Personal

Pubblicato il 27 marzo 2015 by Pier Luca Santoro

Misurare il Giornalismo

Misu­rare il Gior­na­li­smo — Metri­che e soste­ni­bi­lità del gior­na­li­smo. Le slide [*] della mia lezione di oggi sul tema al Master in Gior­na­li­smo Scien­ti­fico della Scuola Inter­na­zio­nale Supe­riore di Studi Avan­zati di Trie­ste.

[*] Come sem­pre le slide sono un “appog­gio”, un sup­porto al ragio­na­mento, al lavoro d’aula.

Pubblicato il 26 marzo 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Informazione & Disinformazione

21esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter” dedi­cata all’insostenibile leg­ge­rezza dei luo­ghi comuni tra infor­ma­zione e disinformazione.

Lo spunto per trat­tare il tema, che cer­ta­mente meri­te­rebbe ben più di mezz’ora di tra­smis­sione radio­fo­nica, è offerto da Il Resto del Car­lino che lunedì 23 marzo tra tutto quello che suc­cede nel mondo ed in Ita­lia sce­glie di dedi­care la prima pagina — ed anche la seconda e terza — a quello che defi­ni­sce l’allarme dro­gati del web.

QN-Resto-del-Carlino

Arti­coli dai toni deli­ranti che fanno un pol­pet­tone, un fritto misto di uti­lizzo della rete, video­ga­mes e social senza nè capo nè coda. Appro­fon­dendo si sco­pre infatti che il grande allarme sociale sulla que­stione sarebbe giu­sti­fi­cato da uno stu­dio del 2012 — che non si capi­sce come mai diviene meri­te­vole di cotanta atten­zione a tre anni di distanza — che iden­ti­fi­che­rebbe per il 4.4% dei ragazzi euro­pei, una asso­luta mino­ranza, un uti­lizzo pato­lo­gico di Internet.

Men­tre il nostro Paese ha asso­lu­ta­mente biso­gno di fare cul­tura, di favo­rire l’alfabetizzazione digi­tale, quella che è la prin­ci­pale testate dell’Emilia-Romagna non trova nulla di meglio da fare se non quello di gene­rare allar­mi­smi sul tema per con­clu­dere, al di là dei sen­sa­zio­na­li­smi dei titoli, che “In ogni caso, la ricerca in que­sto campo è solo all’inizio”.

Quale che sia il livello di infor­ma­zione e disin­for­ma­zione lo si desume, anche, dall’abbinamento che mostra lo screen­shot dell’home page del quo­ti­diano in que­stione che affianca la “noti­zia” [rigo­ro­sa­mente vir­go­let­tata] ad un altro tema di asso­luta prio­rità infor­ma­tiva e gior­na­li­stica: la vita di un orango chiuso in una gab­bia di polli.

Carlino Drogati Web

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Si ricorda che “In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. Sul ter­razzo di Radio Fujiko abbiamo alle­stito appo­si­ta­mente una pic­cio­naia allo scopo. In alter­na­tiva è pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag   #imsv14  e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

Pubblicato il 18 marzo 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Bunga Bunga Sciò

20esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter” dedi­cata al trat­ta­mento infor­ma­tivo della recente asso­lu­zione di Ber­lu­sconi per il “caso Ruby”.

Il giorno dopo l’assoluzione la mag­gio­ranza delle testate a gran voce ripor­tano sola­mente la noti­zia senza alcun cenno alle moti­va­zioni, al cam­bio in corsa della legge sulla con­cus­sione con la legge Seve­rino gra­zie alla quale il reato di con­cus­sione è stato spac­chet­tato in due: la costri­zione e l’induzione, deter­mi­nante nell’esito del giudizio.

Giornali Assoluzione Berlusconi

Uno dei pro­cessi che mag­gior eco media­tico, nel bene e nel male, hanno avuto negli ultimi anni non poteva che susci­tare una forte rea­zione da parte delle per­sone sui social. Infatti, secondo i dati di Poli­sMe­ter, le men­tion, le cita­zioni di Ber­lu­sconi schiz­zano alle stelle il giorno suc­ces­sivo all’assoluzione come mostra il gra­fico sotto riportato.

Trend Berlusconi Assolto

A caval­care l’indignazione delle per­sone sulla vicenda arri­vano le aziende con azioni di istant mar­ke­ting che iro­niz­zano aper­ta­mente sulla bontà della sen­tenza. È il caso di Ceres, che rac­co­glie decine e decine com­menti favo­re­voli alla scelta di campo effet­tuata, ma anche di aziende/brand meno noti.

Sentito Bene

Fon­da­men­tal­mente i media non hanno fatto bene il loro mestiere for­nendo solo la noti­zia. In que­sto modo, a pre­scin­dere dalle valu­ta­zioni poli­ti­che indi­vi­duali, non è stato svolto un buon lavoro gior­na­li­stico poi­ché non vi è stata spie­ga­zione di quello che era al di là del fatto. Così l’informazione diviene com­mo­dity, perde di signi­fi­cato e valore, anche sotto il pro­filo della economico.

