DataMediaHub http://www.datamediahub.it L'informazione sui media come non l'avete mai vista Fri, 03 Jul 2015 06:13:44 +0000 it-IT hourly 1 Post-it http://www.datamediahub.it/2015/07/03/post-it-27/ http://www.datamediahub.it/2015/07/03/post-it-27/#comments Fri, 03 Jul 2015 06:13:44 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=58339 Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere. Corporate Strategy Chart — Diagramma del ruolo di ciascuna area di business di Walt Disney. Un’ ottimo spunto per pensare a come disegnare quello che riguarda la vostra impresa/organizzazione. Le Città Dove si Legge di Più — La top 10 delle città Read More

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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Corporate Strategy Chart — Diagramma del ruolo di ciascuna area di business di Walt Disney. Un’ ottimo spunto per pensare a come disegnare quello che riguarda la vostra impresa/organizzazione.
  • Le Città Dove si Legge di Più — La top 10 delle città italiane che leggono di più individuata secondo il numero di titoli in formato cartaceo e eBook acquistati dai lettori su Amazon.it durante l’ultimo anno su base pro capite, in città con più di 100.000 abitanti.
  • I Costi dell’Inpgi — Se ancora non l’aveste vista, vale assolutamente la pena di dare un’occhiata alla tabella di quanto costa la macchina che fa muovere l’Inpgi. Istruttivo, diciamo…
  • Facciamo un po’ d’Ordine - Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, fa il punto sulla formazione obbligatoria e auspica che al più presto arrivi la riforma della professione.
  • Mettetevi in Fila — Per avere accesso a quello che viene presentato come il sito Web più esclusivo del mondo bisogna mettersi in fila ed aspettare il proprio turno per accedere, uno alla volta. Geniale!
  • All’UPA, all’UPA - Tutti gli interventi audio dell’ Assemblea UPA 2015, da Sassoli de Bianchi a Guido Barilla.
  • Evoluzioni del Consumo Mediatico — Le previsioni di scenario di ZenithOptimedia sulle evoluzioni dei consumi mediatici e dell’advertising sino al 2017.
  • Engagement Editor - Vox Media cerca un engagement editor. Arriveremo prima o poi ad avere questi ruoli all’interno delle redazioni anche nel nostro Paese? Comment is free.

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#ResistANSA http://www.datamediahub.it/2015/06/29/resistansa/ http://www.datamediahub.it/2015/06/29/resistansa/#comments Mon, 29 Jun 2015 09:00:21 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=57995 Anche da non addetti ai lavori per capire l’impatto dello sciopero dell’ANSA bastava guardare i volti smarriti e l’affannosa ricerca di “pizzini” [elettronici e non] dei giornalisti di molti TG mentre cercavano, quasi, in diretta di narrare le prime notizie sull’attacco in spiaggia in Tunisia l’altro giorno come scrive, tra gli altri, su Twitter il Read More

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Anche da non addetti ai lavori per capire l’impatto dello sciopero dell’ANSA bastava guardare i volti smarriti e l’affannosa ricerca di “pizzini” [elettronici e non] dei giornalisti di molti TG mentre cercavano, quasi, in diretta di narrare le prime notizie sull’attacco in spiaggia in Tunisia l’altro giorno come scrive, tra gli altri, su Twitter il segretario nazionale FNSI.

Sciopero che ha raccolto solidarietà bipartisan sia dagli esponenti delle diverse forze politiche che dal mondo dello spettacolo e che ha superato, ad oggi, i 30mila tweet [inclusi i retweet] per l’hashtag #ResistANSA coniato da un redattore di ANSA Bologna.

ResistAnsa

L’azienda chiede il ricorso al trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria [ex articolo 35 legge 416/81] o, in alternativa, purché sufficiente a garantire uguale riduzione, contratti di solidarietà per 65 giornalisti su un organico complessivo di 324 e di 35 per i poligrafici su un totale di 184; in entrambi i casi ci si propone un taglio della forza lavoro di un quinto.

Sono entrato in possesso del piano di riorganizzazione che è stato presentato e che dal punto di vista aziendale riassume le ragioni di un taglio così imponente. Documento aziendale riservato, dunque non pubblicabile, che contiene gli elementi fattuali alla base di del piano di riorganizzazione.

Il grafico sottostante mostra l’andamento dei principali indicatori economici di periodo dell’ultimo triennio e la stima di chiusura per l’anno in corso.

Poiché il costo predominante [circa 70%] è quello del personale che, invece, per automatismi di carattere contrattuale e dalla previdenza di settore, dal 2015 ha ripreso a salire in maniera sensibile, dal punto di vista aziendale non resta che intervenire in tale ambito.

Di solito le aziende pensano ai contratti di solidarietà quando chiudono i bilanci in perdita, ma gli editori proprietari dell’Ansa hanno deciso di giocare d’anticipo: contratti di solidarietà in previsione di una perdita di 5 milioni a fine anno.

Il grafico sotto riportato mostra l’andamento delle diverse linee di prodotto dell’agenzia di stampa.

ANSA Linee di Prodotto

A fronte di tale andamento nel documento si scrive: «Il notiziario generale deve continuare ad essere il punto di riferimento dell’informazione di base di qualità ed il timone dell’informazione in Italia e sull’Italia».

