Distribuzione Editoria

Pubblicato il 14 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Giornalismo Digitale [e dintorni]

Sono stati pub­bli­cati i video della pre­sen­ta­zione della ricerca sul gior­na­li­smo e l’organizzazione delle reda­zioni digi­tali in Ita­lia che il gruppo di lavoro sui “Gior­na­li­smi” del Con­si­glio nazio­nale dell’Ordine dei Gior­na­li­sti ha pre­sen­tato a Prato in aper­tura di Digit2014. 

È una serie di sette video con la pre­sen­ta­zione della sin­tesi dei risul­tati da parte di Pino Rea, coor­di­na­tore del cruppo di lavoro del Cnog che ha con­dotto la ricerca in aper­tura dell’incontro, un ulte­riore appro­fon­di­mento da parte del sot­to­scritto, e gli inter­venti di Mario Tede­schini Lalli, vice­di­ret­tore Inno­va­zione e svi­luppo del Gruppo Espresso, ed il Pre­si­dente del Cnog Enzo Iaco­pino, seguiti da quello del segre­ta­rio della Fnsi Franco Siddi.

Inter­venti, gli ultimi due [quelli di Iaco­pino e Siddi], che hanno gene­rato una rea­zione tanto pacata quanto decisa da parte mia. Nel video sot­to­stante, dal minuto 7:21, potete ascol­tare le mie parole, la mia per­so­nale visione su una serie di argo­menti che vanno dall’organizzazione del lavoro nelle reda­zioni all’equo com­penso pas­sando per il fatto  che i let­tori “devono” pagare le noti­zie online e la for­ma­zione ai giornalisti.

Seguono due video del dibat­tito, del que­stion & answers con il pub­blico, con le per­sone pre­senti in sala, che inte­grano ulte­rior­mente il con­ve­gno arric­chen­dolo con una serie di spunti e rifles­sioni che vale la pena di ascol­tare, credo.

Nel mio inter­vento sopra ripor­tato sono inten­zio­nal­mente “pun­gente”. MI farebbe pia­cere rice­vere un feed­back se pote­ste inve­stire 3 minuti del vostro tempo inse­rendo un vostro con­tri­buto nell’apposito spa­zio dei com­menti. Grazie

Pubblicato il 1 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Dati di Lettura Quotidiani Cartacei & Digitali

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­press di let­tura dei quo­ti­diani nel nostro Paese.

I dati rela­tivi all’edizione Audi­press 2014/I-II  [16 set­tem­bre 2013 – 6 luglio 2014] rile­vano per la prima volta con­te­stual­mente la let­tura delle copie car­ta­cee e delle copie digi­tali replica in Italia.

I dati mostrano come le copie digi­tali abbiamo un peso estre­ma­mente ridotto in ter­mini di rea­der­ship rispetto alla sola ver­sione car­ta­cea dei quotidiani.

La “rosa” resta ampia­mente il quo­ti­diano più letto d’Italia. Cosa ben diversa da quello che invece è il più ven­duto.

I let­tori di quo­ti­diani tra­di­zio­nali supe­rano abbon­dan­te­mente i let­tori di quo­ti­diani online che ammon­tano nel giorno medio a ben meno della metà dei quo­ti­diani cartacei.

L’infografica inte­rat­tiva [dati per ‘000] rias­sume i dati emer­genti dall’indagine Audipress [*]

[*] L’indagine Audi­press, attra­verso un que­stio­na­rio inno­va­tivo, ha esplo­rato le moda­lità di let­tura degli ita­liani, par­tendo dalla testata per poi appro­fon­dire le diverse ver­sioni usu­fruite.
I dati Audi­press 2014/I-II sono pre­sen­tati secondo due tar­get: “Let­tori carta e/o replica” e “Let­tori carta”. Qual­siasi altra metrica di rife­ri­mento non riflette l’ufficialità del dato Audi­press. L’indagine non pre­senta quindi i let­tori totali delle copie replica.
L’innovazione nel modello di rac­colta dei dati non rende in alcun modo com­pa­ra­bili i risul­tati dell’edizione Audi­press 2014/I-II con i dati delle pre­ce­denti edi­zioni.
I dati Audi­press 2014/I-II sono il risul­tato della cumu­la­zione di 50.676 inter­vi­ste personali,condotte con il sistema CAPI Dop­pio Schermo, su un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo della popo­la­zione ita­liana di 14 anni e oltre.
Le inter­vi­ste sono state rea­liz­zate lungo un calen­da­rio di 35 set­ti­mane com­ples­sive, dal 16 set­tem­bre 2013 al 6 luglio 2014. Gli Isti­tuti ese­cu­tori del field sono Doxa ed Ipsos; il dise­gno del cam­pione e l’elaborazione dei dati sono stati effet­tuati da Doxa; i con­trolli sono a cura di Reply.

