Distribuzione Editoria

Pubblicato il 13 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Social: Utilizzo e Traffico

L’Osservatorio New Media & New Inter­net del Poli­tec­nico di Milano ha pre­sen­tato un paio di giorni fa i risul­tati della ricerca su  l’utilizzo e le pro­spet­tive di svi­luppo dei media abi­li­tati da internet.

Una parte dello stu­dio si foca­lizza sui social, sulla loro pene­tra­zione, l’utilizzo ed i com­por­ta­menti delle per­sone rela­ti­va­mente all’editoria tradizionale.

Tra gli uti­liz­za­tori di Inter­net del nostro Paese l’82% è iscritto ad un social network/media. La parte del leone, come noto, spetta a Face­book che rag­giunge il 76% di iscritti tra gli utenti ita­liani della Rete. Ana­liz­zando il diverso grado di dif­fu­sione dei vari social è inte­res­sante notare come l’ultimo di que­sti sia Four­square. La con­ferma, dalla mia pro­spet­tiva, di come bad­gi­fi­ca­tion e poin­ti­fi­ca­tion non siano ele­menti suf­fi­cienti di per se stessi per creare inte­resse ed enga­ge­ment ma siano solo ele­menti del pro­cesso di gami­fi­ca­tion, di game design, che se mal con­ge­gnato, o assente, come evi­dente, non funziona.

Diffusione Social Italia

Quel che è ancor più inte­res­sante è l’effettivo uti­lizzo dei social ai quali si è iscritti. Anche in que­sto caso Face­book spa­dro­neg­gia con un tasso di uti­lizzo nell’ultimo mese dell’86% [sempre+spesso] da parte di chi ha un pro­prio pro­filo sul social net­work più popo­loso del pianeta.

Sem­pre dalle maglie di Zuck, sep­pure abbia una base di iscritti infe­riore ad altri social, segue Insta­gram con il 36% degli iscritti che ne fa un uti­lizzo intenso. Un terzo, o più, degli iscritti a Goo­gle+, Twit­ter e Four­square, sono iscritti ma non lo uti­liz­zano pra­ti­ca­mente mai. Twit­ter, in par­ti­co­lare, su que­sto ha un pro­blema da risolvere.

Utilizzo Social Ultimo Mese

Per quanto riguarda diret­ta­mente l’editoria tra­di­zio­nale, più della metà degli ita­liani iscritti ai social è fan/follower di almeno un media tele­vi­sivo, edi­to­riale o radiofonico.

Le fan page e gli account uffi­ciali degli edi­tori più seguite sono quelle dei pro­grammi TV [33%] e dei quo­ti­diani [30%]. È ele­vata la per­cen­tuale di utenti che ormai legge le news diret­ta­mente dai Social Net­work ma solo nel 33% dei casi si accede poi — sem­pre o spesso — al sito dell’editore di rife­ri­mento per un appro­fon­di­mento. La con­ferma, se neces­sa­rio, che uti­liz­zare gli account social come disca­rica di link nella spe­ranza di dra­gare traf­fico al sito web non fun­ziona, o comun­que fun­ziona solo in minima parte.

Su que­sto, sia sul 55% che segue un media tra­di­zio­nale sui social che sul 45% che invece non lo fa, c’è da imple­men­tare un lavoro di ascolto, di ana­lisi e ricerca per com­pren­dere inte­ressi e biso­gni delle per­sone per poterli coin­vol­gere effi­ca­ce­mente. Si tratta di un com­pito non facile al quale è neces­sa­rio dedi­care risorse ed ener­gie, in ter­mini di sistemi, cri­teri di ana­lisi e tempo dedi­cato, che dob­biamo asso­lu­ta­mente intra­pren­dere il prima pos­si­bile; non ho dubbi al riguardo.

Frequenza Utilizzo Sito Da Social

Pubblicato il 3 marzo 2014 by Andrea Nelson Mauro

I Primi 20 Set­ti­ma­nali più Dif­fusi per Provincia: Mappa Interattiva

Dopo la map­pa­tura dei quo­ti­diani, abbiamo effet­tuato lo stesso lavoro con i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi nel nostro Paese. Restano valide le avver­tenze e le con­si­de­ra­zioni di fondo espresse per i quotidiani.

Tra i primi dieci per dif­fu­sione la metà sono dedi­cati alla pro­gram­ma­zione tele­vi­siva ed il primo in asso­luto, con 703mila copie dif­fuse, è il perio­dico set­ti­ma­nale tele­vi­sivo per eccel­lenza: «Sor­risi e Can­zoni TV». Esclu­dendo i due maga­zine alle­gati ai prin­ci­pali quo­ti­diani ita­liani, nelle prime dieci posi­zioni solo 3 sono i set­ti­ma­nali dedi­cati al com­mento dell’attualità.

È dun­que evi­dente che si tratti di un pub­blico molto con­ser­va­tore, affe­zio­nato alla pro­pria rivi­sta tele­vi­siva da tempo che con­ti­nua ad acqui­stare per tra­di­zione, per abi­tu­dine [anche se ovvia­mente anche que­sto tipo di rivi­ste sof­fre]. Un feno­meno tutt’altro che tra­scu­ra­bile da appro­fon­dire incro­ciando i dati delle ven­dite con gli accessi ai rispet­tivi siti web di que­sta cate­go­ria di testate.

