DataMediaHub http://www.datamediahub.it L'informazione sui media come non l'avete mai vista Thu, 03 Sep 2015 09:00:11 +0000 it-IT hourly 1 Qualche dato su Repubblica: quattro grafici sulla semestrale 2015 http://www.datamediahub.it/2015/09/03/qualche-dato-su-repubblica-tre-grafici-sulla-semestrale-2015/ http://www.datamediahub.it/2015/09/03/qualche-dato-su-repubblica-tre-grafici-sulla-semestrale-2015/#comments Thu, 03 Sep 2015 09:00:11 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=75738 La pubblicazione della relazione semestrale del gruppo Espresso ci permette di vedere nel dettaglio i conti delle singole divisioni dell’editore. In particolare è interessante guardare ai numeri forniti sulla testata ammiraglia del gruppo: come è andata Repubblica nella prima metà dell’anno? Cosa ci dice la sua semestrale in confronto con quelle degli anni passati? Qual Read More

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La pubblicazione della relazione semestrale del gruppo Espresso ci permette di vedere nel dettaglio i conti delle singole divisioni dell’editore. In particolare è interessante guardare ai numeri forniti sulla testata ammiraglia del gruppo: come è andata Repubblica nella prima metà dell’anno? Cosa ci dice la sua semestrale in confronto con quelle degli anni passati? Qual è il suo peso all’interno del gruppo Espresso?

Per questo abbiamo fatto alcuni grafici e delle analisi sulla divisione Repubblica che, ricordiamo, all’interno del gruppo Espresso gestisce l’attività della testata: l’edizione nazionale e le nove edizioni locali oltre ai supplementi Affari&Finanza, Il Venerdì e D. Per l’organizzazione interna che si è dato l’editore la divisione però – è bene precisare – non gestisce l’attività digitale relativa al quotidiano, il gruppo Espresso ha infatti creato al suo interno una divisione appositamente dedicata a gestire tutte le diverse attività digitali delle testate dell’editore.

Fatturato e confronto ricavi vs costiFatturato_vs._Costi_Repubblica_1°_sem_2006_-_1°_sem_2015_fatturato_costi_operativi_e_personale_chartbuilder

Non è certo una novità che la crisi dell’editoria di questi anni abbia ridotto notevolmente i fatturati e conseguentemente le aziende abbiano dovuto tagliare drasticamente i costi: ma quanto è grande la flessione dei ricavi e quanto si è dovuto tagliare nella divisione Repubblica? Guardando al grafico dello storico delle semestrali dal 2006 al 2015 vediamo che il fatturato del 2006 era di 304,4 milioni di euro, nel 2015 è 101,9 milioni.

Quindi la flessione è del 67%, ovvero, per dirla in altro modo, la divisione nelle ultime dieci annualità ha visto ridursi i ricavi poco più di due terzi.

Il differenziale semestre su semestre riferito invece alle ultime cinque annualità (ovvero tra 2011 e 2015) è di –57 milioni di euro, pari a un –36%, quello delle ultime tre (2013 –2015) è di –32 milioni di euro che in punti percentuale equivale a –24%. Una decrescita costante quindi, che non si ferma quest’anno visto che il confronto con il 2014 è negativo per 4,7 milioni (il 4% in meno).

I costi operativi e del personale hanno subito tagli in misura simile alla flessione dei ricavi: se nel 2006 i costi ammontavano a 248 milioni, nel 2014 sono pari a 97 milioni con un taglio del 61%. Il risultato è un margine operativo lordo che passa dai 56 milioni di euro del 2006 ai 5 milioni del 2015 e una reddittività (rapporto percentuale tra risultato operativo e fatturato) che nel medesimo periodo dal 16% scende al 4% e una marginalità (rapporto Mol e fatturato) che dal 18% si riduce al 4.5%.

