Distribuzione Editoria

Pubblicato il 22 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

[Ri]Lanci Sulla Carta

«Il Cor­riere della Sera» nella seconda metà di mag­gio, in coin­ci­denza con le ele­zioni, si appre­sta a lan­ciare un edi­zione spe­ciale del quo­ti­diano: “La Ripresa”, dedi­cato a coprire in det­ta­glio tutti gli aspetti eco­no­mici legati al recu­pero eco­no­mico del nostro Paese.

Secondo quanto riporta il «Finan­cial Times», lo spe­ciale avrà una tira­tura di 20 milioni di copie ed i costi saranno coperti da una doz­zina di grandi aziende spon­sor dell’iniziativa.

Da indi­scre­zioni rac­colte dal sot­to­scritto pare che sia in pro­gramma la mede­sima ope­ra­zione anche per «La Gaz­zetta dello Sport», molto pro­ba­bil­mente in con­co­mi­tanza con i mon­diali di calcio.

In entrambi i casi le copie ver­ranno reca­pi­tate a casa di altret­tante fami­glie ita­liane copren­done quasi la totalità.

A memo­ria, esclu­dendo la distri­bu­zione delle pagine gialle, credo che si tratti della più grande ope­ra­zione di sam­pling mai vista in ambito edi­to­riale in Italia.

Se nelle dichia­ra­zioni il futuro è nel digi­tale, il [ri]lancio avviene sulla carta…

Corriere Mundial

Pubblicato il 16 aprile 2014 by Andrea Nelson Mauro

La Mappa della Diffusione dei Mensili Italiani

Motori e casa sono i topic dei prin­ci­pali men­sili ita­liani per dif­fu­sione, con due ecce­zioni in par­ti­co­lare in cima alla clas­si­fica: una riguarda Focus (scienza), l’altra il Mes­sag­gero di Sant’Antonio (attua­lità) [1]. Lo dimo­stra la mappa inte­rat­tiva che abbiamo rea­liz­zato a com­ple­ta­mento del lavoro svolto su set­ti­ma­nali, che regi­stra­vano la netta pre­do­mi­nanza dei tele­vi­sivi, e per i quo­ti­diani. Restano valide le avver­tenze e le con­si­de­ra­zioni di fondo espresse rela­ti­va­mente ai dati for­niti da Ads.

La mappa inte­rat­tiva mostra la sud­di­vi­sione ter­ri­to­riale di que­sta cate­go­ria di perio­dici, basata su dati Ads del 2012. Le pro­vince più respon­sive alla let­tura dei men­sili sono Milano, Savona e Genova [dove più di un resi­dente su quat­tro legge un perio­dico], e ad ogni modo la dif­fu­sione ter­ri­to­riale dei men­sili pare molto più robu­sta a Nord che a Sud, come mostra il gra­fico seguente.

Tra i primi dieci men­sili capeg­giano quello dell’ACI ed «Il Mes­sag­gero di Sant’Antonio» si tratta in entrambi i casi di testate vei­co­late quasi esclu­si­va­mente per abbonamento.

Per com­ple­tare l’analisi, per “chiu­dere il cer­chio”, ci pia­ce­rebbe, cre­diamo sarebbe utile, incro­ciare i dati delle dif­fu­sioni con la distri­bu­zione delle edi­cole nel nostro Paese ma non esi­stono dati aggior­nati al riguardo. Ci date una mano a trovarli?

Di seguito la mappa dei men­sili con i dati ADS del 2012. Clic­cando sul nome di un men­sile in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 men­sili più dif­fusi in quella provincia.

Anche in que­sto caso, di seguito la mappa dei men­sili con i dati ADS del 2011. Clic­cando sul nome di un men­sile in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 men­sili più dif­fusi in quella provincia.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Note & Update

[1] — Update inse­rita gra­zie al com­mento di Mar­ghe­rita Fronte

Pubblicato il 10 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Parole, parole, parole…

Si è svolto in que­sti giorni l’11esimo con­gresso nazio­nale di Snag, il sin­da­cato nazio­nale auto­nomo gior­na­lai ade­rente a Confcommercio.