 È inte­res­sante notare come nei grandi cen­tri urbani, nelle prin­ci­pali città siano i maga­zine dei quo­ti­diani i set­ti­ma­nali a mag­gior dif­fu­sione, scal­zando il pri­mato ai set­ti­ma­nali tele­vi­sivi. Certo sarebbe neces­sa­rio sapere quanti di que­sti acqui­stino il gior­nale in quel giorno poi­chè il maga­zine con­tiene, anche, la pro­gram­ma­zione tele­vi­siva. Una moti­va­zione d’acquisto che cer­ta­mente non è trascurabile.

Aspet­tiamo con ansia che qual­che famoso socio­logo ci illu­mini sul “popolo della tele­vi­sione” invece di anno­iarci con quello della Rete o, peg­gio, di Twitter.

Di seguito la mappa dei set­ti­ma­nali con i dati ADS del 2012. Clic­cando sul nome di un set­ti­ma­nale in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi in quella provincia.

Di seguito la mappa dei set­ti­ma­nali con i dati ADS del 2011. Clic­cando sul nome di un set­ti­ma­nale in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi in quella provincia.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Pubblicato il 25 febbraio 2014 by Andrea Nelson Mauro, Pier Luca Santoro

La Diffusione dei Quotidiani: Mappa Interattiva

La mappa inte­rat­tiva pub­bli­cata in que­sta pagina visua­lizza la dif­fu­sione dei 65 prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali per pro­vin­cia. I dati sono quelli Accer­ta­mento Dif­fu­sione Stampa [ADS], ai quali si può avere accesso pre­via regi­stra­zione, e sono rela­tivi all’anno 2012 poi­chè i dati rela­tivi al 2013 non sono ancora con­so­li­dati ma sola­mente “sti­mati”, ovvero basati esclu­si­va­mente sulle dichia­ra­zioni auto­pro­dotte dall’editore e non ancora sot­to­po­sti a veri­fica ispettiva.

Clic­cando sui nomi dei giornali è pos­si­bile visua­liz­zare la loro dif­fu­sione pro­vin­ciale; clic­cando su cia­scuna delle pro­vince invece si può vedere quali sono i gior­nali più dif­fusi per cia­scuna di queste.

Si viene così a sco­prire, ad esem­pio, che nella pro­vin­cia di Milano dopo «Il Cor­riere della Sera» sono «Il Sole24Ore» e «La Gaz­zetta dello Sport» i quo­ti­diani mag­gior­mente dif­fusi men­tre «la Repub­blica» è solo al quarto posto per numero di copie diffuse.

Non è que­sto l’unico ele­mento di nota. “Gio­cando” con la mappa, cosa che ovvia­mente, se posso, invito a fare, si viene a sco­prire che la pro­vin­cia in cui «Ita­lia Oggi» è mag­gior­mente dif­fuso è quella di Genova dove sareb­bero distri­buite ben il 13.8% del totale delle copie, ed ancora che in cin­que pro­vin­cie della Cala­bria vi sono la bel­lezza del 17.7% delle copie distri­buite con­tro il 15% di Milano e Roma messe assieme. I casi sono due o il cuore finan­zia­rio ed eco­no­mico del Paese ha spo­stato il pro­prio bari­cen­tro [#asuain­sa­puta] o è evi­dente che qual­cosa non torna visto che invece il già citato  diretto con­cor­rente: «Il Sole24Ore» nelle due metro­poli del nostro Paese fa quasi il 30% delle copie dif­fuse [28.5%].

Spiega ADS, nel suo rego­la­mento [che ancora una volta merita un’attenta let­tura] che gli edi­tori, tra le altre cose, devono accet­tare la società di revi­sione inca­ri­cata da ADS per i con­trolli esterni, rila­scian­dole man­leva per il segreto d’ufficio non­ché auto­riz­za­zione scritta per abi­li­tarla a ese­guire tutti i con­trolli pre­vi­sti presso i distri­bu­tori locali. Non resta che augu­rarsi che a code­ste sti­ma­tis­sime — per defi­ni­zione — società di revi­sione arrivi il nostro mode­sto lavoro di map­pa­tura poi­chè è lam­pante che qual­cosa non torna.

Il Sot­to­se­gre­ta­rio all’Editoria del Governo Monti, Paolo Peluffo, uno che con­tra­ria­mente ad altri sapeva dove, e per­chè, met­tere le mani, aveva reso obbli­ga­to­ria per legge la trac­cia­bi­lità delle ven­dite e delle rese dei gior­nali quo­ti­diani e perio­dici, come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio del2012, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con alcune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale.

Obbligo, che ricade sull’intera filiera distri­bu­tiva, e che ha [aveva?] come obiet­tivo quello di favo­rire la moder­niz­za­zione del sistema di distri­bu­zione e ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di assi­cu­rare una ade­guata cer­ti­fi­ca­zione delle copie distri­buite alle quali, tra l’altro, dal 2013 sono legati i finan­zia­menti statali.

