Il Crollo dei Lettori di Quotidiani in Italia

A fine Giugno, ISTAT ha rilasciato il rapporto “Noi Italia 2020”. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo, che offrono un quadro d’insieme dei diversi aspetti ambientali, economici e sociali dell’Italia.

Tra queste, nella sezione dedicata a cultura e tempo libero, si trovano anche i dati relativi alla lettura di quotidiani dal 2005 a fine 2019, dei quali viene fornito anche il dettaglio tra lettori occasionali [coloro che leggono un quotidiano almeno una volta alla settimana] e lettori abituali [coloro che leggono un quotidiano cinque volte alla settimana, o più].

Prima di entrare nel merito dei dati forniti da ISTAT, si ricorda la differenza tra lettura e vendita dei quotidiani, visto che, stando agli ultimi dati disponibili, poco meno di due terzi di coloro che leggono un quotidiano [61.6%] non paga il quotidiano che legge.

Fatta questa doverosa premessa, il trend delle persone di sei anni o più che leggono un quotidiano almeno una volta alla settimana crolla dal 58.1% del 2005 al 35.4 del 2019, con una brusca caduta dei lettori a partire dal 2015 alla quale segue un’ulteriore progressiva riduzione sino, appunto, ad arrivare a poco più di un terzo degli italiani a fine 2019.

Entrando nel dettaglio delle macro-aree geografiche, si vede come al Nord-Est si passi dal 65.2% del 2005 al 43.6% del 2019. Al Nord-Ovest si passa dal 65.1 al 39.1. Al Centro-Nord dal 63.8% al 39.4%. Al Centro dal 60.7% al 35.8. E nel Mezzogiorno dal 47.7% al 27.6%.

Anche i lettori abituali calano, passando dal 39.6% del 2005 al 33.1% del 2019, con un picco del 40.7% nel 2007 ed una progressiva e pressochè costante flessione, ma il calo è di gran lunga inferiore e negli ultimi due anni si assiste se non ad una ripresa quanto meno ad una apparente stabilizzazione.

Dati che ci dicono alcune cose che è opportuno evidenziare:

  • In primis, che quasi due terzi dei residenti in Italia, nel 2019 non ha mai letto un quotidiano nell’arco di una settimana. Non vi è altro mezzo che presenti un trend altrettanto negativo, come emerge, per stare ai dati più recenti disponibili, dal  “Digital News Report 2020”,  presentato a metà Giugno;
  • Che tutto questo avvenga per la gratuità di Internet, come a più riprese è stato sostenuto, non è plausibile, visto anche che, come sopra riportato, la lettura dei quotidiani nella loro versione cartacea è prevalentemente gratuita, e la FIEG plaude che sia così;
  • È dunque di riflesso evidente che esista un serio problema di concezione di prodotto che va completamente riconcepito, senza disperdere risorse in restyling tanto frequenti quanto inutili;
  • Vi è uno zoccolo duro di lettori, perlopiù di “tardo adulti”. Questo significa che vi è spazio per un consistente aumento dei prezzi per recuperare redditività unitaria, e complessiva, per tutti gli attori della filiera editoriale tradizionale, dando al prodotto cartaceo, come per tutti i prodotti il cui ciclo di vita è in declino, il ruolo di “cash cow”.

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