Valore della divisione Repubblica nel Gruppo Espresso

repubblica_espresso3

Quanto pesa all’interno del gruppo la divisione Repubblica? Se come parametro confrontiamo i fatturati delle semestrali dichiarati dai bilanci vediamo che il “peso” di Repubblica è in netto calo: se nel 2006 il rapporto in punti percentuali tra ricavi di Repubblica e quelli complessivi del gruppo Espresso era del 51% dieci anni dopo è del 33%.

La divisione sembra, inoltre, soffrire la crisi più del gruppo di riferimento: se confrontiamo la flessione del fatturato vediamo infatti che quella di Repubblica è, come detto, del –67% nel dieci anni 20006–2015, quello del gruppo è del –49%. Così anche nel confronti delle ultime tre annualità –24% la flessione dei ricavi di Repubblica, –17% quella del gruppo. Solo nel confronto tra le ultima due annualità Repubblica deve pagare dazio alla crisi in misura minore rispetto al gruppo Espresso: –4% contro il –8% della casa madre.

Repubblica_espresso

È bene precisare ancora una volta che alla divisione Repubblica non sono attribuiti i numeri del digitale che sicuramente gioverebbero al suo bilancio, visto che in gran parte possono essere attribuiti proprio alla testata. Va detto però che guardando ai ricavi di questo semestre la divisione digitale nel suo complesso totalizza 26,5 milioni di euro di fatturato. Ovvero solo un 8,7% sul totale del gruppo, con crescita decisamente in frenata: appena 0,2 milioni in più dello scorso anno. Numeri che, ci sembra, non possano cambiare nella sostanza le nostre analisi di fondo sull’andamento economico di Repubblica.

Divisione Repubblica confronto 1° semestre 2006 — 1° semestre 2015

Ecco infine sintetizzati in una tabella i numeri relativi al confronto tra l’ultima semestrale e quella di dieci annualità precedenti: una tendenza sul lungo periodo che, secondo noi, fotografa bene l’andamento di uno dei due maggiori quotidiani italiani nell’arco temporale che coincide con gli anni più neri della crisi editoriale di casa nostra.

scheda_repubblica

[nota: I dati completi relativi ai grafici presenti in questo articolo sono scaricabili a questo link (Google Drive)]

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In questa settimana in cui c’è ufficialmente la ripresa lavorativa post-vacanze continua ad esserci un numero consistente di persone in cerca di occupazione [che le vacanze NON le hanno fatte], oggi uno speciale su media e lavoro.

  • Editoria, Media e Giornalismo — Il Gruppo Monrif editore de Il Resto del Carlino ha avviato la ricerca di un tirocinante da affiancare a personale qualificato per il ruolo di Web Marketing Assistant. Sede di lavoro: Bologna.
  • Social Care - L’operatore telefonico H3G attraverso un annuncio su LinkedIn è alla ricerca di personale per gestire il cliente attraverso i canali social: pagine 3Italia e 3 Assistenza Clienti su Facebook e su Twitter. Sede di lavoro: Milano.
  • Comunicazione e Marketing - La società Havas Media Group è alla ricerca di una figura di Digital Account Manager che sarà inserirà all’interno di un team di lavoro con responsabilità di gestione e coordinamento al fine di promuovere la realizzazione di campagne integrate.
  • Produzione Tv - La società di produzione televisiva Turner Broadcasting è alla ricerca di un Direttore Commerciale al quale sarà affidata la responsabilità della strategia commerciale di Turner in Italia compresa la distribuzione e la raccolta pubblicitaria. Sede di lavoro: Roma.
  • Digital Marketing — La Diennea-MagNews ricerca una risorsa da inquadrare con un tirocinio, volto ad una collaborazione continuativa in azienda, a supporto del team creativo nell’implementazione e nella gestione day by day dei progetti per i propri clienti. Sede di lavoro: Faenza. 
  • Editoria Online - Il quotidiano Il Giornale seleziona informatico esperto di tecnologie web [qui le altre competenze richieste] da integrare nello staff tecnico. Sede di lavoro: Milano.
  • Sales - Piemme Edizioni, concessionaria del gruppo Caltagirone, ricerca un Web Account Manager al quale verrà affidata la vendita e la pianificazione di campagne pubblicitarie web e l’implementazione di progetti new business. Sede di lavoro: Roma e Milano.

