Le Vendite di Quotidiani a Marzo 2020

Sono stati rilasciti ieri i dati ADS relativi al mese di Marzo di quest’anno. Dati molto attesi dagli addetti ai lavori per conoscere il reale impatto della crisi sanitaria, ma anche economica e sociale, dopo che a Febbraio vi era stata una sostanziale tenuta rispetto al mese precedente.  Da questi abbiamo realizzato alcune elaborazioni confrontando i dati sia con Marzo 2019 che con Febbraio 2020.

Per quanto riguarda le copie cartacee le elaborazioni sono relative alla “totale pagata”, ovvero alle copie acquistate in edicola, in abbonamento a pagamento, e alle “altre vendite”, che per i principali quotidiani pesano attorno al 10% delle copie vendute.

Per quanto riguarda le copie digitali, abbiamo preso in considerazione le copie digitali vendute ad un prezzo uguale o superiore al 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, le copie digitali vendute ad un prezzo di vendita compreso tra il 10% [maggiore o uguale] e il 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, le vendite abbinate carta + copia digitale vendute ad un prezzo uguale o superiore al 50% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, e le copie digitali vendute ad un prezzo di vendita compreso tra il 10% [maggiore o uguale] e il 50% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea. Per le definizioni puntuali si veda l’apposita sezione del sito ADS.

Iniziamo subito col dire che l’idea bislacca, che qualcuno continua a riproporre ciclicamente da oltre un decennio, di una stretta alla lettura di quotidiani nei bar, perchè così si incentiverebbero le vendite dei giornali, si è rivelata assolutamente priva di fondamento.

Infatti, con i bar chiusi e le edicole aperte. Con le persone con tanto tempo libero, e il recarsi in edicola possibile scusa, motivazione, per concedersi una passeggiata. Con gli appelli a recarsi in edicola, e gli edicolanti che si sono prestati anche alla consegna a domicilio dei giornali [cosa per la quale parrebbe che nel “Decreto Rilancio” avranno un bonus una tantun che potrebbe raggiungere i 500 euro, che in realtà a fronte dei 7 milioni stanziati per i circa 25mila punti vendita diventerebbero circa 280 euro a testa]. Le vendite dei 63 quotidiani certificatI da ADS subiscono un crollo sia rispetto al mese precedente che, ancorpiù, rispetto al Marzo 2019.

Per la precisione, la totale pagata dei 63 quotidiani, così come sopra definita, crolla a 1.8 milioni di copie [e oltre 1.2 milioni di resi, a proposito di quello che scrivevamo ieri] rispetto a oltre 2.1 milioni di copie nel Febbraio 2020 e le circa 2.3 milioni di copie a Marzo 2019.  Un calo rispettivamente del 14.7%, e del 21.4%.

Vedremo i dati di Aprile, ma una cosa è certa. Marzo è stato un test [del quale avremmo naturalmente tutti fatto volentieri a meno] di assoluta rilevanza. I dati sopra riportati ci dicono infatti che, a fronte di disponibilità di tempo e “fame” d’informazione, le persone non sono andate a comprare i giornali. Risulta evidente anche al più miope come vi sia un grave problema di concezione del prodotto che viene offerto, come peraltro andiamo segnalando da tempo.

Eh, ma le vendite di copie digitali sono esplose direte voi. La risposta è “ni”.  Le copie digitali vendute ad un prezzo uguale o superiore al 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, le copie digitali vendute ad un prezzo di vendita compreso tra il 10% [maggiore o uguale] e il 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, sempre dei 63 quotidiani certificati da ADS, crescono del 12.3% rispetto al Marzo 2019, e del 8.5% rispetto al Febbraio 2020.

Le vendite abbinate carta + copia digitale vendute ad un prezzo uguale o superiore al 50% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, e le copie digitali vendute ad un prezzo di vendita compreso tra il 10% [maggiore o uguale] e il 50% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, addirittura calano registrando una flessione del 4.4% rispetto al mese precedente, e del 8.7% rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente.

Considerando l’esplosione di visite ai siti web dei publisher di quotidiani sia a Febbraio che a Marzo, che milioni di contatti in più abbiano generato complessivamente la vendita di solamente 19mila copie in più [considerando sia le copie digitali “pure” che quelle in vendita abbinata] rispetto al mese precedente, e di circa 24mila copie in più rispetto al Marzo 2019, non è esattamente indice di successo, diciamo, anche se qualcuno, facendo “cherry picking” dei dati, si vanta.

Infine, dunque il totale delle vendite dell’edizione cartacea e digitale complessivamente registrano un calo del 13.1% rispetto al Febbraio 2020, e del 17.9% rispetto al Marzo 2019.

Noi, contrariamente ad altre volte, abbiamo ritenuto di maggior interesse analizzare il fenomeno complessivo senza entrare nel dettaglio delle singole testate. Siamo ben felici però che, in assoluta controtendenza, le vendite dell’Eco di Bergamo siano invece cresciute. Un segnale positivo di una comunità che si è stretta anche attorno al suo giornale che ci rende contenti sia per la popolazione di Bergamo che è stata martoriata dalla pandemia, che perchè è un chiaro segnale di quante potenzialità abbiano i giornali locali se sanno raccogliere e rappresentare la propria comunità di riferimento.

vendite quotidiani marzo 2020

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