Le Vendite di Quotidiani nei Primi 10 Mesi del 2021

Accertamenti Diffusione Stampa [ADS] ha rilasciato i dati relativi alle vendite dei quotidiani a ottobre di quest’anno. Come d’abitudine abbiamo elaborato i dati dei principali quotidiani nazionali e pluriregionali analizzando le vendite individuali da gennaio a ottobre.

Per totale vendite individuali pagate dall’acquirente, si intende il totale risultante dalla sommatoria delle vendite individuali cartacee, degli abbonamenti individuali cartacei pagati e delle vendite copie digitali individuali, che sono comprensive anche delle vendite di copie digitali ad un prezzo inferiore al 30% della corrispondente versione cartacea. Dunque, tali copie individuali sono quelle pagate direttamente dal singolo acquirente. Sono escluse vendite e abbonamenti multipli, sia del cartaceo che delle copie digitali, che spesso sono frutto di fantasiose operazioni di marketing, diciamo.

Resta leader il Corriere della Sera seguito da Repubblica. Per quanto riguarda il totale vendite individuali, a ottobre, il quotidiano di Via Solferino perde più di quello diretto da Molinari. Rispetto a gennaio di quest’anno però il gap di vendite tra i due giornali aumenta in favore del Corsera. Al contrario, per quanto riguarda le sole copie vendute in edicola, Repubblica riduce la distanza erodendo poco meno di cinquemila copie nel giorno medio a ottobre rispetto a gennaio.

Cambia il panorama invece per quanto riguarda le vendite di copie digitali vendute ad un prezzo almeno pari al 30% della corrispondente versione cartacea. In questo caso la leadership è di Repubblica. Si riduce però rispetto ai mesi precedenti la differenza tra i due quotidiani a causa della flessione di vendite del quotidiano fondato da Scalfari a partire da questa estate, mentre il Corsera cresce, poco ma stabilmente di mese in mese.

Quindi la crescita di differenza di copie tra i due è dovuta in minima parte alle vendite in edicola mentre è prevalentemente generata dalla vendita di copie digitali ad un prezzo inferiore ad almeno il 30% di quello dell’edizione cartacea. Per la precisione, a ottobre, il Corriere ha venduto 43.037 copie digitali a meno del 30% e 35.062 a più del 30%. Una strategia di forte promozionalità che vedremo quali frutti darà nel medio periodo.

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Se questa è la situazione per le due principali testate per vendite complessive, non mancano i motivi d’interesse anche per le restanti testate prese in considerazione.

Su 16 quotidiani esaminati solamente cinque vendono crescere il totale delle vendite individuali rispetto a settembre. Il miglior andamento, dopo mesi di calo costante, è per ItaliaOggi, che però resta al di sotto di qualche centinaio di copie rispetto all’inizio dell’anno.

L’altro quotidiano che vede una crescita significativa è La Verità. Il quotidiano diretto da Belpietro, il cui nome è un ossimoro rispetto alla propria linea editoriale, e che ha fatto della battaglia no vax/no green pass la propria bandiera, cresce sia rispetto al mese precedente che in confronto all’inizio dell’anno. Sia per quanto riguarda il totale delle vendite individuali che per le copie vendute in edicola.

Maurizio Belpietro respinge la tesi che via sia un legame tra orientamento verso i vaccini e andamento delle vendite, affermando che «Qualche mattacchione sostiene che, per un pugno di copie in più noi della Verità saremmo diventati no vax. In realtà, noi siamo no paz, nel senso che non ci facciamo contagiare dalla follia isterica che spinge tante persone a bersi qualsiasi frottola».  Di fatto “gli studi” citati dal suo quotidiano non trovano fondamento, e le vendite, e le condivisioni sui social crescono.

La nomina di Minzolini a direttore de Il Giornale porta il quotidiano al di sotto delle 50mila copie per la prima volta dall’inizio del 2021. Dopo due anni di “solidarietà” i giornalisti del quotidiano di famiglia potrebbero dover ingoiare un altro boccone amaro. Ma a rimetterci potrebbe essere l’editore che rischia di veder frustrate le proprie ambizioni personali.

La tabella sottostante fornisce il dettaglio del trend di vendite di tutti i giornali presi in esame, sia per il totale vendite individuali che per le sole vendite in edicola, che resta il principale canale di vendita, per ciascuna delle testate prese in considerazione.

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Per quanto riguarda invece le copie digitali complessivamente emergono tre fenomeni:

  • In molti casi le copie vendute a prezzi stracciati, al di sotto di almeno il 30% del prezzo della versione tradizionale di carta, sono superiori a quelle vendute invece ad un  prezzo pari o superiore al 30% del quotidiano di carta. È il caso del Corriere della Sera piuttosto che del Sole24Ore, ma anche di altre testate;
  • Le vendite di copie digitali restano comunque marginali rispetto alle vendite in edicola nonostante queste siano costantemente in calo mese dopo mese. Del resto stando al rapporto di PWC, “Entertainment & Media Outlook in Italy 2021-2025”, nel 2020 fatto 100 i ricavi diffusionali dei quotidiani italiani quelli derivanti dalla vendita del prodotto cartaceo pesano ancora oggi l’87.9% del totale, e PWC prevede che la situazione cambi di poco o nulla da qui al 2025;
  • Di 56 quotidiani rilevati da ADS solamente 5 attualmente hanno vendite di copie digitali superiori alle 10mila unità nel giorno medio del mese.

Solamente cinque testate vendono più di 10mila copie digitali nel giorno medio. Di queste quattro hanno vendite calanti. L’unica ad avere un andamento positivo è La Stampa, che pur avendo un leggero calo rispetto al mese precedente, a ottobre cresce del 21.1% rispetto a gennaio.

Anche in questo caso, l’infografica sottostante fornisce il dettaglio del trend di vendite di tutti i giornali presi in esame, [di]mostrando come le ambizioni di recuperare ricavi grazie agli abbonamenti alle versione digitale dei quotidiani restino ancora ben lontane dal diventare realtà.

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