Work Hard Success

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Analisi Portafoglio Clienti http://www.datamediahub.it/2015/09/02/analisi-portafoglio-clienti/ http://www.datamediahub.it/2015/09/02/analisi-portafoglio-clienti/#comments Wed, 02 Sep 2015 09:00:27 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=67002 Le matrici di portafoglio servono ad analizzare e visualizzare il posizionamento competitivo di un’impresa o delle sue unità di business. Partendo dall’idea della matrice di Boston abbiamo realizzato la matrice di analisi e valutazione del portafoglio clienti. La matrice, dando pesi ponderati alle diverse variabili di valutazione di ciascun cliente, può essere utilizzata, ad esempio, dalla concessionaria Read More

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Le matrici di portafoglio servono ad analizzare e visualizzare il posizionamento competitivo di un’impresa o delle sue unità di business.

Partendo dall’idea della matrice di Boston abbiamo realizzato la matrice di analisi e valutazione del portafoglio clienti. La matrice, dando pesi ponderati alle diverse variabili di valutazione di ciascun cliente, può essere utilizzata, ad esempio, dalla concessionaria di pubblicità di un editore per valutare il proprio parco clienti e definire quale tipo di azioni implementare per ciascun gruppo di clienti.

Non è casuale la scelta di attribuire rilevanza al profitto e non al fatturato. Se questo aspetto è infatti di assoluta rilevanza per qualunque impresa e sua strategic business unit, lo è, se possibile, ancor più per la vendita di pubblicità dove sia l’immaterialità del bene che la politica della scontistica rischiano a volte di essere fuorvianti se si valuta il solo fatturato.

Buon lavoro.

Analisi Portfolio Clienti

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Post-it http://www.datamediahub.it/2015/09/02/post-it-57/ http://www.datamediahub.it/2015/09/02/post-it-57/#comments Wed, 02 Sep 2015 05:45:40 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=75559 Una selezione ragionata delle notizie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere. Non Chiudete Quella Porta — Brutta pagina del giornalismo italiano. 4 giornalisti de La Provincia di Cosenza si recano a lavoro e non trovano la redazione, spostatasi a seguito di un trasloco a sorpresa. La vicenda è diventata un caso simbolo, una Read More

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Una selezione ragionata delle notizie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Non Chiudete Quella Porta — Brutta pagina del giornalismo italiano. 4 giornalisti de La Provincia di Cosenza si recano a lavoro e non trovano la redazione, spostatasi a seguito di un trasloco a sorpresa. La vicenda è diventata un caso simbolo, una battaglia per rivendicare il proprio posto di lavoro.
  • Brand Identity - Google, l’azienda che più di ogni altra al mondo modifica, adatta e perfino gioca con il proprio logo, come dimostrano le centinaia di doodle realizzati in questi anni, cambia il proprio marchio per adattarlo ad un mondo sempre più “always on”.
  • Fashion & Social Media — Comprendere le esigenze del cliente è da sempre stato un punto di forza per le strategie di successo delle aziende, anche, di moda. Sotto questo profilo i social media rappresentano un’opportunità straordinaria ancora marginalmente compresa dalle imprese. Dopo la nascita del fast fashion oggi i trend sui social potrebbero dettar legge nella definizione della gamma e dei lanci di prodotto come conferma, anche, la nomina da parte di LVMH di un ex manager Apple come head of digital del brand del lusso.
  • Linkedin & Instagram Messanging — Il messanging è attualmente una delle principali aree chiave di crescita dei social in questo momento. È così che LinkedIn, che era ancorata ad un sistema che sembrava uscito dagli Atari degli anni ’90, ne annuncia, finalmente, la sua evoluzione. Nello stesso giorno anche Instagram propone cambiamenti significativi di Instagram direct. Un messaggino vi seppellirà…
  • Il Futuro Prossimo di Blende — Blendle, la startup olandese nota per essere stata definita “l’iTunes per le news”, ha annunciato il restyling della propria applicazione mobile, confermato il lancio in Germania e anticipato altre novità presto in arrivo. Gli editori del “belpaese” restano arroccati a Edicola Italiana nata vecchia da un approccio senza futuro.
  • Mobile Revolution — Lo sviluppo che il settore della telefonia mobile e delle applicazioni hanno raggiunto negli ultimi sette anni è strabiliante e conferma come i cicli di vita siano sempre più accelerati e dirompenti. In soli sei mesi, rispetto all’anno scorso, il tempo medio trascorso su un dispositivo mobile ogni giorno è aumentato di circa 43 minuti, ma se il contenuto è re [ancora una volta] le app dominano sempre più la scena uccidendo l’open Internet. Lo conferma, se necessario, l’alleanza tra Axel Springer e Samsung per la creazione di un’applicazione di news sulla falsariga di Apple News. Amen!
  • Nativi Digitali — I giovani di oggi potranno pur essere nativi digitali, ma i media tradizionali restano in cima alla loro dieta mediatica. Infatti, secondo quanto evidenziato da eMarketer, resta il televisore è il dispositivo primario utilizzato da bambini e adolescenti negli Stati Uniti. 

