Nuovi Prodotti Editoriali

Posted on 29 aprile 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

La Fabbrica del Carisma

26esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter” dedi­cata a lea­der, fol­lo­wer e comu­ni­ca­zione attra­verso la recen­sione di un libro [*] in uscita a giorni.

Il libro è arti­co­lato in quat­tro capitoli.

Il primo intro­duce alla teo­ria del potere e della legit­ti­ma­zione, ricor­dando le carat­te­ri­sti­che della situa­zione ita­liana con­tem­po­ra­nea e uti­liz­zando per ana­liz­zarla le chiavi inter­pre­ta­tive di Weber, Arendt, Dahl, Haber­mas e Castells, che con diverse accen­tua­zioni saranno riprese per tutto lo svi­luppo degli argo­menti. Appare evi­dente da que­ste prime pagine che cosa è il «Cari­sma» e quale uti­lità avrebbe il suo pos­sesso da parte di poli­tici e capi di governo, se l’attribuzione nomi­na­li­stica degli organi d’ infor­ma­zione cor­ri­spon­desse al signi­fi­cato pra­tico d’ inda­gine sociale e per­ché vi si è fatto appello in periodi di crisi della rap­pre­sen­tanza poli­tica anche recente. Adom­bra la col­la­bo­ra­zione nei fatti tra lea­der e fol­lo­wer per con­fi­gu­rare la subordinazione.

Il secondo capi­tolo, inti­to­lato «L’ età dell’ elo­quenza e dei ritratti», è un excur­sus sto­rico sulla costru­zione della visi­bi­lità e dell’ imma­gine allo scopo di pro­vo­care l’attrazione dei seguaci da parte di sovrani, capi di Stato e reli­giosi, nel periodo che va dal V secolo a.C. al XVII e mette in risalto la forza dei legami stretti tra domi­nanti e domi­nati nell’ antica Atene, a Roma impe­riale, nel Medioevo e nel corso dell’ asso­lu­ti­smo monar­chico euro­peo. Ne sca­tu­ri­scono rifles­sioni ancora valide sulla comu­ni­ca­zione poli­tica inte­grata, rea­liz­zata con i discorsi pub­blici, le opere d’ arte e la let­te­ra­tura, le con­qui­ste guerriere.

Il terzo capi­tolo è quello della nascita dell’ Occi­dente, s’ inti­tola «L’ età dell’industrializzazione e della gerar­chia» e con­si­dera le stra­te­gie di lea­der­ship sociale attuate dagli impren­di­tori inglesi, fran­cesi, tede­schi, ita­liani, ame­ri­cani. Rap­pre­senta il feno­meno dei «baron rob­ber», della nascita della grande impresa, delle «com­pany town», delle «wor­khouse» e dei nuovi impren­di­tori, con nume­rosi casi per­so­nali emble­ma­tici di nuove forme di rela­zioni interne ed esterne. Docu­menta le situa­zioni eco­no­mi­che, poli­ti­che e sociali dell’ epoca. Illu­stra il per­ché dei suc­cessi e dei fal­li­menti della «socia­lità» pra­ti­cata da governi e aziende.

Il quarto capi­tolo riguarda «L’ età delle reti e degli scambi», i giorni nostri. Sot­to­li­nea gli effetti per­versi legati all’ uso impro­prio delle reti digi­tali, delle infor­ma­zioni a senso unico dei gior­nali online e dei social net­work sites, in par­ti­co­lare, brodo pri­mor­diale per pro­vo­care le nuove dipen­denze e le pre­senze fal­sa­mente attive, spesso limi­tate alla pub­bli­ca­zione di foto­gra­fie, icone stan­dard e com­menti ste­reo­ti­pati, dove si creano iden­tità altre e rap­porti super­fi­ciali, som­mersi dai miliardi di con­tatti e di amici a distanza, la «fine della con­ver­sa­zione», come ha scritto Sherry Turkle.

Fabbrica del Carisma Libro

«La Fab­brica del Cari­sma» mostra attra­verso 25 casi di eser­ci­zio del potere in poli­tica e in eco­no­mia, con­te­stua­liz­zati, ana­liz­zati, valu­tati e siste­ma­tiz­zati, con gli obiet­tivi per­se­guiti e i mezzi usati, altret­tanti per­so­naggi di diverso tipo e qua­lità, soprat­tutto inte­res­sati a con­qui­stare seguaci, aumen­tare l’ auto­rità e il domi­nio, otte­nere un imme­diato e per­so­nale con­senso. Ha allo base lo stu­dio rea­liz­zato per spie­gare e vali­dare i fatti descritti, riflet­tendo sulle loro cause e con­se­guenze, cer­cando di equi­li­brare le sto­rie come somma di azioni eroi­che di alcuni capi «cari­sma­tici» con i con­tri­buti delle forze geo­po­li­ti­che e socioe­co­no­mi­che che li hanno aiutati.

