Boom dell’Audience dei Siti d’Informazione

Se già dai primi dati disponibili si vedeva l’effetto coronavirus sull’audience dei siti d’informazione, ora è un vero e proprio boom.

Rispetto al valore medio del singolo [news]brand, calcolato sui dati dell’audience online delle settimane 20/01 – 26/01; 27/01-02/02; 03/02-09/02; 10/02-16/02, nella settimana che va dal 02/03 al 08/03 crescite stellari per gli accessi ai siti d’informazione del nostro Paese.

Gli utenti unici della prima settimana di Marzo, rispetto alla media delle settimana precedenti, così cose sopra definite, cresce del 63.3% per Repubblica, del 92.5% per la Stampa, del 76.7% per HuffPost Italia, e del 78.8% per i Quotidiani GNN – Gedi News Network, per stare al Gruppo GEDI.

Se si esclude Leggo, che cresce del 4%, e Lettera43, che addirittura cala del 11.1%, crescita a doppia cifra per tutte le testate nazionali, con incrementi da record dell’audience, come mostra l’infografica sottostante.

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Medesimo fenomeno per le testate locali, anche se escludendo le due testate del Gruppo Caltagirone, mediamente i valori sono di gran lunga inferiori alle testate nazionali, seppure in alcuni casi siano di tutto rispetto.

Il maggior incremento è per La Gazzetta del Mezzogiorno che registra una crescita del 134.5%, mentre LaSicilia è l’unica testata delle venti esaminate a restare sostanzialmente stabile.

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Tra paywall che cadono e offerte con una promozionalità sfrenata, gli editori di quotidiani cercano di valorizzare l’immensa mole di notizie prodotte sul coronavirus, l’impressione è che invece in questo ennesimo esercizio di ricerca di volume non di valore non ne usciranno per niente bene.

Infatti, da un lato i ricavi pubblicitari sembrano in deciso declino, visto che le aziende per motivi di “brand safety” non vogliono accostare la propria immagine a quella di contenuti relativi alla pandemia in corso e, dall’altro lato, i media risultano poco credibili, e dunque difficilmente riusciranno a trattenere le persone una volta passato questo periodo.

Per fortuna nella generalizzazione esistono delle eccezioni positive, come nel caso de Il Post, o di alcuni giornali locali, che invece stanno coltivando una relazione con i propri lettori. L’unico modo possibile per ricostruire la fiducia persa e far sì che l’opportunità offerta dalle sete di informazione legata al coronavirus non sia un processo a somma zero.

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