Nuovi Prodotti Editoriali

Pubblicato il 2 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Contributoria

Vede uffi­cial­mente la luce  con l’inizio del 2014 «Con­tri­bu­to­ria» una piat­ta­forma per i gior­na­li­sti, dei giornalisti.

«Con­tri­bu­to­ria» è una piat­ta­forma col­la­bo­ra­tiva di scrit­tura “peer-to-peer”. Il pro­getto edi­to­riale, vin­ci­tore nel 2012 dell’ Inter­na­tio­nal Press Institute’s News Inno­va­tion Con­test,  per­mette ai gior­na­li­sti di col­la­bo­rare su tutti gli aspetti del pro­cesso di scrit­tura, tra cui la ven­dita, l’editing e la pubblicazione.

Il pro­getto è sup­por­tato dal Guar­dian Media Group con cui col­la­bo­rano, o hanno col­la­bo­rato in pas­sato, i tre soci fondatori.

Nell’edi­to­riale di lan­cio dell’iniziativa si legge:

Vole­vamo fare qual­cosa, non solo par­larne. Abbiamo pen­sato che fosse il momento di pro­vare un approc­cio com­ple­ta­mente diverso, una com­bi­na­zione di nuove tec­no­lo­gie, nuovi metodi di lavoro e nuovi modelli di finanziamento.

Ecco è pro­ba­bil­mente que­sto, a mio modo di vedere, lo spi­rito giu­sto per il 2014. Meno tavole rotonde, meno con­ve­gni e “chiac­chiere” e più rea­liz­za­zioni e spe­ri­men­ta­zioni. Il 2014 deve essere l’anno del fare.

Contributoria

Per quanto riguarda l’Italia, mossi da que­sto spi­rito, il sot­to­scritto ed un gruppo di altri quat­tro pro­fes­sio­nal, con com­pe­tenze diverse e com­ple­men­tari, si appre­stano a lan­ciare un pro­getto edi­to­riale di ico­no­gra­fie e visua­liz­za­zioni [im]mediatiche che vedrà la luce entro il primo tri­me­stre dell’anno con ante­prime, per con­sen­tire a coloro che lo desi­de­re­ranno di col­la­vo­rare [ancora una volta non è un refuso] al pro­getto, già la entro fine di di que­sto mese.

Come si suol dire, stay tuned.

Pubblicato il 6 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Narrazioni Internazionali

Come cer­ta­mente molti sapranno è in corso durante que­sto fine set­ti­mana Inter­na­zio­nale a Fer­rara, wee­kend di incon­tri con gior­na­li­sti, scrit­tori e arti­sti pro­ve­nienti da tutto il mondo.

Quest’anno il festi­val ha scelto di rac­con­tarsi in maniera diversa dalle pre­ce­denti edi­zioni. In par­ti­co­lare è stato aperto un Tum­blr “Tal­king Pic­ture Pro­ject” che narra gli incon­tri, i momenti della tre giorni con delle info­gra­fi­che in stile “fumet­toso”, comics. Nar­ra­zione dav­vero inte­res­sante che sin­te­tizza con chia­rezza cia­scun evento.

LarteDiPredireTutto91

Una spe­ri­men­ta­zione comu­ni­ca­tiva che si tra­sforma anche in un istant maga­zine che viene stam­pato e distri­buito in città, con l’edizione “Carta Bianca” dedi­cata al panel “Il futuro del gior­na­li­smo è tutto da scri­vere” con Anthony De Rosa, da poco appro­dato  a «Circa», un gior­nale che si legge solo su smart­phone, e Farhad Man­joo del «The Wall Street Jour­nal», ed una seconda edi­zione: “L’Arte di Pre­dire Tutto” per l’intervista del Diret­tore de «La Stampa» a Nate Silver.

Nar­ra­zioni inter­na­zio­nali da osser­vare con atten­zione e replicare.