Di tutto que­sto, al 25 feb­braio del 2014, non vi è trac­cia e nulla è avve­nuto dall’approvazione della legge ad oggi. Come sem­pre a tutto c’è un per­chè, per det­ta­gli cito­fo­nare in Via Pie­monte, 64 a Roma.

Al di là di qua­lun­que altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione ci si chiede, mi chiedo, come, su quali basi saranno ero­gati i finan­zia­menti del 2013 alle testate che ne avranno diritto.

Che nel 2014 un intero set­tore e la sua capil­lare rete distri­bu­tiva siano rima­sti ancora al tempo degli ama­nuensi è ver­go­gnoso.  Sin­tomo, evi­denza di mio­pia grave, di un’arretratezza cul­tu­rale, o peg­gio, che non lascia spe­rare niente di buono per il futuro dei gior­nali, e di riflesso della distri­bu­zione edi­to­riale, qual­siasi esso sia.

Qui in basso invece la mappa inte­rat­tiva con i dati ADS del 2011 per con­fronto. Le fun­zio­na­lità sono le stesse della mappa del 2012: clicca sui nomi dei gior­nali per vedere la loro dif­fu­sione pro­vin­ciale; clicca sulle pro­vince per vedere quali sono i gior­nali più diffusi.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Pubblicato il 31 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

I Top 20 dell’Informazione Online in Italia

Sono stati dif­fusi ieri i dati Audi­web rela­tivi all’audience online da PC per il mese di dicem­bre 2013. Ho fatto, abbiamo fatto, una rie­la­bo­ra­zione dei dati dispo­ni­bili per ana­liz­zare in maniera più spe­ci­fica l’informazione online nel nostro Paese.

Tra i top 20 figu­rano 7 testate infor­ma­tive “all digi­tal”, che non hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea. Restano fuori dai primi 20 per utenti unici nel giorno medio testate di di rile­vanza regio­nale quali «Il Mattino»[105mila utenti unici], «Il Gaz­zet­tino» [60mila utenti unici] ed Il «Secolo XIX» [66mila utenti unici]. Anche il free press «Leggo» attira “sola­mente” 68mila utenti unici, un valore comun­que supe­riore ad altre testate a dif­fu­sione nazio­nale quali «L’Unità» ed «Il Foglio» [che oggi diviene mag­gio­renne, auguri!] e altre testate digi­tal native quali, ad esem­pio, «IBlitzquotidiano».

Tra le testate senza una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, «Blogo» rea­lizza con il canale “attua­lità” il 24% degli utenti unici, all’interno del net­work di «City­news» è Today.it il canale più seguito con il 14% del totale men­tre le edi­zioni locali “si sfliano” [ad esem­pio, Milano Today pesa l’1,8%]. In barba alle teo­rie su gat­tini e soft porn il canale Dai­ly­mo­tion Sexy pesa solo l’1.5% del totale degli autenti unici della testata in questione.

Discorso a parte per «Il Post» e «Lettera43» che invece “sfrut­tano” le aggre­ga­zioni per gon­fiare i numeri. Per la prima testata infatti il peso degli altri domini aggre­gati è del 68.5% men­tre per la seconda i canali  locali, in realtà altre testate con nomi distinti, pesano il 71.5%. I loro numeri sono dun­que ancora oggi rela­ti­va­mente modesti.

Lo stesso dicasi per Quotidiano.net per il quale il peso di altri siti web aggre­gati pesa il 46% del totale degli utenti unici.

Se si esclu­dono «Il Tir­reno», «Il Cen­tro» e «La Nuova Sar­de­gna», i valori degli altri quo­ti­diani locali del net­work dei gior­nali de l’Espresso-Repubblica sono esi­gui, nella mag­gior parte dei casi sotto i 10mila utenti unici. Rile­va­zione che, visti i valori anche delle testate all digi­tal che aggre­gano quo­ti­diani locali, [di]mostra come l’informazione locale online non sfonda.

Tranne «La Gaz­zetta dello Sport», per la ver­sione online dei primi 5 quo­ti­diani car­ta­cei la home page non pesa mai più del 55% del totale degli utenti unici. Vale asso­lu­ta­mente la pena di riflet­terci con grande attenzione.

Pubblicato il 27 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Le Notizie più Social del 2013

Human High­way ha pub­bli­cato i risul­tati rela­tivi a quelle che sono state le noti­zie e le fonti d’informazione più con­di­vise su social media e social net­work nel nostro Paese. Le rile­va­zioni sono state fatte attra­verso UAC meter, tool pro­prie­ta­rio per moni­to­rare Face­book, Twit­ter e G+. La sin­tesi dei prin­ci­pali risul­tati emer­genti è dal novem­bre 2011, ini­zio del periodo di rile­va­zione, a dicem­bre 2013.

Nel com­plesso il numero di con­di­vi­sione cre­sce nel tempo. A domi­nare il pano­rama per numero di con­di­vi­sioni com­ples­sive sono i quo­ti­diani online, la ver­sione web delle testate con una ver­sione car­ta­cea, men­tre con­ti­nuano a restare rela­ti­va­mente mar­gi­nali le testate all digital.

