Nonostante il Lockdown, Restano Marginali le Copie Digitali dei Quotidiani

ADS, Accertamenti Diffusione Stampa, ha pubblicato i dati delle vendite dei quotidiani ad Aprile di quest’anno. Di queste abbiamo selezionato le vendite [NON le diffusioni, che ricordiamo essere al lordo dei resi] dei quotidiani nazionali e pluriregiornali, confrontandole sia con Marzo 2020 che con Aprile 2019.

Complessivamente si conferma quanto emergeva già a Marzo. Ovvero che l’idea bislacca, che qualcuno continua a riproporre ciclicamente da oltre un decennio, di una stretta alla lettura di quotidiani nei bar, perchè così si incentiverebbero le vendite dei giornali, si è rivelata assolutamente priva di fondamento.

Su 15 testate prese in esame, il totale delle vendite, ossia la “pagata” [vendite e abbonamenti cartaceo] e le copie digitali vendute, sia come copia singola che come copie multiple [che hanno un peso scarso], ad un prezzo superiore almeno al 30% del prezzo di vendita delle copie cartacee, solo per 4 testate – Il Fatto Quotidiano, Libero, La Verità, e Il Manifesto – si registra un incremento rispetto ad Aprile 2019. Il maggior incremento viene fatto registrare dal Fatto Quotidiano che aumenta la vendita di copie di un terzo [+33.02%].

Sono 7 invece le testate che vedono crescere le vendite rispetto a Marzo 2020: Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole24Ore, Il Resto del Carlino, Il Fatto Quotidiano, Libero, e Il Manifesto. Anche in questo caso il maggior incremento viene fatto registrare dal Fatto Quotidiano che aumenta la vendita di copie di un quarto [+24.94%]. Modesti gli incrementi di vendita dei due principali quotidiani nazionali: Repubblica e Corriere della Sera, rispettivamente +3.34%, e +2.83%. Crollo per il secondo mese consecutivo dei quotidiani sportivi.

Per quanto riguarda le vendite della sola versione cartacea dei quotidiani [vendite + abbonamenti] solo tre testate aumentano la vendita di copie rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente: Il Fatto Quotidiano, Libero, e La Verità. Ben 9 su 15 quelle che invece vedono crescere le vendite rispetto al mese precedente. La peggior performance è de La Gazzetta dello Sport che perde il 67.51% delle copie rispetto ad Aprile 2019, e il 38.53% rispetto a Marzo 2020.

Al di là di questo inquadramento generale, abbiamo focalizzato la nostra analisi sulle copie digitali, per comprendere se vi fosse stato un, benefico, “effetto lockdown” per la versione digitale dei quotidiani.

Se si esclude Il Sole24Ore, per il quale le copie digitali, in calo del 6.60% rispetto ad Aprile 2020, ma in crescita del 4.27% in confronto a Marzo 2020, pesano il 37.66% del totale delle vendite, per tutti gli altri quotidiani le copie digitali complessivamente restano marginali.

È boom per le copie digitali del Fatto che arrivano a pesare il 45.45% del totale delle vendite. In crescita del 90.80% rispetto ad Aprile 2020, e del 34.94% rispetto a Marzo 2020. Anche il Manifesto vede un peso del 30.79% delle copie digitali, con un aumento del 44.39 rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente, e del 5.17% rispetto al mese precedente, seppure i numeri restino contenuti.

Per il Corriere della Sera, rispetto al totale delle vendite, così come sopra definite,  il peso, in termini di copie, è del 15.56%. Repubblica, che scavalca il quotidiano di via Solferino, raggiunge un’incidenza del 21.41%.

Per tutte le altre testate si è sempre ben al di sotto di un’incidenza del 10%, e nella maggior parte dei casi i valori assoluti sono davvero esigui.

Se a questo si aggiunge che le copie digitali vengono vendute ad un prezzo nettamente inferiore alla versione cartacea, pur tenendo conto dell’assenza dei costi di stampa e distribuzione – tranne nel caso delle copie vendute negli store, che neaturalmente richiedono una commissione – i ricavi ed i margini che generano sono davvero esigui.

Considerando anche che la readership, e dunque i contatti utili da vendere agli investori pubblicitari, è crollata, così come per un’ampia fetta di italiani, sempre ad Aprile, è calato il tempo dedicato alla lettura di quotidiani, si capisce come l’effetto di possibile trascinamento durante il periodo in cui la popolazione è rimasta [rin]chiusa in casa, sia scarso, se non nullo.

Ennesima conferma, se necessario, del fatto che vi sia un serio problema di concezione di prodotto, come evidenziavamo nel nostro digest settimanale, del quale l’infografica sottostante fornisce i dati di dettaglio.

vendite copie digitali quotidiani

[clicca per ingrandire]

Social
Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.