Referendum & Social Listening

Da quando è stata annunciata la vittoria dei SI al referendum molti hanno espresso considerazioni su la differenza tra i social e “il Paese reale”. C’è chi lo ha espresso esattamente in questi termini, chi parla di bolla dei social, e chi ha dato i numeri, letteralmente, e chi, anche per interesse diretto, ha detto che «I social dicevano che vinceva il No. I sondaggi dicevano che vinceva il Sì. Ha vinto il Sì». E molto altro ancora del genere.

Insomma, stando al parere di molti l’ascolto e l’analisi dei social non rifletterebbe la realtà. E qualcuno addirittura si spinge ad affermare che «[…] il ruolo della comunicazione digitale nella propaganda elettorale è ampiamente sopravvalutato». E anche Riccardo Luna, su Repubblica, parla di «La prima sconfitta elettorale di Twitter».

È bene fare chiarezza sulla questione a partire da alcuni aspetti tecnici legati all’ascolto della Rete, e in particolare dei social.

Forse non tutti sanno che dopo lo “scandalo” di Cambridge Analytica, nel tempo, Facebook ha applicato una serie di restrizioni che fanno sì che tutte le principali piattaforme di monitoraggio dei social [parliamo di quelle a pagamento, professionali, non di tool gratuiti che lasciano il tempo che trovano] siano in grado di monitorare solamente quanto viene verbalizzato nelle fanpage del social più popoloso del pianeta, e dunque più rappresentativo della realtà.

Il risultato è che pur pescando da alcune delle piattaforme social, da blog, forum e news online, il peso quantitativo di Twitter, che invece resta maggiormente “aperto” rispetto a Facebook, sia preponderante. Questo, se non vi è un  buon analista ad analizzare e interpretare i dati, causa invitabilmente delle distorsioni poichè, in particolare in Italia, ma non solo, la piattaforma di microblogging non solo ha un numero di utenti attivi di gran lunga inferiori ma, soprattutto, venga usata intensamente da cluster della popolazione del nostro Paese che non sono rappresentativi della popolazione.

Un buon esempio tra i tanti possibili sono le analisi realizzate solo su Twitter sia per quanto riguarda, appunto, il voto al referendum, che per “la sfida” Ceccardi – Giani, poi vinta da quest’ultimo, come noto. Analisi che in entrambi i casi, basandosi solo sui dati di Twitter, si sono rivelate errate.

Per ovviare al problema, oltre allo strumento di ascolto della Rete del quale ci siamo dotati, da qualche mese incrociamo i risultati emergenti con quelli di CrowdTangle piattaforma di monitoraggio di Facebook e Instagram di proprietà di Facebook alla quale Facebook, ci ha dato accesso, riconoscendo DataMediaHub come ente di ricerca [GRAZIE!], e dunque accordandoci l’utilizzo.

CrowdTangle ha il grande vantaggio di andare a pescare molto in profondità nelle piattaforme social della “famiglia” Facebook. Oltre alle fanpage infatti è possibile analizzare anche i contenuti nei gruppi [pubblici] e quelli dei profili verificati, che spesso sono “influencer” e/o “opinion makers”. A questo si aggiungono una serie di altre opzioni che permettono di raffinare la ricerca, come abbiamo fatto di recente, ad esempio, proprio per quanto riguarda le elezioni che si sono tenute in questi giorni.

Ebbene, monitorando ” io voto si” e “io voto no”, limitando la ricerca al solo italiano, e includendo appunto profili verificati e gruppi pubblici oltre alle fanpage a noi è apparso chiaro che in realtà le speranze, e le pressioni, per il no sarebbero state deluse.

Infatti, come mostra l’infografica sotto riportata, sia il numero di post che quello delle interazioni favorevoli al si, su Facebook, nel periodo dal 01/08 al 21/09, sono state oltre il doppio rispetto a quelle per il no. E anche il post favorevole al si che in assoluto ha avuto il maggior numero di interazioni, e in particolare condivisioni,  ha generato circa il triplo di engagement, di quello della stessa natura favorevole al no. Insomma, i social rispecchiano assolutamente la realtà se ci si dota dei giusti strumenti per analizzarli.

Il social listening funziona, non ha problemi di sospensioni, come invece avviene per i sondaggi tradizionali ad Agosto, si effettua con relativa rapidità, permette di fare un film invece che solamente una fotografia se il monitoraggio sul tema d’interesse è permanente, è più efficace perchè le persone non sanno di essere sotto osservazione e dunque non modificano i loro comportamenti e le loro dichiarazioni, e costa anche meno delle ricerche tradizionali che invece hanno questo problema come dimostrano, per restare in tema, i tanti errori degli exit poll.

citazioni su facebook referendum riduzione parlamentari

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