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata

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Si ricorda che “In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. Sul ter­razzo di Radio Fujiko abbiamo alle­stito appo­si­ta­mente una pic­cio­naia allo scopo. In alter­na­tiva è pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

Pubblicato il 12 marzo 2015 by Pier Luca Santoro

Quanti Click Sono un Flop?

Rice­vere dei com­menti all’interno del pro­prio spa­zio, nell’epoca in cui media­mente l’80% delle con­ver­sa­zioni avviene fuori dal sito web, dallo spa­zio dei con­te­nuti ori­gi­nari, sui social, o comun­que in altri spazi della Rete, è quasi un evento ecce­zio­nale. Per que­sto ho deciso di valo­riz­zare il com­mento di Dome­nico Affi­nito, inviato e rap­pre­sen­tante sin­da­cale Rcs Media­group [ex RCD] non­chè vice­pre­si­dente della sezione ita­liana di Repor­ter Sans Fron­tiè­res al mio arti­colo di ieri.

Affi­nito scrive:

Una stra­te­gia, quella di “acchiap­pare click”, che si giu­sti­fica ampia­mente dai dati Audi­web. You­re­por­ter, infatti, all’interno del canale cor­riere arriva a poco più di 12mila con­tatti. Per dare un’idea il sito della città di Salerno, con tutto il rispetto, sfiora i 12mila. Il che vuol dire che, per oltre due milioni e mezzo di euro spesi, Rcs si è por­tata a casa l’1% dei con­tatti del sito di Cor­riere. Direi non male come inve­sti­mento! Non solo. Da que­sti numeri ridi­coli non si può che dedurre due cose: o il brand di You­re­por­ter non è così forte da atti­rare utenti su cor­riere, oppure i let­tori di cor­riere non sono in tar­get con l’offerta di You­re­por­ter. Io credo siano vere entrambe le cose, in ogni caso, quale che sia la spie­ga­zione, direi che è inne­ga­bile che la scelta indu­striale messa in campo da Rcs è stata, per ora, un flop.

Io credo che cia­scuno debba fare il pro­prio mestiere. Sono certo che Affi­nito è un ottimo inviato ma non mi pare sia altret­tanto un fine ana­li­sta. Ipo­tesi che ovvia­mente si applica anche al sot­to­scritto che, forse, è un buon ana­li­sta ma cer­ta­mente non sarebbe un ottimo inviato.

I dati citati rela­ti­va­mente a You­Re­por­ter sono gli ultimi dispo­ni­bili del dicem­bre 2014. Per avere un ter­mine di para­gone sono andato a vedere i dati del mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente, di Dicem­bre 2013, quando You­Re­por­ter era una realtà auto­noma da RCS. Secondo Audi­web la piat­ta­forma di video-giornalismo par­te­ci­pa­tivo nel giorno medio aveva 31mila utenti unici e 78mila pagine viste [vs i 12mila e 39mila rispet­ti­va­mente del 12/2014]. Se con­si­de­riamo che all’epoca erano dispo­ni­bili sola­mente i dati da PC e che il mobile pesa circa un quarto del totale attual­mente per You­Re­por­ter si arriva a circa 39mila utenti unici e 98mila pagine viste; oltre il triplo.

Se si volesse dun­que valu­tare, come fa Affi­nito, l’incidenza sul totale del traf­fico di Corriere.it que­sta sali­rebbe in rife­ri­mento al momento dell’acquisizione. Che ora i valori di traf­fico siano deci­sa­mente ridotti potrebbe essere la sup­por­ting evi­dence, l’elemento che con­ferma la mia tesi su quanto danno stia facendo una stra­te­gia acchiappa click a You­Re­por­ter, come scri­vevo ieri nell’articolo in que­stione. Non è quindi la scelta indu­striale che è un flop ma la gestione inac­cu­rata che ne è seguita.

Ciò chia­rito, credo che sia oppor­tuno appro­fon­dire ulte­rior­mente. Affi­nito defi­ni­sce i numeri di You­Re­por­ter “ridi­coli”. Dai dati Audi­web del dicem­bre 2014 nei brand aggre­gati sotto Corriere.it si tro­vano, anche, Amica e Style Maga­zine. Perio­dici che nella loro ver­sione online con­tano rispet­ti­va­mente su 3818 e 3156 utenti unici nel giorno medio [dato total digial audience — PC & mobile], circa un quarto di You­Re­por­ter. Se valu­tas­simo, come viene fatto nel com­mento, il valore di un brand in base ai click i due perio­dici andreb­bero chiusi, dismessi, hic et nunc, imme­dia­ta­mente. Ancor più tenendo conto che sicu­ra­mente hanno una reda­zione dedi­cata che genera costi ampia­mente supe­riori a quelli di YouReporter.

Io credo che l’opportunità dell’acquisizione per RCS Media­group non sia nel numero di click ma in ben altro, a pre­scin­dere dalla somma effet­ti­va­mente pagata che a me non risulta essere quella che è cir­co­lata e che viene citata nel commento.

Quanti click sono un flop? Dipende. Cer­ta­mente è un flop fare acqui­si­zioni e valu­ta­zioni solo su tale base.

