Vendite Editoria

Posted on 2 febbraio 2016 by Pier Luca Santoro

ChartaMente

I dati Istat sulle persone di 6 anni e più che leggono quotidiani almeno una volta a settimana e cinque volte e più a settimana.

Il calo di chi legge un  giornale, nella versione cartacea, almeno una volta alla settimana è di 11 punti percentuali, pari a ad un calo da 39.1 milioni a 26.9 milioni di persone, mentre quello dei “lettori forti”, di coloro che leggono un quotidiano cinque volte alla settimana o più è solo di 4 punti percentuali, da 12.9 a 9.8 milioni di persone.

Chi leggeva relativamente poco legge sempre meno mentre chi legge per abitudine un giornale rappresenta una minoranza ma mantiene abbastanza la propria abitudine nel tempo. Attualmente oltre la metà della popolazione non legge mai un quotidiano. Ovviamente non vi è corrispondenza tra lettura ed acquisto poiché, come noto, il giornale può essere letto in luoghi pubblici in cui è a disposizione e/o essere acquistato da un’altra persona che lo mette a disposizione.

Lettura di Quotidiani

Posted on 29 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. A par­tire da questa settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete ABBONARVI a con­di­zioni straordinariamente favorevoli.

  • Audience Optimization – Facebook ha recentemente lanciato Audience Optimization, strumento per aiutare gli editori a comprendere meglio gli interessi delle persone. Quale sia l’impatto e come utilizzarlo al meglio spiegato bene. Buon lavoro.
  • Social & News – Ipsos ha condotto un sondaggio su 5mila over 18 che utilizzano almeno due social. Spesso i social sono usati come antistress, come mezzo per ditrarsi, rilassarsi. Dai risultati pubblicati in questi giorni, per quanto riguarda le news, emerge che, ancora una volta, Facebook batte tutti gli altri social, compreso Twitter, come mezzo per essere informati. Al terzo posto Tumblr, piattaforma decisamente sottovalutata e sottoutilizzata da brand e newsbrand. Sapevatelo.
  • Fonti di Ricavo per gli Editori – I servizi di marketing e di comunicazione sono una delle fonti di ricavo crescenti per i publisher. Come ho avuto modo di dire a più riprese, sta scritto alla pagina uno del bigino del buon commerciale che se non è possibile aumentare il numero di clienti l’altra unica strada è quella di vendere ai clienti con i quali si ha già una relazione altri prodotti/servizi. Regolatevi.
  • Social TV – Oltre un milione di italiani nel corso del 2015 ha commentato su Twitter i 10.600 programmi televisivi , per un totale di 44 milioni di tweet e 2.3 miliardi di  OTS. Questi in estrema sintesi i numeri relativi al 2015 della Social TV in Italia secondo Nielsen.
  • Audience Inesigibile – Di audience inesigibile avevo scritto diverso tempo in riferimento al Mail Online. Ora il Financial Times segnala come la raccolta pubblicitaria proprio del Daily Mail e di Mail Online, sia per la versione stampata che per il corrispondente online, abbiano una tendenza negativa con una chiusura del 2015 al -3% e l’inizio del 2016 addirittura al -12%. Meno volume più valore, non c’è altra strada.
  • Auto-Formazione – Un interessante ed estremamente variegato elenco di corsi online gratuiti su Marketing e Management che iniziano a Febbraio adatti a tutti i livelli ed interessi. Scegliete il vostro, prego.

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Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Posted on 27 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Advertising Quotidiani

All’inizio di gennaio sono stati pubblicati i dati del progressivo dei primi 11 mesi dell’anno degli investimenti pubblicitari sulla stampa.

I dati, complice il periodo festivo, sono passati abbastanza inosservati, tanto ormai si sa che siamo al tracollo, nulla di nuovo sotto il sole avranno pensato i più. Invece no.

Per quanto riguarda i quotidiani infatti, se il fatturato netto della raccolta pubblicitaria conferma un trend ormai cronico con un calo del 7.2% rispetto al pari periodo dell’anno precedente, così non è per gli spazi che addirittura, sorpresa, crescono dell’1%.

Qui sta il punto, a mio avviso. Si tratta infatti, come mostra il grafico sottostante, di una tendenza costante nel tempo, con appunto gli spazi venduti che calano decisamente meno dei relativi fatturati.