Bonus track: Finalmente anche Michele Serra ha capito che “il popolo del Web” NON esiste. È senza dubbio un evento da celebrare.

Popolo del web

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I Propositi del 2016 di Twitter: Reclutare Donne e Minoranze http://www.datamediahub.it/2015/09/01/i-propositi-del-2016-di-twitter-reclutare-donne-e-minoranze/ http://www.datamediahub.it/2015/09/01/i-propositi-del-2016-di-twitter-reclutare-donne-e-minoranze/#comments Tue, 01 Sep 2015 09:00:17 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=74597 Per Twitter è già tempo di buoni propositi per il nuovo anno.La piattaforma di micro blogging pubblica il Diversity Report, una serie di dati [rappresentati a dire il vero con molta poca cura] che descrivono lo stato di partecipazione di donne e minoranze tra le risorse del social. Partendo direttamente dai numeri, si nota rispetto Read More

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Per Twitter è già tempo di buoni propositi per il nuovo anno.La piattaforma di micro blogging pubblica il Diversity Report, una serie di dati [rappresentati a dire il vero con molta poca cura] che descrivono lo stato di partecipazione di donne e minoranze tra le risorse del social.

Partendo direttamente dai numeri, si nota rispetto al 2014 si nota un aumento di risorse femminili del 4%, che passano quindi dal 30% al 34% sul totale.Questo aumento è assorbito quasi totalmente dal team Tech, dove le donne passano dal 10% al 13%, a dispetto del team Non-tech dove la ripartizione resta paritaria ed uguale alle rilevazioni del 2014.Si segnala, infine, un aumento dell’1% nel team Leadership.Queste le infografiche ufficiali pubblicate da Twitter relative ai due anni a confronto.

2015

2015

2014

2014

2014

Un’ulteriore infografica è dedicata alle diversità di etnie, con la proposizione di nuove categorie, e un sistema di visualizzazione di discutibile chiarezza, che rendono quindi difficili le comparazioni tra il 2015 e il 2014.

Twitter ethnicity. Diversity data

Il dichiarato intento è quello di procedere nell’incremento delle rappresentanze di ogni tipo di minoranza. Twitter lo fa mostrando i risultati già ottenuti e le politiche messe in campo, a partire da una serie di partnership con organizzazioni volte alla tutela della mancata rappresentazione delle minoranze etniche. L’attenzione, in particolar modo alle donne, non è un tema assolutamente nuovo.

Lo scorso ottobre con un comunicato congiunto Facebook, Pinterest e Box avevano lanciato il progetto WEST, che prevedeva un tutoraggio e un inserimento più consistente delle donne negli ambienti tecnologici. Politiche di questo tipo si collocano sempre a metà strada tra l’auspicio che possa realmente realizzarsi una ripartizione meritevole e paritaria tra i generi e la riflessione rispetto a come nel 2015 si possa ancora discutere di genere più che di competenze.

