Scenari Editoriali

Posted on 2 febbraio 2016 by Pier Luca Santoro

ChartaMente

I dati Istat sulle persone di 6 anni e più che leggono quotidiani almeno una volta a settimana e cinque volte e più a settimana.

Il calo di chi legge un  giornale, nella versione cartacea, almeno una volta alla settimana è di 11 punti percentuali, pari a ad un calo da 39.1 milioni a 26.9 milioni di persone, mentre quello dei “lettori forti”, di coloro che leggono un quotidiano cinque volte alla settimana o più è solo di 4 punti percentuali, da 12.9 a 9.8 milioni di persone.

Chi leggeva relativamente poco legge sempre meno mentre chi legge per abitudine un giornale rappresenta una minoranza ma mantiene abbastanza la propria abitudine nel tempo. Attualmente oltre la metà della popolazione non legge mai un quotidiano. Ovviamente non vi è corrispondenza tra lettura ed acquisto poiché, come noto, il giornale può essere letto in luoghi pubblici in cui è a disposizione e/o essere acquistato da un’altra persona che lo mette a disposizione.

Lettura di Quotidiani

Posted on 1 febbraio 2016 by Pier Luca Santoro

Fattori di Influenza sul Giornalismo

A metà novembre, su iniziativa dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, si sono riuniti intorno a un tavolo di discussione, quasi, tutti i protagonisti della filiera della carta stampata per l’evento dal titolo “La filiera e il ruolo della carta stampata nell’era del web. Mercato, riforme, deontologia”.

Per l’occasione è stata presentata la sintesi di una ricerca comparata sul giornalismo italiano ed europeo curata dal professor Sergio Splendore ricercatore del Dipartimento di Studi sociali e Politici Università degli Studi di Milano dal titolo “L’editoria cambia, il giornalismo resta” che ha presentato i risultati di una ricerca “MediAct” che è stata condotta dal 2010 al 2014 in 14 paesi raccogliendo interviste da 1.762 giornalisti.

I dati sono di estremo interesse per chi abbia a cuore l’informazione e, non a caso, direi, sono passati sotto il silenzio generale. È ora di evidenziarli.

Risulta che il giornalismo italiano è molto influenzato da pressioni politiche ed economiche, percepisce l’importanza dei codici deontologici che però hanno una bassa influenza sul lavoro, è più accondiscendente del giornalismo inglese e tedesco alle linee editoriali del proprio giornale, tiene in maggior considerazione [rispetto a “press council” di altri Paesi europei] l’Ordine dei giornalisti, nonostante sia cosciente dell’importanza dei principali compiti della professione come le notizie imparziali, verificate e oggettive.

C’è una caratteristica tipica del giornalismo italiano che è riconosciuta nella letteratura scientifica internazionale, dagli stessi giornalisti e dai discorsi quotidiani, quella che riguarda l’influenza politica sul giornalismo. Il grafico sottostante mostra la valutazione dei giornalisti italiani, confrontata con altri paesi europei e non, rispetto alle pressioni politiche.

Pressioni Politiche Giornalismo

Nel questionario si chiedeva ai giornalisti se avessero mai subito critiche dagli inserzionisti pubblicitari e da partiti o esponenti politici. Il risultato mostra, attraverso la percentuale dei giornalisti che dichiarano di aver ricevuto critiche dall’uno o dall’altro attore, come quelle pressioni si esercitino nel lavoro quotidiano. La pressione della politica è molto più forte di quella derivante dagli inserzionisti pubblicitari anche se quest’ultima ovviamente è tutt’altro che irrilevante.

Pressioni Giornalismo

In particolare,  i giornalisti italiani appaiono i più influenzati dalle pressioni politiche ed economiche, i meno inclini a seguire strumenti di auto regolamentazione, tanto sbandierati ma sin ora davvero poco, o nulla, applicati, e sono anche quelli più pronti ad assecondare la propria organizzazione e la linea editoriale del media per cui lavorano.

Spiace dirlo, soprattutto per rispetto a quelli che invece si attivano quotidianamente per svolgere con dignità morale e professionale il mestiere di giornalista, ma emerge un quadro davvero appannato, di servilismo imperante a tutti livelli. È chiaro che così non si va da nessuna parte, non c’è futuro.

Deontologia

Posted on 1 febbraio 2016 by Pier Luca Santoro

ChartaMente

Pubblicati i dati di consuntivo degli investimenti pubblicitari sulla carta stampata in Italia.

Fatto 100 il fatturato della stampa nel 2015 i periodici pesano il 35.4% rispetto al 34.7% del 2014 un incidenza che cresce, anche se di poco, poiché a valore il calo di settimanali e mensili è inferiore a quello dei quotidiani che registrano una flessione del 6.6% rispetto all’anno precedente.

Diverso il trend per quanto riguarda gli spazi con i quotidiani sostanzialmente stabili [+0.6%] ed i periodici che hanno un calo del 1.3%. Per quanto riguarda i quotidiani la tendenza a spazi mostra il seguente andamento rispetto al 2014: la nazionale +2.4%, commerciale locale +0.5%, di servizio +4.7% e rubricata -12.2%, l’unica tipologia che cala anche a spazi oltre che a valore.