Al con­gresso sono inter­ve­nuti anche nume­rosi rela­tori del mondo che ruota, diret­ta­mente ed indi­ret­ta­mente, intorno alle edi­cole. dal diret­tore gene­rale dell’UPA ai diret­tori di diversi quo­ti­diani e perio­dici  pas­sando per il diret­tore gene­rale di FIEG.

Secondo quanto ripor­tato quest’ultimo avrebbe dichia­rato che “Per ren­dere più effi­ciente la distri­bu­zione è indi­spen­sa­bile infor­ma­tiz­zare le edi­cole in que­sto modo avremo più fide­liz­za­zione dei clienti e più chance per fare cam­pa­gne pub­bli­ci­ta­rie mirate, con l’obiettivo con­di­viso da tutti di aumen­tare le vendite”

Capita, come forse qual­cuno ricor­derà, che il sot­to­scritto abbia scritto, e pub­bli­cato, un libro sul tema esat­ta­mente un anno fa. Libro nel quale è dato ampio spa­zio pro­prio all’analisi di “punti sen­si­bili” quali il finan­zia­mento ai gior­nali e l’informatizzazione come stru­mento per una riforma dell’intera filiera. Aspetti, tra l’altro legati tra loro per una legge valida da ini­zio 2013 ed ancora inapplicata.

A luglio 2013 la “road map” pre­sen­tata alla XVIa Con­fe­renza inter­na­zio­nale per l’editoria e la stampa quo­ti­diana ita­liana, pro­mossa da WAN-IFRA in asso­cia­zione con FIEG ed ASIG pre­ve­deva il rila­scio dell’applicativo nella prima metà del 2014. Siamo ad aprile e siamo fermi alle dichia­ra­zioni d’intenti.

Parole, parole, parole…

libro-pls-indice

Pubblicato il 9 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Le Copie Digitali NON Fermano l’Emorragia dei Quotidiani

Sono stati pub­bli­cati i dati ADS del feb­braio 2014 rela­ti­va­mente ai quo­ti­diani del nostro Paese.

In base all’ela­bo­ra­zione rea­liz­zata da «Prima Comu­ni­ca­zione», ad un anno e più dall’inizio delle rile­va­zioni di ADS delle copie digi­tali, emerge come, nono­stante per alcuni quo­ti­diani l’incidenza delle stesse sul totale sia tutt’altro che tra­scu­ra­bile,  il declino dell’acquisto di quo­ti­diani sia ancora ben lon­tano dall’arrestarsi.

Tra i prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali sono sol­tanto due quelli che hanno una ten­denza posi­tiva: «Avve­nire» e «Il Sole24Ore». Testate entrambe acco­mu­nate da due fat­tori: spe­cia­liz­za­zione ed ele­vata inci­denza degli abbo­na­menti anche prima del digi­tale. Tutti gli altri quo­ti­diani hanno cali signi­fi­ca­tivi; in molti casi anche a dop­pia cifra come mostra la tavola di sin­tesi del con­fronto con il feb­braio 2013 sotto riportata.

ADS Febb 2014

Dal feb­braio 2013 ad oggi, nel pro­gres­sivo dei 12 mesi, «Il Sole24Ore» ha aumen­tato le pro­prie ven­dite per 75mila copie ed  «Avve­nire» di 3mila. Il dato peg­giore è per «la Repub­blica» con circa 50mila copie in meno, men­tre per­cen­tual­mente è «Libero» ad avere la peg­gior per­for­mance con il –24%.

Nono­stante la forte pro­mo­zio­na­lità sia da parte di «la Repub­blica» che de «Il Cor­riere della Sera», come dimo­strano, anche, le ven­dite di copie mul­ti­ple, dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta” per quanto riguarda le ven­dite di copie digitali.

L’elaborazione rea­liz­zata da Human High­way, società di ricer­che di mer­cato online che col­la­bora, anche, con Data­Me­dia­Hub, mostra il det­ta­glio delle sole copie digi­tali. Sul sito è pos­si­bile agire sui dati sele­zio­nando i fil­tri, muo­vendo i cur­sori, clic­cando col mouse sui gra­fici o sele­zio­nando col mouse intere aree nei grafici.