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Post-it http://www.datamediahub.it/2015/09/01/post-it-56/ http://www.datamediahub.it/2015/09/01/post-it-56/#comments Tue, 01 Sep 2015 05:45:47 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=75265 Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere. La Conversazione NON Viaggia su Twitter - La piattaforma di microblogging da 140 caratteri aspirava ad essere una “piazza globale”. Secondo i dati raccolti tra gennaio 2012 e dicembre 2014 pare invece che Twitter si rinforzi laddove il suo utilizzo è già Read More

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Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • La Conversazione NON Viaggia su TwitterLa piattaforma di microblogging da 140 caratteri aspirava ad essere una “piazza globale”. Secondo i dati raccolti tra gennaio 2012 e dicembre 2014 pare invece che Twitter si rinforzi laddove il suo utilizzo è già diffuso senza espandersi altrove.
  • Tools per e-commerce - Un sito di e-commerce è tutt’altro che semplice, richiede strumenti e tattiche di progettazione. L’elenco di 13 strumenti per il web designer, a parità di condizione, può semplificarvi il raggiungimento dell’obiettivo.
  • La CIA ed i Media — Dalla fine della seconda guerra mondiale la  Central Intelligence Agency ha esercitato una notevole influenza su ciò che le persone vedono, sentono e leggono, veicolando informazione e disinformazione ad hoc secondo i propri obiettivi . La lista dei 50 fatti storici sulla questione contribuisce a far luce, almeno in parte, su ciò che il mondo ha bisogno di sapere.
  • Advertising - La più grande agenzia pubblicitaria del mondoWPP, acquista 76 miliardi di dollari di spazi pubblicitari ogni anno  attraverso il suo braccio d’acquisto e pianificazioneGroupM. Se in questi giorni ha avuto risalto l’accordo raggiunto con BuzzFeed che creerà contenuti brandizzati per i clienti di Martin Sorrell, è interessante vedere quali sono i canali ed i media sui quali si concentrano i maggiori investimenti così da verificare, ad esempio, che il budget di Twitter è circa un decimo di quello per Facebook.
  • Imprenditoria Femminile — Secondo il Global Startup Ecosystem Ranking 2015 il numero di donne imprenditrici di tutto il mondo è ora significativamente più alto rispetto agli anni precedenti. A guidare la classifica delle metropoli con start-up guidate da donne sono tre città statunitensi e nelle prime 12 compaiono solo 2 città europee. Italia non pervenuta…
  • Modelli di Business 2.0 — La sostenibilità economica dell’ex industria dell’informazione è IL nodo cruciale ancora da sciogliere. Sul tema il 12 settembre esce il libro “I giornali del futuro, il futuro dei giornali” del quale è possibile avere qualche anteprima.
  • Edicole — La crisi della carte stampata ha colpito le edicole e chioschi di Parigi costretti a chiudere nonostante gli annunci di piani d’investimento. 

OTT Grafo

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L’Agenda dei Giornalisti Italiani su Twitter http://www.datamediahub.it/2015/08/31/lagenda-dei-giornalisti-italiani-su-twitter/ http://www.datamediahub.it/2015/08/31/lagenda-dei-giornalisti-italiani-su-twitter/#comments Mon, 31 Aug 2015 09:00:23 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=74552 Di cosa parlano i giornalisti su Twitter. E chi twitta su un certo argomento. La nostra elaborazione grazie al tool di Human Highway TwitLine analizza un ampio campione di Tweet prodotti dai giornalisti, organizzandoli per data, argomento trattato [hashtag], coinvolgimento prodotto [retweet & favoriti], utenti raggiunti [reach[. Cliccando su una data limiti i risultati al giorno Read More

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Di cosa parlano i giornalisti su Twitter. E chi twitta su un certo argomento. La nostra elaborazione grazie al tool di Human Highway

TwitLine analizza un ampio campione di Tweet prodotti dai giornalisti, organizzandoli per data, argomento trattato [hashtag], coinvolgimento prodotto [retweet & favoriti], utenti raggiunti [reach[. Cliccando su una data limiti i risultati al giorno selezionato, cliccando nuovamente annulli la selezione. Ogni click su un Hashtag o su un Autore ha effetto sui risultati delle tabelle e dei grafici. Utilizza il control-click o il drag&drop per selezioni multiple.