Pubblicato il 22 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Peggio di Ieri, Meglio di Domani

“Peg­gio di ieri, meglio di domani”. Potrebbe essere que­sta, in sei parole, la descri­zione di come siano andate le cose nell’industria edi­to­riale ita­liana dell’ultimo decen­nio, e di come con­ti­nuino ad andare anche oggi.

Ini­zia così il Rap­porto 2014 sull’industria dei quo­ti­diani in Ita­lia, rea­liz­zato dall’Associazione Stam­pa­tori Ita­liana Gior­nali [Asig] e dall’Osservatorio tec­nico Carlo Lom­bardi per i quo­ti­diani e le agen­zie di infor­ma­zione, pre­sen­tato que­sto fine set­ti­mana durante Wan-Ifra Ita­lia 2014.

La desk research si com­pone di 5 capi­toli: Il mer­cato dei let­tori, il mer­cato pub­bli­ci­ta­rio, gli indi­ca­tori eco­no­mici, la rete pro­dut­tiva, occu­pa­zione e retri­bu­zioni poli­gra­fi­che, ana­grafe dell’industria edi­to­riale, per un totale di 91 pagine asso­lu­ta­mente da leg­gere con la dovuta attenzione.

Oggi in Ita­lia si ven­dono poco più della metà delle copie che si ven­de­vano vent’anni fa. Dal 1990, anno del mas­simo sto­rico dif­fu­sio­nale con poco meno di sette milioni di copie gior­na­liere, si è scesi pro­gres­si­va­mente sino ad arri­vare attual­mente a meno di quat­tro milioni di copie; un calo del 45.3%. È chiaro che dun­que la crisi dei gior­nali venga da lon­tano. Il digi­tale ha sol­tanto acuito pro­blemi già esi­stenti e manifesti.

Il con­so­li­dato del primo seme­stre 2014 mostra come rispetto al totale della dif­fu­sione utile [ven­dite car­ta­cee, abbo­na­menti pagati, ven­dita copie digi­tali], il digi­tale rap­pre­senta ancora una quota mode­sta [12%], con­tro l’80% delle ven­dite in edi­cola e l’8% degli abbo­na­menti one­rosi, a pagamento.

Diffusione Quotidiani 1 sem 2014

Gli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, tra il 2004 ed il 2013, sulla stampa [quo­ti­diani + perio­dici] si ridu­cono di oltre la metà. Quello che col­pi­sce in par­ti­co­lare è l’andamento del fat­tu­rato medio per modulo pub­bli­ci­ta­rio che crolla del 54.4%. Il calo è dun­que mag­gior­mente legato al crollo dei listini pra­ti­cati più che alla ven­dita di spazi pub­bli­ci­tari di per se. Insomma, nel com­plesso, si vende lo stesso numero di spazi ma ad un valore dra­sti­ca­mente più basso.

Fatturato Medio per Modulo

I pro­dotti e ser­vizi digi­tali rap­pre­sen­tano una nuova fonte di ricavo per l’industria edi­to­riale, ma la strada da per­cor­rere per­ché il busi­ness edi­to­riale possa soste­nersi sol­tanto — o in pre­va­lenza — sul digi­tale è ancora molto lunga. La quota di fat­tu­rato rap­pre­sen­tata attual­mente dalla ven­dita di pro­dotti, ser­vizi e pub­bli­cità digi­tale da parte delle aziende edi­trici di quo­ti­diani di tutto il mondo è del 7%, e si pre­vede che tra oggi e il 2017 que­sta per­cen­tuale possa salire a non oltre il 10% del fat­tu­rato complessivo.

