­ment is free!

NB: Per quanto riguarda Blogo, il sito di news con la minor quota di traf­fico da social secondo i dati di Simi­lar­web [il tool usato per rile­vare i dati di traf­fico da social per tutte le testate con­si­de­rate], è abba­stanza diversa la situa­zione dei distinti canali ver­ti­cali con Autoblog.it che ottiene il 12.5% del traf­fico dai social, Tvblog.it il 10.31%, Tvblog.it il 6.23%, Cineblog.it il 2.78% e Gossippblog.it ben il 30.94% [tutti domini ricon­du­ci­bili a Blogo stesso].

Pubblicato il 10 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Investimenti Advertising Italia

Sono stati dif­fusi i dati su gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari per mezzo per il periodo gen­naio — ago­sto 2014. 

La ten­denza è ulte­rior­mente peg­gio­ra­tiva rispetto a luglio che regi­strava un calo dell’0.5% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente ed un — 2.2% in con­fronto ai primi sette mesi del 2013. Finito “l’effetto mon­diali” [Il mese di giu­gno si era chiuso a +5,5%] insomma riprende l’andamento nega­tivo degli inve­sti­menti in adver­ti­sing classico.

Rela­ti­va­mente ai sin­goli mezzi, la tv cre­sce del +0,9% nel periodo cumu­lato gen­naio – ago­sto, ma chiude il sin­golo mese a –18%. Il mezzo Stampa con­ferma il peg­gio­ra­mento di luglio, calando del –10,4% nei primi otto mesi e del –7,7% in ago­sto. Inter­net, escluso search e social, con­ferma comun­que l’inversione di ten­denza avviata a giu­gno, chiu­dendo il mese di ago­sto a +6,8% ed in pro­gres­sivo si atte­sta al +0,9%.

Nei primi 8 mesi dell’anno, la quota degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari su Inter­net pesa il 7.5% del totale, quasi pari a quella dei perio­dici [7.8%]. La stampa com­ples­si­va­mente pesa il 21% del totale advertising.

 

Per quanto riguarda gli inve­sti­menti sulla carta stam­pata i perio­dici hanno un anda­mento ancora peg­giore dei quo­ti­diani. In par­ti­co­lare i quo­ti­diani nel loro com­plesso regi­strano –10,1% a fat­tu­rato e –7,1% a spa­zio, men­tre i perio­dici segnano un calo a fat­tu­rato del –11,1% e a spa­zio del –10,9% con i set­ti­ma­nali che regi­strano un anda­mento nega­tivo a fat­tu­rato del –10,8% ed a spa­zio –7,6%. Com­ples­si­va­mente si evi­den­zia dun­que una mag­gior ten­sione sui listini che sulla ven­dita di spazi di per se stessa.

Pubblicato il 9 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Più Canali di Vendita # Più Vendite

In que­sti giorni tor­nano a cir­co­lare con insi­stenza voci sulla libe­ra­liz­za­zione dei punti ven­dita dei gior­nali. Al tempo stesso ven­dono dif­fusi i dati sulle ven­dite dei quo­ti­diani ad agosto.

In un mese in cui tra­di­zio­nal­mente aumenta la let­tura, e la ven­dita, della carta stam­pata, pur som­mando i dati delle ven­dite dei quo­ti­diani sia nella ver­sione car­ta­cea che nella “replica digi­tale”, le ven­dite calano di oltre 400mila unità rispetto all’agosto 2013 [-9.5%].

Unica ecce­zione vir­tuosa Il Sole24Ore che gra­zie al digi­tale rea­lizza un incre­mento del 18.3% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente. Il Cor­sera ha un calo di ven­dite in linea con il mer­cato [-9.4%], Repub­blica regi­stra una fles­sione del 7.4% men­tre La Gaz­zetta dello Sport regi­stra un — 10.9% [che diventa un –18.9% nell’edizione del lunedì, quella più ven­duta, per citare solo alcune delle testate con mag­giori vendite.

