Il Silenzio dell’Incosciente Guzzini

Come certamente saprete il presidente di Confindustria Macerata e dell’omonima impresa che produce e commercializza oggetti di design  per la casa e, soprattutto, apparecchi di illuminazione per interni e per esterni, Domenico Guzzini, parlando di Covid durante un evento on line dedicato alla moda, ieri ha dichiarato che «Le persone sono un po’ stanchi e vorrebbero venirne fuori, anche se qualcuno morirà, pazienza». Commettendo anche uno strafalcione [stanchi # stanche], tra le altre cose. Anche se naturalmente questo è il meno.

Il video con l’intervento del presidente Domenico Guzzini è stato rimosso dai canali social e Youtube e dunque ve lo riproponiamo, anche se è ampiamente disponibile in Rete.

 

Al di là del giudizio morale di ciascuno di noi su tali dichiarazioni, e che queste in qualche modo riflettono il sentimento di una quota non trascurabile di imprenditori e commercianti, la vicenda ha diversi aspetti d’interesse sotto il profilo della gestione dei social e della comunicazione di crisi.

Scomposta, ad essere generosi, la reazione di Confindustria Macerata che ha deciso di chiudere la propria pagina Facebook, che ora appare “non disponibile”.

La provincia di Macerata sul proprio territorio ha importantissime realtà sia per quanto riguarda il calzaturiero che “bianco” e mobili. L’associazione di industriali dovrebbe supportare le imprese del territorio anche sotto il profilo della comunicazione.

Infatti che sul sito si legge che « L’ufficio [della comunicazione], che opera in diretta collaborazione con il Presidente, gli Organi Direttivi ed il Direttore, si occupa dei seguenti servizi: Coordinamento e comunicazione istituzionale di Confindustria Macerata, Relazioni esterne, Ufficio stampa», e viene messo a disposizione degli associati un check up aiuta ad analizzare gli aspetti negativi e positivi che determinano il proprio processo di comunicazione aziendale.

Che tale associazione arrivi talmente impreparata ad una crisi di questo genere tanto da saper solamente chiudere chiudere la propria fanpage, rimuovere il video dal proprio canale YouTube, e rimanere in assoluto silenzio su Twitter, fornisce già dei primi elementi di valutazione del pressapochismo imperante.

Il fatto che Confindustria Macerata abbia deciso di aprire una procedura nei confronti del presidente dell’associazione di Macerata Domenico Guzzini, possibile preludio a possibili sanzioni o a un passo indietro da parte dello stesso Guzzini, è solo il tentativo di mettere una pezza al buco ma non cambia nella sostanza la manifesta impreparazione a gestire la crisi di comunicazione che si è creata.

Dalla nostra analisi emerge che le citazioni online sono state relativamente poche, circa 6 mila, convolgendo direttamente [like + commenti + condivisioni] oltre 42 mila persone. Elevatissima però l’amplificazione mediatica, e infatti, come mostra l’infografica sottostante, tali volumi hanno generato una portata potenziale, o meglio un numero di “opportunity to be seen”, di più di 13.6 miliardi di impression, che stimiamo ragionevolmente essere pari a 684 milioni di impression effettive, al lordo delle duplicazioni.

Un numero di visualizzazioni enorme creato dal fatto che le dichiarazioni di Guzzini sono state riprese praticamente da tutte le testate d’informazione del nostro Paese. E difatti i cinque “top post” per engagement sono tutti di quotidiani on line. Post che, come si può vedere, sono stati a loro volta ampiamente condivisi su Twitter e su Facebook.

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Insomma, un  bel guaio sia per l’associazione industriale che per Guzzini, e il gruppo di imprese che portano il suo nome. Se sulla reazione inadeguata di Confindustria Macerta abbiamo già fornito gli elementi di base di valutazione, naturalmente è altrettanto interessante vedere quella di Domenico Guzzini e della sua impresa.

Ieri sulla pagina Facebook di Guzzini non è stato pubblicato alcun contenuto. Nessuno a livello aziendale ha ritenuto di dover pubblicare alcunchè sulla vicenda che vede coinvolto il proprio presidente e che, come abbiamo visto dai dati sopra riportati, ha generato quello quello che in gergo viene definito uno “shit storm”, una catastrofe per le pubbliche relazioni in Rete, che potrebbe avere serie ripercussioni sulla reputazione aziendale.

L’ultimo post su Facebook risale al giorno precedente, al 14 dicembre. Il post, un video di una tazza di design, è pieno di commenti negativi da parte delle persone. Commenti che tra le altre cose chiedono a gran voce, almeno, le scuse da parte dell’azienda, e ai quali non viene fornita alcuna risposta.

Anche su Twitter l’azienda ha mantenuto il silenzio più assoluto. E in questo caso l’ultimo tweet è del 9 dicembre scorso. Silenzio pure sul sito dell’impresa in questione. In contrasto con quello che è il codice etico che l’azienda si è data, o meglio si sarebbe data, viste le evidenza.

A parlare invece è colui che ha generato questo pandemonio che, dal suo account personale su Twitter, si scusa affermando che «Sinceramente chiedo scusa alle famiglie toccate dal dramma del COVID ed a tutti, per la frase che ho pronunciato ieri. Ho sbagliato nei contenuti e nei modi. Ho realizzato la gravità di quanto espresso e l’assoluta divergenza con ciò che provo. Il bene più importante è la salute». Scuse rispedite vigorosamente al mittente a giudicare dai commenti ottenuti, ai quali anche in  questo caso non viene fornita alcuna risposta.

Che dopo aver commesso un errore grossolano il presidente di un gruppo di industriali e di un’impresa di assoluta rilevanza nel nostro Paese improvvisi scusandosi, alla Fantozzi, senza che vi sia alcuna strategia di gestione della crisi di comunicazione è l’evidenza più lampante di un’arretratezza nel concepire e implementare un processo di crisis management.

Un fatto purtroppo non esclusivo di Guzzini, come dimostrano anche i diversi casi di studio che presentammo ad un workshop della Ferpi sul tema, ma che resta grave per un’azienda che fattura più di 200 milioni di euro, e che dunque dovrebbe avere le risorse economiche e manageriali per prevenire e, nell’eventualità, come in questo caso, gestire tali situazioni.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio dei top post per numero di interazioni, per engagement, su Facebook  – da fanpage, gruppi pubblici e profili verificati – relativi a Guzzini. Un  totale di oltre mille post che hanno generato complessivamente più di 114 mila interazioni, nel silenzio assordante di Guzzini, come abbiamo visto.

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Questa e le molte altre analisi prodotte sono, anche, delle “demo” della parte di social media listening/monitoring che potremmo fare per il vostro brand, la vostra organizzazione. Se d’interesse contattateci direttamente. Grazie. 

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