Oltre 300mila indi­vi­dui ogni giorno con­di­vi­dono su social media e social net­work gli arti­coli delle noti­zie di attua­lità che tro­vano sulle prin­ci­pali testate d’informazione online, in cre­scita del 24% rispetto ai 250mila medi gior­na­lieri del 2012.

È Face­book a domi­nare asso­lu­ta­mente la scena con oltre il 93% del totale delle con­di­vi­sioni [e non potrebbe essere altri­menti vista l’enorme dif­fe­renza di iscritti], segue Twit­ter con il 5.8% e G+ con poco più dell’1%.  Rispetto al 2012 la quota di Face­book sale di due punti per­cen­tuali e quella di Goo­gle+ di tre punti per mille, a sca­pito di Twitter.

Sharing Actions Notizie

Sono sem­pre le testate car­ta­cee ad otte­nere il mag­gior numero di con­di­vi­sioni nel giorno medio con «la Repub­blica» sal­da­mente in testa con un numero di con­di­vi­sioni supe­riore dell’80% rispetto a «Il Fatto Quo­ti­diano» e dop­pio di «Il Cor­riere della Sera» . Ogni giorno, media­mente, su Repubblica.it si pro­du­cono oltre 54.000 con­di­vi­sioni degli arti­coli della testata sui tre social net­work esa­mi­nati [+44% rispetto alla media del 2012]. Si inver­tono invece i rap­porti per quanto riguarda il numero medio di con­di­vi­sioni per arti­colo con «Il Fatto Quo­ti­diano» che ottiene il 50% rispetto a  «la Repub­blica». Quindi gli utenti, le per­sone che seguono «Il Fatto Quo­ti­diano» sono nume­ri­ca­mente infe­riori ma hanno una mag­gior pro­pen­sione a con­di­vi­dere rispetto a quelli di «la Repubblica».

Dai dati pub­bli­cati sul sito web della società di ricer­che la noti­zia più con­di­visa [84.676 con­di­vi­sioni] in asso­luto è della testata free press «Leggo» e riguarda uno stu­dio secondo il quale il sesso orale aiuta le donne a com­bat­tere la depres­sione, deso­lante a dir poco. Seguono il video dell’intervento di Crozza su LA7, al quale, come d’abitudine, Repubblica.it appone il pro­prio logo e pub­blica nel suo sito web, e sem­pre un altro con­te­nuto video su Repubblica.it rela­tivo ai “for­coni” che a Genova baciano le forze dell’ordine.

Pubblicato il 19 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Edicola Italiana: Il Flop è Servito?

Le indi­scre­zioni cir­co­late a fine set­tem­bre par­reb­bero con­fer­mate. Nella pri­ma­vera del 2014 dovrebbe vedere la luce, siamo ormai al sesto forse set­timo annun­cio di lan­cio, “Edi­cola Ita­liana”, con­sor­zio costi­tuito da Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 ORE, Gruppo Edi­to­riale L’Espresso, La Stampa, Mon­da­dori e RCS Media­Group al fine di con­sen­tire agli utenti di acqui­stare e leg­gere quo­ti­diani e maga­zine, o abbo­narsi a gior­nali e rivi­ste pre­fe­riti in for­mato digitale.

Secondo quanto ha dichia­rato Fabri­zio Carotti, Diret­tore Gene­rale della Fede­ra­zione Ita­liana Edi­tori Gior­nali, nomi­nato Pre­si­dente del con­sor­zio, “Gli edi­tori ita­liani sono con­sa­pe­voli che il futuro dell’industria dell’informazione passa attra­verso l’innovazione digi­tale e, con l’iniziativa di EDICOLA ITALIANA, fanno un signi­fi­ca­tivo passo avanti in que­sta dire­zione. È impor­tante sot­to­li­neare come, a fronte di azioni a livello glo­bale di ope­ra­tori che met­tono a dispo­si­zione a caro prezzo ser­vizi di distri­bu­zione dei con­te­nuti gior­na­li­stici digi­tali, gli edi­tori ita­liani, ope­rando in stretta col­la­bo­ra­zione, stiano ora offrendo alter­na­tive di pari qua­lità tec­no­lo­gica e faci­lità d’uso”.

Sul signi­fi­cato di con­sa­pe­vo­lezza dell’innovazione digi­tale basti vedere, da un lato, i tempi biblici di rea­liz­za­zione della piat­ta­forma per imma­gi­nare quante e quali con­tro­ver­sie e guerre di quar­tiere abbia dovuto  affron­tare il pro­getto  annun­ciato in pompa magna nel marzo 2012 e poi alla fine dell’anno scorso quando si tornò a par­larne e, dall’altro lato, veri­fi­care come sulla trac­cia­bi­lità delle ven­dite, a cui sono legati per decreto legi­sla­tivo [*] i finan­zia­menti ai gior­nali per il 2013,  di fatto non abbia visto la luce nep­pure nel corso di quest’anno. Aspetto quest’ultimo sul quale mi chiedo dun­que su quali basi ver­ranno liqui­dati i finanziamenti.

A que­sto si aggiunga che se si osser­vano i dati di Fran­cia e Spa­gna per ini­zia­tive simili a quella di Edi­cola Ita­liana non si può certo par­lare di successo.