Un amplia­mento della distri­bu­zione, sia esso attra­verso la libe­ra­liz­za­zione degli eser­cizi com­mer­ciali auto­riz­zati alla ven­dita di gior­nali che attra­verso altri canali quali il digi­tale, non è con­di­zione suf­fi­ciente di per se stessa a garan­tire un aumento delle vendite.

Men­tre in Fran­cia i 13 mag­giori gior­nali del Syn­da­cat de la Presse Quo­ti­dienne Natio­nale fanno qua­drato per pro­muo­vere le ven­dite nelle edi­cole con una cam­pa­gna stampa ad hoc, in Ita­lia gli edi­tori ritor­nano a caval­care la chi­mera delle liberalizzazioni.

Non si è mai visto mer­cato, incluso quello auto­mo­tive che pre­senta molte somi­glianze per logi­che distri­bu­tive, in cui i pro­dut­tori fanno la guerra al trade. In Ita­lia tocca vedere anche questo.

Pubblicato il 8 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Comunicazione Politica & Social Media

Ieri prima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata alla comu­ni­ca­zione poli­tica attra­verso i social media/network con il sot­to­scritto e Fran­ce­sca Cle­men­toni.

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Tra gli aspetti citati durante il pro­gramma, tra rife­ri­menti a puffi bron­to­loni e din­torni, si segnala lo stu­dio pre­sen­tato a metà set­tem­bre su “Meto­do­lo­gie di ana­lisi del discorso poli­tico: l’indice di key­ness. Un con­fronto fra il les­sico usato su Twit­ter e in televisione”.

Men­zio­nata anche la pre­sen­ta­zione effet­tuata agli elec­tion days  su “Poli­tica e social media: regole di soprav­vi­venza” con le sue 5 regole auree che, per sem­pli­cità di let­tura, viene sotto riportata.

La pros­sima set­ti­mana si parla di “Main­stream Media & Social Media”, amore-odio? Si ricorda che è pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14  @pedroelrey /@radiofujiko.. A mar­tedì pros­simo, e , se ne avete voglia, fatemi sapere se, almeno, vi piace la sigla. Grazie.

Pubblicato il 7 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Utenti & Penetrazione di LinkedIn nel Mondo

Lin­ke­din, piat­ta­forma di social busi­ness pro­fes­sio­nale nata nel mag­gio 2003, conta ormai oltre 330 milioni di iscritti nel mondo.

La nazione con la mag­gior pene­tra­zione è gli Stati Uniti con 35.2%, men­tre esat­ta­mente all’opposto si col­loca la Cina, ultimo dei Paesi, con il 0.46%.

In Ita­lia esi­stono 7.7 milioni di per­sone iscritte al social net­work con for­tis­sima voca­zione pro­fes­sio­nale pari al 12.57% della popolazione.

Lin­ke­din ha recen­te­mente intro­dotto la pos­si­bi­lità di pub­bli­care e farsi seguire diven­tando sem­pre più piat­ta­forma di publi­shing e dun­que in ultima ana­lisi media. Stru­mento, mezzo, sem­pre più rile­vante non sol­tanto per atti­rare recrui­ters ed iden­ti­fi­care oppor­tu­nità lavo­ra­tive ma anche per creare rela­zioni, enga­ge­ment, con pro­fes­sio­nal e gruppi d’interesse, micro-communities, sia nel B2B che B2C, di cui si parla ancora troppo poco in Italia.

Sulla base dei dati for­niti da Social­ba­kers abbiamo rea­liz­zato la mappa delle per­sone iscritte a Lin­ke­din in 86 Paesi ed il gra­fico della pene­tra­zione per cia­scuna nazione.

Pas­sando il mouse su cia­scuna nazione nella mappa sono visua­liz­zati i valori asso­luti delle per­sone iscritte in ogni Paese

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