DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare delle piattaforme di streaming audio e video.

Abbiamo raccolto i dati dai bilanci aziendali dei principali player nello streaming audio e/o video a fine 2020. Delle prime dieci per numero di abbonati sei sono piattaforme di streaming video e quattro di streaming audio.

Tra le piattaforme di streaming video è leader assoluto Netflix a poco meno di 204 milioni di abbonati. Ben distante dal secondo, Amazon Prime Video, a 150 milioni. Netflix, nella sostanza, è il secondo gruppo televisivo più grande d’Europa con una quota di mercato del 6.1% per fatturato, secondo solo a Comcast, che possiede Sky, e ha una quota di mercato del 12%.

La prima piattaforma di streaming audio è invece Spotify con 144 milioni di abbonati. Anche in questo caso la distanza dal secondo, Apple Music a 68 milioni di abbonati, è abbissale. Al riguardo ieri sono trapelate indiscrezioni secondo le quali  l’UE è pronta a sporgere denuncia antitrust contro Apple sulle regole dell’App Store per i servizi di streaming musicale concorrenti, a seguito di una denuncia di Spotify. Mossa che ha attivato le autorità antitrust britanniche, che a loro volta affermano che intendono indagare sull’App Store di Apple per verificare se stia abusando del proprio potere di mercato per limitare la concorrenza

iQiYi, chiamato originariamente QiYi, è una piattaforma di condivisione video in linea di proprietà di Baidu. La piattaforma è diffusa in Cina e nei territori di Macao, Hong Kong e Taiwan. A fine 2020 aveva 119 milioni di abbonati.

Disney +, uno degli ultimi ad entrare nel mercato, ha gia raggiunto circa 95 milioni di abbonati. Parlando, all’inzio di questa settimana, alla Morgan Stanley Technology, Media and Telecommunications Conference, Bob Chapek, chief executive della Walt Disney Company, ha detto che «oltre il 50% del nostro mercato globale [abbonati] non ha figli», aggiungendo «Quando il 50% degli [abbonati a] Disney Plus non ha ragazzi, ora abbiamo davvero l’opportunità di pensare in modo molto più ampio alla natura dei nostri contenuti».

Eros Now è un abbonamento indiano basato sulla piattaforma multimediale e di intrattenimento video on-demand, lanciato nel 2012. È di proprietà e controllato da Eros Digital, la divisione indiana di gestione dei media digitali della multinazionale americana dei media ErosSTX. A fine 2020 contava poco più di 36 milioni di abbonati. Più di YouTube Premium a 30 milioni.

DAZN, da metà 2015, è disponibile in 30 Paesi tra cui Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Italia, Canada, Stati Uniti d’America, Spagna, Brasile e Albania. Alla fine dell’anno scorso contava 8 milioni di abbonati. Numeri non esattamente stellari, diciamo.

Chiude la classifica Pandora, piattaforma di streaming audio presente anche in Italia dal 2017, con 6.3 milioni di abbonati. Meno del NYTimes, ma più degli abbonati a qualsiasi altro quotidiano al mondo che non sia, appunto, la “signora in grigio”.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio dei dati degli abbonati a livello globale delle 25 piattaforme prese in considerazione, della quali 7 sono audio e le rimanenti video, ad esclusione di YouTube Premium che è sia audio che video.

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