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Si ricorda che “In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. Sul ter­razzo di Radio Fujiko abbiamo alle­stito appo­si­ta­mente una pic­cio­naia allo scopo. In alter­na­tiva è pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14 e/o men­zio­nando i due account  @pedroelrey / @radiofujiko

[*] Disclai­mer: Il libro è scritto da per­sona con legame di paren­tela con uno degli autori dell’articolo.

Posted on 13 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

I Giornali del Futuro, il Futuro dei Giornali

A circa due anni dall’uscita di «L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole [Ovvero che fine farà la carta stam­pata]» mi sono incau­ta­mente fatto con­vin­cere a scri­vere, sem­pre con lo stesso edi­tore, un altro libro il cui titolo prov­vi­so­rio è «I gior­nali del futuro, il futuro dei giornali».

A metà tra il sag­gio ed il long form jour­na­lism, nel libro, in uscita a marzo, verrà ana­liz­zata ed appro­fon­dita la soste­ni­bi­lità eco­no­mica dei gior­nali esa­mi­nando le aree di ricavo e le pos­si­bili inte­gra­zioni rispetto all’attuale bino­mio ven­dite — pub­bli­cità [che ha ampia­mente dimo­strato di non garan­tirne nep­pure la tenuta eco­no­mica]. Per cia­scuna area di busi­ness vi saranno inol­tre inter­vi­ste a opi­nion lea­ders ed esperti del set­tore sia nazio­nali che internazionali.

Rispetto all’ipotesi di strut­tura del libro sotto ripor­tata, avrei pia­cere di rac­co­gliere nell’apposito spa­zio dei com­menti al fondo [o in alter­na­tiva sui social uti­liz­zando, cor­te­se­mente, l’hashtag #biz­news, se pre­fe­rite], i vostri sug­ge­ri­menti, le vostre opi­nioni su quello che asso­lu­ta­mente non può man­care e/o che vor­re­ste vi fosse contenuto.

Tutti i con­tri­bu­tors saranno, ovvia­mente, citati nel libro. Grazie!

I gior­nali del futuro, il futuro dei giornali

Indice [prov­vi­so­rio] del libro:

- Intro­du­zione: Una breve intro­du­zione scritta da per­so­nag­gio auto­re­vole nel campo dei media
Sce­na­rio: Una pano­ra­mica sullo sce­na­rio di rife­ri­mento con dati aggior­nati sia Ita­lia che inter­na­zio­nali + inter­vi­sta su sce­na­rio di rife­ri­mento a Chief Digi­tal Offi­cer gruppo edi­to­riale inter­na­zio­nale
Dall’attention eco­nomy all’intention eco­nomy
La fine del modello di busi­ness unico per tutti i gior­nali: Ana­lisi del per­ché il modello di busi­ness vendite+pubblicità non è più suf­fi­ciente a garan­tire ricavi ade­guati agli edi­tori e di come dun­que siano neces­sa­rie nuove fonti di ricavo + Inter­vi­sta sul tema a Diret­tore Svi­luppo & Inno­va­zione gruppo edi­to­riale nazio­nale
Modelli di busi­ness 2.0:

a) Modelli No Pro­fit
b) Sub­scrip­tion based
c) Pay­wall e Rever­sed pay­wall
d) Shop­pa­ble & E-commerce.
e) Micro­pa­ga­menti
f) Mem­ber­ship
g) Altre fonti di ricavo

Tutti le diverse aree di svi­luppo, di ricavo, con­ter­ranno case stu­dies e, come detto, interviste.

Con­clu­sioni: Sin­tesi finale.
– Appen­dice: Inter­vi­ste a Media Spe­cia­lists e Opi­nion Lea­ders del set­tore
Biblio­gra­fia e sito­gra­fia.

1939 radio_news paleofuture

Posted on 17 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Reach, Frequency ed Engagement su Twitter

Si sa poco sul metodo che Twit­ter uti­lizza per iden­ti­fi­care i tren­ding topic che ci pro­pone. L’algoritmo è troppo impor­tante per essere divul­gato al pub­blico dal momento che i suoi risul­tati influen­zano l’attenzione di milioni di indi­vi­dui e carat­te­riz­zano pro­fon­da­mente il pro­filo del social net­work come ser­vi­zio d’informazione in tempo reale.

Human High­way ha costruito uno stru­mento, Twi­tline, e sta coin­vol­gendo un cam­pione di 3.000 indi­vi­dui all’interno del quale si tro­vano utenti abi­tuali di Twit­ter. Un sistema di data grab­bing e di par­sing ela­bora le infor­ma­zioni pre­senti sulle time­line degli utenti sotto osser­va­zione e orga­nizza le infor­ma­zioni in un data­base, con una fre­quenza di aggior­na­mento di un’ora.

Le prime ana­lisi mostrano che per diven­tare trendy un topic deve gene­ral­mente rag­giun­gere velo­ce­mente una quota signi­fi­ca­tiva di utenti che inte­ra­gi­scono con i tweet ad esso asso­ciati. Anche pic­cole por­zioni di tweet [punti per mille dei tweet pro­dotti in un deter­mi­nato lasso di tempo] danno ori­gine a tren­ding topic.