ADS Copie Digitali Febb 2014

Pubblicato il 28 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

La Storia Insegna che la Storia non Insegna Nulla

Se «Pub­blico» aveva resi­stito solo 103 giorni in edi­cola abbiamo ora un nuovo record in nega­tivo, ahimè.

È il caso de il “Sole 24 Ore di sini­stra”: «Pagina99» che, lan­ciato l’11 feb­braio scorso, a soli 45 giorni di distanza annun­cia che ces­serà la pub­bli­ca­zione quo­ti­diana per diven­tare, per quanto riguarda la ver­sione car­ta­cea, solo settimanale.

Il quo­ti­diano [*] aveva mani­fe­stato sin dall’inizio di avere gravi pro­blemi legati alla distri­bu­zione sia per i costi che per le inef­fi­cienze cro­ni­che del sistema, della filiera.

«Il Fatto Quo­ti­diano», unico caso di suc­cesso di un gior­nale lan­ciato negli ultimi dieci anni, o più, nel nostro Paese, ha basato il lan­cio su tre aspetti di fondo:

  • Crea­zione di una forte com­mu­nity di per­sone riu­nite intorno ad un ideale — fon­da­men­tal­mente l’anti ber­lu­sco­ni­smo —  mesi prima del lancio;
  • Rac­colta cospi­cua di fondi gra­zie ad una cam­pa­gna di abbo­na­menti, che defi­ni­rei di sot­to­scri­zioni poi­chè mosse da un ideale, quello della com­mu­nity di rife­ri­mento, che hanno garan­tito una solida base al lancio;
  • Piano strut­tu­rato di distri­bu­zione selet­tiva al lan­cio ideato evi­den­te­mente da chi cono­sce bene la filiera distri­bu­tiva tra­di­zio­nale del canale edicole.

Tutti gli altri che hanno pro­vato ad ope­rare in modo diverso hanno fallito.

Scri­veva Ales­san­dro Moran­dotti che “La sto­ria inse­gna che la sto­ria non inse­gna nulla”. Pare avesse asso­lu­ta­mente ragione purtroppo.

Pagina99

Pubblicato il 13 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Social: Utilizzo e Traffico

L’Osservatorio New Media & New Inter­net del Poli­tec­nico di Milano ha pre­sen­tato un paio di giorni fa i risul­tati della ricerca su  l’utilizzo e le pro­spet­tive di svi­luppo dei media abi­li­tati da internet.

Una parte dello stu­dio si foca­lizza sui social, sulla loro pene­tra­zione, l’utilizzo ed i com­por­ta­menti delle per­sone rela­ti­va­mente all’editoria tradizionale.

Tra gli uti­liz­za­tori di Inter­net del nostro Paese l’82% è iscritto ad un social network/media. La parte del leone, come noto, spetta a Face­book che rag­giunge il 76% di iscritti tra gli utenti ita­liani della Rete. Ana­liz­zando il diverso grado di dif­fu­sione dei vari social è inte­res­sante notare come l’ultimo di que­sti sia Four­square. La con­ferma, dalla mia pro­spet­tiva, di come bad­gi­fi­ca­tion e poin­ti­fi­ca­tion non siano ele­menti suf­fi­cienti di per se stessi per creare inte­resse ed enga­ge­ment ma siano solo ele­menti del pro­cesso di gami­fi­ca­tion, di game design, che se mal con­ge­gnato, o assente, come evi­dente, non funziona.

Diffusione Social Italia

Quel che è ancor più inte­res­sante è l’effettivo uti­lizzo dei social ai quali si è iscritti. Anche in que­sto caso Face­book spa­dro­neg­gia con un tasso di uti­lizzo nell’ultimo mese dell’86% [sempre+spesso] da parte di chi ha un pro­prio pro­filo sul social net­work più popo­loso del pianeta.

