Meno Tempo per la Lettura di Quotidiani & Libri Durante il Lockdown

ISTAT ha pubblicato i risultati di un’indagine condotta su un campione di 3mila individui, rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni, su come gli italiani hanno trascorso il loro tempo durante il lockdown. L’indagine ha esaminato in particolare le attività svolte tra il 5 ed il 21 Aprile scorsi.

Tra le le attività di tempo libero, quella che ha coinvolto il maggior numero di cittadini riguarda l’uso della TV e della radio [93.6%] che, nella fase 1, sono stati un indispensabile canale di aggiornamento sull’evoluzione della situazione oltre che di intrattenimento.

La TV, vista dal 92% dei cittadini, si conferma la compagna di viaggio soprattutto nei momenti più difficili e per le categorie più vulnerabili: i livelli i più elevati si sono osservati tra la popolazione anziana di 65 anni e più che, nella quasi totalità dei casi, ha fruito di questo mezzo di comunicazione [96.2% dei casi].

Tra coloro che ne hanno fruito nel corso della giornata, quasi uno su due [45.9%] ha dedicato più tempo del solito alla fruizione del mezzo televisivo. Sono soprattutto i giovani fino a 34 anni e le persone nelle classi di età centrali ad avere visto la TV in misura maggiore rispetto al periodo precedente: 53,2% tra i 18 e i 34 anni e 50,1% tra i 35 e 54 anni.

Il 22% circa ha ascoltato la radio, con livelli più elevati di ascolto tra le persone di età compresa tra 55 e 64 anni [27.1%]. Poco meno di uno su tre ha dedicato più tempo alla fruizione di questo mezzo di comunicazione.

Al terzo posto tra le attività di tempo libero, si colloca la lettura cui si è dedicata il 62.6% della popolazione. Si tratta di persone che hanno dichiarato di aver trascorso parte della giornata leggendo libri, riviste, quotidiani o altro: sono più uomini [64.5%] che donne [60.8%].

Il 39.7% ha letto libri, quotidiani o altro on line o su supporto digitale, il 34.6% su supporto cartaceo. Tra i lettori il 18.8% ha letto sia su supporto digitale sia cartaceo, il 44.7% solo online/digitale e, infine, il 36.6% solo su cartaceo.

Sono stati soprattutto gli uomini ad avere preferito la lettura online/digitale [45% contro 34.8% di donne] mentre le donne hanno scelto più il supporto cartaceo [37.4% contro 31,6%].

In una giornata tipo della fase 1, la lettura di libri ha interessato il 26.9% della popolazione di 18 anni e più, con una quota maggiore di donne [30.8%] rispetto agli uomini [22.7%]. La maggioranza della popolazione si è dedicata alla lettura di libri cartacei, mentre la lettura su digitale ha riguardato il 7%.

Differente la situazione per quanto riguarda la lettura dei quotidiani: quattro persone su 10 [40.9%] hanno letto almeno un quotidiano, circa un terzo della popolazione ha letto quotidiani on line, solo una persona su 10 quotidiani cartacei. La lettura di quotidiani ha riguardato più gli uomini [46.3%] delle donne [35-9%].

Se dunque complessivamente le persone che si sono dedicate alla lettura di un libro sono aumentate rispetto al solito, non solo sono diminuite quelle che hanno letto un giornale ma per la maggior parte di queste è anche calato il tempo dedicato a questo tipo di attività.

Infatti, una netta maggioranza degli over 18 ha speso meno tempo del solito per dedicarsi alla lettura di libri, quotidiani o riviste su supporto cartaceo. Va leggermente meglio per quanto riguarda l’online/digitale per il quale vi è complessivamente un bilanciamento tra coloro che hanno dedicato più tempo e che invece ne ha dedicato meno.

Se il tempo dedicato è certamente un’unità di misura dell’interesse delle persone nei confronti di una determinata attività, la lettura di quotidiani, periodici, e libri, non ne esce bene. E i quotidiani confermano di avere un serio problema di concezione di prodotto, come evidenziavamo non più tardi di ieri.

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