Qui trovi i risultati relativi ad alcuni dei giornalisti e professionisti dell’informazione più popolari su Twitter.

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Post-it http://www.datamediahub.it/2015/08/31/post-it-55/ http://www.datamediahub.it/2015/08/31/post-it-55/#comments Mon, 31 Aug 2015 05:45:37 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=74973 Una selezione ragionata delle notizie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere. Contributoria — Nata ad inizio 2014 «Con­tri­bu­toria», la piat­ta­forma col­la­bo­ra­tiva di scrit­tura “peer-to-peer” per i giornalisti e dei giornalisti, chiuderà. A partire dal 1 ottobre il sito web ospiterà gli articoli in forma di archivio, in modo che tutto il lavoro prodotto Read More

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Una selezione ragionata delle notizie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Contributoria — Nata ad inizio 2014 «Con­tri­bu­toria», la piat­ta­forma col­la­bo­ra­tiva di scrit­tura “peer-to-peer” per i giornalisti e dei giornalisti, chiuderà. A partire dal 1 ottobre il sito web ospiterà gli articoli in forma di archivio, in modo che tutto il lavoro prodotto dai membri possa essere visualizzato e condiviso.
  • Linkedin — Gli articoli che le persone condividono su LinkedIn fornisce benefici limitati agli editori. Secondo l’analisi di Simple Reach, società di misurazione e distribuzione delle prestazioni, il traffico verso gli editori è calato del 44% quest’anno.
  • Twitter in Italia — Grazie alle rilevazioni effettuate da GlobalWebIndex nei primi 6 mesi del 2015, è stata realizzata quest’interessante infografica con i numeri degli utenti che utilizzano Twitter in Italia. Un focus sulle attività svolte sulla piattaforma, a partire dal profilo demografico degli utenti fino agli interessi ed ai loro comportamenti.
  • Brand & Social Media — I Social Media sono parte integrante dei piani di marketing online per molti brand. Pochi riescono a farlo in bene in maniera coerente, troppo spesso sembrano favorire la quantità alla qualità. Una ricerca curata da Steve Sponder rivela che i consumatori sono scoraggiati dai troppi aggiornamenti.
  • Wearables — Dal momento del debutto nel mercato dei dispositivi indossabili, secondo l’International Data Corporation [IDC], Apple si è posizionata al secondo posto nel mercato dei Wearables.
  • E-Mail Marketing — Avere una Newsletter curata è particolarmente utile in particolare per le piccole imprese. Qui trovate 7 esempi per la realizzazione. Grazie a MailChimp invece una guida di stile sui contenuti da pubblicare.
  • Banner — Secondo Bob Arnold, di Google Media Lab, i banner pubblicitari ottengono solo una cattiva reputazione, ma come per una qualsiasi campagna di marketing, il successo di una campagna banner dipende dalla qualità creativa.

Pianeta FB

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Numeri http://www.datamediahub.it/2015/08/28/numeri-6/ http://www.datamediahub.it/2015/08/28/numeri-6/#comments Fri, 28 Aug 2015 06:30:56 +0000 http://www.datamediahub.it/?p=74182 Rassegna di cifre e dati notevoli che forse vi siete persi, raccolti durante la settimana appena trascorsa su media, web e innovazione digitale. 5,839 mld Il valore in sterline (in euro sono circa 8 miliardi) delle revenue realizzate nel primo semestre del 2015 da WPP la più grande agenzia di pubblicità al mondo. La WPP che ha Read More

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Rassegna di cifre e dati notevoli che forse vi siete persi, raccolti durante la settimana appena trascorsa su media, web e innovazione digitale.