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Pubblicato il 4 marzo 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Media che si Masturbano

19esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter” dedi­cata ai media ed il [soft] porno, di come la stra­grande mag­gio­ranza delle testate online siano sem­pre più alla deriva nell’affannosa ricerca di click, pro­du­cendo quello che Man­tel­lini defi­ni­sce, giu­sta­mente, “Il gior­na­li­smo delle caz­zate“[*]

Il pre­te­sto, l’occasione, per affron­tare ancora una volta il tema è for­nita dalla sapiente ope­ra­zione di con­tent mar­ke­ting con­dotta lo scorso wee­kend da Por­n­hub con Wan­k­band.

Par­tiamo dai “Pig Data” del por­tale di con­te­nuti por­no­gra­fici, sem­pre più azienda di tec­no­lo­gia e data ana­ly­tics, per andare dritti al cuore della que­stione evi­den­ziando come i media di tutto il pia­neta abbiano imme­dia­ta­mente rac­colto l’ipotesi del brac­cia­letto che rica­ri­che­rebbe [il con­di­zio­nale è d’obbligo poi­ché allo stato attuale non si cono­sce se e quando verrà effet­ti­va­mente rea­liz­zato] i pro­pri device tec­no­lo­gici gra­zie all’energia pro­dotta dalla masturbazione.

ilGiornale-posts-wankband

Nume­ro­sis­sime le testate, anche nel nostro Paese, che hanno colto l’occasione “acchiappa click” rilan­cian­dola anche sui social con i risul­tati che l’immagine sopra ripor­tata esem­pli­fica. Da l’Huffington Post, che al lan­cio aveva solen­ne­mente pro­messo che non avrebbe dato spa­zio a gos­sip e din­torni, a La Stampa, pas­sando per Il Gior­nale per chiu­dere in bel­lezza, si fa per dire, con il men­sile di lyfe­style maschile GQ che pro­pone “Wan­k­band, il brac­ciale che vale una sega”.

Deriva dalla quale non è immune pra­ti­ca­mente nes­suna testata con, giu­sto per citare qual­che esem­pio con­creto solo degli ultimi giorni. Il Gaz­zet­tino che si lan­cia in una appas­sio­nante cro­naca minuto per minuto — che mi aveva fatto addi­rit­tura pen­sare all’ipotesi che ci voles­sero fare un live blog­ging sulla que­stione stante il numero di arti­coli pro­dotti in 36 ore al riguardo - della “sexy sup­plente” cul­mi­nata con il “per­dono del pre­side” cor­re­dato da una foto­gal­lery degna delle rivi­ste che cir­co­la­vano ai miei tempi nelle caserme. Il Gior­nale che nel suo ricco reper­to­rio pro­pone il video della gior­na­li­sta che sul sito “si tuffa semi­nuda”, men­tre sui social — da leg­gere i com­menti, ancora una volta — diventa “tutta nuda”, appunto per acchiap­pare click, ed Il Cor­riere della Sera che tran­quil­lizza l’orgoglio maschile sulle dimen­sioni medie dei loro attri­buti più cari otte­nendo anche in que­sto caso le rea­zioni del pro­prio pubblico.

Corriere Pene

È fon­da­men­tal­mente un discorso di new­sbrand, di imma­gine di marca della testata e di coe­renza con la stessa che è fon­da­men­tale. Se per Buz­z­feed, et simi­lia, è un valore aggiunto inse­rire anche con­te­nuti di valore oltre a meme, gat­tini, etc., poi­chè rap­pre­senta un upgra­ding, così non è per gior­nali che invece inse­rendo con­te­nuti “fri­voli”, o peg­gio, svi­li­sce la pro­pria imma­gine di marca rispetto al pro­prio pubblico.

Il sen­sa­zio­na­li­smo, le coper­tine “hot” [e din­torni] non sono una novità del gior­na­li­smo online, la dif­fe­renza però è che adesso non si tratta più di un esclu­siva dei maga­zine popo­lari di gos­sip ma il cer­chio si è allar­gato a dismi­sura a fonti d’informazione “serie”.

Qual­che giorno fa è stato pub­bli­cato un inte­res­sante arti­colo: “Porn Can Save the News Indu­stry, and Not in the Way That You Think” che sostiene quanto avevo pro­vato ad espli­ci­tare anni fa su come il porno sia da sem­pre pre­cur­sore dei tempi e la costante ricerca di inno­va­zione com­ples­siva del set­tore pos­sono [al di là di gusti e mora­li­smi indi­vi­duali] essere d’insegnamento per molti altri set­tori e seg­menti di mer­cato. Se ne con­si­glia asso­lu­ta­mente la let­tura ai capo redat­tori dei web desk delle testate che è evi­dente abbiano sinora ampia­mente frain­teso il concetto.

Ad oggi, la com­pe­ti­zione si è asse­stata sul minimo comun deno­mi­na­tore per un modello che ricerca volume e non valore, non è cer­ta­mente que­sta la strada da percorrere.

Digital Revenues

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Si ricorda che “In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. Sul ter­razzo di Radio Fujiko abbiamo alle­stito appo­si­ta­mente una pic­cio­naia allo scopo. In alter­na­tiva è pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

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