Distribuzione Editoria

Pubblicato il 9 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Le Copie Digitali NON Fermano l’Emorragia dei Quotidiani

Sono stati pub­bli­cati i dati ADS del feb­braio 2014 rela­ti­va­mente ai quo­ti­diani del nostro Paese.

In base all’ela­bo­ra­zione rea­liz­zata da «Prima Comu­ni­ca­zione», ad un anno e più dall’inizio delle rile­va­zioni di ADS delle copie digi­tali, emerge come, nono­stante per alcuni quo­ti­diani l’incidenza delle stesse sul totale sia tutt’altro che tra­scu­ra­bile,  il declino dell’acquisto di quo­ti­diani sia ancora ben lon­tano dall’arrestarsi.

Tra i prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali sono sol­tanto due quelli che hanno una ten­denza posi­tiva: «Avve­nire» e «Il Sole24Ore». Testate entrambe acco­mu­nate da due fat­tori: spe­cia­liz­za­zione ed ele­vata inci­denza degli abbo­na­menti anche prima del digi­tale. Tutti gli altri quo­ti­diani hanno cali signi­fi­ca­tivi; in molti casi anche a dop­pia cifra come mostra la tavola di sin­tesi del con­fronto con il feb­braio 2013 sotto riportata.

ADS Febb 2014

Dal feb­braio 2013 ad oggi, nel pro­gres­sivo dei 12 mesi, «Il Sole24Ore» ha aumen­tato le pro­prie ven­dite per 75mila copie ed  «Avve­nire» di 3mila. Il dato peg­giore è per «la Repub­blica» con circa 50mila copie in meno, men­tre per­cen­tual­mente è «Libero» ad avere la peg­gior per­for­mance con il –24%.

Nono­stante la forte pro­mo­zio­na­lità sia da parte di «la Repub­blica» che de «Il Cor­riere della Sera», come dimo­strano, anche, le ven­dite di copie mul­ti­ple, dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta” per quanto riguarda le ven­dite di copie digitali.

L’elaborazione rea­liz­zata da Human High­way, società di ricer­che di mer­cato online che col­la­bora, anche, con Data­Me­dia­Hub, mostra il det­ta­glio delle sole copie digi­tali. Sul sito è pos­si­bile agire sui dati sele­zio­nando i fil­tri, muo­vendo i cur­sori, clic­cando col mouse sui gra­fici o sele­zio­nando col mouse intere aree nei grafici.

ADS Copie Digitali Febb 2014

Pubblicato il 28 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

La Storia Insegna che la Storia non Insegna Nulla

Se «Pub­blico» aveva resi­stito solo 103 giorni in edi­cola abbiamo ora un nuovo record in nega­tivo, ahimè.

È il caso de il “Sole 24 Ore di sini­stra”: «Pagina99» che, lan­ciato l’11 feb­braio scorso, a soli 45 giorni di distanza annun­cia che ces­serà la pub­bli­ca­zione quo­ti­diana per diven­tare, per quanto riguarda la ver­sione car­ta­cea, solo settimanale.

Il quo­ti­diano [*] aveva mani­fe­stato sin dall’inizio di avere gravi pro­blemi legati alla distri­bu­zione sia per i costi che per le inef­fi­cienze cro­ni­che del sistema, della filiera.

«Il Fatto Quo­ti­diano», unico caso di suc­cesso di un gior­nale lan­ciato negli ultimi dieci anni, o più, nel nostro Paese, ha basato il lan­cio su tre aspetti di fondo:

  • Crea­zione di una forte com­mu­nity di per­sone riu­nite intorno ad un ideale — fon­da­men­tal­mente l’anti ber­lu­sco­ni­smo —  mesi prima del lancio;
  • Rac­colta cospi­cua di fondi gra­zie ad una cam­pa­gna di abbo­na­menti, che defi­ni­rei di sot­to­scri­zioni poi­chè mosse da un ideale, quello della com­mu­nity di rife­ri­mento, che hanno garan­tito una solida base al lancio;
  • Piano strut­tu­rato di distri­bu­zione selet­tiva al lan­cio ideato evi­den­te­mente da chi cono­sce bene la filiera distri­bu­tiva tra­di­zio­nale del canale edicole.

