DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare della “digital disruption”.

Il termine digital disruption indica il momento in cui una nuova tecnologia origina il cambiamento di una determinata attività e modifica completamente il modello di business precedente. Aziende che fino a pochi anni fa vantavano solide leadership di mercato, sono state travolte da nuovi entranti, capaci di attivare innovativi modelli digitali, “distruttivi” dell’esistente.

Anche se non mancano gli esempi, dalla chiusura di Blockbuster a quella più recente di GameStop, per esemplificare bene il concetto, nell’era in cui gli smartphone sono un’estensione permanente del nostro corpo, quasi vi fossero innestati, abbiamo preso i dati delle vendite dell’ultimo decennio delle fotocamere digitali.

La Camera & Imaging Products Association [CIPA], associazione internazionale i cui membri, tra gli altri, sono brand quali Olimpus, Canon, Nikon, Casio e Sony, solo per citarne alcuni, fornisce infatti i dati delle vendite dei propri associati.

Da questi, come mostra l’infografica sottostante, emerge come le vendite di fotocamere a fine 2019 siano poco più di un decimo di quelle che erano nel 2010, e il trend per il 2020 è di ulteriore peggioramento nei primi cinque mesi dell’anno.

È evidente come con il progressivo diffondersi degli smartphone, che come ben sappiamo hanno obiettivi fotografici sempre più sofisticati, le vendite delle macchine fotografiche abbiano collassato. Un  buon esempio di digital disruption, che forse non era difficile a intuirsi, ma che con il supporto dei dati, come d’abitudine, fotografa la dimensione esatta del fenomeno.

[clicca per ingrandire]

Social

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.