Struttura Ricavi Quotidiani

Il costo del lavoro, di cui tanto si è discusso con il Pre­si­dente dell’OdG Enzo Iaco­pino e Franco Siddi, Segre­ta­rio gene­rale della Fede­ra­zione Nazio­nale della Stampa Ita­liana, durante la pre­sen­ta­zione del rap­porto dell’Ordine dei Gior­na­li­sti sul Gior­na­li­smo Digi­tale in Ita­lia, rap­pre­senta il 35% del totale dei costi nelle aziende edi­trici di quo­ti­diani. Sono invece i ser­vizi, che per le imprese edi­to­riali sono costi­tuiti essen­zial­mente dal ser­vi­zio di distri­bu­zione delle copie e dalla stampa presso terzi per que­gli edi­tori che non dispon­gono di cen­tri stampa gestiti direttamente.

Come dicevo durante la pre­sen­ta­zione, e come ho sot­to­li­neato in molte altre occa­sioni, lavo­rare, final­mente, all’informatizzazione delle edi­cole, al di là di ogni altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione, por­te­rebbe un saving signi­fi­ca­tivo sulla distri­bu­zione e sui costi delle rese che andrebbe ad impat­tare diret­ta­mente sui ricavi.

Composizione Costi

Pubblicato il 15 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

La Total Digital Audience dei Quotidiani Italiani

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­web rela­tivi a Mag­gio 2014 della “total digi­tal audience”, degli utenti sia da PC che, final­mente, da mobile.

Ho sele­zio­nato i prin­ci­pali quo­ti­diani main­stream, le prin­ci­pali testate che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea per veri­fi­care il peso del mobile sul totale degli utenti unici nel giorno medio e il valore delle visite da mobile in ter­mini di pagine viste, quelle che gene­rano reddito.

La Stampa, tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, è il sin­golo gior­nale con la mag­gior inci­denza di utenti da mobile [31%]. All’estremo oppo­sto Il Gior­nale con il 17%.

I gra­fici inte­rat­tivi sot­to­stanti for­ni­scono il det­ta­glio di utenti unici totali, utenti da PC, da mobile, ed inci­denza del mobile sul totale per cia­scun quotidiano.

Per la stra­grande mag­gio­ranza delle testate il numero di pagine viste da mobile ha un inci­denza deci­sa­mente ridotta rispetto a quella rile­vata in ter­mini di utenti unici. Chi visita da mobile fa meno pagine viste.

Con il cre­scente uti­lizzo di inter­net in mobi­lità, si tratta dell’ennesima evi­denza di come, a pre­scin­dere da tutte le altre pos­si­bili con­si­de­ra­zioni sul tema, le pagine viste NON deb­bano essere il para­me­tro prin­ci­pale di valu­ta­zione [e di resa eco­no­mica] per l’informazione online.

Ad per­pe­tuam rei memoria [*]

Su tempo di per­ma­nenza, pagine viste [e din­torni] da leg­gere: “From Rela­ted Sto­ries to Rela­ted Knowledge”

[*] A per­pe­tua memo­ria della cosa.

Pubblicato il 12 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Evoluzione del Consumo d’Informazione negli Ultimi 5 Anni

La ricerca di Ban­zai Media e Human High­way è giunta quest’anno alla sesta edi­zione. L’analisi si svolge dal 2009 ogni anno all’inizio dell’estate per seguire i cam­bia­menti pro­dotti dalle nuove tec­no­lo­gie e dai nuovi stili di ricerca, con­sumo e par­te­ci­pa­zione dei con­te­nuti d’informazione.

Le tre diret­trici evo­lu­tive sono individuate:

[1] Nell’accesso mobile ai contenuti,

[2] Nella pro­gres­siva dif­fe­ren­zia­zione tra pro­dotti edi­to­riali a paga­mento e pro­dotti gratuiti,

[3] Nella rela­zione sem­pre più stretta tra i siti d’informazione e i Social Networks.

Le prin­ci­pali evi­denze rac­colte dall’indagine su 2.031 casi vali­dati e, per quanto riguarda i dati sulla con­di­vi­sione sociale delle noti­zie, rica­vati da UAC Meter, sono le seguenti.

Il peso dei mezzi tra­di­zio­nali [Radio e TV] come prima fonte d’informazione in caso di neces­sità scende in modo costante nei cin­que anni della rile­va­zione. I siti di news non decollano,anzi arre­trano un po’, men­tre è evi­dente il trend cre­scente dei social, in par­ti­co­lare Face­book, e dei motori di ricerca. In par­ti­co­lare l’impatto di Face­book come fonte di prima infor­ma­zione sale dal 5% del 2011 al 14% del 2014.