Tutti gli altri che hanno pro­vato ad ope­rare in modo diverso hanno fallito.

Scri­veva Ales­san­dro Moran­dotti che “La sto­ria inse­gna che la sto­ria non inse­gna nulla”. Pare avesse asso­lu­ta­mente ragione purtroppo.

Pagina99

Pubblicato il 13 marzo 2014 by Pier Luca Santoro

Social: Utilizzo e Traffico

L’Osservatorio New Media & New Inter­net del Poli­tec­nico di Milano ha pre­sen­tato un paio di giorni fa i risul­tati della ricerca su  l’utilizzo e le pro­spet­tive di svi­luppo dei media abi­li­tati da internet.

Una parte dello stu­dio si foca­lizza sui social, sulla loro pene­tra­zione, l’utilizzo ed i com­por­ta­menti delle per­sone rela­ti­va­mente all’editoria tradizionale.

Tra gli uti­liz­za­tori di Inter­net del nostro Paese l’82% è iscritto ad un social network/media. La parte del leone, come noto, spetta a Face­book che rag­giunge il 76% di iscritti tra gli utenti ita­liani della Rete. Ana­liz­zando il diverso grado di dif­fu­sione dei vari social è inte­res­sante notare come l’ultimo di que­sti sia Four­square. La con­ferma, dalla mia pro­spet­tiva, di come bad­gi­fi­ca­tion e poin­ti­fi­ca­tion non siano ele­menti suf­fi­cienti di per se stessi per creare inte­resse ed enga­ge­ment ma siano solo ele­menti del pro­cesso di gami­fi­ca­tion, di game design, che se mal con­ge­gnato, o assente, come evi­dente, non funziona.

Diffusione Social Italia

Quel che è ancor più inte­res­sante è l’effettivo uti­lizzo dei social ai quali si è iscritti. Anche in que­sto caso Face­book spa­dro­neg­gia con un tasso di uti­lizzo nell’ultimo mese dell’86% [sempre+spesso] da parte di chi ha un pro­prio pro­filo sul social net­work più popo­loso del pianeta.

Sem­pre dalle maglie di Zuck, sep­pure abbia una base di iscritti infe­riore ad altri social, segue Insta­gram con il 36% degli iscritti che ne fa un uti­lizzo intenso. Un terzo, o più, degli iscritti a Goo­gle+, Twit­ter e Four­square, sono iscritti ma non lo uti­liz­zano pra­ti­ca­mente mai. Twit­ter, in par­ti­co­lare, su que­sto ha un pro­blema da risolvere.

Utilizzo Social Ultimo Mese

Per quanto riguarda diret­ta­mente l’editoria tra­di­zio­nale, più della metà degli ita­liani iscritti ai social è fan/follower di almeno un media tele­vi­sivo, edi­to­riale o radiofonico.

Le fan page e gli account uffi­ciali degli edi­tori più seguite sono quelle dei pro­grammi TV [33%] e dei quo­ti­diani [30%]. È ele­vata la per­cen­tuale di utenti che ormai legge le news diret­ta­mente dai Social Net­work ma solo nel 33% dei casi si accede poi — sem­pre o spesso — al sito dell’editore di rife­ri­mento per un appro­fon­di­mento. La con­ferma, se neces­sa­rio, che uti­liz­zare gli account social come disca­rica di link nella spe­ranza di dra­gare traf­fico al sito web non fun­ziona, o comun­que fun­ziona solo in minima parte.

Su que­sto, sia sul 55% che segue un media tra­di­zio­nale sui social che sul 45% che invece non lo fa, c’è da imple­men­tare un lavoro di ascolto, di ana­lisi e ricerca per com­pren­dere inte­ressi e biso­gni delle per­sone per poterli coin­vol­gere effi­ca­ce­mente. Si tratta di un com­pito non facile al quale è neces­sa­rio dedi­care risorse ed ener­gie, in ter­mini di sistemi, cri­teri di ana­lisi e tempo dedi­cato, che dob­biamo asso­lu­ta­mente intra­pren­dere il prima pos­si­bile; non ho dubbi al riguardo.