Oltralpe esi­stono tre piat­ta­forme che distri­bui­scono, che ven­dono le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Relay, che vende 158 titoli e appar­tiene a una società dell’editore Lagar­dère, Lekiosk, che peral­tro è pre­sente anche sul mer­cato ita­liano, ed ePresse. Secondo quanto dichia­rato da OJD, l’equivalente della nostrana ADS, nel totale le copie digi­tali del primo seme­stre del 2013 hanno rap­pre­sen­tato il 9% degli esem­plari ven­duti a pagamento.

In Spa­gna, Orbyt, che è molto più simile al con­sor­zio della nascente Edi­cola Ita­liana, rea­lizza numeri dav­vero ridotti ed, anche in que­sto caso, è tutt’altro che un suc­cesso di ven­dite come cer­ti­fica la OJD della peni­sola iberica.

Da non tra­scu­rare infine che spesso le ven­dite sono effet­tuate a prezzi dav­vero ridotti se non addi­rit­tura seguendo la for­mula “all you can eat”.

Edi­cola Ita­liana: Il flop è servito?

Game Over Loser

[*] Come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio dell’anno scorso, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con al cune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale

Pubblicato il 16 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

L’Insostenibile Leggerezza dei Settimanali Digitali

Se per i quo­ti­diani sia gli accessi ai siti web che la ven­dita delle copie digi­tali hanno, con le dovute dif­fe­renze, un valore, per i perio­dici la situa­zione è molto diversa e pare che l’impatto del digi­tale causi una “sof­fe­renza” di gran lunga  maggiore.

Non solo il totale delle prime dieci testate, sia nel caso dei set­ti­ma­nali che dei men­sili, non rag­giunge nel com­plesso nem­meno gli accessi del solo Corriere.it [o Repubblica.it, fate vobis], ma anche le copie digi­tali sono deci­sa­mente al palo.

Secondo i dati ADS del mese di otto­bre, se si esclu­dono i maga­zine alle­gati ai quo­ti­diani le ven­dite di copie digi­tali sono asso­lu­ta­mente incon­si­stenti e, ovvia­mente, con com­pen­sano nep­pure lon­ta­na­mente il calo della ver­sione cartacea.

«Chi» si asse­sta al di sotto delle 2mila copie digi­tali con­tro le 22omila del car­ta­ceo, ed anche «Pano­rama» e «L’Epresso» hanno ven­dite risi­bili. Le uni­che ecce­zioni sono rap­pre­sen­tate da «Donna Moderna», »Vanity Fair» e »Sor­risi e Can­zoni TV» che supe­rano le 15mila copie cia­scuno ma che lo fanno pre­va­len­te­mente [quasi esclu­si­va­mente] con le ven­dite abbi­nate, in bundle con la ver­sione cartacea.

Gra­zie al gra­fico di sin­tesi dei dati rea­liz­zato, anche in que­sto caso da Human High­way, si rileva una buona dina­mi­cità di «Milano Finanza» nell’ultimo mese che gli per­mette di rag­giun­gere un’incidenza del 10% circa per il digi­tale sul totale delle copie ven­dute. Un’impennata che però è costi­tuita pra­ti­ca­mente in toto dalle ven­dite di copie mul­ti­ple.

E’ chiaro che i perio­dici ita­liani non reg­gono il passo con i tempi e le moda­lità dell’online e del digi­tale. La neces­sità di un approc­cio com­ple­ta­mente diverso al mer­cato, ai let­tori, rispetto all’attuale è lampante.

L’insostenibile leg­ge­rezza dei perio­dici digitali.

– clicca per accedere alla versione interattiva -

– clicca per acce­dere alla ver­sione interattiva -

Pubblicato il 13 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Specializzazione Paga

Sono stati dif­fusi all’inizio di que­sta set­ti­mana i dati ADS con le ven­dite, secondo quanto dichia­rato dagli edi­tori, di cia­scun quotidiano.

Human High­way, da quando ADS ha ini­ziato, al prin­ci­pio di quest’anno, a pub­bli­care anche le copie digi­tali sta facendo un utile ser­vi­zio di rac­colta e visua­liz­za­zione dei dati.

Nella let­tura dei dati pub­bli­cati alcune avver­tenze d’uso pos­sono essere di ausi­lio per la cor­retta inter­pre­ta­zione degli stessi. Come mostra la tabella sot­to­stante, i due quo­ti­diani che ven­dono il mag­gior numero di copie digi­tali, «Il Sole24Ore» e «Il Cor­riere della Sera», hanno una inci­denza non tra­scu­ra­bile delle ven­dite in bundle, in abbi­na­mento carta+digitale, che per il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria pesano il 37.5%% del totale delle copie digi­tali, e per la testata di [ex?] Via Sol­fe­rino rap­pre­sen­tano il 18.3%.

- Fonte: ADS Ottobre 2013 / Clicca per Ingrandire /

- Fonte: ADS Otto­bre 2013 / Clicca per Ingrandire -

Non sono tra­scu­ra­bili nem­meno le ven­dite di copie mul­ti­ple digi­tali che per i due quo­ti­diani eco­no­mico– finan­ziari e per i due “big players”[Corsera & Repub­blica] hanno un-incidenza signi­fi­ca­tiva rispetto al totale.