CartaBianca-0

Pubblicato il 25 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Un Innovativo Ecosistema per l’Informazione Digitale

E’ noti­zia di ieri che Fli­p­board ha rac­colto altri 50 milioni di dol­lari per finan­ziare ulte­rior­mente il suo svi­luppo. Il nuovo finan­zia­mento porta la valu­ta­zione della star­tup che for­ni­sce il popo­lare ser­vi­zio di “let­tura sociale”, di aggre­ga­zione delle noti­zie, a ben 800 milioni di dol­lari, la metà della capi­ta­liz­za­zione di mer­cato del «The New York Times». Aspetto che fa riflet­tere su come la aggre­ga­zione di con­te­nuti abbia attual­mente per le per­sone, e per il mer­cato un valore supe­riore rispetto alla pro­du­zione di sin­gole infor­ma­zioni come dimo­stra la recente ces­sione a Jeff Bezos del «The Washing­ton Post» per 250 milioni di dol­lari, poco più di un quarto del valore del più popo­lare degli aggre­ga­tori di notizie.

In que­sto qua­dro vede, final­mente, la luce Eta­lia, start-up fon­data due anni fa dall’accelleratore d’impresa dell’Università della Sviz­zera Ita­liana, pre­sen­tata in ante­prima al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo del 2012, che dopo un lungo periodo di raf­fi­na­mento e beta test sarà lan­ciata il 7 Otto­bre prossimo.

Anche se a prima vista Eta­lia potrebbe sem­brare un altro aggre­ga­tore le dif­fe­renze sono sostan­ziali sia in ter­mini di logi­che di aggre­ga­zione che di modello di busi­ness e, soprat­tutto, di reve­nue sharing

“Et alia”, “e altri” è una locu­zione latina soli­ta­mente usata nelle cita­zioni, per indi­care che oltre all’autore citato esi­stono anche altre fonti che trat­tano il mede­simo argo­mento. Pro­prio quello che accade su Eta­lia, dove il punto di vista su una noti­zia non è mai uni­la­te­rale: su cia­scun argo­mento il let­tore può con­sul­tare una plu­ra­lità di fonti, con­fron­tan­dole e con­tri­buendo con un pro­prio con­te­nuto, che potrà essere messo a dispo­si­zione degli altri utenti per arric­chire il patri­mo­nio di informazioni.

Eta­lia è una piat­ta­forma per la dif­fu­sione di con­te­nuti, che per­mette agli utenti di con­sul­tare e con­di­vi­dere noti­zie pro­ve­nienti da mol­te­plici fonti edi­to­riali, aggior­nate in tempo reale, costruire veri e pro­pri gior­nali per­so­na­liz­zati e fon­dare nuove testate digi­tali. Il tutto incen­ti­vato da un inno­va­tivo modello di business.

Gli utenti di Eta­lia avranno a dispo­si­zione stru­menti fles­si­bili per la let­tura e la pro­du­zione di news, in grado di ampliare le pos­si­bi­lità di acce­dere alle fonti di infor­ma­zione con reci­proci van­taggi per autori e lettori.

“I con­te­nuti ven­gono impor­tati sulle nostre mac­chine e sono indi­ciz­zati seman­ti­ca­mente, non ci limi­tiamo ad aggre­garli”, ha spie­gato Aldo Daghetta, CCO di Eta­lia e Coun­try Mana­ger di Eta­lia Italy, in una sua recente inter­vi­sta sul «Cor­riere della Sera».

Per ogni arti­colo letto all’interno di Eta­lia, la piat­ta­forma trat­tiene il 25 per cento della pub­bli­cità men­tre al sito con­sul­tato viene cor­ri­spo­sto il 75 per cento. A tutti, senza distin­zione, dagli edi­tori – che in molti casi hanno già sot­to­scritto accordi con la piat­ta­forma – ai gior­na­li­sti free­lance ed ai pro­fes­sio­ni­sti, ai blog­ger, Eta­lia offre un modello di busi­ness unico per mone­tiz­zare final­mente in misura ade­guata il frutto della pro­pria atti­vità, intro­du­cendo un sistema di redi­stri­bu­zione dei ricavi pro­ve­nienti sia dalla ven­dita del con­te­nuto sia dalla pub­bli­cità asso­ciata, gestita da Ada­lia, una piat­ta­forma pro­dotta inter­na­mente che ven­derà le inser­zioni in base a un sistema d’asta in tempo reale.