Frequenza Utilizzo Sito Da Social

Pubblicato il 3 marzo 2014 by Andrea Nelson Mauro

I Primi 20 Set­ti­ma­nali più Dif­fusi per Provincia: Mappa Interattiva

Dopo la map­pa­tura dei quo­ti­diani, abbiamo effet­tuato lo stesso lavoro con i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi nel nostro Paese. Restano valide le avver­tenze e le con­si­de­ra­zioni di fondo espresse per i quotidiani.

Tra i primi dieci per dif­fu­sione la metà sono dedi­cati alla pro­gram­ma­zione tele­vi­siva ed il primo in asso­luto, con 703mila copie dif­fuse, è il perio­dico set­ti­ma­nale tele­vi­sivo per eccel­lenza: «Sor­risi e Can­zoni TV». Esclu­dendo i due maga­zine alle­gati ai prin­ci­pali quo­ti­diani ita­liani, nelle prime dieci posi­zioni solo 3 sono i set­ti­ma­nali dedi­cati al com­mento dell’attualità.

È dun­que evi­dente che si tratti di un pub­blico molto con­ser­va­tore, affe­zio­nato alla pro­pria rivi­sta tele­vi­siva da tempo che con­ti­nua ad acqui­stare per tra­di­zione, per abi­tu­dine [anche se ovvia­mente anche que­sto tipo di rivi­ste sof­fre]. Un feno­meno tutt’altro che tra­scu­ra­bile da appro­fon­dire incro­ciando i dati delle ven­dite con gli accessi ai rispet­tivi siti web di que­sta cate­go­ria di testate.

 È inte­res­sante notare come nei grandi cen­tri urbani, nelle prin­ci­pali città siano i maga­zine dei quo­ti­diani i set­ti­ma­nali a mag­gior dif­fu­sione, scal­zando il pri­mato ai set­ti­ma­nali tele­vi­sivi. Certo sarebbe neces­sa­rio sapere quanti di que­sti acqui­stino il gior­nale in quel giorno poi­chè il maga­zine con­tiene, anche, la pro­gram­ma­zione tele­vi­siva. Una moti­va­zione d’acquisto che cer­ta­mente non è trascurabile.

Aspet­tiamo con ansia che qual­che famoso socio­logo ci illu­mini sul “popolo della tele­vi­sione” invece di anno­iarci con quello della Rete o, peg­gio, di Twitter.

Di seguito la mappa dei set­ti­ma­nali con i dati ADS del 2012. Clic­cando sul nome di un set­ti­ma­nale in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi in quella provincia.

Di seguito la mappa dei set­ti­ma­nali con i dati ADS del 2011. Clic­cando sul nome di un set­ti­ma­nale in alto a sini­stra, la mappa visua­lizza la dif­fu­sione per pro­vin­cia. Clic­cando su una pro­vin­cia sulla mappa, il gra­fico in basso a sini­stra visua­lizza i primi 20 set­ti­ma­nali più dif­fusi in quella provincia.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Pubblicato il 25 febbraio 2014 by Andrea Nelson Mauro, Pier Luca Santoro

La Diffusione dei Quotidiani: Mappa Interattiva

La mappa inte­rat­tiva pub­bli­cata in que­sta pagina visua­lizza la dif­fu­sione dei 65 prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali per pro­vin­cia. I dati sono quelli Accer­ta­mento Dif­fu­sione Stampa [ADS], ai quali si può avere accesso pre­via regi­stra­zione, e sono rela­tivi all’anno 2012 poi­chè i dati rela­tivi al 2013 non sono ancora con­so­li­dati ma sola­mente “sti­mati”, ovvero basati esclu­si­va­mente sulle dichia­ra­zioni auto­pro­dotte dall’editore e non ancora sot­to­po­sti a veri­fica ispettiva.