5,839 mld

Il valore in sterline (in euro sono circa 8 miliardi) delle revenue realizzate nel primo semestre del 2015 da WPP la più grande agenzia di pubblicità al mondo. La WPP che ha sede a Londra e possiede un portafoglio clienti nel quali figurano molti dei più grandi brand a livello mondiale ha diffuso mercoledì scorso il risultato della prima metà dell’anno: il fatturato è aumentato del 6,8% rispetto al primo semestre dello scorso anno, i profitti hanno raggiunto i 601 milioni di sterline con una performance da record: +55% rispetto ai 396 milioni del 2014 grazie soprattutto all’ottimo andamento del mercato nord americano (il principale per il colosso dell’advertising). Aumenta anche la redditività del gruppo con una marginalità del 13.3%. Tutto bene quindi? Crisi della pubblicità da archiviare e bottiglie di champagne millesimato pronte ad essere stappate per festeggiare. Andiamoci piano. Il Financial Times in un approfondito e interessante commento ai risultati di WPP scrive che questa semestrale serve al gran capo dell’agenzia Martin Sorrell per tranquillizzare gli investitori preoccupati sui rischi di una spendig review che sta per abbattersi sugli investimenti pubblicitari attuata dai maggiori brand mondiali: uno tsunami (come lo definisce il FT) quantificabile nella bellezza, si fa per dire, di 20 miliardi di dollari che ridurrebbero drasticamente il giro di affari complessivo della pubblicità a livello globale.  Preoccupa anche la turbolenza dei mercati in Cina il terzo mercato (dopo Usa e UK) per fatturato per l’agenzia. Preoccupa infine, e non poco, in WPP la diffidenza con la quale molti grandi clienti continuano a guardare alla pubblicità online, alla sua effettiva visibilità e al suo relativo concreto ritorno per le aziende: una delle principali ragioni — ha detto Sorrell — per il quale i grandi marchi stanno oggi rivedendo molti dei loro rapporti con le agenzie.

227%

Secondo Google è in percentuale l’aumento di traffico organico generato dal motore di ricerca verso gli aggregatori di shopping (quelli che comparano i prezzi di vari servizi e prodotti) negli ultimi 10 anni: un totale di 2 miliardi di click gratuiti in più. L’affermazione giunge direttamente da Google che ha pubblicato ieri sera sul suo blog ufficiale (edizione europea) in risposta all’accusa di concorrenza sleale da parte della Commissione Europea in riferimento al sevizio Google Shopping attivato da Montain View. Dopo queste accuse la risposta da parte di Google era particolarmente attesa, come scrive anche Nòva del Sole24Ore . Chi aveva sperato in un mea culpa o comunque una risposta morbida resterà deluso perché il pezzo firmato dal senior vice president Kent Walker rigetta qualsiasi tipo di accusa e anzi rilancia l’idea che il servizio abbia procurato evidenti benefici ai siti di e-commerce e ai siti di shopping comparativo anche nei paesi interessati dalla comunicazione della Commissione.
Si preannuncia anche in questo campo un muro contro muro con Bruxelles (la commissione Antitrust sta portando avanti anche un’indagine relativa al sistema operativo Android) ed è difficile immaginare per le posizioni assunte fino ad oggi che sia la grande G la prima a cedere il passo.