Non si tratta dell’unica contraddizione del documento rispetto alla realtà che fotografa. Soprattutto quel che colpisce è quanto il piano di riorganizzazione sia vago, generico, non contiene di fatto che titoli di capitoli tutti da riempire di contenuti, e di strategie ad hoc, senza i quali chiunque, dal sottoscritto al CDR passando per le istituzioni, che giocano un ruolo certamente importante nella partita, possa effettivamente dire se oltre al taglio dei costi vi sia un’effettiva riorganizzazione del lavoro e dell’approccio al mercato degna di questo nome. Dall’inconsistenza di quanto scritto si sarebbe portati più a pensare di no.

ANSA, di proprietà degli editori a cui fornisce i servizi che a loro volta tagliano, è stritolata tra la crisi del settore e i tagli del Governo [e di molti altri comparti della PA] alle agenzie di stampa nel loro complesso.

Molte testate, a cominciare dichiaratamente da Il Post di Luca Sofri, utilizzano i social sostituendoli alle agenzie di stampa per contenere i costi e più in generale gli editori riducono la richiesta di servizi. Le agenzie di stampa assomigliano sempre di più a giornali online, come emergeva già nel 2013 dallo studio: “Il ruolo delle agenzie di stampa nel XXI secolo”.

Il rapporto tra le agenzie e i loro clienti è cambiato radicalmente con l’avvento delle “nuove” tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Le agenzie rimangono però una fonte sottostante alla catena dell’informazione; grazie ai social network, le agenzie di stampa raccolgono informazioni che vengono poi propagate nella catena informativa.

Nel nuovo, sempre in mutamento, ecosistema dell’informazione si rompono i vecchi equilibri: i giornali hanno meno bisogno delle agenzie stampa di un tempo grazie a social media e citizen journalism; mentre dall’altro lato, le agenzie immaginano in un futuro prossimo di entrare in concorrenza con i loro clienti. Al tempo stesso le imprese, spesso clienti di entrambi, abbracciano sempre più l’idea di diventare loro stessi editori, produttori di contenuti dando vita a quello che viene raccolto nella definizione di brand journalism.

Se il taglio dei costi appare una medicina tanto amara quanto necessaria, senza un ridisegno dell’organizzazione del lavoro e una ridefinizione strategica degli asset, anche in questo caso, sarà difficile venirne fuori.

ANSA Staino

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Post-it http://www.datamediahub.it/2015/06/29/post-it-26/ http://www.datamediahub.it/2015/06/29/post-it-26/#comments Mon, 29 Jun 2015 05:45:10 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=57800 Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere. Twitter Timing — Buffer ha analizzato 4.8 milioni di tweet di 10mila account e pubblicato i risultati della desk research. Emerge una netta differenza tra gli orari in cui prevalentemente si twitta e quelli in cui la gente clicca sui link. Read More

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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Twitter Timing — Buffer ha analizzato 4.8 milioni di tweet di 10mila account e pubblicato i risultati della desk research. Emerge una netta differenza tra gli orari in cui prevalentemente si twitta e quelli in cui la gente clicca sui link. Da tenere a mente.
  • Processo d’Acquisto — Il funnel dalla considerazione all’acquisto nell’analisi sul valore di ciascuna fonte d’informazione online per 45 nazioni e 10 gategorie merceologiche. Bookmark!
  • Social TV — Nel corso del primo trimestre 2015 584mila italiani hanno postato almeno un Tweet relativo ad un programma televisivo. Un totale di 14 milioni di tweet che hanno avuto una OTS per 850 Milioni di volte. La categoria meno citata le auto, secondo l’analisi della Nielsen.
  • Digital Marketing: Un Caso di Successo - Case study delle azioni di digital marketing, social inclusi, per Maxibon [Nestlè].
  • Un nuovo modo di interagire con il consumatore - Il Brand Marketing è diventato un processo “permission based”, lo conferma Paola Scarpa [Retail, FMCG, HC Director] di Google Italia.
  • 5 Previsioni per il Futuro — 5 trend per il futuro prossimo secondo le previsioni di un panel di esperti che ne indicano probabilità di accadimento e timing.
  • Un Dildo per l’Informazione — Durante le marce di sabato per la giornata del Pride alla CNN scambiano la bandiera che raffigura un sex toy con quella dell’ISIS. È divertente ma non fa ridere…

“Bonus track” una utility preziosa per chi, come il sottoscritto, non ne poteva più dell’invasività di certe applicazioni su Facebook:

  • Video Tutorial Facebook - Sarà capitato anche a voi di ricevere continuamente inviti a Candy Crush Saga, Farmville e altri giochi su Facebook. Questo video vi spiega come in pochi semplici passaggi non essere più annoiati da questo tipo di cose. Evviva!!!

Believe in the Future

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Una Settimana nel Presente del Giornalismo http://www.datamediahub.it/2015/06/26/una-settimana-nel-presente-del-giornalismo/ http://www.datamediahub.it/2015/06/26/una-settimana-nel-presente-del-giornalismo/#comments Fri, 26 Jun 2015 09:49:59 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=57387 Oggi, come ogni venerdì, Donata Columbro scrive in maniera ragionata le novità nel mondo dell’informazione nella sua rubrica “Una settimana nel futuro del giornalismo”. Credo valga altrettanto la pena però di riassumere alcune delle vicende relative a giornali e giornalismi di casa nostra. Nella maggior sintesi possibile: Come noto, Wired diventa digital only abbandonando la carta Read More

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Oggi, come ogni venerdì, Donata Columbro scrive in maniera ragionata le novità nel mondo dell’informazione nella sua rubrica “Una settimana nel futuro del giornalismo”. Credo valga altrettanto la pena però di riassumere alcune delle vicende relative a giornali e giornalismi di casa nostra.