Clic­cando sui nomi dei giornali è pos­si­bile visua­liz­zare la loro dif­fu­sione pro­vin­ciale; clic­cando su cia­scuna delle pro­vince invece si può vedere quali sono i gior­nali più dif­fusi per cia­scuna di queste.

Si viene così a sco­prire, ad esem­pio, che nella pro­vin­cia di Milano dopo «Il Cor­riere della Sera» sono «Il Sole24Ore» e «La Gaz­zetta dello Sport» i quo­ti­diani mag­gior­mente dif­fusi men­tre «la Repub­blica» è solo al quarto posto per numero di copie diffuse.

Non è que­sto l’unico ele­mento di nota. “Gio­cando” con la mappa, cosa che ovvia­mente, se posso, invito a fare, si viene a sco­prire che la pro­vin­cia in cui «Ita­lia Oggi» è mag­gior­mente dif­fuso è quella di Genova dove sareb­bero distri­buite ben il 13.8% del totale delle copie, ed ancora che in cin­que pro­vin­cie della Cala­bria vi sono la bel­lezza del 17.7% delle copie distri­buite con­tro il 15% di Milano e Roma messe assieme. I casi sono due o il cuore finan­zia­rio ed eco­no­mico del Paese ha spo­stato il pro­prio bari­cen­tro [#asuain­sa­puta] o è evi­dente che qual­cosa non torna visto che invece il già citato  diretto con­cor­rente: «Il Sole24Ore» nelle due metro­poli del nostro Paese fa quasi il 30% delle copie dif­fuse [28.5%].

Spiega ADS, nel suo rego­la­mento [che ancora una volta merita un’attenta let­tura] che gli edi­tori, tra le altre cose, devono accet­tare la società di revi­sione inca­ri­cata da ADS per i con­trolli esterni, rila­scian­dole man­leva per il segreto d’ufficio non­ché auto­riz­za­zione scritta per abi­li­tarla a ese­guire tutti i con­trolli pre­vi­sti presso i distri­bu­tori locali. Non resta che augu­rarsi che a code­ste sti­ma­tis­sime — per defi­ni­zione — società di revi­sione arrivi il nostro mode­sto lavoro di map­pa­tura poi­chè è lam­pante che qual­cosa non torna.

Il Sot­to­se­gre­ta­rio all’Editoria del Governo Monti, Paolo Peluffo, uno che con­tra­ria­mente ad altri sapeva dove, e per­chè, met­tere le mani, aveva reso obbli­ga­to­ria per legge la trac­cia­bi­lità delle ven­dite e delle rese dei gior­nali quo­ti­diani e perio­dici, come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio del2012, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con alcune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale.

Obbligo, che ricade sull’intera filiera distri­bu­tiva, e che ha [aveva?] come obiet­tivo quello di favo­rire la moder­niz­za­zione del sistema di distri­bu­zione e ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di assi­cu­rare una ade­guata cer­ti­fi­ca­zione delle copie distri­buite alle quali, tra l’altro, dal 2013 sono legati i finan­zia­menti statali.

Di tutto que­sto, al 25 feb­braio del 2014, non vi è trac­cia e nulla è avve­nuto dall’approvazione della legge ad oggi. Come sem­pre a tutto c’è un per­chè, per det­ta­gli cito­fo­nare in Via Pie­monte, 64 a Roma.

Al di là di qua­lun­que altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione ci si chiede, mi chiedo, come, su quali basi saranno ero­gati i finan­zia­menti del 2013 alle testate che ne avranno diritto.

Che nel 2014 un intero set­tore e la sua capil­lare rete distri­bu­tiva siano rima­sti ancora al tempo degli ama­nuensi è ver­go­gnoso.  Sin­tomo, evi­denza di mio­pia grave, di un’arretratezza cul­tu­rale, o peg­gio, che non lascia spe­rare niente di buono per il futuro dei gior­nali, e di riflesso della distri­bu­zione edi­to­riale, qual­siasi esso sia.

Qui in basso invece la mappa inte­rat­tiva con i dati ADS del 2011 per con­fronto. Le fun­zio­na­lità sono le stesse della mappa del 2012: clicca sui nomi dei gior­nali per vedere la loro dif­fu­sione pro­vin­ciale; clicca sulle pro­vince per vedere quali sono i gior­nali più diffusi.

