DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di Amazon.

Amazon ha annunciato ieri i risultati economico-finanziari per il quarto trimestre 2021. Amazon registra ricavi in aumento del 9% su base annua a $ 137,4 miliardi. L’utile netto in aumento del 98% a $ 14,3 miliardi.

Gli altri ricavi, che, come segnala Amazon stessa nelle note ai dati del bilancio trimestrale, sono costituiti prevalentemente dalla raccolta pubblicitaria, raggiungono circa 9,7 miliardi di dollari. In crescita dell’22% rispetto al pari periodo dell’anno precedente. Ben al di sopra del tasso di crescita complessiva di Amazon. Con un peso che arriva al 7%% del totale ricavi nel trimestre, in crescita rispetto al passato.

Google ha registrato entrate pubblicitarie nel quarto trimestre di $ 61,2 miliardi, mentre Facebook ha registrato ricavi pubblicitari di $ 32,6 miliardi nel periodo. Molto meno distanti i valori di YouTube che ha avuto $ 8,6 miliardi di ricavi pubblicitari nel 4° trimestre del 2021, ma superiori nel totale anno con YouTube a $ 28,9 miliardi e Amazon invece a $ 31,2 miliardi. In crescita del 32% su base annua. Negli USA Amazon è la terza impresa, dietro a Google e Facebook, per investimenti pubblicitari online.

Il fatto di pagare solo per i click, ma non per le visualizzazioni, come Google, ma non come Facebook, dove invece, come sappiamo, è possibile condurre campagne tese a visualizzare un determinato messaggio, costituisce un sicuro vantaggio competitivo, come del resto rimarca Amazon stesso.

Soprattutto è la possibilità di avere messaggi promozionali all’interno della stessa piattaforma nel quale si vendono i propri prodotti che non poteva che essere di grande appeal per le imprese. Ed è recente l’annuncio di Amazon di otto soluzioni pubblicitarie e di misurazione che «aiutano i brand a creare connessioni autentiche con i clienti e far crescere le loro attività».

Insomma, è chiaro che il “terzo incomodo” nel duopolio Google – Facebook [aka Meta], che controlla buona parte del mercato pubblicitario online, è Amazon. E lo sarà sempre di più.

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