DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di Facebook Ads ed elezioni europee.

Infatti, come noto, Facebook, ha iniziato a pubblicare anche per l’Italia gli investimenti pubblicitari con finalità politiche, per i quali vengono rilasciati anche i dettagli di investimento economico.

Complessivamente da Marzo al 22 Maggio sono stati investiti dai vari soggetti politici oltre 1.4 milioni di euro. Il principale investitore è il Parlamento Europeo con una serie di annunci tesi ad invitare le persone alle urne. Invito del quale pare ci sia davvero bisogno visto il trend dei votanti dal 1979 alle ultime elezioni del 2014, su cui il Parlamento Europeo ha investito complessivamente oltre 306mila euro, dei quali poco più di 103mila nell’ultima settimana, e circa 289mila negli ultimi trenta giorni. Circa un quinto del totale investimenti per una share of voice del 21.5%.

Forte spinta del Partito Democratico che, inclusi 37mila euto investiti in ads senza esclusione di responsabilità, così come definita da Facebook, ha investito oltre 116mila euro negli ultimi trenta giorni. Quasi pari livello di investimento per Matteo Salvini che si attesta a circa 109mila euro nello stesso periodo.

Naturalmente vi è una forte accellerazione, un aumento della pressione pubblicitaria nell’ultima settimana, con il Movimento 5 Stelle, unica delle forze politiche principali a non puntare sul proprio principale rappresentante, che ha allocato tutto il suo budget, peraltro decisamente inferiore a quello degli altri, proprio nel momento più a ridosso del voto.

Infine, è interessante notare come anche Facebook abbia effettuato investimenti pubblicitari, auto-fatturandoseli evidentemente, per veicolare, attraverso un video, messaggi di rassicurazione alle persone su contrasto alla disinformazione, agli account fake, e, appunto, la trasparenza delle inserzioni politiche su Facebook.

L’infografica sottostante riporta i principali spender negli ultimi trenta giorni per quanto riguarda i diversi partiti politici, anche se vi sono singoli candidati, come Roberto Rosso di Fratelli d’Italia o Angelo Ciocca della Lega,  che hanno allocato investimenti non del tutto trascurabili.

 

Ma se questi sono i principali risultati per quanto riguarda l’Italia, qual è la situazione negli altri Paesi coinvolti nelle elezioni?

Complessivamente tutti i partiti e movimenti politici della UE28 hanno investito la non trascurabile somma di 21.1 milioni di euro da Marzo al 22 Maggio scorso.

La nazione che ha investito di più, paradossalmente, è il Regno Unito con oltre cinque milioni di euro. Il maggior investitore è People’s Vote UK, un gruppo di lavoro del Regno Unito che chiede un voto pubblico sull’ultimo accordo sulla Brexit tra il Regno Unito e l’Unione europea. The Brexit Party, il partito di Nigel Farage dato per favorito, ha investito 138mila euro, contro i 178mila dei Conservatori, ed i 163mila dei Labouristi. Facebook ha investito 197mila euro, più del doppio che per l’Italia.

Segue la Germania, con oltre 2.8 milioni di euro. Il principale investitore è il Parlamento Europeo con ben 630mila euro. Qui Facebook ha investito addirittura poco meno di 521mila euro. Meno di 12mila euro di investimento per la formazione di estrema destra tedesca AFD, mentre la CDU ha investito 209mila euro, e l’SPD ha investito 224mila euro.

In terza posizione per livello di investimenti la Spagna, ad oltre 2.3 milioni di euro investiti da partiti e movimenti politici in Facebook ads di vario genere.  Big spender Podemos con 653mila euro investiti. Seguono il Partido popular a 251mila euro di investimento, e Ciudadanos con 248mila euro investiti. Ben distante il PSOE con soli 36mila euro investiti, mentre Vox, la formazione di ultra-destra esplosa alle ultime elezioni politiche, addirittura, pare, non abbia effettuato alcun investimento.

Chiudiamo i Paesi della UE5 con la Francia, nazione che ha investito complessivamente poco meno dell’Italia. Situazione anomala quella d’oltralpe dove il maggior investitore è il Parlamento Europeo con 511mila euro investiti. In seconda posizione per livello d’investimento, Facebook con 354mila euro. Sono tutti movimenti d’opinione o istituzioni i principali investitori francesi, mentre dei partiti non vi è traccia.

Si segnala, anche, il Belgio, che, in rapporto alla popolazione, ha un elevato livello di investimento: 1.8 milioni di euro, con Vlaams Belang, partito politico della Comunità fiamminga del Belgio, di destra sociale e identitaria, che rivendica l’indipendenza delle Fiandre e una stretta regolamentazione dell’immigrazione, ed il suo Presidente, che investono assieme oltre 509mila euro. Quasi un terzo del totale [28%].

Infine, in Olanda, dove si è votato ieri, e stando agli exit poll avrebbero vinto i laburisti del PvdA, e tra i partiti è proprio l’SP, i socialisti, uno dei principali investitori del Paese. Non sfonda in termini di risulati elettorali il Forum per la Democrazia, dell’euroscettico e xenofobo Thierry Baudet, che pare non abbia investito nemmeno un euro su Facebook, come anche avviene per l’altra formazione di estrema destra, il PVV di Geert Wilders.

Insomma, mentre tutti gli organi di informazione fanno articoli su articoli, relativamente alla manipolazione via social, e naturalmente, anche via social ads, in realtà, stando ai dati, i partiti hanno investito molto meno rispetto a quanto avvenuto negli altri principali stati membri della UE, e anche Facebook ha allocato molte più risorse in altre nazioni per “rassicurare” le persone.

L’infografica sottostante fornisce il dettaglio degli investimenti da Marzo al 22 Maggio per ciascuna nazione della UE28.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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