Mappe a cura di Andrea Nel­son Mauro & Ales­sio Cima­relli, com­mento ai dati di Pier Luca Santoro

Pubblicato il 31 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

I Top 20 dell’Informazione Online in Italia

Sono stati dif­fusi ieri i dati Audi­web rela­tivi all’audience online da PC per il mese di dicem­bre 2013. Ho fatto, abbiamo fatto, una rie­la­bo­ra­zione dei dati dispo­ni­bili per ana­liz­zare in maniera più spe­ci­fica l’informazione online nel nostro Paese.

Tra i top 20 figu­rano 7 testate infor­ma­tive “all digi­tal”, che non hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea. Restano fuori dai primi 20 per utenti unici nel giorno medio testate di di rile­vanza regio­nale quali «Il Mattino»[105mila utenti unici], «Il Gaz­zet­tino» [60mila utenti unici] ed Il «Secolo XIX» [66mila utenti unici]. Anche il free press «Leggo» attira “sola­mente” 68mila utenti unici, un valore comun­que supe­riore ad altre testate a dif­fu­sione nazio­nale quali «L’Unità» ed «Il Foglio» [che oggi diviene mag­gio­renne, auguri!] e altre testate digi­tal native quali, ad esem­pio, «IBlitzquotidiano».

Tra le testate senza una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, «Blogo» rea­lizza con il canale “attua­lità” il 24% degli utenti unici, all’interno del net­work di «City­news» è Today.it il canale più seguito con il 14% del totale men­tre le edi­zioni locali “si sfliano” [ad esem­pio, Milano Today pesa l’1,8%]. In barba alle teo­rie su gat­tini e soft porn il canale Dai­ly­mo­tion Sexy pesa solo l’1.5% del totale degli autenti unici della testata in questione.

Discorso a parte per «Il Post» e «Lettera43» che invece “sfrut­tano” le aggre­ga­zioni per gon­fiare i numeri. Per la prima testata infatti il peso degli altri domini aggre­gati è del 68.5% men­tre per la seconda i canali  locali, in realtà altre testate con nomi distinti, pesano il 71.5%. I loro numeri sono dun­que ancora oggi rela­ti­va­mente modesti.

Lo stesso dicasi per Quotidiano.net per il quale il peso di altri siti web aggre­gati pesa il 46% del totale degli utenti unici.

Se si esclu­dono «Il Tir­reno», «Il Cen­tro» e «La Nuova Sar­de­gna», i valori degli altri quo­ti­diani locali del net­work dei gior­nali de l’Espresso-Repubblica sono esi­gui, nella mag­gior parte dei casi sotto i 10mila utenti unici. Rile­va­zione che, visti i valori anche delle testate all digi­tal che aggre­gano quo­ti­diani locali, [di]mostra come l’informazione locale online non sfonda.

Tranne «La Gaz­zetta dello Sport», per la ver­sione online dei primi 5 quo­ti­diani car­ta­cei la home page non pesa mai più del 55% del totale degli utenti unici. Vale asso­lu­ta­mente la pena di riflet­terci con grande attenzione.

Pubblicato il 27 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Le Notizie più Social del 2013

Human High­way ha pub­bli­cato i risul­tati rela­tivi a quelle che sono state le noti­zie e le fonti d’informazione più con­di­vise su social media e social net­work nel nostro Paese. Le rile­va­zioni sono state fatte attra­verso UAC meter, tool pro­prie­ta­rio per moni­to­rare Face­book, Twit­ter e G+. La sin­tesi dei prin­ci­pali risul­tati emer­genti è dal novem­bre 2011, ini­zio del periodo di rile­va­zione, a dicem­bre 2013.

Nel com­plesso il numero di con­di­vi­sione cre­sce nel tempo. A domi­nare il pano­rama per numero di con­di­vi­sioni com­ples­sive sono i quo­ti­diani online, la ver­sione web delle testate con una ver­sione car­ta­cea, men­tre con­ti­nuano a restare rela­ti­va­mente mar­gi­nali le testate all digital.