Nella maggior sintesi possibile:

  1. Come noto, Wired diventa digital only abbandonando la carta stampata pochi giorni dopo l’avvicendamento alla direzione della testata e, soprattutto, nono­stante le pro­messe del deputy mana­ger Fedele Usai ed un bilancio consolidato del 2014, in termini di MOL aziendale, con un margine operativo lordo di 9.1 milioni di euro, in netta ripresa dall’anno precedente [5,8 milioni], secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano. Il passaggio alla versione solo digitale comporta un taglio secco del 50% della redazione ed è questa, a mio avviso la notizia nella notizia [sorry per il gioco di parole]. Infatti vuol dire che ipso facto puntare sul digitale significa ridurre le risorse e gli investimenti. Credo che sia un aspetto che si commenti da solo e che valeva la pena di evidenziare.
  2. L’ANSA, la più celebre e rinomata agenzia stampa, simbolo dell’essenza della notizia [“l’ha detto l’ANSA”] è in crisi e taglia 65 giornalisti su 324, ma anche un cospicuo numero di poligrafici I giornalisti scendono sul piede di guerra al grido di #resistANSA e sono in sciopero ormai da giorni. Il Direttore annuncia che la pubblicazione riprende ma viene prontamente smentito dai fatti, il tutto via Twitter.
  3. FIEG e UPA ieri presentano i risultati di una ricerca: “Quotidiani e periodici a pagamento: ruolo, valori e prospettive evolutive”. Ricerca che magnifica ovviamente il valore della stampa e che viene ripresa, pour couse, da molte testate in maniera pedissequa ed acritica oggi. Peccato che alla voce metodologia via sia il vuoto nella presentazione disponibile e che tutte le verbalizzazioni segnalate siano per il 99% dei casi di persone dai 40 anni in su. Al tempo stesso non vi è, ad oggi traccia dell’annuale rapporto sulla carta stampata, solitamente rilasciato ad aprile i cui risultati sarebbero evidentemente troppo imbarazzanti. Negare l’evidenza con ricerche posticce ad hoc non migliorerà la situazione, credo proprio.
  4. Continua, inesorabile il calo della raccolta pubblicitaria nella carta stampata anche nel mese di maggio. Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente UPA, oggi sul Corriere della Sera a commento dice: «[…]Per maggio-giugno abbiamo segnali di un significativo miglioramento [..] Detto questo è chiaro che la stampa deve, e può, “riportare in casa” la raccolta che il web fa oggi attraverso il “saccheggio” dei contenuti».  Convinto lui…
  5. Italia Oggi giovedì [vd sotto] pubblica modificando l’ordine dei paragrafi ma nella sostanza copiando da questi spazi parte di un mio articolo del giorno prima. Felice di aver attenzione anche da parte dei giornalisti del quotidiano economico-finanziario vorrei però solamente che almeno sotto i loro articoli non venisse apposta la dicitura “riproduzione riservata”. Un po’ di dignità, almeno… A margine si segnala che, comunque, gli articoli in questi spazi, incluso ovviamente quello in questione, sono sotto Crea­tive Com­mons Attri­bu­tion 4.0 Inter­na­tio­nal License, a citare la fonte non si fa brutta figura, eh…

That’s all folks

Les Ecos Copia_Incolla

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Una settimana nel futuro del giornalismo — Bbc, Cir.ca, Storyful e molto altro http://www.datamediahub.it/2015/06/26/una-settimana-nel-futuro-del-giornalismo-bbc-cir-ca-storyful-e-molto-altro/ http://www.datamediahub.it/2015/06/26/una-settimana-nel-futuro-del-giornalismo-bbc-cir-ca-storyful-e-molto-altro/#comments Fri, 26 Jun 2015 05:45:07 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=57266 La rubrica dove rac­co­gliamo i link per non per­dere le novità nel mondo dell’informazione. Rimozione forzata. La Bbc pubblica una lista di tutti gli articoli che sono stati rimossi dalle ricerche di Google dopo la decisione della corte di giustizia dell’Unione Europea, grazie alla quale i cittadini possono chiedere ai motori di ricerca di eliminare i link verso Read More

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La rubrica dove rac­co­gliamo i link per non per­dere le novità nel mondo dell’informazione.

Rimozione forzata. La Bbc pubblica una lista di tutti gli articoli che sono stati rimossi dalle ricerche di Google dopo la decisione della corte di giustizia dell’Unione Europea, grazie alla quale i cittadini possono chiedere ai motori di ricerca di eliminare i link verso contenuti che li riguardano, se considerati “inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti, o eccessivi in relazione agli scopi per cui sono stati pubblicati”.