I “jour­nals” pub­bli­cati su Eta­lia pos­sono essere gestiti da una sin­gola per­so­naa opure, pro­prio come i gior­nali veri, da un gruppo di utenti, cia­scuno con un suo ruolo e una sua pre­ro­ga­tiva come avviene nelle redazioni.

Eta­lia è la nuova casa dell’informazione per andare oltre le sin­gole fonti infor­ma­tive ed i tra­di­zio­nali aggre­ga­tori di noti­zie, il primo infor­ma­tion net­work su misura, total­mente per­so­na­liz­zato sulla base degli inte­ressi dell’utente.

Etalia Locandina Presentazione

Pubblicato il 24 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Iconografia dell’Informazione

Siamo, da tempo, nella società della cono­scenza, dell’informazione e della comu­ni­ca­zione ico­nica. Gli ele­menti visivi sono parte sem­pre più rile­vante nella dif­fu­sione dei con­te­nuti e delle infor­ma­zioni, basti pen­sare alla dif­fu­sione, agli usi ed agli abusi delle info­gra­fi­che.

Deve essere par­tendo da que­sta con­sta­ta­zione che ieri il «The Washing­ton Post» ha lan­ciato “Topi­cly”, un nuovo modo di con­su­mare l’informazione creato per gli utenti inte­res­sati a sco­prire con­te­nuti visivamente.

Topi­cly è ali­men­tato da una tec­no­lo­gia pro­prie­ta­ria per dare agli utenti noti­zie tem­pe­stive che gli edi­tor del Wash­Post pen­sano pos­sano essere d’interesse per i i let­tori. Tutti i con­te­nuti gior­na­li­stici [sto­rie, blog, foto, video] ven­gono aggior­nati ogni 15 minuti,  gli argo­menti sono sta­bi­liti in tempo reale in base al con­te­nuto. Mag­giori sono i con­te­nuti  pub­bli­cati su un deter­mi­nato argo­mento più alto è il tema viene visua­liz­zato sul display.

Topicly

Tra­mite la barra in alto a destra, gli utenti pos­sono aprire un menu per visua­liz­zare gli argo­menti nella vista elenco. Vedranno un numero che indica quanti pezzi di con­te­nuti sono stati pub­bli­cati nelle ultime 72 ore su un deter­mi­nato argo­mento.  E’ stato costruito come un pro­dotto “mobile-first” ma è pos­si­bile visua­liz­zarlo anche da desk­top, da PC.

Secondo quanto ripor­tato da Adweek, clic­cando su uno qua­lun­que dei pezzi, degli arti­coli,  i let­tori saranno comun­que por­tati al sito del «The Washing­ton Post , in modo che il gior­nale sarà ancora in grado di con­tarli come visite on-line ed even­tual­mente ten­tare di obbli­garli a pagare se si imbat­tono con­tro nuovo pay­wall del Post nel processo.

Topi­cly ha un pro­prio for­mato di annunci, e, come con molti nuovi pro­dotti pub­bli­ci­tari del quo­ti­diano sta­tu­ni­tense ed altri edi­tori lan­ciati ulti­ma­mente, que­sto è  nativo per l’ambiente edi­to­riale. Gli inser­zio­ni­sti appa­iono nello stesso for­mato come i temi infor­ma­tivi ed uti­liz­zano lo stesso lay­out per con­di­vi­dere sto­rie, imma­gini e con­te­nuti sociali. Lo spon­sor del lan­cio uffi­ciale è Land Rover [anda­telo a guar­dare, vale la pena garantisco].

Evo­lu­zione com­mer­ciale di quanto rea­liz­zato dal desi­gner pari­gino Syl­vain Boyer, segna­lato in que­sti spazi a marzo, for­te­mente orien­tata ai click ed alle pagine viste, deci­sa­mente meno al coin­vol­gi­mento ed al tempo speso sul sito, con­fer­me­rebbe l’ipotesi di lavoro di Mat­tew Ingram secondo il quale i gior­nali online non pos­sono soprav­vi­vere senza bene­fat­tori o le gif ani­mate dei gatti [e tutte le pos­si­bili varianti sul tema].