Oltre 300mila indi­vi­dui ogni giorno con­di­vi­dono su social media e social net­work gli arti­coli delle noti­zie di attua­lità che tro­vano sulle prin­ci­pali testate d’informazione online, in cre­scita del 24% rispetto ai 250mila medi gior­na­lieri del 2012.

È Face­book a domi­nare asso­lu­ta­mente la scena con oltre il 93% del totale delle con­di­vi­sioni [e non potrebbe essere altri­menti vista l’enorme dif­fe­renza di iscritti], segue Twit­ter con il 5.8% e G+ con poco più dell’1%.  Rispetto al 2012 la quota di Face­book sale di due punti per­cen­tuali e quella di Goo­gle+ di tre punti per mille, a sca­pito di Twitter.

Sharing Actions Notizie

Sono sem­pre le testate car­ta­cee ad otte­nere il mag­gior numero di con­di­vi­sioni nel giorno medio con «la Repub­blica» sal­da­mente in testa con un numero di con­di­vi­sioni supe­riore dell’80% rispetto a «Il Fatto Quo­ti­diano» e dop­pio di «Il Cor­riere della Sera» . Ogni giorno, media­mente, su Repubblica.it si pro­du­cono oltre 54.000 con­di­vi­sioni degli arti­coli della testata sui tre social net­work esa­mi­nati [+44% rispetto alla media del 2012]. Si inver­tono invece i rap­porti per quanto riguarda il numero medio di con­di­vi­sioni per arti­colo con «Il Fatto Quo­ti­diano» che ottiene il 50% rispetto a  «la Repub­blica». Quindi gli utenti, le per­sone che seguono «Il Fatto Quo­ti­diano» sono nume­ri­ca­mente infe­riori ma hanno una mag­gior pro­pen­sione a con­di­vi­dere rispetto a quelli di «la Repubblica».

Dai dati pub­bli­cati sul sito web della società di ricer­che la noti­zia più con­di­visa [84.676 con­di­vi­sioni] in asso­luto è della testata free press «Leggo» e riguarda uno stu­dio secondo il quale il sesso orale aiuta le donne a com­bat­tere la depres­sione, deso­lante a dir poco. Seguono il video dell’intervento di Crozza su LA7, al quale, come d’abitudine, Repubblica.it appone il pro­prio logo e pub­blica nel suo sito web, e sem­pre un altro con­te­nuto video su Repubblica.it rela­tivo ai “for­coni” che a Genova baciano le forze dell’ordine.

Pubblicato il 19 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Edicola Italiana: Il Flop è Servito?

Le indi­scre­zioni cir­co­late a fine set­tem­bre par­reb­bero con­fer­mate. Nella pri­ma­vera del 2014 dovrebbe vedere la luce, siamo ormai al sesto forse set­timo annun­cio di lan­cio, “Edi­cola Ita­liana”, con­sor­zio costi­tuito da Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 ORE, Gruppo Edi­to­riale L’Espresso, La Stampa, Mon­da­dori e RCS Media­Group al fine di con­sen­tire agli utenti di acqui­stare e leg­gere quo­ti­diani e maga­zine, o abbo­narsi a gior­nali e rivi­ste pre­fe­riti in for­mato digitale.

Secondo quanto ha dichia­rato Fabri­zio Carotti, Diret­tore Gene­rale della Fede­ra­zione Ita­liana Edi­tori Gior­nali, nomi­nato Pre­si­dente del con­sor­zio, “Gli edi­tori ita­liani sono con­sa­pe­voli che il futuro dell’industria dell’informazione passa attra­verso l’innovazione digi­tale e, con l’iniziativa di EDICOLA ITALIANA, fanno un signi­fi­ca­tivo passo avanti in que­sta dire­zione. È impor­tante sot­to­li­neare come, a fronte di azioni a livello glo­bale di ope­ra­tori che met­tono a dispo­si­zione a caro prezzo ser­vizi di distri­bu­zione dei con­te­nuti gior­na­li­stici digi­tali, gli edi­tori ita­liani, ope­rando in stretta col­la­bo­ra­zione, stiano ora offrendo alter­na­tive di pari qua­lità tec­no­lo­gica e faci­lità d’uso”.

