Di Soppiatto si Ridanno i Contributi ai Giornali

Nell’edizione di ieri del nostro digest settimanale [qui per iscriversi] ci siamo dedicati, anche, ai dati della rata di anticipo del contributo per l’annualità 2019 in favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici risultate aventi titolo a ricevere contributi diretti.

Basandoci sui dati forniti dal Dipartimento per l’informazione e l’Editoria rilevavamo problemi di forma e, soprattutto, di sostanza, segnalando come rispetto ai dati 2018, che all’epoca avevano fatto parecchio rumore, diciamo, fossero ricomparse alcune testate che invece erano state eliminate, a partire da “Il Foglio” la cui temporanea esclusione aveva sollevato un gran polverone a fine 2019, che nostro malgrado ci aveva visto coinvolti.

contributi pubblici giornali 2019

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Potete immaginare la nostra sorpresa quando abbiamo letto su “Il Post”, che ha ripreso la nostra newsletter [GRAZIE], che per quanto riguardava l’anticipo 2019 «Rispetto alla lista pubblica dei contributi per il 2018 messa online lo scorso marzo [che aveva reintegrato tra i destinatari alcune testate che sembravano essere state escluse dalla prima rata 2018], non sembrano esserci novità sensibili».

Naturalmente siamo andati a verificare ed effettivamente rispetto ai dati dei finanziamenti diretti nel 2018, resi disponibili a fine 2019, vi sono differenze significative. Ci sono, ancora una volta, problemi di forma e, soprattutto, di sostanza.

Per quanto riguarda la forma, se l’erogazione dell’anticipo dei contributi diretti non appare nella home page del dito del Dipartimento tra le ultime notizie, ma vengono mostrate notizie antecedenti, però compare nella sezione news, nel caso dei contributi 2018 questi non compaiono neppure “spulciando” nella sezione delle news del sito. Invece se si scaricano i dati relativi ai finanziamenti nel 2018 il file excel è denominato “saldo contributi 2018 marzo 2020”.

In base a quello che viene definito “saldo 2018”, del quale ribadiamo non esservi alcuna segnalazione sul sito del Dipartimento, e di cui nessuna testata ha dato notizia, a cominciare naturalmente da quelle direttamente coinvolte, che dopo aver tanto strepitato, non a caso, si sono ben guardate dal segnalare che gli sono stati riconosciuti sostanziosi finanziamenti, non si può non restare con l’amaro in bocca.

Tutto questo avviene a Marzo 2020, ovvero mentre il Paese è “distratto”, in pieno lockdown, solo pochi giorni dopo che viene approvato il decreto mille proroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 Febbraio 2020, che tra le altre cose contiene lo slittamento di ben due anni della normativa sui finanziamenti realizzata durante il governo “Conte I”.

Per quanto riguarda la sostanza, a “Il Foglio”, che aveva ricevuto un anticipo di circa 401mila euro, viene dato un saldo di quasi 1.4 milioni, portando il totale dei contributi per il 2018 a poco meno di 1.8 milioni di euro. Si tratta del contributo più elevato mai erogato al quotidiano dal 2011 in poi. Si vede che qualcuno ha ritenuto di doversi scusare per “il disturbo causato” nonostrante il precedente direttore del giornale abbia ammesso candidamente, in TV e in Parlamento, che per avere i contributi statali «Fondammo il Movimento per la Giustizia con i parlamentari Marcello Pera e Marco Boato. Dal ’98-’99 cominciammo ad avere bilanci in pareggio». Puntualizzando: «Ci sembrava che non ci fosse niente di cui vergognarci». E nonostante per il quotidiano in questione non esistono dati certificati sulle sue vendite visto che non aderisce a ADS.

Tornano i contributi anche ad “ItaliaOggi”, altra testata molto border line, diciamo, in quanto ad effettiva titolarietà a ricevere contributi diretti visto che di fatto rientra nel portfolio delle testate di Class Editori, società quotata in borsa.

Resta “Libero”, che è la terza testata per contributi ricevuti, di proprietà della famiglia Angelucci,  che ha in portfolio anche altre testate, ed è tutto tranne che una cooperativa di giornalisti, come noto. Che lo stato finanzi un quotidiano che non solo ottiene contributi sfruttando le pieghe della legge, ma il cui direttore e fondatore si sottrae alla più basica deontologia professionale, non è certamente un aspetto trascurabile.

Sostanziosi finanziamenti anche per “Il Quotidiano del Sud”, sia nel 2018 che nell’anticipo 2019. Quotidiano che a Dicembre 2019 dichiarava vendite per poco meno di 10mila copie, e da Gennaio “esce” dal sistema ADS, dopo che Accertamenti Diffusione Stampa aveva avviato un approfondimento per valutare modalità e contezza dei dati di vendita del quotidiano in questione. Naturalmente siamo, come tutti, in attesa di conoscere quanto prima i risultati dell’approfondimento di ADS, ma il fatto che il quotidiano in questione abbia come Direttore Roberto Napoletano, attualmente a processo per le “copie gonfiate” quando era direttore del Sole24Ore, non può lasciare indifferenti. Vedremo.

Da rilevare infine che, per quanto riguarda l’anticipo 2019, come mostrava l’infografica sopra riportata, le prime 10 testate, su 105, assorbono il 53.7% del totale dei contributi diretti, e le prime 3 poco meno di un quarto. Mentre per il 2018 le prime 11 testate pesano il 57.3% del totale dei contributi diretti, e le prime 3 il 24%. Una concentrazione di risorse che certamente non è sinonimo di pluralismo, che i finanziamenti invece, in linea di principio, dovrebbero sostenere.

Insomma, appena possibile, alla chetichella, nella sostanza di nascosto, si ristabilisce il vecchio status quo, e nel silenzio generale i diretti interessati, immaginiamo, ringraziano. Che la trasparenza non fosse una delle virtù del mondo editoriale ce ne siamo accorti con il sistematico boicottaggio degli Stati Generali dell’Editoria l’anno scorso. È triste averne conferma.

Siamo profondamente preoccupati, da questa deriva che risulta evidente come sicuramente non sia foriera di innovazione, per un comparto che tanto ne ha bisogno quanto vi resiste, e neppure elemento di pluralismo e qualità dell’informazione, di cui avremmo invece altrettanto davvero necessità.

finanziamenti ai giornali 2018

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