Insomma, come si sarà capito, a mio avviso, se cer­ta­mente ci sono dei con­cetti inte­res­santi in Topi­cly mi pare che siano più gli svan­taggi che i van­taggi appor­tati dalla rea­liz­za­zione. Se sono que­sti i primi risul­tati dell’ingresso di Jeff Bezos il resto del cam­mino non lascia spe­rare molto di buono per l’informazione online.

Be significant

Pubblicato il 23 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Manifesto Digitale

«Il Mani­fe­sto» vuole rilan­ciare la pro­pria stra­te­gia di con­te­nuti e di sot­to­scri­zione, allar­gando l’audience a più ampie fasce d’età e “nativi digi­tali” in Ita­lia e soprat­tutto ita­liani all’estero. E’ un cam­bia­mento in atto da circa due anni ed è favo­rito dall’introduzione di canali digi­tal only, che con­sen­tano la spe­ri­men­ta­zione e i test di nic­chie di inte­resse dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bili tra­mite la stampa e la distribuzione.

 Il 22 aprile scorso è stata lan­ciata l’app per iPad, la quale è basata inte­ra­mente su tec­no­lo­gie iOS native e con­te­nuti HTML5 responsive.

Da qual­che giorno è online la cam­pa­gna di cro­w­d­fun­ding con con for­mule di micro­fi­nan­zia­mento o di pre abbo­na­mento - da 2 a 220 euro — che si pone l’obiettivo di rac­co­gliere 40mila euro da qui alla fine di otto­bre per rin­no­vare com­ple­ta­mente il sito.

Il Manifesto Crowdfunding

Il cam­bia­mento radi­cale con­si­ste nella rimo­du­la­zione dell’offerta del gior­nale che met­terà al cen­tro le diverse audience sui diversi dispo­si­tivi e momenti di uti­lizzo. Una login uni­fi­cata per­met­terà al let­tore di sce­gliere il livello di par­te­ci­pa­zione, non solo all’informazione pub­bli­cata sull’edizione quo­ti­diana, ma soprat­tutto alla com­mu­nity che sarà atti­vata sulla piat­ta­forma web. La nuova pre­senza online del mani­fe­sto sarà infatti com­po­sta da edi­zioni quo­ti­diane in digi­tale su Web e app native iOS e Android, ma soprat­tutto da una com­mu­nity di let­tori e con­tri­bu­tor a vario livello. Il sito ospi­terà blog e ini­zia­tive edi­to­riali indi­pen­denti sulla scia delle ultime due edi­zioni di China Files, oltre che cam­pa­gna di cro­w­d­fun­ding per sup­por­tare ini­zia­tive gior­na­li­sti­che con distri­bu­zione digitale.

Tra gli espe­ri­menti già rea­liz­zati figu­rano le edi­zioni spe­ciali pro­dotte da China Files, dispo­ni­bili sull’App iPad, Kindle e Web. E’ stato pub­bli­cato in for­mato Kindle un numero spe­ciale di Alias rela­tivo alla bien­nale di Vene­zia tra­dotto in inglese

Ver­ranno rilan­ciati i blog ospi­tando guest wri­ter, e col­le­zioni tema­ti­che pro­dotte da orga­niz­za­zioni e autori diversi saranno con­fe­zio­nate in pro­dotti digi­tali su tablet, smart­phone e ebook.

Il sito diven­terà una com­mu­nity, dove i let­tori potranno iscri­versi e leg­gere i con­te­nuti con una strut­tura pay­wall, effet­tuare sot­to­scri­zioni di diverso livello che abi­li­te­ranno la let­tura su web, smart­phone, tutti i canali digi­tali o bundle digitale-carta. Nell’editoriale pub­bli­cato a firma di Mat­teo Bar­tocci, mem­bro del con­si­glio di ammi­ni­stra­zione del quo­ti­diano, viene dichia­rata la volontà di soste­nersi esclu­si­va­mente gra­zie al let­to­rato. Un sito senza pub­bli­cità che “non sia per gli inser­zio­ni­sti o per atti­rare «traf­fico» con fil­mati di gat­tini o l’ultimo gos­sip. Un sito di noti­zie e di «com­mu­nity» finan­ziato dai lettori”.