L’alternativa a GitHub. L’ha lanciata Google, mentre ci stavamo occupando dei nuovi Trends e del suo News Lab. Si chiama Cloud Source Repositories, di cui Google ha cominciato a offrire accesso gratuito in beta agli sviluppatori. Uno spazio per conservare codice come nuova funzione dei suoi servizi in cloud.

Mark Little lascia Storyful. E racconta la storia della startup irlandese, nata nel 2010, come agenzia di verifica delle informazioni condivise sui social network, con una lettera in cui ripercorre i tempi dalla fondazione fino all’acquisto da parte di News Corp nel 2013.

Wired Italia a metà. Con un comunicato sindacale la redazione comunica che Condé Nast Italia, l’editore del mensile dedicato a innovazione e tecnologia, ha deciso di ridurre gli investimenti, nonostante le promesse del deputy manager Fedele Usai. Wired uscirà con due numeri l’anno invece di dieci e sei dei dei giornalisti della redazione passeranno in mobilità.

La mela al polso. Esce oggi in Italia l’Apple Watch, l’orologio smart abbinabile agli ultimi modelli di iPhone, disponibile sullo store online e nei negozi sparsi sul territorio. Cosa puoi farci? Leggere notizie, calcolare le tue attività sportive, misurare il tuo battito cardiaco (ma non se hai un tattoo sul polso!), ricevere notifiche dai messaggi e dalla posta elettronica che ricevi sul telefono.

Un archivio di dati e grafici. Gratis, facilmente navigabile, per temi. Lo ha realizzato Quartz con Atlas: un ottimo esempio di come le redazioni possano sfruttare i propri contenuti, anche per pubblicazioni diverse da quelle originali, riportandoli alla vita. I grafici possono essere scaricati come immagini, incorporati online oppure riproducibili scaricando i dati già puliti dai giornalisti di Qz. Tip: si potrebbe replicare la stessa struttura con foto, video e altri materiali multimediali.

Almeno otto innovazioni. Sono quelle che Valerio Bassan prescrive alle redazioni per vivere (sopravvivere?) nell’era del digitale. Dall’homepage personalizzata agli articoli embeddabili, come già sperimenta Vox, alle notifiche push e alla possibilità di evidenziare e commentare contenuti, come ad esempio sulla piattaforma Medium. Chi avrà il coraggio di osare per primo in Italia?

Cir.ca chiude. L’app di notizie pensata per mobile guidata dall’ex editor di Reuters Anthony De Rosa saluta i lettori, dopo essere rimasta senza finanziatori. “Avremmo potuto far pagare il pubblico, ma abbiamo preferito di no”. Non abbiamo mai inseguito “i millennials” o le notizie “acchiappa audience” scrive De Rosa su Twitter. La strategia del ‘just the facts’, però non è bastata.

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Training Factor[Y] http://www.datamediahub.it/2015/06/25/training-factory/ http://www.datamediahub.it/2015/06/25/training-factory/#comments Thu, 25 Jun 2015 09:00:33 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=56671 Come Communication Factor[Y] diamo vita a Training Factor[Y] la nostra area dedicata alla formazione multi-aziendale. Si parte a settembre con i primi due corsi. 11 Settembre — Dalla cura dei contenuti allo storytelling [trovare, aggregare, curare contenuti e trasformarli in racconto] e 25 Settembre — Social per il mondo dell’Informazione e della Comunicazione. Di seguito il dettaglio di Read More

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Come Communication Factor[Y] diamo vita a Training Factor[Y] la nostra area dedicata alla formazione multi-aziendale.

Si parte a settembre con i primi due corsi. 11 Settembre — Dalla cura dei contenuti allo storytelling [trovare, aggregare, curare contenuti e trasformarli in racconto] e 25 Settembre — Social per il mondo dell’Informazione e della Comunicazione. Di seguito il dettaglio di entrambi.

CommFactory Aziende

11 Settembre — Dalla cura dei contenuti allo storytelling [trovare, aggregare, curare contenuti e trasformarli in racconto] — 09:30/13:00 — 14:00/18:30

> A chi è rivolto: Manager, imprenditori, consulenti e giornalisti che vogliono capire come il continuo flusso di informazioni possa essere organizzato e utilizzato per fare emergere storie interessanti ed essere un punto di riferimento nella rete. Come costruire storie che raccontino l’azienda in maniera nuova interessante.

Programma

La content curation:

  • Principi base della content curation.
  • Panoramica tool per aggregare e curare i contenuti.
  • Curation come aggiungere valore. Gli algoritmi e il “fattore umano”.
  • Come usare la content curation per l’azienda

Storytelling digitale:

  • Costruire una storia
  • Storytelling giornalistico: il reportage [l’inchiesta di approfondimento], come approfondire una tematica
  • Storytelling multimediale e “snowfalling” aggiungere elementi multimediali al racconto
  • Idee e strategie per utilizzare lo storytelling in azienda

Cercare e selezionare contenuti:

  • Trovare e verificare notizie e fonti autorevoli in rete, e non, creare un flusso continuo di informazioni e notizie interessanti
  • Organizzare il caos: tool e strategie per l’organizzazione e la gestione delle fonti
  • Tool per trovare contenuti interessanti

La formazione sarà sviluppata in modo tale da unire la teoria con la pratica, offrendo quindi sezioni di workshop interattivi attraverso i quali sperimentare i concetti appresi. Grazie al learning by doing i partecipanti saranno concretamente messi in grado di attivare da subito quanto appreso.

