L’80% dell’Adv Online in Italia Va alle Piattaforme

AGCOM ha pubblicato i dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni 2/2020. Tra i vari elementi d’interesse spiccano i dati relativi ai ricavi dei diversi media e all’andamento della raccolta pubblicitaria.

Nel 1° semestre del 2020, complessivamente i ricavi generati dal lato dell’utente hanno superato quelli da pubblicità. Fenomeno generato più dal maggior calo della pubblicità che non dalla crescita dei ricavi dal lato dell’utente. Infatti, i ricavi pubblicitari calano del 15.8% rispetto al 1° semestre 2019, mentre quelli dal lato dell’utente calano “solamente” del 3.9%.

Tutti i mezzi tradizionali, come sappiamo, registrano un calo di ricavi, con solamente la pay TV che sostanzialmente tiene [-0.8% vs 2019]. La peggiore la radio al – 29.4%. Unica eccezione i ricavi delle piattaforme internet che invece segnano una crescita del 6.7%, mentre l’adv online non sulle piattaforme, quello di publisher e delle loro concessionarie, registra un calo del 15.8%.

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Grazie al sostanziale apporto degli investimenti pubblicitari sulle piattaforme online, l’adv su Internet sorpassa quello in televisione e pesa poco meno della metà del totale degli investimenti pubblcitari nel 1° semestre 2020.

Nel complesso la spesa pubblicitaria cala del 15.8%. Risultato generato dal calo degli investimenti sui media tradizionali, che perdono oltre un quarto [-26.6%], ed anche l’adv online non sulle piattaforme, quello di publisher e delle loro concessionarie, come abbiamo visto, perde il 15.8%.

Gli investimenti online sulle piattaforme invece, essendo l’unico media che vede un aumento degli investimenti pubblicitari, crescono in termini di peso e passano dal 77.38% di quota sul totale investimenti online nel 2019 al 82.30% nel 2020.

Sul totale della spesa pubblicitaria effettuata sui media presi in considerazione da AGCOM, l’incidenza degli investimenti sulle piattaforme online aumenta di quasi dieci punti percentuali passando dal 27.82 nel 1°semestre 2019 al  37.77% del 1° semestre 2020.

Dati che oltre a fornire una interessante fotografia di quale sia il livello di investimento sulle piattaforme online, che da sole ormai pesano poco meno degli investimenti sulla TV, di riflesso forniscono spunti di riflessione su quale sia il livello di influenza dei media tradizionali, dei publisher, che a Giugno avevano dato ampio risalto al “boicottaggio” da parte degli investori pubblicitari nei confronti di Facebook,  senza ottenere alcun risultato, come avevamo segnalato all’epoca, e come certificano anche i risultati nel 3° Trimestre di Google e Facebook.

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