Gli utenti saranno inse­riti in un unico data­base senza distin­zione di moda­lità di abbo­na­mento o di let­tura, creando una login per cia­scun abbo­nato, il quale potrà par­te­ci­pare alla discus­sione, soste­nere delle cam­pa­gne mirate, sta­bi­lire le prio­rità di inve­sti­mento del gior­nale for­nendo il sup­porto morale od eco­no­mico alle ini­zia­tive che pre­fe­ri­sce. Si vuole far cre­scere la par­te­ci­pa­zione e cono­scere appro­fon­di­ta­mente i gusti e le abi­tu­dini dell’audience. Anche le offerte com­mer­ciali saranno mirate e per­so­na­liz­zate sul sin­golo let­tore. Un algo­ritmo cal­co­lerà un ran­king del let­tore secondo diversi para­me­tri, e for­nirà con­te­nuti mirati e offerte di sot­to­scri­zione age­vo­late per aumen­tare la fidelizzazione.

Il pro­getto verrà imple­men­tato a step e si con­clu­derà indi­ca­ti­va­mente a fine anno. Nel 2014 ver­ranno rila­sciati nuovi pro­dotti edi­to­riali, coin­vol­gendo anche le edi­zioni Alias e Le Monde Diplomatique.

L’immagine sotto ripor­tata mostra il cam­bia­mento negli ultimi 18 mesi del quo­ti­diano con il 95% delle entrate deri­vante da ven­dite e abbo­na­menti [nel 2011 era il 58%], il crollo della pub­bli­cità dall’11 al 4% dei ricavi e l’assenza del finan­zia­mento pubblico.

Il Manifesto Ricavi
Pubblicato il 20 agosto 2013 by Pier Luca Santoro

Integrazione Carta — Digitale

Il cata­logo IKEA è la pub­bli­ca­zione car­ta­cea più dif­fusa al mondo con 212 milioni di copie stam­pate nel 2013.

Già  l’edizione  2013  com­pren­deva l’integrazione tra sup­porto car­ta­ceo e digi­tale attra­verso l’utilizzo  smart­phone, ma solo i video e gal­le­rie foto­gra­fi­che pote­vano essere acces­si­bili tra­mite un app per la scan­sione di pagine del cata­logo stesso.

Adesso per l’edizione 2014, gra­zie alla nuova appli­ca­zione di realtà aumen­tata, è suf­fi­ciente posi­zio­nare il cata­logo nel punto in cui si sta valu­tando l’aggiunta di un nuovo pezzo di arre­da­mento, ese­guire la scan­sione del cata­logo con la app stesso sul pro­prio dispo­si­tivo mobile e sele­zio­nare la voce desiderata.

La fun­zio­na­lità di realtà aumen­tata pro­ietta quindi il pezzo di arre­da­mento sele­zio­nato nella vostra casa attra­verso la sovrap­po­si­zione, in tempo reale della vostra camera cat­tu­rata attra­verso la foto­ca­mera del dispo­si­tivo. L’applicazione, dispo­ni­bile anche in ita­liano, per­mette anche di spe­ri­men­tare la scala degli oggetti in rela­zione al vostro spa­zio vivente, come mostra il video sotto riportato.

Per tra­slato, per quanto riguarda perio­dici e quo­ti­diani, le oppor­tu­nità sia dal punto di vista della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria che sotto il pro­filo gior­na­li­stico sono sem­pre più con­crete inclusa quella di ren­dere i quo­ti­diani “shop­pa­ble“.

I let­tori, le per­sone desi­de­rano inte­rat­ti­vità non offrirla sarebbe anche in que­sto caso dav­vero sin­tomo di col­pe­vole mio­pia. L’integrazione carta — digi­tale è asso­lu­ta­mente pos­si­bile ed attuale, volendo.

Pubblicato il 13 agosto 2013 by Pier Luca Santoro

Live Blogging e Coinvolgimento

Il live blog­ging è la pro­du­zione di un arti­colo che copra un evento, nor­mal­mente in ordine cro­no­lo­gico con­tra­rio, dal più recente al più “vec­chio”, con aggior­na­menti rego­lari, soli­ta­mente con distanze tem­po­rali ridotte nell’ordine dei minuti, arric­chen­dolo con ele­menti mul­ti­me­diali e richiami ad altre fonti sia interne che esterne.