Docenti: Lelio Simi, Pier Luca Santoro

25 Settembre — Social per il mondo dell’Informazione e della Comunicazione. - 09:30/13:00 — 14:00/18:30

> A chi è rivolto: Manager, imprenditori, consulenti e giornalisti che vogliono progettare una brand experience, anche, attraverso il social media marketing.

Programma

  • Giù dalla torre d’avorio. La comunicazione diventa orizzontale
  • La nuova percezione della distanza e la disintermediazione
  • Il dialogo come obbligo e non più come scelta
  • Reputazione. Siamo ciò che diciamo
  • C’ è una community per tutto
  • Le conversazioni possono essere notizie. Le notizie sono sempre conversazioni
  • Il “nuovo paradigma: dal marketing outbound al marketing inbound
  • Dal Web “1.0” al “3.0”
  • Introduzione ai social media
  • Dalla comunicazione alla conversazione
  • Guidelines generali dell’approccio ai social media.
  • Le 12 fasi del Social Media Plan
  • Social Media ROI
  • La scelta dei canali, dei mezzi da utilizzare
  • Brand Journalism: La realizzazione del piano editoriale
  • Strumenti di gestione
  • Strumenti di monitoraggio: verificare e gestire l’efficacia della propria comunicazione
  • Conclusioni

Nella giornata saranno affrontati, sia sotto il profilo concettuale che dal punto di vista pratico, i temi connessi alla costruzione ed al mantenimento della presenza aziendale sui social media. La formazione sarà sviluppata in modo tale da unire la teoria con la pratica, offrendo quindi sezioni di workshop interattive attraverso le quali sperimentare i concetti appresi. Grazie al learning by doing i partecipanti saranno concretamente messi in grado di attivare nuovi modelli di marketing digitale per la miglior penetrazione del mercato di riferimento con approfondimenti attraverso focus specifici sulla strategia, sull’ascolto delle conversazioni e sulla produzione di contenuti adatti all’obiettivo, di “misurazione” e di “profilatura” e “segmentazione” della clientela e più in generale degli stakeholder che sono resi possibili dalla presenza nel web attraverso i social media.

Docenti: Lelio Simi, Pier Luca Santoro

CommFactory Training

Dove: Le giornate di formazione si terranno a Bologna nella splendida cornice del Centro San Domenico a pochi passi dalle due torri e a dieci minuti dalla stazione per chi arriva da fuori.

Quanto: Ogni giornata di formazione 120 euro [+IVA] a partecipante. Per coloro che si iscriveranno entro il 31.07.2015 la quota è invece ridotta a 100 euro [+IVA] così come nel caso di più iscritti della stessa azienda/organizzazione.

La Quota Comprende: 8 ore di incontro, tutte le slide ed i materiali del corso e partecipazione al gruppo chiuso su Facebook con materiali integrativi, dati, ricerche ed updates sul tema.

Pagamento: Compila il form di pre-iscrizione sotto riportato. Riceverai una mail di conferma con gli estremi per effettuare il bonifico. Nel caso in cui non ci sia più posto sarai inserito in waiting list e se si liberasse qualche posto verrai avvisato. Importante: La pre-iscrizione non dà alcun diritto alla frequentazione dell’incontro. L’iscrizione sarà completa successivamente alla ricezione di una ns mail di conferma ed il pagamento della quota di partecipazione.

Pagamento e Fattura: Il pagamento [che completa l’iscrizione], dovrà avvenire entro la data indicata nell’e-mail contenente gli estremi per il bonifico bancario — unico metodo accettato. La fattura/ricevuta verrà inviata contestualmente alla ricezione del bonifico all’indirizzo email indicato nel form di pre-iscrizione.

Per qualunque altro utile chiarimento e/o integrazione Scri­vici

[contact-form-7]

CommFactory SunTzu

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Post-it http://www.datamediahub.it/2015/06/25/post-it-25/ http://www.datamediahub.it/2015/06/25/post-it-25/#comments Thu, 25 Jun 2015 05:45:12 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=57054 Una selezione ragionata delle noti­zie di oggi su media, giornalismi e comu­ni­ca­zione da non perdere. Messenger # Facebook — Adesso, in Canada, United States, Peru e Venezuela, non è più necessario essere iscritti a Facebook per poter usare Messanger. Se Zuck spinge così sull’app di instant messanging ci sarà un perchè Save the Date — Se dovessi Read More