I tren­ding topic non sono una misura di popo­la­rità di un topic ma una misura dell’accelerazione della sua popo­la­rità nel breve periodo. Inol­tre, la reach di un hash­tag non dipende in modo uni­voco dal numero di Tweet che la men­zio­nano ma dalla popo­la­rità degli account che la diffondono.

Il riqua­dro con i dati di Twi­tLine si aggiorna auto­ma­ti­ca­mente ogni giorno alle 4 del mattino.I risul­tati pre­sen­tano i 50 hash­tag più popo­lari ieri sul Twit­ter ita­liano [ovvero gli hash­tag con il mag­gior reach quo­ti­diano]  e sono sem­pre rife­riti al giorno pre­ce­dente. Gli hash­tag sono ordi­na­bili per valori di reach, fre­quency ed enga­ge­ment e lin­kano al Twit­ter stream a cui si riferiscono.

Tool inte­res­sante sia a livello di sin­tesi infor­ma­tiva che per una miglior com­pren­sione dei tren­ding topics.

Posted on 3 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

I Giornali Sono Morti

Sono pas­sati solo pochi giorni dal lan­cio di “Antenna” da parte del «Finan­cial Times», aggre­ga­tore di noti­zie che pesca da Twit­ter per tenere i let­tori del gior­nale aggior­nati con le ultime migliori noti­zie sui social media. 

È adesso il «Washing­ton Post» a lan­ciare un nuovo aggre­ga­tore: “The Most”. Il nuovo pro­dotto edi­to­riale aggrega le nosti­zie più con­di­vise sui social e più lette pescando da una doz­zina di fonti tra cui Time, The Atlan­tic, The Den­ver Post, The Hou­ston Chro­ni­cle, New York Public Radio, Slate e The Dodo. 

Sul mini-sito dedi­cato all’iniziativa si legge:

The Most is an expe­ri­ment gathe­ring the most enga­ging sto­ries from a broad array of top news sour­ces. We’ll be adding sour­ces as the fea­ture grows.

I gior­nali sono morti, come si pro­clama ormai da almeno un lustro, ma la que­stione non è se siano morti quelli di carta e quante spe­ranze, quante pos­si­bi­lità abbiano quelli digitali/online, è l’idea di gior­nale come pac­chetto mono­li­tico ad essere defunta e con essa i modelli di busi­ness che l’hanno carat­te­riz­zato negli ultimi 100 anni. Amen!

The Most

Posted on 17 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Futuro Quotidiano

In un momento in  cui i nuovi entranti, le testate alla digi­tal, ancora non rie­scono a far qua­drare i conti ed a causa delle dif­fi­coltà di far qua­drare i bilanci il diret­tore Alfieri lascia Lin­kie­sta, nasce con oggi una nuova testata all digi­tal: Futuro Quotidiano.

La nuova testata, diretta da Giam­piero Mar­razzo, la cui pub­bli­ca­zione era stata anti­ci­pata da Dago­spia circa un mese fa, avrà una reda­zione com­po­sta da un desk cen­trale, che verrà gestito da gior­na­li­sti pro­fes­sio­ni­sti seniors che si sono for­mati negli anni presso alcune delle più impor­tanti testate nazio­nali. A que­sti si aggiun­ge­ranno una serie di desk gestiti in remoto da col­la­bo­ra­tori indi­pen­denti che, facendo rife­ri­mento al cen­trale, aggior­ne­ranno i con­te­nuti del sito in tempo reale, anche per uti­liz­zare al meglio una delle prin­ci­pali pecu­lia­rità della Rete, la multimedialità.

La scelta del nome, Futuro Quo­ti­diano, rispec­chia lo spi­rito gior­na­li­stico con il quale si strut­tu­rerà l’intero impianto edi­to­riale: la sele­zione delle noti­zie e dei ser­vizi [poli­tici, eco­no­mici, legati all’energia, all’Expo ’15, all’agenda digi­tale, al turi­smo e alla cul­tura], insieme al taglio dei pezzi saranno tutti impron­tati al futuro, quello che va da “adesso a domani”: uno sce­na­rio che nell’immaginario col­let­tivo man­tiene ancora un’accezione posi­tiva e allo stesso tempo non perde di concretezza.

Futuro Quo­ti­diano intende pro­durre news e inchie­ste esclu­sive, lon­tane dall’informazione gene­ra­li­sta. Una scelta di posi­zio­na­mento ben pre­cisa, distante dai ten­ta­tivi rea­liz­zati sin ora, che potrebbe essere, final­mente, un rife­ri­mento di suc­cesso. L’immagine sot­to­stante rias­sume i key pil­lars della nascita del nuovo quo­ti­diano all digital.

A tutta la reda­zione della testata un grosso in bocca al lupo da parte mia e di tutta DataMediaHub.

Futuro Quotidiano

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