I Quotidiani a Luglio Bene sulla Carta, Male Online e Copie Digitali

La scorsa settimana sono stati pubblicati sia i dati Audiweb sulla total digital audience nel mese di Luglio che i dati di Accertamenti Diffusione Stampa [ADS] relativi alle vendite dei quotidiani sempre nel mese di Luglio.

Prima di entrare nel merito riteniamo opportuno e utile specificare chei dati ADS che abbiamo elaborato sono relativi alla “pagata”, ovvero le vendite nei i canali previsti dalle disposizioni di legge, sostanzialmente le edicole, e gli abbonamenti a pagamento. E non, come è brutta consuetudine da parte di altri, i dati della diffusione. poiché come specifica ADS questi sono spuri.

Anche per quanto riguarda le copie digitali abbiamo elaborato i dati relativi alle copie dell’edizione digitale vendute ad un prezzo pari almeno al 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, e non quelli di sedicenti abbonamenti digitali, spesso venduti ad un euro al mese sui quali si fantasticano cifre tanto mirabolanti quanto inutili, oppure il totale delle copie digitali che includono le copie omaggiate, che in molti casi sono superiori a quelle vendute, come nel caso, ad esempio, di Avvenire che nel mese di Luglio ne ha vendute 2.382 e omaggiate 7.267. Tutto ciò doverosamente premesso, entriamo nel merito dei dati, partendo proprio dalle copie vendute.

Volano i quotidiani sportivi che con la ripresa del calcio, e degli altri sport, lasciano alle spalle il tonfo durante il lockdown, e alla sospensione di tutte le competizioni sportive. La pagata, così come sopra definita, della Gazzetta dello Sport cresce del 64.97% rispetto a Giugno. Ma resta ancora molto lontana dalle circa 124 mila copie di Gennaio e Febbraio. Anche gli altri due quotidiani sportivi nazionali registrano tassi di crescita a doppia cifra rispetto a Giugno, ma mentre Tuttosport torna ai livelli pre-lockdown Il Corriere delle Sport è tra le 12 e le 14 mila copie in meno rispetto al periodo prima della quarantena.

Anche tutti gli altri quotidiani nazionali vedono le vendite del prodotto cartaceo crescere a Luglio rispetto al mese precedente, ma altrettanto restano bel al di sotto delle vendite prima della pandemia [qui tutti i dati, testata per testata, del trend delle vendite del primo semestre 2020], e naturalmente molto lontani da quelli che erano i volumi di vendita in passato.

Unica eccezione, in positivo, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano e La Verità, che a Luglio vendono più copie rispetto ai mesi di Gennaio e Febbraio, anche se Il giornale diretto da Travaglio e quello diretto da Belpietro perdono rispettivamente l’1.97% e il 2.49% rispetto al mese precedente. La peggior performance è di ItaliaOggi che perde il 19.03% rispetto a Giugno e addirittura il 57.88% rispetto a Gennaio.

È interessante notare come per tutte le testate prese in considerazione sommando alle vendite del prodotto cartaceo quelle delle copie digitali, ancora una volta così come sopra definite, la crescita si appiatisca. Ad esempio Il Corriere della Sera cresce del 6.14% per quanto riguarda il prodotto cartaceo ma sommando le copie digitali la crescita invece è del 1.05% rispetto a Giugno. Stessa dinamica anche per la Repubblica, per stare ai due quotidiani più venduti, che sul cartaceo cresce del 5.27% ma nel totale che include le vendite di copie digitali si ferma al +1.03%.

Per alcuni quotidiani però le vendite di cpopie digitali, come approfondiremo di seguito, iniziano ad avere un’incidenza significativa. L’infografica sottostante, con il dettaglio delle vendite delle sole copie cartacee e quelle totali, evidenzia tale dinamica. È il caso, in particolare, del Fatto Quotidiano che balza in avanti di tre posizioni includendo le copie digitali, e del Manifesto che supera ItaliaOggi nel totale cartaceo + digitale.