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Una selezione ragionata delle noti­zie di oggi su media, giornalismi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Messenger # Facebook — Adesso, in Canada, United States, Peru e Venezuela, non è più necessario essere iscritti a Facebook per poter usare Messanger. Se Zuck spinge così sull’app di instant messanging ci sarà un perchè
  • Save the Date — Se dovessi scegliere un solo evento al quale partecipare nel corso dell’anno non ho dubbi che questo sarebbe State of the Net. L’appuntamento annuale State of the Net del 2015 si terrà a Milano, invece che a Trieste, il 4 e 5 ottobre e sarà dedicata agli algoritmi. Su iPressLive, piattaforma della quale torneremo a parlare molto presto, accredito stampa e pagina dedicata, che verrà costantemente aggiornata con notizie, foto e video gallery, speaker, live twitting legato all’hashtag #sotn15
  • Le Start-up Italiane Viste da Fuori — Business Insider scrive, giustamente ahimè, che non si pensa all’Italia come nazione facente parte del nucleo duro legato alla tecnologia in Europa ed elenca “The 11 hottest startups in Italy”. Bonus Track: “40 of The Best Tools Your Startup May Find Useful”
  • Instant Articles — Dopo oltre un mese e mezzo dal debutto ufficiale, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i publisher coinvolti inizieranno a pubblicare davvero e si parla di una media tra i 30 ed i 40 articoli al giorno per testate come il  New York Times o NBC News. Toccherà installare l’applicazione.
  • L’Ora dei Saluti — Circa chiude, probabilmente a causa di un approccio troppo freddo e razionale al mondo delle news che invece ha sempre più bisogno di coinvolgere ed emozionare, e Antony De Rosa saluta e ringrazia i collaboratori e segnala le loro mail in caso qualcuno volesse assumerli. Paro paro a quel che succede in Italia in questi casi…
  • Mobile Advertising - Si parla molto, troppo?, di adv e mobile, ma il futuro, anzi il presente, è la search da mobile [e anche da questo gli editori sono fuori]. Comunque sia, “The state of mobile ad spending in 5 charts” consente di farsi un’idea della situazione a livello globale
  • Graphic News — A tre mesi dal debutto di Graphic News, iniziativa tutta italiana a dispetto del nome, avviene ora il lancio della versione inglese e diventa “mobile-first”. Bravi!

Internet of Things

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New[s] Business http://www.datamediahub.it/2015/06/24/news-business/ http://www.datamediahub.it/2015/06/24/news-business/#comments Wed, 24 Jun 2015 09:00:27 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=56810 Le revenues da vendite di copie in tutto il mondo, italia inclusa, hanno superato i ricavi dalla raccolta pubblicitaria nel mix dei publisher. Fenomeno che è imputabile più al crollo dell’advertising sulla stampa che a straordinarie performance nelle vendite che, di fatto, anche con le copie digitali e gli abbonamenti alla versione online non riescono Read More

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Le revenues da vendite di copie in tutto il mondo, italia inclusa, hanno superato i ricavi dalla raccolta pubblicitaria nel mix dei publisher. Fenomeno che è imputabile più al crollo dell’advertising sulla stampa che a straordinarie performance nelle vendite che, di fatto, anche con le copie digitali e gli abbonamenti alla versione online non riescono comunque a pareggiare i conti rispetto al passato.

È scritto alla prima pagina del bigino sulla vendita che quando non è possibile, e/o è troppo oneroso, lavorare orizzontalmente, ovvero ampliare il parco clienti, l’alternativa logica è quella di operare in maniera verticale, ossia fornire un maggior numero di prodotti/servizi al parco clienti trattanti, ai clienti esistenti. Dopo tanto rumore su come generare nuovi ricavi per l’editoria pare che, finalmente, qualcuno inizi a comprendere questo concetto apparentemente basico.

Il Mai­lOn­line, in col­la­bo­ra­zione con WPP e Sna­p­chat, lan­cia “Truf­fle Pig”, agenzia di content marketing per offrire un’ampia gamma di ser­vizi nell’area della comu­ni­ca­zione d’impresa quali con­tent crea­tion, info­gra­fi­che, video, social media mana­ge­ment e molto altro ancora.

Jon Steinberg, ceo di Daily Mail Nord America ha commentato: “Il maiale da tartufo trova un cibo raro e gustoso. Con la necessità di piani marketing basati sullo storytelling sui nostri siti e su quelli delle altre media company e i nuovi formati di annunci come quelli di Snapchat, i marchi hanno bisogno di un maiale da tartufo. Siamo entusiasti di lavorare con sigle leader a livello mondiale, le loro agenzie media e tutte le piattaforme digitali per creare un’unica realtà dedicata al digital marketing”.

Truffle Pig utilizzerà DailyMail.com, Elite Daily e Snapchat per testare le prime iniziative che saranno per ora sviluppate solamente negli Stati Uniti ed utilizzeranno il 3V video, i cui concetti sono riassunti nel video sottostante dal CEO di Sna­p­chat.

Contemporaneamente Les Echos, lunedi 22 giugno, ha annunciato il lancio di una piattaforma digitale per servizi alle imprese. Parzialmente finanziato dal fondo di Google — per la somma di 2 milioni di euro di un bilancio totale di circa 4 milioni — questa piattaforma riunisce le offerte di servizi per le imprese attualmente proposte dal gruppo: il deposito di note legali consultazione di gara, ricerche di mercato, strumenti di comunicazione.

Lo sviluppo di questa piattaforma è anche emblematico del rapido sviluppo del modello di business di Echoes, uno dei media che meglio sta affrontando la transizione al digitale, con buona pace per chi pensa che Frederic Filloux , Managing Director, Digital Operations di Les Echos, dica banalità. Servizi che attualmente contribuiscono al 31% del fatturato del gruppo, contro il 12% nel 2011 [la pubblicità pesa per il 30% e le vendite di contenuti il 39%]. Il gruppo vuole raggiungere, entro il 2018, il 50% dei ricavi generati dai servizi.

