Dati ADS Ancora Meno Trasparenti

Come era stato preannunciato all’inizio di marzo, Accertamenti Diffusione Stampa [ADS], in concomitanza con il rilascio dei dati relativi a gennaio 2021, ha comunicato le nuove rappresentazioni dei propri dati.

È stato definito un unico regolamento ADS per la certificazione delle copie cartacee e delle copie digitali, in linea con la nuova rappresentazione dei dati. La nuova rappresentazione segna infatti il superamento della separazione tra copie cartacee e copie digitali: le due tipologie vengono affiancate, in linea con le abitudini e i comportamenti attuali. Il totale vendite individuali rappresenta:  vendite individuali cartacee [vendite in edicola e porta a porta], gli abbonamenti individuali cartacei e le vendite copie digitali individuali.

Ci sono due aspetti nella nuova rappresentazione dei dati ADS che non sono per niente trascurabili. Il primo è che i dati sono molto più frammentati rispetto a prima, e naturalmente diventa più diffcile effettuare confronti rispetto al pari periodo dell’anno precedente a parità di perimetro.

Soprattutto, rispetto alla precedente rappresentazione dei dati sono scomparsi i dati dei resi che non vengono più diffusi. Al riguardo sono due i problemi che questo crea. Da una lato non è più possibile indagare e comprendere la gravità della disefficienza della filiera editoriale tradizionale. Dall’altro lato, mentre FIEG spinge per mantenere l’aumento della percentuale di forfettizzazione della resa a fini IVA, che nel 2020 era stata portata dall’80 al 95%, guarda caso, diciamo, questi dati spariscono.

Dunque, a prescindere dal fatto che gli editori di quotidiani ottengano o meno il mantenimento di quelle che erano misure straordinarie per il 2020, e che erano peraltro misure sbagliate poichè nella pratica incentivano ulteriormente la disefficienza della filiera editoriale, invece di perseguire con urgenza il suo efficentamento e la sua modernizzazione, attraverso l’informatizzazione, come abbiamo detto a più riprese, se l’aumento dall’80 al 95% aveva un costo di 13 milioni di euro, significa che il costo complessivo è di svariate decine di milioni di euro.

Ora senza i dati di ADS chi fornirà e certificherà i dati sulle rese? Se a questo agggiungiamo che, guarda caso, diciamo, FIEG è uno dei soci di ADS il cerchio si chiude e appare tutto sufficientemente chiaro rispetto al perchè tali dati non compaiano più. Del resto le leggi esistenti su informatizzazione delle edicole e tracciabilità delle vendite non sono mai state implementate pur essendo obbligatorie, dopo mile e mille rinvii, dal gennaio 2017. Non sorprende dunque l’ennesimo passo contro la necessaria trasparenza di questo settore.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio dei dati di vendita, secondo la nuova definizione, di tutti e 58 i quotidiani aderenti a ADS nel giorno medio a gennaio 2021. Nel valutarli, oltre a considerare che le vendite in edicola continuano a pesare quasi l’82% del totale, è opportuno tenere presente che l’ultimo dato disponibile, del dicembre 2020, dava vendite dei quotidiani cartacei nel giorno medio di 1.780.071 copie e resi per 1.157.870. In pratica ogni tre copie vendute due vengono rese. Speriamo che questo renda ancora più chiaro perchè si ha interesse concreto a nascondere i dati in questione.

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