Vensite quotidiani luglio 2020

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Entrando nel dettaglio delle vendite di copie digitali, sono tre le testate per le quali queste pesano oltre un terzo del totale delle vendite complessive. Il Fatto Quotidiano [43.55% del totale], Il Manifesto [36.92%] e Il Sole24Ore [36.74%].

Le copie digitali hanno un peso significativo anche per Il Corriere della Sera, per il quale rappresentano oltre un quinto del totale [22.75%]. Mentre per la Repubblica queste pesano il 16.16% del totale, e per il ItaliaOggi il 14.85%, anche se per il quotidiano economico-finanziario siamo su volumi di vendita molto bassi, come del resto già emergeva dall’infografica sopra riportata.

Relativamente poco significative, o addirittura assolutamente marginali le vendite di copie digitali delle altre testate prese in esame, come mostra l’infografica sotto riportata.

Vendite copie digitali quotidiani a Luglio 2020

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Se dunque, nel complesso, Luglio è stato un buon mese per le vendite dei quotidiani, altrettanto non si può dire per quanto riguarda l’online.

A Luglio complessivamente le news online, che Audiweb classifica nella sottocategoria “Current Events & Global News”, perdono il 2.45% dell’audience rispetto a Giugno, contro un calo totale del 1.85% di coloro che, per qualunque motivo, hanno utilizzato Internet in Italia nel mese di Luglio.

Se questo è il trend generale, le 21 testate che abbiamo preso in considerazione presentano un trend complessivamente decisamente peggiore.

Delle testate prese in esame solo cinque vedono la loro audience nel giorno medio crescere rispetto al mese precedente, anche se pure queste, naturalmente, registrano un calo significativo non solo rispetto al picco durante il lockdown ma anche rispetto al periodo pre-quarantena [qui tutti i dati, testata per testata, del trend dell’audience nel giorno medio nel primo semestre 2020].

Anche in questo caso molto positivo, come per le copie cartacee, e per lo stesso motivo, l’andamento de La Gazzetta dello Sport [+18.62% rispetto a Giugno]. Affari Italiani cresce del 6.27%, Il Post del 3.83%, Notizie.it addirittura del 29.24%, ma è probabile che ci sia una spinta pubblicitaria come era stato fatto al lancio, Dagospia del  2.67% e Leggo del 0.73%.

Il peggior andamento è per Upday, l’aggregatore di notizie di Samsung “powered by” Axel Springer, che perde il 28.69% degli utenti rispetto a Giugno e ben il 54.69% rispetto a Gennaio. Molto negativo anche andamento di AGI, che ha rinnovato i vertici aziendali la scorsa settimana, e perde il 25.97% rispetto a Giugno e addirittura il 46.37% rispetto all’inizio dell’anno.

Repubblica mantiene e consolida la leadership, che aveva perso per un paio di mesi, ma registra comunque un calo del 6.98% rispetto a Luglio. Arretra ancora di più il Corriere della Sera con il – 11.14%. Brusca frenata anche di tutti gli altri. Il Sole24Ore perde il 17%, Il Fatto l’11.92%, Fanpage l’11.47%, HuffPost Italia il 10.37%. Solo per stare alle testate che registrano flessioni a doppia cifra.

Molte testate, come ad esempio ANSA, pur perdendo rispetto a Giugno sono invece in crescita rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente, a Luglio 2019. Ma Audiweb sconsiglia caldamente, diciamo, di effettuare confronti di questo genere, suggerendo invece di esaminare la tendenza solo rispetto al mese precedente poiché le variabili che influenzano il dato di 12 mesi prima posono essere anche significative sotto il profilo tecnico.

Infine, da questo mese rientra tra i dati disponibili pubblicamente [previa registrazione sul sito Audiweb] il quotidiano online diretto da Christian Rocca. Non è possibile dunque fare un confronto con i mesi precedenti ma il dato di Luglio è davvero modesto, ad essere gentili, come mostra l’infografica sottostante con il dettaglio di tutte le testate prese in considerazione.

Audience quotidiani onlie luglio 2020

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