Il gruppo ha modificato passo dopo passo il suo business originale, le informazioni economiche e finanziarie, che potrebbero diventare, a medio termine, una quota di minoranza dell’attività sul modello del gruppo tedesco Springer, per esempio.

Les Echos

Per fortuna qualcosa si muove anche nel panorama nazionale con RCS che ha recentemente dato vita a NuMix Agency che aggrega, sotto la guida del Managing Director Alceo Rapagna, Connecto, centro di competenza di servizi di marketing below the line con l’obiettivo di affiancare le aziende nel processo di trasformazione digitale,  RCS Live, area dedicata ai grandi eventi del gruppo RCS, e InProject, unità dedicata a progetti multimediali su misura per le aziende, per fornire, anche in questo caso, servizi di comunicazione integrata a 360 gradi.

Insomma, dopo tanto parlare di modelli di business 2.0 per i publisher, le iniziative in tal senso, finalmente, iniziano a fiorire in ogni angolo del pianeta. Ovviamente, dando per scontata la bontà dei servizi offerti, la differenza la farà la capacità delle reti vendita delle concessionarie che dovranno trasformarsi da venditori di colonne e pixel in veri e propri consulenti di comunicazione. In caso di bisogno siamo qui.

Trasformazione Digitale

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Post-it http://www.datamediahub.it/2015/06/24/post-it-24/ http://www.datamediahub.it/2015/06/24/post-it-24/#comments Wed, 24 Jun 2015 05:45:36 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=56540 Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi. Press Release - Com’è fatto un vero comunicato stampa di Chevrolet tra emoji e successive release non criptate. Interessante! Worldwide Mobile Internet Connections — Il World Economic Forum pubblica gli ultimi dati disponibili sulle connessioni ad Internet in mobilità. Nonostante l’elevatissima concentrazione Read More

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Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  • Press Release - Com’è fatto un vero comunicato stampa di Chevrolet tra emoji e successive release non criptate. Interessante!
  • Worldwide Mobile Internet Connections — Il World Economic Forum pubblica gli ultimi dati disponibili sulle connessioni ad Internet in mobilità. Nonostante l’elevatissima concentrazione di telefonini l’Italia è sotto la media OECD.
  • Nasce l’Instagram delle Notizie - Nasce Kite a cavallo tra l’aggregatore di notizie e il social network, con una spiccata vocazione al mobile, trasforma l’esperienza di navigazione del lettore. Le raccomandazioni non sono create da algoritmi ma dalle persone con cui ci colleghiamo e/o seguiamo e la search nel browser viene sostituita dai social. Da tenere sotto osservazione.
  • Periscope — Dopo l’entusiasmo iniziale il buzz [e l’uso?] su Periscope sembra essersi notevolmente ridimensionato. Comunque sia, Nestle sarà il primo brand a lanciare delle social video clip utilizzando Periscope. Esperimento da seguire.
  • Ricet­ta­zione - Al diret­tore del set­ti­ma­nale che acqui­stò e pub­blicò i celebri scatti “rubati” di Mr.B a Villa Cer­tosa in com­pa­gnia di “gio­vani ospiti”, non può essere con­te­stato il reato di ricet­ta­zione se manca la prova di un van­tag­gio eco­no­mico o di car­riera. La Cas­sa­zione annulla la con­danna della Corte d’Appello e rin­via per un nuovo giudizio.
  • Quoziente digitale — Analisi di McKinsey di 150 tra le principali multinazionali del mondo per verificare le buone pratiche secondo 18 parametri che danno origine al “quoziente digitale”. Interessanti sia i risultati che il dettaglio dei parametri presi in considerazione.
  • Frodi nella Pubblicità Online — Metà, o più, del display adv  che ad networks, media buyers, e agenzie hanno venduto ai loro clienti non è mai comparso davanti ad un essere umano. Una frode che coinvolge ampiamente anche gli editori e che si stima valga la bellezza [si fa per dire] di 7.5 miliardi di dollari. Come funzioni e, soprattutto, come porvi rimedio il più possibile, nell’articolo “The Alleged $7.5 Billion Fraud in Online Advertising”

How Old

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

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Rapporto 2015 sull’Industria dei Quotidiani in Italia http://www.datamediahub.it/2015/06/23/rapporto-2015-sullindustria-dei-quotidiani-in-italia/ http://www.datamediahub.it/2015/06/23/rapporto-2015-sullindustria-dei-quotidiani-in-italia/#comments Tue, 23 Jun 2015 09:00:36 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=56315 Nell’ambito dei  lavori di Wan-Ifra Italia 2015, la conferenza internazionale dell’industria editoriale e della stampa italiana promossa da Wan-Ifra [Associazione mondiale degli editori] e Asig [Associazione Stampatori Italiana Giornali] della scorsa settimana, è stato presentato il Rapporto 2015 sull’Industria dei Quotidiani in Italia. La desk research a cadenza annuale, giunta alla 16esima edizione, riassume i dati relativi a: Read More

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Nell’ambito dei  lavori di Wan-Ifra Italia 2015, la conferenza internazionale dell’industria editoriale e della stampa italiana promossa da Wan-Ifra [Associazione mondiale degli editori] e Asig [Associazione Stampatori Italiana Giornali] della scorsa settimana, è stato presentato il Rapporto 2015 sull’Industria dei Quotidiani in Italia.