Osser­vando il trend di ven­dite delle copie digi­tali dal gen­naio 2013 ad oggi si nota come siano «Il Sole24Ore», primo in asso­luto con 103mila copie [pari al 40% del totale delle ven­dite] e «Ita­lia Oggi», i cui valori di abbo­na­menti digi­tali sono ormai quasi pari a quelli per la ver­sione car­ta­cea, i due quo­ti­diani che mostrano la mag­gior dina­mi­cità ed  ed il mag­gior tasso di cre­scita men­tre per tutte le altre testate dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta”

Resta un caso da osser­vare con atten­zione «L’Unione Sarda» che pur avendo la sola edi­zione online⁄digitale a metà prezzo vende la stra­grande parte delle copie in bundle, in abbi­nata, con il ritiro della copia car­ta­cea in edicola.

La carta rin­forza il digi­tale [e vice­versa] e la spe­cia­liz­za­zione paga?  Par­rebbe pro­prio di si.

- clicca per accedere alla versione interattiva -

- clicca per acce­dere alla ver­sione interattiva -

A mar­gine si segnala che i dati ADS con la spac­ca­tura per pro­vin­cia, che con­sen­tono di veri­fi­care le nume­rose distor­sioni del sistema, sono fermi a dicem­bre 2012 e dopo tale data è  dispo­ni­bile solo il dato del totale Ita­lia. Gatta ci cova?  Appro­fon­di­remo a breve.

Pubblicato il 29 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

I Perimetri dell’Informazione Italiana

Sono stati pub­bli­cati ieri i dati Audi­web per il mese di otto­bre 2013. Ho fatto alcune ela­bo­ra­zioni per quanto riguarda i quo­ti­diani online.

Le prin­ci­pali testate, quelle che hanno un numero di utenti unici supe­riore a 100mila per­sone nel giorno medio sono 12, tutte le altre rag­giun­gono un pub­blico inferiore.

La tavola di sin­tesi sot­to­stante mostra il det­ta­glio di cia­scuna testata [si fac­cia atten­zione alle note a fondo dell’articolo nella let­tura dei dati]. Nel com­plesso que­ste testate rag­giun­gono quo­ti­dia­na­mente  poco meno di cin­que milioni e mezzo di per­sone. Un numero che al netto delle dupli­ca­zioni, di coloro che leg­gono più di un gior­nale online è cer­ta­mente infe­riore anche se è dif­fi­cile dire di quanto in assenza di dati.

Quotidiani Ottobre 2013

Le testate all digi­tal, quelle che non hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, rile­vate da Audi­web sono 12, la loro audience com­ples­siva, nel giorno medio, è di circa un milione e 700mila utenti unici, esat­ta­mente un terzo, a parità di numero, delle testate tra­di­zio­nali, Ansa e TgCom24.

City­news e Fan­page si con­ten­dono lo scet­tro con accessi oltre i 300mila utenti [anche in que­sto caso si fac­cia atten­zione alle note a fondo dell’articolo nella let­tura dei dati]. Dago­spia è invece, in asso­luto, la testata con il mag­gior tempo per utente con oltre 7 minuti di per­ma­nenza media sul sito; quasi due minuti in più del best per­for­mer delle testate tra­di­zio­nali: «Il Mattino».

Quotidiani All Digital Ottobre 2013

I tre quo­ti­diani spor­tivi nazio­nali nel loro insieme rag­giun­gono 891mila utenti unici nel giorno medio. Lea­der «La Gaz­zetta dello Sport» a 558mila utenti unici.

Tutte le altre testate, sia quelle nazio­nali che non rag­giun­gono la soglia dei 100mila visi­ta­tori nel giorno medio quali, ad esem­pio «L’Unità», che quelle regionali/locali, come l’«Unione Sarda» [88.245 utenti unici], com­ples­si­va­mente assom­mano ad un pub­blico di poco più di 777mila utenti unici.

Nell’insieme dun­que il totale dell’informazione online nel nostro Paese rag­giunge poco più di 8 milioni di utenti unici gior­na­lieri [8.109.914] al netto degli aggre­gati nei dati. Il 59.4% degli utenti attivi nel giorno medio in Rete [13.657.000].

Secondo i dati Audi­press, alla seconda rile­va­zione del 2013 [– 1% rispetto 1^ rile­va­zione 2013] i let­tori di quo­ti­diani, cosa diversa dagli acqui­renti, come noto, sono poco meno di 21 milioni nel giorno medio [20.790.000].

I let­tori di quo­ti­diani online rap­pre­sen­tano dun­que il 39% dei let­tori di quo­ti­diani. Anche in que­sto caso biso­gne­rebbe cono­scere dupli­ca­zioni e sovrap­po­si­zioni per entrare ulte­rior­mente nel det­ta­glio dell’analisi.

I peri­me­tri dell’informazione italiana.

