Nell’Utilizzo di Internet la Tecnologia è Secondaria

Nell’ultimo periodo si è tornato a parlare insistentemente dell’infrastruttura tecnologica del nostro Paese. Due i motivi di fondo. Da un lato la questione della Rete unica e, dall’altro lato, il fatto che vi siano ampi riferimenti nelle slide con le linee guida del comitato interministeriale per gli affari europei sul “recovery plan” rispetto al completamento della Rete nazionale di comunicazione in fibra ottica, e più in generale delle infrastrutture e servizi digitali.

All’inizio di Settembre, nel documento prodotto per l’audizione del direttore del dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, Roberto Monducci, relativa proprio all’individuazione delle priorità di utilizzo dei fondi europei, si legge [da pagina 19] che «Il grado di “digitalizzazione” delle imprese viene generalmente misurato in termini di infrastrutturazione [accesso alla banda larga, numero di apparecchiature acquistate od utilizzate, ecc.]. Questo approccio, se da un lato misura correttamente alcuni fondamentali fattori abilitanti e una compiuta maturità digitale delle imprese, dall’altro rischia di non cogliere la complessità del fenomeno» [qui i dati a supporto].

Al riguardo arrivano ora i dati Eurostat che ha pubblicato in questi giorni l’Eurostat regional yearbook 2020, rapporto che fornisce un quadro dettagliato relativo a un’ampia gamma di temi nelle regioni degli Stati membri dell’UE.

Nel capitolo nove, sulla “digital society”, tra le molte informazioni d’interesse, si trovano anche i dati relativi all’utilizzo di Internet in Europa, con la spaccatura di questi non solo per nazione ma anche con la suddivisione su come cambi l’uso della Rete nei grandi agglomerati urbani, nelle citta e nei sobborghi, e nella aree rurali, come mostra l’infografica sotto riportata.

Se, some sappiamo, l’Italia si colloca nelle ultime posizioni per fruizione del Web, emerge altrettanto come la differenza nell’utilizzo di Internet da parte di chi vive nelle aree rurali, che sappiamo essere quelle che ancora oggi hanno una copertura relativamente scarsa a livello di infrastruttura della Rete, rispetto a chi risiede invece nei grandi agglomerati urbani e nelle città, sia complessivamente trascurabile.

Non a caso, stando agli ultimi dati ISTAT disponibili al riguardo, la maggior parte delle famiglie senza accesso a Internet da casa indica come principale motivo la mancanza di capacità di utilizzo della Rete [56.4%], e il 25.5% non considera Internet uno strumento utile e interessante. Dato quest’ultimo che è certamente correlato alla non capacità di utilizzo del Web. Per contro solamente l’1.9% delle famiglie afferma di non avere accesso ad Internet da casa per non disponibilità della banda larga nella zona di residenza.

Insomma, appare chiaro come esista un grave problema culturale che fa sì che un ampia porzione della popolazione del nostro Paese non utilizzi la Rete, mentre il problema tecnologico/infrastutturale è tutto sommato risibile.

Come abbiamo ribadito più volte, le problematiche da affrontare, una volta per tutte, sono in primis culturali, dunque organizzative, ed infine tecnologiche. La teconologia è un mezzo, non un fine. Dare priorità a queste ultime è miopia da tecnocrazia che non farà fare progressi in ambito digitale al nostro Paese.

utenti internet in Europa

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