Sem­pre dalle maglie di Zuck, sep­pure abbia una base di iscritti infe­riore ad altri social, segue Insta­gram con il 36% degli iscritti che ne fa un uti­lizzo intenso. Un terzo, o più, degli iscritti a Goo­gle+, Twit­ter e Four­square, sono iscritti ma non lo uti­liz­zano pra­ti­ca­mente mai. Twit­ter, in par­ti­co­lare, su que­sto ha un pro­blema da risolvere.

Utilizzo Social Ultimo Mese

Per quanto riguarda diret­ta­mente l’editoria tra­di­zio­nale, più della metà degli ita­liani iscritti ai social è fan/follower di almeno un media tele­vi­sivo, edi­to­riale o radiofonico.

Le fan page e gli account uffi­ciali degli edi­tori più seguite sono quelle dei pro­grammi TV [33%] e dei quo­ti­diani [30%]. È ele­vata la per­cen­tuale di utenti che ormai legge le news diret­ta­mente dai Social Net­work ma solo nel 33% dei casi si accede poi — sem­pre o spesso — al sito dell’editore di rife­ri­mento per un appro­fon­di­mento. La con­ferma, se neces­sa­rio, che uti­liz­zare gli account social come disca­rica di link nella spe­ranza di dra­gare traf­fico al sito web non fun­ziona, o comun­que fun­ziona solo in minima parte.

Su que­sto, sia sul 55% che segue un media tra­di­zio­nale sui social che sul 45% che invece non lo fa, c’è da imple­men­tare un lavoro di ascolto, di ana­lisi e ricerca per com­pren­dere inte­ressi e biso­gni delle per­sone per poterli coin­vol­gere effi­ca­ce­mente. Si tratta di un com­pito non facile al quale è neces­sa­rio dedi­care risorse ed ener­gie, in ter­mini di sistemi, cri­teri di ana­lisi e tempo dedi­cato, che dob­biamo asso­lu­ta­mente intra­pren­dere il prima pos­si­bile; non ho dubbi al riguardo.

Frequenza Utilizzo Sito Da Social

Pubblicato il 3 marzo 2014 by Andrea Nelson Mauro

I Primi 20 Set­ti­ma­nali più Dif­fusi per Provincia: Mappa Interattiva

Dopo la map­pa­tura dei quo­ti­diani, abbiamo effet­tuato lo stesso lavoro con i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi nel nostro Paese. Restano valide le avver­tenze e le con­si­de­ra­zioni di fondo espresse per i quotidiani.

Tra i primi dieci per dif­fu­sione la metà sono dedi­cati alla pro­gram­ma­zione tele­vi­siva ed il primo in asso­luto, con 703mila copie dif­fuse, è il perio­dico set­ti­ma­nale tele­vi­sivo per eccel­lenza: «Sor­risi e Can­zoni TV». Esclu­dendo i due maga­zine alle­gati ai prin­ci­pali quo­ti­diani ita­liani, nelle prime dieci posi­zioni solo 3 sono i set­ti­ma­nali dedi­cati al com­mento dell’attualità.

È dun­que evi­dente che si tratti di un pub­blico molto con­ser­va­tore, affe­zio­nato alla pro­pria rivi­sta tele­vi­siva da tempo che con­ti­nua ad acqui­stare per tra­di­zione, per abi­tu­dine [anche se ovvia­mente anche que­sto tipo di rivi­ste sof­fre]. Un feno­meno tutt’altro che tra­scu­ra­bile da appro­fon­dire incro­ciando i dati delle ven­dite con gli accessi ai rispet­tivi siti web di que­sta cate­go­ria di testate.

 È inte­res­sante notare come nei grandi cen­tri urbani, nelle prin­ci­pali città siano i maga­zine dei quo­ti­diani i set­ti­ma­nali a mag­gior dif­fu­sione, scal­zando il pri­mato ai set­ti­ma­nali tele­vi­sivi. Certo sarebbe neces­sa­rio sapere quanti di que­sti acqui­stino il gior­nale in quel giorno poi­chè il maga­zine con­tiene, anche, la pro­gram­ma­zione tele­vi­siva. Una moti­va­zione d’acquisto che cer­ta­mente non è trascurabile.

