Tgcom24 NON è la Testata di Informazione Online più Seguita in Italia

Audiweb ha reso disponibile pubblicamente il nuovo report Audiweb Week con la sintesi dei dati dell’audience online della settimana tra il 13 e il 19 Luglio.  Dati che naturalmente coloro che sono iscritti, e pagano, per il servizio avevano già disponibili in precedenza.

Infatti Mediaset qualche giorno prima ha fatto circolare la notizia secondo la quale «Tgcom24 è la testata di informazione online più seguita in Italia», arrivando a scrivere che «Gli ultimi risultati settimanali [13-19 luglio] registrano infatti oltre 11,7 milioni di utenti unici, il dato più alto dell’intera informazione online del nostro Paese». Per poi concludere addirittura che «se il risultato dell’ultima settimana dovesse stabilizzarsi, potrebbe essere un importante segnale dei nuovi orientamenti del pubblico online nello scenario post-Covid».

Notizia che, come spesso accade, dando un’idea di come funzioni l’informazione nel nostro Paese, è stata ripresa da diversi altri siti di news e aggregatori di notizie, oltre che naturalmente diffusa sui social.

Peccato che questa notizia sia tendenzialmente falsa, e i numeri siano sbagliati. Il dato, che vedrebbe comunque Tgcom24 dietro al Corriere della Sera, è di 10.8 milioni e non di 11.7 come riportato. Soprattutto il dato non è relativo solamente al sito web del canale all news di Mediaset ma comprende anche l’audience di Meteo.it, con il quale vi sono accordi commerciali, come viene riportato in testa al sito in questione, di Sport Mediaset, e di altri siti “minori”.

Il dato del solo sito di Tgcom24 è di 3.9 milioni. Molto distante dalle cifre diffuse. E meno male che durante il lockdown Mediaset ci aveva martellato su tutti i suoi canali televisivi con uno spot contro le “fake news” nel quale spiegava che «Oggi più che mai l’informazione influenza la nostra vita e la nostra sicurezza. Scegli gli editori responsabili, gli editori veri. Scegli la serietà».

Chiarito questo punto, nel confronto dei dati dell’audience online di questa settimana di rilevazione tra il 13 e il 19 Luglio, ad esempio, rispetto alla settimana tra l’1 e il 7 Giugno, quest’ultima contrassegnata dalla totale riapertura della mobilità interregionale e un ritorno alla “normalità”, si registrano molte variazioni negative.

Per quanto riguarda i siti d’informazione, del perimetro da noi elaborato, tutte le testate sono in calo. Unica eccezione la Gazzetta dello Sport che beneficia della ripresa del campionato di calcio, e di altri sport.

Infine, è interessante notare come Lettera43, pur avendo chiuso i battenti il 13 Maggio, continua a ricevere visite, seppure relativamente poche, evidentemente grazie ai motori di ricerca. Dato interessante anche in prospettiva nel caso qualcuno volesse rilevare il [news]brand, visto che dimostra il valore dell’archivio.

L’infografica sottostante riporta i dati di dettaglio dei siti di news, con Tgcom24 ben distante, appunto, dal “primato” di cui si vanta, impropriamente. Non a caso Newsguard classifica parzialmente in maniera negativa il sito in  questione, con forti criticità proprio sulla credibilità del sito, a cominciare dal fatto che nel Gennaio e Febbraio del 2020, il direttore del sito, Paolo Liguori, ha pubblicato due editoriali sul sito del canale all news sostenendo la teoria smentita secondo la quale il coronavirus di Wuhan sarebbe stato «progettato in un laboratorio militare a Wuhan in cui si facevano esperimenti di modifica della SARS per scopi bellici». Per sostenere la sua tesi, Liguori ha citato una “fonte attendibilissima”, di cui non ha fatto il nome.

Ne ha spiegato l’impatto, una volta tanto senza la retorica che solitamente caratterizza il tema, Il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che nel suo discorso di pochi giorni fa, durante la tradizionale consegna del “Ventaglio” da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare, tra le altre cose, ha detto che «La massiccia quantità di notizie e dati, spesso non vagliati con accuratezza, porta fatalmente al pericoloso fenomeno delle fake news. Una nuova patologia dell’informazione su cui occorre intervenire, con urgenza, perché la mancanza di professionalità di pochi giornalisti potrebbe incidere negativamente sulla professionalità dell’intera categoria, con effetti disastrosi sulla società oltre che sulla vita dei singoli cittadini».  Difficile non essere d’accordo. Ancor più se, come in questo caso, questo avviene in maniera mirata pour cause, per interesse specifico.

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