L’87% di coloro che citano almeno una App di News spon­ta­nea­mente ne fa un uso almeno set­ti­ma­nale ma non uti­lizza alcun tipo di accesso a siti Web o App d’informazione online a paga­mento. Il restante 13% dichiara di uti­liz­zarne almeno uno; si tratta di circa 1 milione e 150 mila indi­vi­dui che sot­to­scrive una qual­che forma di abbo­na­mento digitale.

Linea Evolutiva Giornali

L’andamento del numero di con­di­vi­sioni degli arti­coli rile­vati su qua­ranta testate d’informazione di attua­lità mostra un trend di cre­scita costante e soste­nuto: negli ultimi 38 mesi il numero di con­di­vi­sioni degli arti­coli sui tre social net­work è aumen­tato del 400%, pas­sando dalle 100mila medie di fine 2011 alle 500mila medie della pri­ma­vera 2014.

Il numero medio di con­di­vi­sioni per arti­colo — ampli­fy­ing power —  mostra un trend in cre­scita del 200% negli ultimi 38 mesi. L’amplifying power cre­sce meno del numero di con­di­vi­sioni per­ché nello stesso periodo è aumen­tato [più o meno rad­dop­piato] il numero di arti­coli pro­dotti dalle testate sotto osser­va­zione. La media della pri­ma­vera 2014 è di 232 con­di­vi­sioni per sin­golo arti­colo pub­bli­cato: il dato varia molto da testata e testata e ovvia­mente dipende in modo signi­fi­ca­tivo dal tema trattato.

Social Sharing e Traffico News

Ogni con­di­vi­sione vale 4,4 visite social-driven: la con­di­vi­sione genera un numero mag­giore di occa­sioni d’incontro tra i let­tori e il con­te­nuto della testata. Chi con­di­vide sti­mola la let­tura e, tal­volta, genera la visita di fol­lo­wer, amici e fan sulle pagine del sito Web della testata.

I siti d’informazione sono quindi defi­ni­ti­va­mente plug­gati nei social. Dai social, fon­da­men­tal­mente Face­book, dipende una quota con­si­stente del loro traf­fico Web, sul quale si basano i ricavi pub­bli­ci­tari. La dit­ta­tura dell’audience ha dise­gnato pro­dotti edi­to­riali in cui lo stile e l’agenda sono influen­zati dalla ricerca della mas­si­miz­za­zione dei volumi di con­sumo. La dina­mica della con­di­vi­sione sociale spinge ulte­rior­mente in que­sta dire­zione. Molti pro­dotti Web e gra­tuiti dei quo­ti­diani car­ta­cei e dei nuovi edi­tori pure digi­tal si sono tra­sfor­mati in tabloid d’intrattenimento.

Di seguito la pre­sen­ta­zione com­pleta dei risul­tati della ricerca

Pubblicato il 9 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

I Dati sull’Utilizzo di Applicazioni per le News In Italia

Audi­web ha rila­sciato i primi dati sull’audience da mobile. Data­Me­dia­Hub è entrata in pos­sesso anche dei dati di det­ta­glio rela­tivi ai top 500 app a marzo di quest’anno. Abbiamo estra­po­lato i dati rela­tivi alle app di news.

La rile­va­zione è basata su panel “mete­riz­zato” di smart­phone & tablet con sistemi ope­ra­tivi iOS e Android. La clas­si­fi­ca­zione di siti e app basata sulla strut­tura Mar­ket­View già in uso per il PC.

Come mostra il gra­fico rela­tivo agli utenti unici nel giorno medio men­sili [dati per ‘000] sotto ripor­tato, la prima appli­ca­zione per numero di utenti NON è una testata gior­na­li­stica bensì un aggre­ga­tore, per la pre­ci­sione pro­ba­bil­mente il miglior aggre­ga­tore di noti­zie in cir­co­la­zione attualmente.

È l’ennesima con­ferma, se neces­sa­rio, che il gior­nale, inteso come entità nella sua inte­rezza è in via di estin­zione. I sin­goli con­te­nuti, via social e search, hanno sem­pre mag­gior pre­do­mi­nanza su quello che fino ad oggi [ieri?] abbiamo inteso come fonte d’informazione.

