DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni, per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di Cittadini e ICT, con focus su quali siano le attività più svolte online dalle persone.

Poco prima di Natale, ISTAT ha diffuso i dati aggiornati su Cittadini e ICT. L’utilizzo delle “nuove” tecnologie della comunicazione e dell’informazione [Information and Communication Technologies, ICT] da parte degli individui e delle famiglie rappresenta infatti uno dei traguardi fondamentali delle politiche d’inclusione sociale e culturale dell’Unione Europea. Ogni anno l’Istat, attraverso l’indagine comunitaria sull’uso delle ICT, fornisce le statistiche utilizzate dal Consiglio europeo per valutare e monitorare lo stato di attuazione degli obiettivi prefissati per lo sviluppo dell’economia della conoscenza.

Nel 2019, 38 milioni 796 mila persone di 6 anni e oltre hanno navigato almeno una volta in Rete nell’arco di tre mesi, 812 mila in più rispetto all’anno precedente. Aumenta soprattutto la quota di internauti che si collegano a Internet quotidianamente [dal 51.3 al 53.5%], ma la penetrazione del Web nel nostro paese resta decisamente inferiore a quella delle altre nazioni.

La maggior parte delle famiglie senza accesso a Internet da casa indica come principale motivo la mancanza di capacità [56.4%] e il 25.5% non considera Internet uno strumento utile e interessante. Seguono motivazioni di ordine economico legate all’alto costo dei collegamenti o degli strumenti necessari [13.8%], mentre il 9.2% non naviga in Rete da casa perché almeno un componente della famiglia accede a Internet da un altro luogo.

Tra le famiglie resta un forte divario digitale da ricondurre soprattutto a fattori generazionali e culturali. La quasi totalità delle famiglie con almeno un minorenne dispone di un collegamento a banda larga [95.1%]; tra le famiglie composte esclusivamente da persone ultrasessantacinquenni tale quota scende al 34%. Un altro fattore discriminante è il titolo di studio; ha una connessione a banda larga il 94.1% delle famiglie con almeno un componente laureato contro il 46,1% di quelle in cui il titolo di studio più elevato è al massimo la licenza media.

Le attività più diffuse sul web sono quelle legate all’utilizzo di servizi di comunicazione che consentono di entrare in contatto con più persone contemporaneamente. Negli ultimi tre mesi, oltre otto internauti di 14 anni e più su dieci hanno utilizzato servizi di messaggeria istantanea e poco meno di due terzi [64.5%] hanno effettuato chiamate via Internet. Diffuso anche l’utilizzo del web per leggere informazioni e notizie [57%], ma si scende a meno del 40% i minorenni, per scaricare immagini, film, musica e/o giochi [incluso il giocare – 47.3%] e per i servizi bancari [46.4%]. Solamente il 29.3% utilizza il web per relazionarsi con la PA.

Le donne mostrano un vantaggio solo nell’uso dei servizi di comunicazione, particolarmente marcato per le donne di 65 anni e più che utilizzano servizi di messaggistica [+ 8.7 punti percentuali rispetto agli uomini]. A eccezione dei servizi di messaggeria istantanea, per cui non si evidenziano significative differenze territoriali, l’uso di Internet per telefonare è più diffuso nel Mezzogiorno [70.1%] mentre per le attività di e-banking e per la lettura di informazioni e notizie si registra un vantaggio del Nord.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio delle quattro attività principali svolte online dalle persone, con la spaccatura per fasce di età per ciascuna di queste.

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