Svalutazione dei [News]Brand & Covid-19 Mandano in Profondo Rosso GEDI

In attesa di formalizzare definitivamente il passaggio a Giano Holding S.p.A., società per azioni di nuova costituzione interamente detenuta da EXOR che ha acquisito GEDI Gruppo Editoriale S.p.A., sono stati presentati i risultati relativi al primo semestre 2020.

Se, come era naturale attendersi vista la situazione generale, l’andamento è negativo, non mancano i motivi d’interesse dai dati di bilancio resi disponibili pubblicamente.

Il risultato netto si attesta a – 120.5 milioni di euro contro un negativo di 19.1 milioni del primo semestre 2019, e ad un risultato positivo di 4.3 milioni nel primo semestre 2018. Risultato che oltre ad essere condizionato dalla negatività della raccolta pubblicitaria e dei ricavi diffusionali è fortemente inficiato dalla svalutazione del valore a bilancio di tutti i [news]brand del gruppo, da Repubblica alle testate locali passando per La Stampa e Il Secolo XIX e il valore delle partecipazioni detenute in Editoriale Libertà ed Editoriale Corriere di Romagna. Nessuno escluso.

Aspetto sul quale avevamo già tempo addietro richiamato l’attenzione sia in termini di congruità del valore attribuito alle testate, cosa che naturalmente è vera e valida anche per gli altri editori di quotidiani, sia per le implicazioni che questo comporta, o meglio dovrebbe comportare, in termini di gestione dei [news]brand e della loro reputazione.

Oltre a questo primo, per nulla trascurabile, aspetto, i numeri forniscono altri elementi d’interesse che vale la pena di approfondire.

I ricavi pubblicitari, pari a €102 milioni, hanno subito un calo del 30.8% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Nel semestre la pubblicità su stampa è risultata in calo del 31.9% e quella sulle radio del 41.6%. Più contenuta è stata la flessione della raccolta su internet: -8.1%.

Per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria online è interessante notare come cresce l’audience ma calano investimenti, e alla ripresa della spesa pubblicitaria calano invece le audience, secondo i dati presentati ieri da Associazione UNA, Aziende della Comunicazione Unite.  Apetto che abbiamo evidenziato sia di recente che all’inizio del fenomeno.

I ricavi diffusionali, pari a €125.7 milioni, sono diminuiti del 6.6% rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Al riguardo vengono dichiarati complessivamente 231mila abbonati su tutte le testate del gruppo, considerando sia i prodotti “premium” [Rep, Topnews, Stai con Noi] che gli abbonamenti annuali alla copia replica.

Anche in questo caso non mancano i motivi d’interesse. Infatti la customer base era di 216mila abbonati alla fine del primo trimestre di quest’anno. Dunque, considerando che le copie digitali, o replica che dir si voglia se si preferisce utilizzare la definizione puntuale di ADS, non hanno certo brillato nè a Maggio e neppure ad Aprile, è chiaro che la maggior parte della crescita è da attribuire ai prodotti “premium” che però vengono proposti davvero a prezzi da saldo.

Inoltre, considerando il boom di audience ai siti d’informazione, compresi quelli del gruppo GEDI naturalmente, durante il lockdown, e oltre, 15mila abbonati in più in un trimestre sono davvero poca cosa, e rappresentano un tasso di conversione rispetto ai milioni di utenti unici nel giorno medio nell’ordine del zero virgola zero, zero, zero…È dunque di riflesso evidente che esista un serio problema di concezione di prodotto, sia cartaceo che digitale, che va completamente riconcepito, come sommessamente facciamo notare, da tempo.

Difatti, nel complesso ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano in totale [adv + diffusioni/abbonamenti] il 14.2% del fatturato consolidato [18.4% sul brand Repubblica]. Erano il 13.5% [17.4% sul brand Repubblica] alla fine del primo trimestre 2020, e il 12.7% a fine 2019.  Incidenza, scarsa, sul totale dei ricavi, che cresce, di poco, prevalentemente a causa della maggior flessione, proporzionalmente, del prodotto tradizionale cartaceo, che non per le brillanti performance nel digitale, come abbiamo visto.

Insomma, a Giano Holding S.p.A., e dunque in buona sostanza, come sappiamo, alla famiglia Elkann, non mancheranno certamente le cose da fare, e i debiti da ripianare. Anche perchè, tra le altre cose, intanto “Domani” cresce, e produce addirittura il suo primo scoop, pur non avendo ancora iniziato ufficialmente le pubblicazioni.

Ricavi GEDI

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