 

I cin­que motivi del suc­cesso di Fli­p­board sono così sintetizzabili:

1) Man­te­ni­mento del fascino delle rivi­ste e dei gior­nali nell’ espe­rienza di lettura:

Con titoli chiari, intui­tivi, cate­go­riz­za­zione e dimen­sioni imma­gini per­fet­ta­mente accop­piate, Fli­p­board ha unito il meglio della stampa e mondi digi­tali. L’uso intel­li­gente di redat­tori e algo­ritmi per inca­na­lare i con­te­nuti in base alle pre­fe­renze dell’utente e la pre­sen­ta­zione come rivi­sta dà all’utente un mag­gior con­trollo sugli argo­menti e l’intera espe­rienza è simile alla let­tura di un gior­nale stampato.

2) Flussi gesti­bili dei contenuti:

Nel suo cuore, Fli­p­board è un aggre­ga­tore di noti­zie. Noti­zie, foto, video, arti­coli, blog, link — da tutta una varietà di reti sociali come Face­book, Twit­ter, Lin­ke­dIn e pub­bli­ca­zioni online. E que­sto non è un com­pito facile da rea­liz­zare, con­si­de­rando l’enorme quan­tità di que­sti con­te­nuti. Ma attra­verso carat­te­ri­sti­che come sto­rie di coper­tina, titoli chiari, con­te­nuti per­so­na­liz­zati, cura­tion, facile con­di­vi­sione sociale e ricerca intui­tiva, Fli­p­board rie­sce pro­porre dei con­te­nuti in flussi gestibili.

3) Il richiamo di nuovi contenuti:

Fli­p­board è un mash up di con­te­nuti da social net­work, blog, rivi­ste, gior­nali e altre fonti curata esclu­si­va­mente in base agli inte­ressi degli utenti, offre sem­pre il fascino di con­te­nuti fre­schi, aggior­nati. Con la recente acqui­si­zione di Zite da CNN, Fli­p­board ha il van­tag­gio aggiunto di un potente motore di rac­co­man­da­zione per attrarre e man­te­nere gli utenti con con­te­nuti su misura su base giornaliera.

4) L’esperienza utente:

Con un’interfaccia utente che è stata l’invidia di molti pro­dut­tori di app, Fli­p­board è stato un cla­mo­roso suc­cesso su que­sto fronte. Bro­w­sing, la ricerca, la per­so­na­liz­za­zione, la sot­to­scri­zione di rivi­ste — ogni azione ese­guita sul app è una lezione di user experience.

5) Coin­vol­gi­mento degli utenti:

Se dicono che il suc­cesso di un app sta nel come molti utenti tor­nano ad essa, nell’effettivo uti­lizzo, Fli­p­board è modello di esem­pio come dimo­strano, anche i dati sull’Italia.

Di seguito il det­ta­glio delle app com­prese nelle top 500 [le testate non elen­cate sono al di sotto del ran­king di Audi­web dun­que] con tutti i para­me­tri forniti.

Pubblicato il 21 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Modelli Fallimentari

Già qual­che giorno fa avevo avuto modo di rimar­care come copie ed edi­cole digi­tali NON sal­ve­ranno i conti degli edi­tori italiani.

Arri­vano ora nello stesso giorno i dati dell’Osservatorio eCom­merce B2c Netcomm–Politecnico di Milano e il Rap­porto e-commerce in Ita­lia 2014 di Casa­leg­gio Associati.

Secondo i dati dell’Osservatorio il com­parto dell’editoria nell’ e-commerce B2C pesa sola­mente il 3% del totale. Quota che resta sta­bile dal 2010 ad oggi e per la quale non sono pre­vi­ste varia­zioni per l’anno in corso a testi­mo­nianza dello scarso appeal del segmento.

comparti-e-commerce

Inci­denza che secondo il rap­porto di Casa­leg­gio Asso­ciati scende addi­rit­tura all’1.9%.

Quale che sia il caso, risulta evi­dente come il modello di ven­dere nel digi­tale uti­liz­zando lo stesso approc­cio del car­ta­ceo risulta fal­li­men­tare tanto per i quo­ti­diani quanto per men­sili e set­ti­ma­nali.