Sul signi­fi­cato di con­sa­pe­vo­lezza dell’innovazione digi­tale basti vedere, da un lato, i tempi biblici di rea­liz­za­zione della piat­ta­forma per imma­gi­nare quante e quali con­tro­ver­sie e guerre di quar­tiere abbia dovuto  affron­tare il pro­getto  annun­ciato in pompa magna nel marzo 2012 e poi alla fine dell’anno scorso quando si tornò a par­larne e, dall’altro lato, veri­fi­care come sulla trac­cia­bi­lità delle ven­dite, a cui sono legati per decreto legi­sla­tivo [*] i finan­zia­menti ai gior­nali per il 2013,  di fatto non abbia visto la luce nep­pure nel corso di quest’anno. Aspetto quest’ultimo sul quale mi chiedo dun­que su quali basi ver­ranno liqui­dati i finanziamenti.

A que­sto si aggiunga che se si osser­vano i dati di Fran­cia e Spa­gna per ini­zia­tive simili a quella di Edi­cola Ita­liana non si può certo par­lare di successo.

Oltralpe esi­stono tre piat­ta­forme che distri­bui­scono, che ven­dono le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Relay, che vende 158 titoli e appar­tiene a una società dell’editore Lagar­dère, Lekiosk, che peral­tro è pre­sente anche sul mer­cato ita­liano, ed ePresse. Secondo quanto dichia­rato da OJD, l’equivalente della nostrana ADS, nel totale le copie digi­tali del primo seme­stre del 2013 hanno rap­pre­sen­tato il 9% degli esem­plari ven­duti a pagamento.

In Spa­gna, Orbyt, che è molto più simile al con­sor­zio della nascente Edi­cola Ita­liana, rea­lizza numeri dav­vero ridotti ed, anche in que­sto caso, è tutt’altro che un suc­cesso di ven­dite come cer­ti­fica la OJD della peni­sola iberica.

Da non tra­scu­rare infine che spesso le ven­dite sono effet­tuate a prezzi dav­vero ridotti se non addi­rit­tura seguendo la for­mula “all you can eat”.

Edi­cola Ita­liana: Il flop è servito?

Game Over Loser

[*] Come sta­bi­lito dal decreto legge di metà mag­gio dell’anno scorso, suc­ces­si­va­mente con­ver­tito con al cune modi­fi­che dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, recante dispo­si­zioni urgenti in mate­ria di rior­dino dei con­tri­buti alle imprese edi­trici, non­che’ di ven­dita della stampa quo­ti­diana e perio­dica e di pub­bli­cita’ istituzionale

Pubblicato il 16 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

L’Insostenibile Leggerezza dei Settimanali Digitali

Se per i quo­ti­diani sia gli accessi ai siti web che la ven­dita delle copie digi­tali hanno, con le dovute dif­fe­renze, un valore, per i perio­dici la situa­zione è molto diversa e pare che l’impatto del digi­tale causi una “sof­fe­renza” di gran lunga  maggiore.

Non solo il totale delle prime dieci testate, sia nel caso dei set­ti­ma­nali che dei men­sili, non rag­giunge nel com­plesso nem­meno gli accessi del solo Corriere.it [o Repubblica.it, fate vobis], ma anche le copie digi­tali sono deci­sa­mente al palo.

Secondo i dati ADS del mese di otto­bre, se si esclu­dono i maga­zine alle­gati ai quo­ti­diani le ven­dite di copie digi­tali sono asso­lu­ta­mente incon­si­stenti e, ovvia­mente, con com­pen­sano nep­pure lon­ta­na­mente il calo della ver­sione cartacea.