Recinto

Nota Bene: Il totale dei dati Audi­web per l’informazione online in Ita­lia asso­mano a 8.888.781, ma il netto è di 8.109.914 poichè:

[*] La Repub­blica — 107.769 di Tom’s Hardware

[#] QN — 102.461 di Hard­ware Upgrade, –35.435 di Dicios.it, — 30.321 di Pro­mo­qui, — 22.976 di Prontoimprese.it

[°] TGCom24 — 113.833 di Meteo.it, — 66.926 di Panorama.it

[§] Il Post — 89.511 di Soldionline.it, — 29.389 di Film TV

[^] Lettera43 — 180.196 cir­cuito local

Pubblicato il 7 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Wired Diventa Digital First

Sono entrato in pos­sesso della let­tera alla reda­zione da parte di Mas­simo Russo,  Diret­tore di «Wired», che illu­stra i cam­bia­menti della rivi­sta da dicem­bre sia in ter­mini di con­te­nuti, di pub­blico di rife­ri­mento e, soprat­tutto, di cultura.

- word cloud lettera redazione Wired -

- word cloud let­tera reda­zione Wired -

La pub­blico inte­gral­mente poi­chè i con­te­nuti sono dav­vero inte­res­santi da diversi punti di vista. Come si può leg­gere infatti, oltre alle novità che carat­te­riz­ze­ranno la testata, sia nella sua edi­zione car­ta­cea che digi­tale, è  la filo­so­fia, l’approccio che è di valore.

Si va oltre la spe­cia­liz­za­zione per piat­ta­forma, final­mente, per arri­vare ad una con­no­ta­zione della rivi­sta per tema. Si chia­ri­sce, oppor­tu­na­mente poi­chè forse a molti non è ancora del tutto chiaro, che una stra­te­gia digi­tal first non signi­fica pub­bli­care prima online e poi sulla carta ma avere una pre­senza in Rete a tutto tondo pre­si­diando e man­te­nendo la rela­zione con le comu­nità di riferimento.

Dalla let­tera si com­pren­dono anche nuovi modelli di busi­ness, nuove fonti di ricavo gene­rate attra­verso esten­sioni fisi­che e “vir­tuali” del brand, della testata, e una mag­giore aper­tura nella rela­zione con i let­tori con la pos­si­bi­lità di costruire pezzi/storie insieme a loro.

Più che di tec­nica credo si tratti di un approc­cio, di atti­tu­dine men­tale, insomma di cul­tura. Giu­di­cate voi stessi.

ALLA REDAZIONE

Dal numero di dicem­bre cam­bie­remo Wired Ita­lia. Dopo tutte le riu­nioni, le discus­sioni, la fatica per raf­fi­nare e con­fu­tare le idee, ci siamo. Sap­piamo tutti quel che c’è da fare, ma un minuto prima del “pronti, via” sento comun­que il biso­gno di con­di­vi­dere la pic­cola solen­nità del momento.

“Que­sto non è un gior­nale” è la frase che meglio rap­pre­senta il nuovo metodo.

Al men­sile, rin­no­vato secondo il pro­getto che abbiamo rea­liz­zato insieme in que­sti mesi, si affian­che­ranno in modo sem­pre più signi­fi­ca­tivo l’organizzazione di eventi (Live) e il digi­tale, con il nuovo sito. Il nostro fuoco non sarà più la tec­no­lo­gia ma l’innovazione, e l’intersezione tra que­sta e l’economia, con l’obiettivo di non rac­con­tare solo sto­rie ma di for­nire soprat­tutto stru­menti utili. Non più futuro remoto, ma solu­zioni per il pre­sente. Su que­sti temi dovremo avere la capa­cità di bat­tere moneta, creando infor­ma­zione, det­tando opi­nione. La nostra comu­nità di rife­ri­mento saranno i mil­len­nials, i nati dopo il 1980, una gene­ra­zione che non trova nulla che le parli nei media tra­di­zio­nali, e i “ribelli silen­ziosi” tra i 35 e i 50 anni, donne e uomini che non si ras­se­gnano alla decre­scita felice e — nono­stante le pro­fe­zie di sven­tura — ogni giorno intra­pren­dono, inven­tano, sba­gliano, realizzano.

Siamo la testata di chi si rico­no­sce in un Paese:

  • crea­tivo, fan­ta­sioso, vitale, passionale;
  • che vede post–moderno e glo­bale non come una minac­cia ma come un’opportunità;
  • aperto e in grado di inte­grare cul­ture diverse per­ché con­sa­pe­vole e forte della propria;
  • i cui cit­ta­dini sono indi­vi­dui liberi, respon­sa­bili, adulti;
  • che crede al merito e alla neces­sità di assi­cu­rare a tutti uguali possibilità;
  • lieve;
  • curioso di sco­prire, fidu­cioso di intra­pren­dere, pro­iet­tato verso l’innovazione;
  • pre­oc­cu­pato delle città, del pae­sag­gio e della qua­lità della vita che lascerà die­tro di sé. 

Il nuovo Wired non solo trat­terà di inno­va­zione ma la met­terà in pra­tica. Saremo il primo maga­zine in Ita­lia a inte­grare la reda­zione tra mobile, web, carta e tablet, e a rea­liz­zare il digi­tal first. Le spe­cia­liz­za­zioni non saranno più per piat­ta­forma ma per tema. Digi­tal first non signi­fica che pub­bli­che­remo prima online e poi sulla carta, ma che il nostro lavoro par­tirà dalla rela­zione digi­tale con la nostra comu­nità di rife­ri­mento: 250mila per­sone che ogni giorno ci scel­gono sul sito e sui social. Non si tratta di un’innovazione tec­nica, ma di cultura.