Aspet­tiamo con ansia che qual­che famoso socio­logo ci illu­mini sul “popolo della tele­vi­sione” invece di anno­iarci con quello della Rete o, peg­gio, di Twitter.

Di seguito la mappa dei set­ti­ma­nali con i dati ADS del 2012. Clic­cando sul nome di un set­ti­ma­nale in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi in quella provincia.

Di seguito la mappa dei set­ti­ma­nali con i dati ADS del 2011. Clic­cando sul nome di un set­ti­ma­nale in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi in quella provincia.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Pubblicato il 25 febbraio 2014 by Andrea Nelson Mauro, Pier Luca Santoro

La Diffusione dei Quotidiani: Mappa Interattiva

La mappa inte­rat­tiva pub­bli­cata in que­sta pagina visua­lizza la dif­fu­sione dei 65 prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali per pro­vin­cia. I dati sono quelli Accer­ta­mento Dif­fu­sione Stampa [ADS], ai quali si può avere accesso pre­via regi­stra­zione, e sono rela­tivi all’anno 2012 poi­chè i dati rela­tivi al 2013 non sono ancora con­so­li­dati ma sola­mente “sti­mati”, ovvero basati esclu­si­va­mente sulle dichia­ra­zioni auto­pro­dotte dall’editore e non ancora sot­to­po­sti a veri­fica ispettiva.

Clic­cando sui nomi dei giornali è pos­si­bile visua­liz­zare la loro dif­fu­sione pro­vin­ciale; clic­cando su cia­scuna delle pro­vince invece si può vedere quali sono i gior­nali più dif­fusi per cia­scuna di queste.

Si viene così a sco­prire, ad esem­pio, che nella pro­vin­cia di Milano dopo «Il Cor­riere della Sera» sono «Il Sole24Ore» e «La Gaz­zetta dello Sport» i quo­ti­diani mag­gior­mente dif­fusi men­tre «la Repub­blica» è solo al quarto posto per numero di copie diffuse.

Non è que­sto l’unico ele­mento di nota. “Gio­cando” con la mappa, cosa che ovvia­mente, se posso, invito a fare, si viene a sco­prire che la pro­vin­cia in cui «Ita­lia Oggi» è mag­gior­mente dif­fuso è quella di Genova dove sareb­bero distri­buite ben il 13.8% del totale delle copie, ed ancora che in cin­que pro­vin­cie della Cala­bria vi sono la bel­lezza del 17.7% delle copie distri­buite con­tro il 15% di Milano e Roma messe assieme. I casi sono due o il cuore finan­zia­rio ed eco­no­mico del Paese ha spo­stato il pro­prio bari­cen­tro [#asuain­sa­puta] o è evi­dente che qual­cosa non torna visto che invece il già citato  diretto con­cor­rente: «Il Sole24Ore» nelle due metro­poli del nostro Paese fa quasi il 30% delle copie dif­fuse [28.5%].

Spiega ADS, nel suo rego­la­mento [che ancora una volta merita un’attenta let­tura] che gli edi­tori, tra le altre cose, devono accet­tare la società di revi­sione inca­ri­cata da ADS per i con­trolli esterni, rila­scian­dole man­leva per il segreto d’ufficio non­ché auto­riz­za­zione scritta per abi­li­tarla a ese­guire tutti i con­trolli pre­vi­sti presso i distri­bu­tori locali. Non resta che augu­rarsi che a code­ste sti­ma­tis­sime — per defi­ni­zione — società di revi­sione arrivi il nostro mode­sto lavoro di map­pa­tura poi­chè è lam­pante che qual­cosa non torna.

Il Sot­to­se­gre­ta­rio all’Editoria del Governo Monti, Paolo Peluffo, uno che con­tra­ria­mente ad altri sapeva dove, e per­chè, met­tere le mani, aveva reso obbli­ga­to­ria per legge la trac­cia­bi­lità delle ven­dite e delle rese dei gior­nali quo­ti­diani e perio­dici, come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio del2012, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con alcune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale.