Uno stu­dio del dipar­ti­mento di gior­na­li­smo della City Uni­ver­sity of Lon­don ana­liz­zando la pro­du­zione, la forma e il con­te­nuto di 146 live­blogs pub­bli­cati tra l’aprile 2011 e il giu­gno 2011 sul sito del «The Guar­dian» ha dimo­strato come que­sta moda­lità, que­sto for­mat gior­na­li­stico, fac­cia regi­strare una gran quan­tità di accessi e lun­ghis­simo tempo medio di per­ma­nenza in pagina.

E’ que­sto un chiaro indi­ca­tore di come il let­tore abbia un ele­vato coin­vol­gi­mento attra­verso que­sta moda­lità, che spesso ha anche carat­te­ri­sti­che di inte­rat­ti­vità con lo stesso vuoi attra­verso box di chat rea­liz­zati ad hoc o con l’utilizzo di spe­ci­fi­che hash­tag su Twit­ter, con ben il 35 per­cento degli inter­vi­stati che dichiara di essere stata incol­lata allo schermo del PC “per quasi tutto il tempo” in cui si è svi­lup­pato il liveblog.

Le impli­ca­zioni sono sia eco­no­mi­che che gior­na­li­sti­che. Da un lato infatti il tempo speso dai let­tori sul sito di un quo­ti­diano, di una fonte d’informazione sarà sem­pre più un para­me­tro qua­li­ta­tivo che influen­zerà diret­ta­mente il valore rico­no­sciuto dagli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, dalle aziende, per gli spazi promo-pubblicitari. Dall’altro lato per­mette di inver­tire il pro­cesso attual­mente in corso di pri­mato delle noti­zie da parte di Twit­ter ripo­si­zio­nando i gior­nali online come prima fonte d’informazione com’è natu­rale che sia.

Sul tema è stato pub­bli­cato a fine luglio “Real-Time Jour­na­lism. Il Futuro della Noti­zia tra live­blog e coin­vol­gi­mento” di Lillo Mon­talto Monella, defi­nito il “deus ex machina” del live­blog­ging in Ita­lia da Anna Masera, che dal mag­gio 2012 lavora con Scrib­ble­Live, azienda che si occupa di distri­buire stru­menti mul­ti­me­diali per lo sto­ry­tel­ling in tempo reale.

Il libro è un vero manuale, sicu­ra­mente il primo in lin­gua ita­liana, che for­ni­sce al let­tore una ana­li­tica pano­ra­mica dell’argomento, con nume­rose case histo­ries sia inter­na­zio­nali che della realtà nazio­nale, ana­liz­zando le impli­ca­zioni ed il valore del live blog­ging sia in ter­mini di enga­ge­ment, di coin­vol­gi­mento del let­tore, che di oppor­tu­nità eco­no­mica deri­vante. Un pre­zioso stru­mento per tutte le reda­zioni e i free­lance che voles­sero appro­fon­dire la pra­tica del gior­na­li­smo in tempo reale.

Real Time Journalism

Pubblicato il 25 luglio 2013 by Pier Luca Santoro

Il Widget “Shoppable” del Mail Online

Il Mail Online, esem­pio di gos­sip mas­si­fi­cato pla­ne­ta­rio che l’ha reso il sito web di una testata gior­na­li­stica più visi­tato al mondo e che, secondo il rap­porto economico-finanziario di fine mag­gio di quest’anno, vede i pro­pri introiti pub­bli­ci­tari aumen­tare del 61%, ha tro­vato il modo di gene­rare nuovi ricavi dall’online.

Mail Online Profits

Gra­zie ad un wid­get infatti da circa un mese le foto con­ten­gono un pop-up che dice al let­tore da dove pro­ven­gono, di che marca sono vestiti ed acces­sori dei per­so­naggi cele­bri papa­raz­zati e gli per­mette di acqui­starli al miglior prezzo disponibile.

Secondo quanto ripor­tato l’iniziativa sta riscuo­tendo un enorme suc­cesso con il 90% dei mar­chi che hanno ade­rito ed un numero di click trough estre­ma­mente rilevante.