Wired Ita­lia incarna l’innovazione e le pro­messe che essa porta con sé. Il nostro valore più impor­tante è rela­zione di fidu­cia con la comu­nità che rap­pre­sen­tiamo, con la quale inte­ra­giamo attra­verso diversi lin­guaggi e strumenti:

a. il sito web

b. il web oltre il sito (Face­book, Twit­ter, gli altri social…)

c. la dimen­sione video

d. l’interactive edi­tion su tablet

e. il mensile

f. le esten­sioni fisi­che e vir­tuali del mar­chio (Wired Next Fest, eventi ver­ti­cali, for­mat video, long form, data jour­na­lism, e così via).

La chiave di volta del metodo è il digi­tal first. La testata mul­ti­piat­ta­forma non è più una novità, ma un requi­sito del nostro tempo per ogni marchio.

Il nuovo Wired va oltre: il sito e la rete non sono più una delle piat­ta­forme dispo­ni­bili, saranno il punto di par­tenza nella costru­zione del numero, che una volta al mese si mate­ria­liz­zerà nel distil­lato della carta e nell’interactive edi­tion per i tablet. Il primo con­fronto di Wired con il tempo e la rile­vanza sarà il lavoro quo­ti­diano in rete. Non si tratta di anti­ci­pare su web i con­te­nuti del gior­nale, ma di lavo­rare in reda­zione a par­tire da inter­net e dal dia­logo con la comu­nità di Wired: come coprire le noti­zie, in quale forma, con quali stru­menti. Signi­fica essere dispo­sti a con­di­vi­dere idee e spunti con i let­tori attra­verso i social e rac­co­gliere da loro sug­ge­ri­menti e commenti.

In que­sto senso la testata non è più solo un sog­getto che pro­duce comu­ni­ca­zione, ma diventa una piat­ta­forma aperta, in grado di aggiun­gere ai valori tra­di­zio­nali del repor­ting e della gerar­chia, il dia­logo sui temi che ogni giorno si intrec­ciano sul digi­tale. Tale valore non si pale­serà solo attra­verso gli arti­coli, ma anche attra­verso nuove forme di atti­vità gior­na­li­stica, come la cura e l’aggregazione dell’informazione pro­dotta da altre fonti, l’attenzione da parte di tutti noi alle sta­ti­sti­che di traf­fico del sito e alle ten­denze della rete, la rac­colta e la con­di­vi­sione di dati, il cro­wd­sour­cing, l’individuazione sul nascere di temi che diven­te­ranno rilevanti.

Un pro­cesso di que­sto genere ci por­terà a innal­zare l’asticella del livello di qua­lità minimo del gior­nale men­sile. I nostri arti­coli dovranno acqui­sire stan­dard più ele­vati, e unire al repor­ting plu­ra­lità di fonti, voglia di sor­pren­dere, capa­cità di ana­lisi, taglio ori­gi­nale, com­mento e punti di vista ine­diti. Anche per que­sto – come già sapete — ridur­remo la perio­di­cità del car­ta­ceo a 10 numeri, con l’aggiunta di un paio di numeri spe­ciali l’anno. Il numero di dicem­bre por­terà in testata la dici­tura Dicembre/Gennaio, e rimarrà in edi­cola fino al 24 gen­naio. Ciò con­sen­tirà di rive­dere l’organizzazione e i pro­cessi reda­zio­nali in ottica digi­tal first, dedi­cando risorse e inve­sti­menti anche alle aree Digi­tale e Live.

Tutti cam­bie­remo un po’ mestiere, secondo le linee che abbiamo già comin­ciato a discu­tere e le man­sioni annun­ciate. Mi aspetto che una defi­ni­zione di quanto muterà il nostro lavoro arrivi solo con la pra­tica di ogni giorno. Saremo tutti pro­ta­go­ni­sti di que­sta riscrit­tura. Anche con lo scon­tro, la dia­let­tica, la cri­tica e l’esercizio costante del dub­bio. Diamo valore alla gerar­chia delle idee, come se fos­simo una start up. Solo i prin­cipi di delega e respon­sa­bi­lità dei sin­goli pos­sono farci cre­scere. Non è uno stuc­che­vole luogo comune: il con­fronto aperto pro­duce una sin­tesi supe­riore alla somma delle parti. Sem­pre. È la stessa aper­tura che – come reda­zione — dovremo dimo­strare nei con­fronti di quelli che un tempo avremmo chia­mato lettori.

Wired è la testata che non solo parla di inno­va­zione, ma è il primo maga­zine ita­liano a farlo adot­tando la for­mula del gior­nale piat­ta­forma aperta, open source. L’innovazione non è solo il nostro core busi­ness, ma è anche la forma che uti­liz­ziamo per rac­con­tarla. Molto è da inven­tare, ma pro­prio per que­sto ho già una cer­tezza: ci sarà da diver­tirsi. E spero che que­sto pia­cere tra­spa­rirà da quel che pub­bli­che­remo ogni giorno.

In bocca al lupo a tutti noi.

Mas­simo Russo

Digital 1st

Newer Posts
Older Posts