Obbligo, che ricade sull’intera filiera distri­bu­tiva, e che ha [aveva?] come obiet­tivo quello di favo­rire la moder­niz­za­zione del sistema di distri­bu­zione e ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di assi­cu­rare una ade­guata cer­ti­fi­ca­zione delle copie distri­buite alle quali, tra l’altro, dal 2013 sono legati i finan­zia­menti statali.

Di tutto que­sto, al 25 feb­braio del 2014, non vi è trac­cia e nulla è avve­nuto dall’approvazione della legge ad oggi. Come sem­pre a tutto c’è un per­chè, per det­ta­gli cito­fo­nare in Via Pie­monte, 64 a Roma.

Al di là di qua­lun­que altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione ci si chiede, mi chiedo, come, su quali basi saranno ero­gati i finan­zia­menti del 2013 alle testate che ne avranno diritto.

Che nel 2014 un intero set­tore e la sua capil­lare rete distri­bu­tiva siano rima­sti ancora al tempo degli ama­nuensi è ver­go­gnoso.  Sin­tomo, evi­denza di mio­pia grave, di un’arretratezza cul­tu­rale, o peg­gio, che non lascia spe­rare niente di buono per il futuro dei gior­nali, e di riflesso della distri­bu­zione edi­to­riale, qual­siasi esso sia.

Qui in basso invece la mappa inte­rat­tiva con i dati ADS del 2011 per con­fronto. Le fun­zio­na­lità sono le stesse della mappa del 2012: clicca sui nomi dei gior­nali per vedere la loro dif­fu­sione pro­vin­ciale; clicca sulle pro­vince per vedere quali sono i gior­nali più diffusi.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Pubblicato il 31 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

I Top 20 dell’Informazione Online in Italia

Sono stati dif­fusi ieri i dati Audi­web rela­tivi all’audience online da PC per il mese di dicem­bre 2013. Ho fatto, abbiamo fatto, una rie­la­bo­ra­zione dei dati dispo­ni­bili per ana­liz­zare in maniera più spe­ci­fica l’informazione online nel nostro Paese.

Tra i top 20 figu­rano 7 testate infor­ma­tive “all digi­tal”, che non hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea. Restano fuori dai primi 20 per utenti unici nel giorno medio testate di di rile­vanza regio­nale quali «Il Mattino»[105mila utenti unici], «Il Gaz­zet­tino» [60mila utenti unici] ed Il «Secolo XIX» [66mila utenti unici]. Anche il free press «Leggo» attira “sola­mente” 68mila utenti unici, un valore comun­que supe­riore ad altre testate a dif­fu­sione nazio­nale quali «L’Unità» ed «Il Foglio» [che oggi diviene mag­gio­renne, auguri!] e altre testate digi­tal native quali, ad esem­pio, «IBlitzquotidiano».

Tra le testate senza una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, «Blogo» rea­lizza con il canale “attua­lità” il 24% degli utenti unici, all’interno del net­work di «City­news» è Today.it il canale più seguito con il 14% del totale men­tre le edi­zioni locali “si sfliano” [ad esem­pio, Milano Today pesa l’1,8%]. In barba alle teo­rie su gat­tini e soft porn il canale Dai­ly­mo­tion Sexy pesa solo l’1.5% del totale degli autenti unici della testata in questione.

Discorso a parte per «Il Post» e «Lettera43» che invece “sfrut­tano” le aggre­ga­zioni per gon­fiare i numeri. Per la prima testata infatti il peso degli altri domini aggre­gati è del 68.5% men­tre per la seconda i canali  locali, in realtà altre testate con nomi distinti, pesano il 71.5%. I loro numeri sono dun­que ancora oggi rela­ti­va­mente modesti.

Lo stesso dicasi per Quotidiano.net per il quale il peso di altri siti web aggre­gati pesa il 46% del totale degli utenti unici.