La desk research a cadenza annuale, giunta alla 16esima edizione, riassume i dati relativi a: andamento e prospettive del mercato dei quotidiani, andamento del mercato pubblicitario, andamento, tendenze e prospettive occupazionali, andamento retributivo e costo del lavoro poligrafico, trend tecnologici e di mercato in atto.

Per comprendere, o meglio per avere conferma dell’aria che tira, bastano le conclusioni del consiglio direttivo dell’Asig nell’introduzione al rapporto 2015: “Nell’edizione 2011 di questo Rapporto pubblicammo una “mappa dell’estinzione dei quotidiani”, realizzata da un centro di consulenza australiano, che indicava nazione per nazione la data di scomparsa dei giornali quotidiani: per l’Italia, l’anno x era stato fissato nel 2027. Allora ci sembrava la solita esagerazione del fanatico futurologo di turno, da archiviare con un sorriso e magari con qualche rituale scaramantico. Ma oggi, in tutta onestà, possiamo dirci assolutamente certi che tra dieci anni in Italia i quotidiani esisteranno ancora?”

Dati, già pubblicati all’interno di DataMediaHub [qui, qui, qui] che lasciano purtroppo poco spazio all’ottimismo. La crisi economica generale del nostro Paese si è tradotta in una significativa contrazione della diffusione e dei fatturati pubblicitari, alla quale ha fatto riscontro una notevole riduzione delle testate e degli stabilimenti di produzione. In forte calo l’occupazione, ristagnano i livelli retributivi degli addetti del settore, in grande sofferenza il fondo integrativo di settore, dove per ogni lavoratore attivo ci sono quasi quattro pensionati.

All’interno del rapporto vi sono due aspetti che più di altri attirano l’attenzione.

Il primo riguarda l’elevato livello di inefficienza del sistema distributivo, della filiera tradizionale del cartaceo, che produce un’incidenza dei resi del 31% rispetto al 14% di incidenza in Francia. La conferma, se necessario, di quello che scrivevamo pochi giorni fa nelle conclusioni sull’analisi relativa ai prin­ci­pali cin­que gruppi edi­to­riali quo­tati in borsa.

Infatti, come ricorda Gianni Paolucci, presidente dell’Asig, la ver­sione car­ta­cea dei quo­ti­diani rap­pre­senta ancora oggi il grosso dei ricavi, come dimo­strano, anche, le nostre ana­lisi, ma non si è data la giu­sta atten­zione a quella che è la cash cow della stampa. L’informatizzazione delle edi­cole lan­gue in una legge disat­tesa da ormai tre anni alla quale era legata sia l’area di finan­zia­mento pub­blico ai gior­nali che i bene­fici di razio­na­liz­za­zione dei resi e di gestione delle infor­ma­zioni. Un aspetto che potrebbe, secondo le mie stime, gene­rare un recu­pero con­tri­bu­tivo tra il 10 ed il 15%, ripor­tando fuori dal rosso il com­parto e dando ossi­geno, cassa, per affron­tare con mag­gior sere­nità l’area digitale. Tema al quale ho dedicato un libro due anni fa e che, visto l’immobilismo, credo sia ancora di cocente attualità.

Il grafico sottostante mostra  il dettaglio del periodo 2011–2014 per quanto riguarda andamento copie vendute, abbonamenti, copie gratuite, e resi, evidenziando come l’incidenza della resa sia ulteriormente peggiorata nel periodo preso in considerazione passando dal 28.9% del 2011 al 31% del 2014. Ulteriore conferma di quanto colpevole sia stato l’immobilismo, anche, su questo fronte negli ultimi anni rispetto alla roadmap teorizzata e mai messa in pratica.

L’altro aspetto è relativo alla crisi della raccolta pubblicitaria che complessivamente influisce in maniera maggiormente  negativa rispetto al calo di vendita di copie documentato nel grafico sopra riportato.

Nel 2000, anno in cui il mercato pubblicitario italiano raggiunse i massimi valori, i ricavi pubblicitari rappresentavano il 58% dei ricavi complessivi dei quotidiani, divenuti il 38.5% nel 2014 portando di riflesso l’incidenza delle vendite sul totale dei ricavi al 61.5%. Insomma quasi due terzi dei ricavi deriva dalle vendite di copie ma la gestione è inconsistente ad essere magnanimi.

Inoltre, come mostra il grafico contenuto all’interno del rapporto, la crisi è certamente strutturale ma la riduzione della raccolta pubblicitaria per i quotidiani è in buona parte frutto del crollo dei listini. Infatti, fatto 100 il 2008 il calo a fine 2014 è del 29% a spazi mentre è di ben il 54%, quasi il doppio, a valore come evidenziavo di recente.

In Italia sostanzialmente non esistono listini pubblici dei prezzi delle inserzioni pubblicitarie e quando esistono sono poco più che simbolici con sconti che possono arrivare sino al 90% non solo in funzione del livello di investimento.

L’adv è morto, o comun­que mori­bondo, e i modelli di busi­ness che si basano solo su quest’area hanno la stessa pro­spet­tiva. Chi pensa che la carta rappresenterà la haute couture, mentre i servizi digitali saranno il pret-a-porter, ragiona ancora secondo schemi obsoleti, senza futuro.

Spazi e Fatturati Adv Quotidiani

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