Scri­veva Saul Alin­sky, esperto di orga­niz­za­zione, che “Cam­bia­mento signi­fica movi­mento. Movi­mento signi­fica fri­zione. Il movi­mento o il cam­bia­mento senza fri­zioni o con­flitti appar­tiene sola­mente al vuoto rap­pre­sen­tato da un mondo astratto che non esi­ste”. Ecco!

e commerce casaleggio

Pubblicato il 19 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Home Page delle mie Brame

A seguito della dif­fu­sione del docu­mento interno del «The New York Times» buona parte del dibat­tito si è con­cen­trato sulla morte della home page. Il gra­fico sot­to­stante, con la giu­sta dose di sapiente iro­nia, ne sin­te­tizza i risultati.

dead_homepage

Avevo già effet­tuato un’ela­bo­ra­zione dei dati Audi­web del marzo 2013 per veri­fi­care il valore, il peso, dell’home page dei quo­ti­diani ita­liani, mi è sem­brato dun­que inte­res­sante aggior­narla con i dati ad un anno di distanza, a marzo 2014 [ultimi dati disponibili].

Rispetto ad allora si assi­ste ad un calo gene­ra­liz­zato dell’incidenza dell’home page sul totale degli utenti unici per tutti i prin­ci­pali quo­ti­diani, con Corriere.it che passa dal 64 al 58%, Repubblica.it dal 61 al 54% e Il Fatto dal 71 al 57%; per citarne alcuni.

Tra le prin­ci­pali testate di cui è dispo­ni­bile il dato di det­ta­glio al top Ansa con un peso del 77% e fana­lino di coda, anche per l’effetto del peso dell’aggregazione di altri siti, Il Post con solo i 4%.

Ovvia­mente in ter­mini di pagine viste, quelle che creano red­dito, ricavi, l’incidenza è ancora inferiore.

La prima colonna indica il peso in ter­mini di utenti unici, men­tre la seconda l’incidenza in ter­mini di pagine viste per cia­scuna testata.

Dati Audi­web Marzo 2014 — Ela­bo­ra­zione DataMediaHub

Audiweb Home Page

Il valore dell’home page sta nella fedeltà del let­tore che vi accede, con­tra­ria­mente alla mag­gio­ranza di coloro che invece arri­vano, più o meno casual­mente, da motori di ricerca e social.

Ma, anche, l’elaborazione sopra ripor­tata dimo­stra come siano sem­pre più i sin­goli arti­coli, in fun­zione delle ricer­che e delle con­di­vi­sioni sui social net­work, e non la home page, il primo punto di accesso. L’ approc­cio  di Reu­ters al riguardo è emble­ma­tico in tal senso.

E’ neces­sa­rio ripen­sare l’home page dei quo­ti­diani online e, soprat­tutto, ride­fi­nire i cri­teri di valo­riz­za­zione dei con­te­nuti che dav­vero non pos­sono essere approc­ciati secondo la stessa con­ce­zione del cartaceo.

La con­ce­zione di pro­dotto, che par­tiva cul­tu­ral­mente dalla prima pagina del gior­nale car­ta­ceo, par­rebbe dun­que per­dere sem­pre più valore. Inol­tre, nella mia inter­pre­ta­zione, que­sto aspetto sug­ge­ri­sce come possa essere di gran lunga più inte­res­sante valo­riz­zare, ven­dere, il sin­golo arti­colo invece che il quo­ti­diano nella sua inte­grità basan­dosi ancora una volta sull’esperienza del cartaceo.

Se vole­ste effet­tuare delle spe­ri­men­ta­zioni su que­sto ver­sante con Eta­lia [*] siamo a dispo­si­zione in tal senso.

Etalia Header

[*] Disclai­mer: Il sot­to­scritto opera come con­su­lente per Eta­lia in qua­lità di digi­tal mar­ke­ting manager.

Pubblicato il 15 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Total Audience & Mobile Only

Con­ti­nuiamo ad appro­fon­dire il feno­meno dell’utilizzo totale della Rete e di quello da mobile, sia com­ples­si­va­mente che per quanto riguarda in maniera spe­ci­fica i quo­ti­diani online. Dopo i dati da oltreo­ceano pub­bli­cati ieri è adesso, final­mente, la volta dell’Italia.

La ghiotta occa­sione viene dai dati pub­bli­cati ieri da Human High­way, società di ana­lisi ed inda­gini online con la quale  Data­Me­dia­Hub col­la­bora da tempo.

Human High­way ha rea­liz­zato in Aprile una ricerca su un cam­pione di 800 indi­vi­dui rap­pre­sen­ta­tivi dell’utenza Inter­net nel giorno medio per alcuni dei ser­vizi online più popolari. 