Spazi e Fatturati Adv Quotidiani

Tendenza che, appunto, addirittura si ribalta nei primi 11 mesi del 2015, e che dunque lascia ipotizzare venga confermata anche per il totale dell’anno.

Sbragare sui prezzi, come si suol dire comunemente, è sempre stato il modo più facile di vendere ma anche il più pericoloso. Infatti una volta che il cliente si abitua a comprare a 30 fatto 100 il listino riportarlo al livelli superiori applicando una scontistica inferiore è impresa ardua se non impossibile.

Un fenomeno, per così dire, vero e valido in tutti i settori, in tutti i mercati in cui ho avuto nel tempo il piacere di lavorare e che si “cura” con la formazione e, soprattutto, con il training on the job, con l’affiancamento da parte del responsabile d’area e/o del direttore vendite se del caso, e che per quanto riguarda specificatamente i quotidiani porta risultati passando da venditori di colonne, di riquadri e manchette, a consulenti di comunicazione rispetto agli obiettivi del cliente. Io non conosco altra strada.

Se lavorate in/per una concessionaria di pubblicità, prendete il grafico sotto riportato, stampatelo e scriveteci sopra #IoNONSbrago ed appendetelo in ufficio come promemoria dei danni fatti a cui riparare. Buon lavoro.

ADV Quotidiani 2015

Posted on 25 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Si avvisa che a par­tire da domani que­sta rubrica sarà parte inte­grante di Wolf e dun­que verrà pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela avete ancora un giorno per ABBONARVI a con­di­zioni straordinariamente favorevoli.

  • Galateo Social – Avvenire pubblica il proprio galateo social, ispirato a quelli già realizzati da testate straniere e, per loro stessa ammissione, a quello che avevo prodotto per quando ho lavorato come temporary social media editor per La Stampa. Poche regole di convivenza civile, chiare e ben scritte, ed infatti i lettori apprezzano. Bene!
  • Data Valorization – Quali gli strumenti atti a trasformare i risultati della data analisys in leve e strumenti di marketing? Tema di grande attualità sul quale Parse.ly ha prodotto un “cheat sheet”, una guida [richiede registrazione], per dare un senso compiuto ai numeri, all’analisi dei dati, senza rischiare di dare i numeri nel senso più deleterio del termine. Utile.
  • Rented Land – Dopo la recente censura della copertina de l’Espresso da parte di Facebook, sul sito Columbia Journalism Review viene pubblicato “Censorship in the social media age”, interessante lettura sulla censura effettuata dalle diverse piattaforme social. Con i social che costituiscono sempre più una parte di assoluta rilevanza nell’ecosistema dell’informazione è sempre più necessario ricordarsi che siamo in affitto e cercare di costruire casa propria altrove. Fatelo, facciamolo, il prima possibile.
  • World Wait Web – Con la crescita esponenziale della fruizione delle Rete in mobilità i tempi di caricamento sono un elemento essenziale per evitare che i visitatori abbandonino il sito. Su questo, come noto, sta lavorando Google con le  Accelerated Mobile Pages e Facebook con Instant Articles. Il Financial Times ha invece intrapreso la propria strada in autonomia passando ad una “culture of subtraction”. Less is more.
  • Snake Oil – Il Giornale ha pubblicato venerdì scorso 3 annunci di lavoro, tre ricerche di personale per rinforzare gli organici della propria testata. In un epoca di tagli occupazionali sarebbe una buona notizia se non fosse che leggendo le job description si vede come invece non lo sia affatto. Infatti sia i temi, le aree di competenza, che le competenze richieste, così come definite nell’annuncio, fanno capire quanto siano di bassa lega. Come i venditori di olio di serpente del vecchio west…
  • Incrementare le Vendite dei Quotidiani – In Oklahoma è legge il “The Paper Informed Public Act”. La legge obbliga tutti i cittadini maggiorenni dello Stato statunitense ad acquistare un quotidiano nella nella versione cartacea. Non ditelo a quelli della FIEG, potrebbero farci un pensierino.
  • Forza Roma – Dopo aver ridisegnato in crowdsourcing il proprio sito, la Roma, che ha aperto 11 nuovi account sui social nel 2015, rende note le 10 statistiche più significative sull’attività in Rete da parte della squadra di calcio. Complessivamente sono 8.2 milioni i fan/follower della Roma. La squadra della capitale ora comunica in 8 lingue diverse: dall’ arabo al portoghese, passando per spagnolo e cinese, oltre naturalmente a italiano ed inglese. Forza Roma.

