Quanto Twitta Salvini

Twitter, che secondo gli ultimi dati Audiweb viene utilizzato da circa 2.6 milioni di persone nel giorno medio, come  sappiamo bene, è usato con particolare intensità da giornalisti e politici.

Se l’uso di Twitter da parte dei giornalisti pone una serie di questioni che sin ora sono state decisamente sottovalutate, sia a livello di etica professionale che per l’impatto che può avere sulle testate per le quali questi lavorano, dall’altro lato i politici, e chi li assiste a vario titolo nella loro comunicazione, sfruttano questa presenza per avere un’amplificazione mediatica, che si fa crescente di giorno in giorno, e pone un serio problema di quale debba essere il limite invalicabile tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica.

Limite che non vi è dubbio che, sulla scia dello sdoganamento effettuato al riguardo da Trump, sia stato decisamente superato da colui che pare essere uno e trino, sia per le cariche ricoperte – segretario di partito / vicepremier / ministro dell’interno – che per il relativo impiego della piattaforma di microblogging dove si alternano, senza soluzione di continuità, tweet, appunto, contenuti relativi a tutti e tre i ruoli, inframezzati da momenti privati per condire il tutto in salsa rosa, diciamo.

In molti, incluso il sottoscritto, abbiamo creduto che i social potessero essere, anche, disintermediazione, partecipazione “dal basso” ai temi della società, per dirla in una battuta, un canale di democrazia elettronica. I fatti, purtroppo, dimostrano invece che in realtà così non è, vuoi perchè in realtà complessivamente vi è un reintermediazione della disintermediazione, attraverso gli algoritmi, ma non solo, vuoi perchè, soprattutto, i politici utilizzano i social, e dunque anche Twitter, come un megafono secondo i loro obiettivi di comunicazione, di propaganda.

Ecco che allora, augurandoci vivamente che possa essere di stimolo ad una riflessione più ampia e partecipata sul tema, abbiamo effettuato un’analisi su l’utilizzo di Twitter da parte dei leader dei principali partiti politici, del premier, e di tutta la squadra di governo, di tutti gli attuali ministri in carica.

Per ogni account sono stati analizzati gli ultmi 3,200 tweet. Una base dati sufficientemente ampia per avere validità dei risultati, e di analisi. Analisi che si è concentrata sia su aspetti quantitativi, quale la media di tweet giornalieri, che su aspetti qualitativi, quale il tasso di risposta, che indica il livello di interazione. Ne esce un quadro variegato, ma al tempo stesso univoco.

Tra i politici selezionati per l’analisi, il maggior numero di tweet/die è proprio quello di Salvini che si attesta a una media di oltre 31 tweet giornalieri distaccando, di molto, tutti gli altri. Numero medio di tweet che si è incrementato in maniera esponenziale nella settimana precedente alla recenti elezioni europee in cui si sono toccate vette, si fa per dire, oltre i cento tweet al giorno.

Se tra i leader di partito parrebbe però che Salvini sia quello con il maggior tasso di risposta, entrando nel merito si vede come la realtà sia ben diversa da quello che il dato nudo e crudo ptrebbe far pensare. Infatti le 316 risposte, pari ad un tasso attorno al 9% del totale dei tweet, sono tutte a se stesso. Un modo insomma non per interagire, dialogare, discutere, ma solo per rilanciare il proprio verbo. Non a caso gli account maggiormente menzionati sono tutti di programmi televisivi ai quali ha partecipato, da Porta a Porta a Pomeriggio5, passando per Non è l’Arena piuttosto che Quarta Repubblica, e molti altri ancora.

É evidente in definitiva il chiaro utilizzo propagandistico, spesso in maniera spregiudicata, ad essere generosi. Così come è evidente il già citato problema del limite da stabilire tra comunicazione politica e comunicazione istituzionale, poiché l’account del Viminale, profilo ufficiale del Ministero dell’Interno, vede proprio l’account di Salvini tra quelli maggiormente retwittati e menzionati, con l’hashtag #Salvini che tra i più utilizzati da questo account [113 tweet, pari al 3.5% del totale], secondo solo #ViminaleInforma.

Situazione che, seppur con volumi di tweet giornalieri decisamente più contenuti, si verifica per tutti gli altri leader di partito esaminati che hanno tassi di risposta tendenti allo zero, o quasi, e l’autoreferenzialità che regna sovrana, ahinoi.

Idem per quanto riguarda l’attuale Presidente del Consiglio che, seppure, fortunatamente, affronti tematiche e mantenga un tono di voce istituzionazionale, è comunque monodirezionale, con quel 6% di tasso di risposta che nasce da 34 tweet, su un totale di 526 da quando è entrato in carica e contestualmente ha aperto un proprio account, che sono di risposta a se stesso, di ulteriore amplificazione della propria voce ancora una volta.

A seguire Salvini per intensità di utilizzo di Twitter è un altro esponente della Lega, anzi leghista “fin dal primo vagito”, come si presenta nelle biografie, e fedelissimo del suo segretario: Gian Marco Centinaio, attuale ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, e, dal 2 Luglio 2018, anche ministro del turismo, con poco meno di 13 tweet/die.

Decisamente migliore l’uso della piattaforma di microblogging quello di Centinaio che surclassa tutti con ben il 23% di tasso di risposta che non è speculativo ed esclusivamente autoreferenziale, come quello del capo del suo partito, ma di effettivo dialogo a tutto campo con giornalisti, enti e organizzazioni, ed anche “semplici cittadini”. Buono anche il tono di voce, istituzionale, mai eccesivamente propagandistico, anche se ovviamente pro domo sua. Insomma, a prescindere da come la si pensi, sotto il profilo esclusivamente della comunicazione, il suo staff fa un buon lavoro.

Per quanto riguarda gli altri ministri in carica, seppure ancora una volta con volumi di tweet decisamente inferiori, e la neo sostituta alla famiglia di Lorenzo Fontana, Alessandra Locatelli, ad oggi, silente da quando è subentrata in carica il 10 Luglio scorso, si ripropone lo schema già visto con tassi di interazione, di dialogo, più che contenuti, per usare un eufemismo, chi più, chi meno. Da segnalare che Tria e Moavero Milanesi non hanno un account Twitter.

Unica eccezione i due ministri “tecnici”, in quota al M5S, Sergio Costa, all’ambiente, ed Elisabetta Trenta, al centro di vivaci polemiche con proprio con Salvini, ma non via social, alla difesa, che hanno tassi di interazione dignitosi.

Costa, che ha aperto l’account, così come Conte, quando è entrato in carica, fornisce 51 risposte sui 646 tweet totali dal Giugno 2018 ad oggi, pari al 8% di tasso di risposta. Risposte variegate e rivolte ai soggetti più disparati, non autoreferenziali, e un modo di porgere adeguato al ruolo.

Lo stesso vale per la Trenta, che si attesta ad un tasso di risposta del 7%. C’è da sperare che il lavoro svolto ottimamente da Michele Zizza, che ha ufficializzato il termine del suo incarico non più tardi di un paio di giorni fa, possa essere proseguito dal suo sostituto.

In conclusione, con le, rare, eccezioni, appare chiaro che i politici, a cominciare da Salvini, come abbiamo visto, utilizzano Twitter come un megafono, un amplificatore del proprio verbo, e non come uno strumento di dialogo e partecipazione. Non va bene sotto il profilo “tecnico” della comunicazione, e va ancora peggio dal punto di vista politico. Roba da far rimpiangere la vecchia tribuna elettorale degli anni ’60 e ’70, purtroppo.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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