Se si esclu­dono «Il Tir­reno», «Il Cen­tro» e «La Nuova Sar­de­gna», i valori degli altri quo­ti­diani locali del net­work dei gior­nali de l’Espresso-Repubblica sono esi­gui, nella mag­gior parte dei casi sotto i 10mila utenti unici. Rile­va­zione che, visti i valori anche delle testate all digi­tal che aggre­gano quo­ti­diani locali, [di]mostra come l’informazione locale online non sfonda.

Tranne «La Gaz­zetta dello Sport», per la ver­sione online dei primi 5 quo­ti­diani car­ta­cei la home page non pesa mai più del 55% del totale degli utenti unici. Vale asso­lu­ta­mente la pena di riflet­terci con grande attenzione.

Pubblicato il 27 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Le Notizie più Social del 2013

Human High­way ha pub­bli­cato i risul­tati rela­tivi a quelle che sono state le noti­zie e le fonti d’informazione più con­di­vise su social media e social net­work nel nostro Paese. Le rile­va­zioni sono state fatte attra­verso UAC meter, tool pro­prie­ta­rio per moni­to­rare Face­book, Twit­ter e G+. La sin­tesi dei prin­ci­pali risul­tati emer­genti è dal novem­bre 2011, ini­zio del periodo di rile­va­zione, a dicem­bre 2013.

Nel com­plesso il numero di con­di­vi­sione cre­sce nel tempo. A domi­nare il pano­rama per numero di con­di­vi­sioni com­ples­sive sono i quo­ti­diani online, la ver­sione web delle testate con una ver­sione car­ta­cea, men­tre con­ti­nuano a restare rela­ti­va­mente mar­gi­nali le testate all digital.

Oltre 300mila indi­vi­dui ogni giorno con­di­vi­dono su social media e social net­work gli arti­coli delle noti­zie di attua­lità che tro­vano sulle prin­ci­pali testate d’informazione online, in cre­scita del 24% rispetto ai 250mila medi gior­na­lieri del 2012.

È Face­book a domi­nare asso­lu­ta­mente la scena con oltre il 93% del totale delle con­di­vi­sioni [e non potrebbe essere altri­menti vista l’enorme dif­fe­renza di iscritti], segue Twit­ter con il 5.8% e G+ con poco più dell’1%.  Rispetto al 2012 la quota di Face­book sale di due punti per­cen­tuali e quella di Goo­gle+ di tre punti per mille, a sca­pito di Twitter.

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Sono sem­pre le testate car­ta­cee ad otte­nere il mag­gior numero di con­di­vi­sioni nel giorno medio con «la Repub­blica» sal­da­mente in testa con un numero di con­di­vi­sioni supe­riore dell’80% rispetto a «Il Fatto Quo­ti­diano» e dop­pio di «Il Cor­riere della Sera» . Ogni giorno, media­mente, su Repubblica.it si pro­du­cono oltre 54.000 con­di­vi­sioni degli arti­coli della testata sui tre social net­work esa­mi­nati [+44% rispetto alla media del 2012]. Si inver­tono invece i rap­porti per quanto riguarda il numero medio di con­di­vi­sioni per arti­colo con «Il Fatto Quo­ti­diano» che ottiene il 50% rispetto a  «la Repub­blica». Quindi gli utenti, le per­sone che seguono «Il Fatto Quo­ti­diano» sono nume­ri­ca­mente infe­riori ma hanno una mag­gior pro­pen­sione a con­di­vi­dere rispetto a quelli di «la Repubblica».

Dai dati pub­bli­cati sul sito web della società di ricer­che la noti­zia più con­di­visa [84.676 con­di­vi­sioni] in asso­luto è della testata free press «Leggo» e riguarda uno stu­dio secondo il quale il sesso orale aiuta le donne a com­bat­tere la depres­sione, deso­lante a dir poco. Seguono il video dell’intervento di Crozza su LA7, al quale, come d’abitudine, Repubblica.it appone il pro­prio logo e pub­blica nel suo sito web, e sem­pre un altro con­te­nuto video su Repubblica.it rela­tivo ai “for­coni” che a Genova baciano le forze dell’ordine.

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