4 Fasi Era Digitale

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Posted on 20 gennaio 2016 by Pierluigi Vitale

Google AMP, Pronti gli Instant Articles di Big G

Per fine febbraio è previsto il lancio definitivo di AMP di Google. Il processo che porterà Google a lanciare la contesa a Facebook con i suoi Instant Articles sembra aver bruciato le tappe.

Emergono alcuni dettagli molto interessanti, soprattutto sul versante advertising, vero tallone d’Achille delle contrattazioni, lunghe ed estenuanti [sopratutto per gli editori, in verità] tra Facebook e i partner dell’informazione.

Cosa cambierà con AMP? I siti web di informazione aderenti al progetto conterranno al loro interno tutte le istruzioni per guidare il vostro device mobile all’apertura della versione ultra veloce  del contenuto. Va da sé che ogni pagina web dovrà quindi essere prodotta in due versioni distinte.

MondayNote ipotizza che l’utilizzo del programma AMP possa rappresentare anche un fattore di ranking in materia di posizionamento nel motore di ricerca. L’argomento è spinoso in quanto i tentativi di desumere quali siano le logiche del motore di ricerca sono sempre molteplici, e spesso campati in aria, ma in questo caso potrebbe essere una soluzione coerente con il recente annuncio di Google che dichiarava di favorire i contenuti mobile friendly. Tutto questo abbatterà i tempi di caricamento, che nel crescente e sempre più fugace consumo dei contenuti testuali in formato digitale rappresenta un elemento fondamentale.

Rispetto all’advertising, principale risorsa di monetizzazione della produzione di informazioni online, Google si è subito detto disponibile alla concessione di banner, da selezionare però da specifici servizi indicati, e in gran parte di proprietà, da Big G. stesso, in quanto già testati e ampiamente integrabili nella nuova piattaforma, senza rischiare di dilapidare il vantaggio competitivo dei tempi di caricamento.

Con ogni probabilità google specificherà la possibilità di utilizzare solo determinati formati, restringendo il campo delle possibilità. Insomma, mai più pop-up. Per fugare ogni dubbio, Google mette a disposizione, e si immagina che vi investirà non poco, Polar Platform, la piattaforma proprietaria per native ads. Si temeva che il sistema potesse andare in conflitto con i sistemi paywall, ma a breve dovrebbe essere rilasciata una nuova versione risolutiva.

Inoltre Google sta tessendo relazioni e partnership con i principali soggetti sul mercato in materia di Analytics, così da consentire alle testate di non rinunciare ai propri servizi di analisi, senza intasare troppo il codice dei contenuti pubblicati, pena l’inefficienza. Dovrebbe essere Chartbeat il partner principale da questo punto di vista. Vai a questo indirizzo dal tuo dispositivo mobile per testare come sarà  AMP.

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A tutto questo si unisce la recente innovazione annunciata, e in dirittura d’arrivo, del Walled Garden di Twitter, che pure si preannuncia terreno fertile per l’informazione e per le breaking news. Google e Facebook, in particolare, sarebbero dunque pronti a lanciare questa nuova sfida al pubblico e alla stampa, con quest’ultima che però ha problemi ben più consistenti.

Non si può pretendere che le innovazioni dei media siano sufficienti a risollevare le sorti di un settore che al momento è in piena crisi d’identità, alla ricerca di soluzioni e innovazioni dei propri modelli di business. In questo articolo di  Slow News si prova a sintetizzare le direttive imboccate dalle principali testate italiane, alcune interessanti, altre rischiose, ma nessuna che ribalti le carte in tavola. Evidentemente siamo ancora nel pieno di una fase di studio.

Gli articoli saranno più veloci e gli utenti navigheranno più facilmente i portali, allietati dal dinamismo, ma come tutto ciò diventerà moneta? Ai posteri l’ardua sentenza.

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