DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di TikTok. In particolare parliamo di TikTok e politici.

Circa un paio di mesi fa, interpellati da un politico di spicco sull’opportunità, o meno, di aprire un profilo sulla piattaforma social del momento, abbiamo sconsigliato, allo stato attuale delle cose, di procedere in tal senso poichè l’attenzione nei confronti della piattaforma, addirittura bannata dall’esercito statunitense, potrebbe causare problemi reputazionali non trascurabili, e dunque, appunto, non consigliamo di correre tale rischio in questa fase nonostante non vi sia dubbio che oltre a potenziali svantaggi presenti anche interessanti vantaggi.

Lo sbarco dei politici nostrani, che pare un naufragio allo stato attuale delle cose, per quanto riguarda i leader di partito, sin qui si è limitato a vedere la presenza di Giorgia Meloni, prontamente scomparsa dopo una falsa partenza, e di Matteo Salvini, primo dei politici nostrani ad avere un proprio account su TikTok.

Che la presenza di Salvini fosse un passo falso de “la bestia” lo avevamo detto sin dai primi passi del leader leghista sulla piattaforma social, ma ora risulta evidente che sia proprio così.

Dal 13 Novembre 2019 a ieri, stando alla nostra analisi, Salvini ha prodotto e pubblicato 34 video, raggiungendo circa 158mila follower in poco meno di due mesi, e raccogliendo in totale attorno ai 900mila like, come mostra nel dettaglio l’infografica sottostante.

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Se vista sotto questo profilo, nonostante i numeri siano di gran lunga inferiori a quelli che ottiene sulle altre piattaforme social, potrebbe sembrare solamente questione di tempo, è entrando negli aspetti qualitativi che si comprende che invece così non è.

Complessivamente l’engagement che il leader leghista raggiunge per i singoli post su Tiktok è nettamente inferiore rispetto a quello che ottiene su altre piattaforme social, anche a paritè di contenuto, come emerge con chiarezza confrontando, a titolo esemplificativo, il video proposto su “coppa e galera” che su Instagram ha valori cento volte superiori a quelli che ottiene su TikTok.

Soprattutto l’engagement ha una connotazione che è nettamente negativa con la maggior parte dei commenti che sono di scherno, o peggio, nei suo confronti, come mostra l’infografica sotto riportata.

Appare insomma evidente, che nonostante la bellezza di 35 persone dedicate alle comunicazione sui social Salvini, come si suol dire, questa volta abbia decisamente toppato.

Evidentemente non solo non si è compreso il sistema di distribuzione dei contenuti di Tiktok, che ha modificato l’esperienza utente visualizzando i contenuti con le migliori prestazioni nella timeline, indipendentemente dal fatto che si segua o meno quel determinato account, ma soprattutto si adotta una stile di comunicazione ed un format che è da “finto giovane”, e dunque fa ridere, ma non nell’accezione positiva di intrattenimento.

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