«Chi» si asse­sta al di sotto delle 2mila copie digi­tali con­tro le 22omila del car­ta­ceo, ed anche «Pano­rama» e «L’Epresso» hanno ven­dite risi­bili. Le uni­che ecce­zioni sono rap­pre­sen­tate da «Donna Moderna», »Vanity Fair» e »Sor­risi e Can­zoni TV» che supe­rano le 15mila copie cia­scuno ma che lo fanno pre­va­len­te­mente [quasi esclu­si­va­mente] con le ven­dite abbi­nate, in bundle con la ver­sione cartacea.

Gra­zie al gra­fico di sin­tesi dei dati rea­liz­zato, anche in que­sto caso da Human High­way, si rileva una buona dina­mi­cità di «Milano Finanza» nell’ultimo mese che gli per­mette di rag­giun­gere un’incidenza del 10% circa per il digi­tale sul totale delle copie ven­dute. Un’impennata che però è costi­tuita pra­ti­ca­mente in toto dalle ven­dite di copie mul­ti­ple.

E’ chiaro che i perio­dici ita­liani non reg­gono il passo con i tempi e le moda­lità dell’online e del digi­tale. La neces­sità di un approc­cio com­ple­ta­mente diverso al mer­cato, ai let­tori, rispetto all’attuale è lampante.

L’insostenibile leg­ge­rezza dei perio­dici digitali.

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Pubblicato il 13 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Specializzazione Paga

Sono stati dif­fusi all’inizio di que­sta set­ti­mana i dati ADS con le ven­dite, secondo quanto dichia­rato dagli edi­tori, di cia­scun quotidiano.

Human High­way, da quando ADS ha ini­ziato, al prin­ci­pio di quest’anno, a pub­bli­care anche le copie digi­tali sta facendo un utile ser­vi­zio di rac­colta e visua­liz­za­zione dei dati.

Nella let­tura dei dati pub­bli­cati alcune avver­tenze d’uso pos­sono essere di ausi­lio per la cor­retta inter­pre­ta­zione degli stessi. Come mostra la tabella sot­to­stante, i due quo­ti­diani che ven­dono il mag­gior numero di copie digi­tali, «Il Sole24Ore» e «Il Cor­riere della Sera», hanno una inci­denza non tra­scu­ra­bile delle ven­dite in bundle, in abbi­na­mento carta+digitale, che per il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria pesano il 37.5%% del totale delle copie digi­tali, e per la testata di [ex?] Via Sol­fe­rino rap­pre­sen­tano il 18.3%.

- Fonte: ADS Ottobre 2013 / Clicca per Ingrandire /

- Fonte: ADS Otto­bre 2013 / Clicca per Ingrandire -

Non sono tra­scu­ra­bili nem­meno le ven­dite di copie mul­ti­ple digi­tali che per i due quo­ti­diani eco­no­mico– finan­ziari e per i due “big players”[Corsera & Repub­blica] hanno un-incidenza signi­fi­ca­tiva rispetto al totale.

Osser­vando il trend di ven­dite delle copie digi­tali dal gen­naio 2013 ad oggi si nota come siano «Il Sole24Ore», primo in asso­luto con 103mila copie [pari al 40% del totale delle ven­dite] e «Ita­lia Oggi», i cui valori di abbo­na­menti digi­tali sono ormai quasi pari a quelli per la ver­sione car­ta­cea, i due quo­ti­diani che mostrano la mag­gior dina­mi­cità ed  ed il mag­gior tasso di cre­scita men­tre per tutte le altre testate dopo lo sprint ini­ziale è “calma piatta”

Resta un caso da osser­vare con atten­zione «L’Unione Sarda» che pur avendo la sola edi­zione online⁄digitale a metà prezzo vende la stra­grande parte delle copie in bundle, in abbi­nata, con il ritiro della copia car­ta­cea in edicola.

La carta rin­forza il digi­tale [e vice­versa] e la spe­cia­liz­za­zione paga?  Par­rebbe pro­prio di si.

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A mar­gine si segnala che i dati ADS con la spac­ca­tura per pro­vin­cia, che con­sen­tono di veri­fi­care le nume­rose distor­sioni del sistema, sono fermi a dicem­bre 2012 e dopo tale data è  dispo­ni­bile solo il dato del totale Ita­lia. Gatta ci cova?  Appro­fon­di­remo a breve.

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