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Sono le interazioni (like e commenti) totalizzati in giugno dall’account Instagram del National Geographic. Secondo quanto riportato da NewsWhip società specializzata in rilevazioni sui social media, che ha cominciato a redige i 10 profili di Instagram con il maggiore livello di engagement con gli utenti. il National Geographic occupa in questa classifica il secondo posto mentre al primo c’è l’account di 9Gag, una app dedicata interamente a foto e video buffi (per farci capire: il suo claim è “Why so serious?”) con 171.369.865 interazioni.
Nella classifica di giugno troviamo soprattutto profili di star dello spettacolo come Justin Bieber e Arianna Grande rispettivamente al quarto e quinto posto. Sorprende quindi che in posizioni così in alto si trovi un editore classico come il National Geographic. Instagram è uno delle piattaforme social in grande crescita a livello di utenti ma è ancora, per gli editori, una “roba” strana visto che nei singoli post non è possibile mettere link attivi. Quindi niente traffico diretto.
E infatti campioni della viralizzazione come BuzzFeed e HuffingtonPost non compaiono ancora in questa classifica (mentre sono puntualmente in testa nelle medesime rilevazioni che Newswhip fa relative a Facebbok e Twitter). Eppure in molti sostengono che su questa piattaforma, anche per le testate si giocherà una partita importante per aumentare la propria comunità di lettori. Alla luce di questi risultati è decisamente raccomandabile studiare meglio le strategie su Instagram del buon vecchio National Geographic che, tra le altre cose, conta ad oggi 29,9 milioni di follower.

4%

In punti percentuali è la flessione in Cina della vendita di smartphone nel secondo trimestre: un valore negativo che viene registrato per la prima volta su questo mercato che rappresenta ancora oggi il 30% delle vendite a livello globale. Lo ha rivelato Gartner in un rapporto secondo il quale il mercato cinese dei telefonini che ha fino ad oggi ha trainato la crescita della domanda è ormai molto vicino al punto di saturazione.
Il mercato globale degli smartphone continua comunque a crescere con 330 milioni di unità vendute (il riferimento è ancora il secondo trimestre 2015) e un + 13,5% nel confronto con il medesimo periodo del 2014. Una crescita comunque rallentata proprio dalla frenata del mercato cinese. Di questo rallentamento fa le spese Android visto che i telefonini con questo sistema operativo registrano il loro tasso di crescita più basso (11%) e una flessione nella quota di mercato globale che passa dall’83,8% del 2014 all’82,2% del 2015.
Aumenta invece il diretto concorrente iOS che con i suoi 48,086 milioni di unità vendute si prende una fetta di mercato pari al 14,6% per quanto riguarda i sistemi operativi. Fetta di mercato che per Apple passa dall’8,0% del 2014 al 10,8% del 2015 nel confronto tra le marche.

260

Sono gli esuberi di personale dichiarati in questi giorni da Rovio l’azienda finlandese specializzata nello sviluppo di videogiochi, tra cui il famosissimo Angry Birds. Nonostante la nuova versione del gioco abbia totalizzato 50 milioni di download solo nel primo mese di lancio, le cose sembrano non andare tutte per il meglio. Lo scrive il Guardian che rivela come i ricavi nel 2014 (158,3 milioni di euro) abbiano registrato una flessione del 9% rispetto all’anno precedente e il merchandising legato ai propri marchi sia praticamente crollato con un –46%.
L’azienda già nel dicembre scorso ha varato un piano di ridimensionamento del personale dichiarando 110 esuberi. Ai quali si aggiungono quelli annunciati in questi giorni: un ulteriore taglio del 38% del personale. Eppure l’azienda soltanto nel 2013 aveva fatto 300 nuove assunzioni raggiungendo così 800 dipendenti a seguito anche della sua discesa in campo in nuovi settori mercato e all’attivazione di nuovi progetti (per il 2016 è previsto perfino l’uscita di un film ispirato ad Angry Birds). Ma qualcosa evidentemente non ha funzionato come sperato. E in questi casi il reset è sempre sulle spalle della forza lavoro.

immagine via Flickr (pubblicata da Håkan Dahlström con licenza Creative Commons.

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Nel numero di Donna Moderna, in edicola da ieri, i miei “2 cent” su VIP, social e “haters”. Qualche perplessità sul titolo scelto per il pezzo, ma si sa che il clickbaiting nasce ben prima del Web, e sulla scelta, da parte di una testata che solitamente ha una maggior attenzione a questi aspetti rispetto ad altre pubblicazioni, a pubblicare solo su carta l’articolo che credo avrebbe aperto una bella discussione in Rete.

Ci provo io rilanciando il pezzo di Massimo Longoni. Comment is free…

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