Il gos­sip si fa “shop­pa­ble” e vince. C’è da rifletterci.

MailOnline_Kate3

Pubblicato il 27 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Innovazione nei Periodici

Cro­wd­star, start-up di social e mobile gaming, già nota per la crea­zione di gio­chi fashion-oriented dedi­cati alle gio­vani donne, si appre­sta ad ampliare  la pro­pria offerta ludica allon­ta­nan­dosi dal gaming puro con una nuova appli­ca­zione che è più simile a un cata­logo di abbi­glia­mento interattivo.

Covet Fashion, è come una rivi­sta inte­rat­tiva dove le donne pos­sono abbi­gliare vir­tual­mente strato dopo strato il per­so­nag­gio scelto. Le per­sone pos­sono pren­dere abbi­glia­mento e acces­sori di sti­li­sti come Rebecca Min­koff, Hal­ston Heri­tage e Cyn­thia Row­ley. Essi pos­sono com­pe­tere per vin­cere pro­dotti reali e vedere con­si­gli di stile da sti­li­sti come la sty­list di per­so­naggi famosi Rachel Zoe, che ha vestito attrici come Anne Hatha­way e Jen­ni­fer Law­rence. Com­ples­si­va­mente si pos­sono acqui­stare capi ed acces­sori di 60 mar­chi della moda e sce­gliere tra oltre 1000 varietà di vestiti e altro.

Se già alcune rivi­ste hanno scelto di ren­dersi “shop­pa­ble”, inte­grando attra­verso appli­ca­zioni di realtà aumen­tata la pos­si­bi­lità di effet­tuare degli acqui­sti diret­ta­mente dalla ver­sione car­ta­cea, il titolo di Cro­wd­star apre nuove pos­si­bi­lità di ricavo per gli edi­tori che, volendo, potreb­bero appli­care logi­che di game design, di gami­fi­ca­tion, alla ver­sione digi­tale delle loro testate rea­liz­zando un e-commerce non con­ven­zio­nale sicu­ra­mente più coin­vol­gente [e redditizio?].

Visto che la mag­gio­ranza dei perio­dici ita­liani non ha ancora rea­liz­zato la pro­pria ver­sione per tablet ci pen­se­rei seria­mente allo spunto offerto da Covet Fashion.

Covet_AppStoreiPad_01

Pubblicato il 26 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Giornalisti Digitali & Dintorni

Il Comune di Firenze, in col­la­bo­ra­zione con Asso­cia­zione Stampa ToscanaLSDI, Libertà di Stampa e d’Informazione e Di.gi.ti, pre­senta “Gior­na­li­sti Digi­tali e Din­torni”, 4 incon­tri 2.0 per par­lare di libri, eventi, sto­ria, e quo­ti­dia­nità del web e per il web.

Gli incon­tri si ter­ranno tutti i mer­co­ledì dal 26 giu­gno al 17 luglio dalle 18:30 alle 20:30 presso il Caffè Let­te­ra­rio delle Murate – Piazza delle Murate – Firenze.

Locandina Giornalisti digitali

Come mostra la locan­dina sopra ripor­tata tocca al sot­to­scritto inau­gu­rare la serie di incon­tri con l’arduo com­pito di pro­vare a dare una rispo­sta all’interrogativo: Riu­sci­ranno le edi­cole ad evi­tare la fine delle cabine tele­fo­ni­che? Tema che verrà affron­tato par­tendo dal mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” del quale Marco Renzi, che pre­senta ed intro­duce cia­scun incon­tro, ha pub­bli­cato  un ampio stral­cio non più tardi di ieri.

Se riu­scite a pre­sen­ziare all’incontro ci vediamo, con grande pia­cere lì. In caso con­tra­rio potete dare un’occhiata alla pre­sen­ta­zione che ho pre­pa­rato per l’occasione, tenendo pre­sente, come sem­pre, che le slide sono sem­pli­ce­mente un punto di appog­gio al ragionamento.

Infine, se vi garba, come si dice giust’appunto in toscana, potete fare delle domande, o seguire le opi­nioni di chi sarà pre­sente, uti­liz­zando l’hashtag #gior­na­laio su Twitter.

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