Radiografia del Gruppo GEDI

Sono stati pubblicati, su Repubblica e La Stampa [nell’edizione cartacea del 17 Agosto scorso] i bilanci di GEDI, GEDI News Network [La Stampa, Il Secolo XIX, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova Venezia, Il Tirreno, La Gazzetta di Mantova, La Nuova Gazzetta di Modena, La Gazzeta di Reggio, La Nuova Ferrara, La Provincia Pavese, Il Messaggero Veneto, Il Piccolo, Il Corriere delle Alpi], e Manzoni, la concessionaria di pubblicità del gruppo editoriale.

Rispetto ai dati forniti dalla relazione finanziaria annuale al 31 Dicembre 2018, vi sono dei dettagli, in particolare rispetto all’area digital, e più in generale sulla struttura dei ricavi, che abbiamo ritenuto fosse di assoluto interesse riprendere.

A perimetro omogeneo i ricavi del gruppo GEDI nel 2018 sono calati del 5.9% rispetto all’anno precedente. Le efficienze attese dalla fusione per incorporamento di Itedi [Stampa & Secolo XIX], non si sono verificate. Almeno non per quanto riguarda il personale, i cui costi salgono da un’incidenza sui ricavi del 34.3% nel 2017 al 38.5% nel 2018.

I ricavi da digital, pubblicità e abbonamenti, pesano il 12.2% del totale ricavi. Il Gruppo dichiara che a fine 2018 i prodotti delle diverse testate succitate hanno superato i 113mila abbonati.

I ricavi della sola GEDI sono poco meno di 256 milioni di euro. Più della metà di questi [51.7%] sono generati dalla vendita di copie, circa un terzo [32.6%] dalla pubblicità.

L’incidenza del digitale è inferiore a quella del totale Gruppo, e pesa l’11.4% dei ricavi. di questi circa l’83% è generato dalla pubblicità, e solo il 17% dalla vendita di contenuti editoriali, di abbonamenti. Gli altri ricavi languono, per usare un eufemismo, a conferma di come la diversificazione del modello di business tradizionale sia ben lontano dal venire.

I ricavi di GEDI News Network, il pool di testate locali succitate di cui è capofila La Stampa, generano circa gli stessi ricavi di GEDI.

In questo caso la vendita di copie genera addirittura quasi due terzi del totale ricavi [65.2%], mentre la raccolta pubblicitaria pesa il 26.3% del fatturato.

I ricavi da digitale pesano solamente il 4.7% del totale. Di questi il 75.9% è generato dalla pubblicità, e solamente il 14.1% dalla vendita di copie. Anche in questo caso gli altri ricavi hanno un peso esiguo.

Infine, la Manzoni, la concessionaria pubblicitaria del Gruppo, che vende anche altre testate, vede crescere i propri ricavi del 5.7% rispetto al 2017. Un risultato che però viene eroso in buona parte dall’incremento dei costi del personale. Infatti, come logica conseguenza, il risultato netto, è meno di un terzo di quello che era l’anno precedente, come mostra l’infografica sottostante.

Ci pare che i dati parlino da soli, e non crediamo sia necessario aggiungere altro. Ma naturalmente se aveste delle domande o dalle considerazioni da fare, non esitate a contattarci.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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