Sono state ana­liz­zate le moda­lità di frui­zione di 10 aree d’interesse e appli­ca­zioni online, dal meteo ai ser­vizi finan­ziari, pas­sando per Face­book e quo­ti­diani online. In molti casi, rispetto alle stime di Audi­web, che come noto allo stato attuale misura solo chi si con­nette da PC, è neces­sa­rio aggiun­gere una quota com­presa tra il 15% e il 35% di mobile only.

Se si esclude Insta­gram dove per la sua stessa natura il mobile only arriva a pesare oltre l’80%, la quota mag­giore va ai ser­vizi meteo, con il 43% di mobile only, a Goo­gle maps, con il 35% ed a Twit­ter, anch’esso intorno al 35%.

Inte­res­santi anche le quote di over­lap, la per­cen­tuale di coloro che frui­scono del mede­simo ser­vi­zio online sia da pc che in mobi­lità. In que­sto caso regna sovrano Face­book con oltre il 44% delle per­sone che lo uti­lizza sia da desk­top che da mobile.

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente i quo­ti­diani online sono quelli che hanno la minor quota di per­sone che ne frui­scono esclu­si­va­mente in mobi­lità, atte­stan­dosi media­mente al 18.3% del totale, con­fer­mando la rela­tiva “immo­bi­lità” che emer­geva dai dati pub­bli­cati ieri rela­ti­va­mente agli USA. La causa è pro­ba­bil­mente da ricer­carsi nella com­bi­na­zione di inter­facce media­mente delu­denti ed il fatto che per alcuni dei prin­ci­pali quo­ti­diani la ver­sione mobile non è gra­tuita con­tra­ria­mente al sito web.

HH Quotidiani Online

Gli usi e costumi della Rete legati ai prin­ci­pali device sono pro­fon­da­mente diversi: l’ubiquità per lo Smart­phone [insieme ai limiti dell’interfaccia], il divano per il Tablet e la scri­va­nia per il PC. I luo­ghi di uti­lizzo influen­zano i biso­gni e l’atteggiamento e que­sti deter­mi­nano gli stili di con­sumo. Non con­si­de­rarlo in fase pro­get­tuale non può che por­tare ad una cat­tiva user expe­rience e rela­tive conseguenze.

Di seguito, estratti dalla ricerca, i gra­fici di sin­tesi di quanto emerge rela­ti­va­mente ad alcuni dei prin­ci­pali social nel nostro Paese.

HH Twitter

HH Facebook

HH YouTube

Pubblicato il 9 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Copie ed Edicole Digitali

Siamo ormai a mag­gio e di “edi­cola ita­liana”, il pro­getto multi-editore di cui si parla da quasi due anni per la ven­dita di copie digi­tali il cui lan­cio era stato annun­ciato per la pri­ma­vera di quest’anno, non si hanno notizie.

Nel frat­tempo Goo­gle ha lan­ciato la sua edi­cola. Ini­zia­tiva alla quale una buona parte degli edi­tori che danno vita ad “edi­cola ita­liana” hanno ade­rito pron­ta­mente, forse anche per­chè, da indi­scre­zioni rac­colte dal sot­to­scritto, si voci­fera che invece Apple abbia inten­zione di chiu­dere, o comun­que rive­dere pesan­te­mente, que­sta sezione all’interno del suo store poi­chè non redditizia.

Se si esclude «Il Sole24Ore» la curva dell’andamento delle ven­dite di copie digi­tali è piatta. Le ven­dite non cre­scono se non in maniera asso­lu­ta­mente mar­gi­nale ed a prezzi da saldo che ben poco aggiun­gono ai ricavi.

Arri­vano ora due dati da eMar­ke­ter a com­ple­tare il qua­dro della situazione.

Il primo mostra come il nostro Paese sia, ancora una volta, fana­lino di coda nel mobile com­merce in Europa.

Smartphone mobile commerce

Il secondo è rela­tivo alla pene­tra­zione attuale dei tablet ed alle pro­ie­zioni di svi­luppo. Anche in que­sto caso l’Italia è al fondo ed il tasso di cre­scita non appare gran cosa.

Copie ed edi­cole digi­tali NON sal­ve­ranno i conti degli edi­tori italiani.

Tablet Penetration

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