Possibili considerazioni su questa dicotomia tra andamento a fatturato ed a spazi restano valide quelle scritte la scorsa settimana, direi.

ADV Stampa 2015 Vs 2014

Posted on 29 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. A par­tire da questa settimana que­sta rubrica è parte inte­grante di Wolf e dun­que viene pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela potete ABBONARVI a con­di­zioni straordinariamente favorevoli.

  • Audience Optimization – Facebook ha recentemente lanciato Audience Optimization, strumento per aiutare gli editori a comprendere meglio gli interessi delle persone. Quale sia l’impatto e come utilizzarlo al meglio spiegato bene. Buon lavoro.
  • Social & News – Ipsos ha condotto un sondaggio su 5mila over 18 che utilizzano almeno due social. Spesso i social sono usati come antistress, come mezzo per ditrarsi, rilassarsi. Dai risultati pubblicati in questi giorni, per quanto riguarda le news, emerge che, ancora una volta, Facebook batte tutti gli altri social, compreso Twitter, come mezzo per essere informati. Al terzo posto Tumblr, piattaforma decisamente sottovalutata e sottoutilizzata da brand e newsbrand. Sapevatelo.
  • Fonti di Ricavo per gli Editori – I servizi di marketing e di comunicazione sono una delle fonti di ricavo crescenti per i publisher. Come ho avuto modo di dire a più riprese, sta scritto alla pagina uno del bigino del buon commerciale che se non è possibile aumentare il numero di clienti l’altra unica strada è quella di vendere ai clienti con i quali si ha già una relazione altri prodotti/servizi. Regolatevi.
  • Social TV – Oltre un milione di italiani nel corso del 2015 ha commentato su Twitter i 10.600 programmi televisivi , per un totale di 44 milioni di tweet e 2.3 miliardi di  OTS. Questi in estrema sintesi i numeri relativi al 2015 della Social TV in Italia secondo Nielsen.
  • Audience Inesigibile – Di audience inesigibile avevo scritto diverso tempo in riferimento al Mail Online. Ora il Financial Times segnala come la raccolta pubblicitaria proprio del Daily Mail e di Mail Online, sia per la versione stampata che per il corrispondente online, abbiano una tendenza negativa con una chiusura del 2015 al -3% e l’inizio del 2016 addirittura al -12%. Meno volume più valore, non c’è altra strada.
  • Auto-Formazione – Un interessante ed estremamente variegato elenco di corsi online gratuiti su Marketing e Management che iniziano a Febbraio adatti a tutti i livelli ed interessi. Scegliete il vostro, prego.

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Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Posted on 27 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Advertising Quotidiani

All’inizio di gennaio sono stati pubblicati i dati del progressivo dei primi 11 mesi dell’anno degli investimenti pubblicitari sulla stampa.

I dati, complice il periodo festivo, sono passati abbastanza inosservati, tanto ormai si sa che siamo al tracollo, nulla di nuovo sotto il sole avranno pensato i più. Invece no.

Per quanto riguarda i quotidiani infatti, se il fatturato netto della raccolta pubblicitaria conferma un trend ormai cronico con un calo del 7.2% rispetto al pari periodo dell’anno precedente, così non è per gli spazi che addirittura, sorpresa, crescono dell’1%.

Qui sta il punto, a mio avviso. Si tratta infatti, come mostra il grafico sottostante, di una tendenza costante nel tempo, con appunto gli spazi venduti che calano decisamente meno dei relativi fatturati.

Spazi e Fatturati Adv Quotidiani

Tendenza che, appunto, addirittura si ribalta nei primi 11 mesi del 2015, e che dunque lascia ipotizzare venga confermata anche per il totale dell’anno.

Sbragare sui prezzi, come si suol dire comunemente, è sempre stato il modo più facile di vendere ma anche il più pericoloso. Infatti una volta che il cliente si abitua a comprare a 30 fatto 100 il listino riportarlo al livelli superiori applicando una scontistica inferiore è impresa ardua se non impossibile.

Un fenomeno, per così dire, vero e valido in tutti i settori, in tutti i mercati in cui ho avuto nel tempo il piacere di lavorare e che si “cura” con la formazione e, soprattutto, con il training on the job, con l’affiancamento da parte del responsabile d’area e/o del direttore vendite se del caso, e che per quanto riguarda specificatamente i quotidiani porta risultati passando da venditori di colonne, di riquadri e manchette, a consulenti di comunicazione rispetto agli obiettivi del cliente. Io non conosco altra strada.

Se lavorate in/per una concessionaria di pubblicità, prendete il grafico sotto riportato, stampatelo e scriveteci sopra #IoNONSbrago ed appendetelo in ufficio come promemoria dei danni fatti a cui riparare. Buon lavoro.

ADV Quotidiani 2015

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