La Fine di Facebook Pixel, e del Tracciamento degli Utenti

Introdotto circa un paio di anni fa, il Pixel di Facebook è uno strumento per la raccolta di dati statistici che consente di misurare l’efficacia della tua pubblicità comprendendo le azioni che le persone eseguono sul sito web aziendale.

Una volta terminata la configurazione, il pixel di Facebook viene attivato quando qualcuno esegue un’azione sul sito web del brand, anzienda, ente, o organizzazione. Alcuni esempi di azione sono: aggiunta di un articolo al carrello o un acquisto. Il pixel raccoglie queste informazioni, chiamate eventi, e le invia alla propria  pagina del pixel di Facebook in gestione eventi. Quindi, si sarà in grado di vedere le azioni che i clienti eseguono e si avranno a disposizione le opzioni per raggiungere di nuovo questi clienti tramite future inserzioni di Facebook.

Come scriveva al lancio Veronica Gentili, autorità in materia, «Probabilmente il Facebook Pixel è il tuo migliore amico nel Facebook Advertising, ciò che fa la differenza tra il fare campagne amatoriali e “ad occhio” e il sapere con precisione cosa, quanto e come una campagna ha inciso sul tuo business. Insomma, è l’unico modo che hai per fare Facebook marketing sul serio».

Ebbene, anche se la cosa pare essere passata nel silenzio generale in Italia, mentre all’estero ha avuto ampio eco mediatico, la scorsa settimana Facebook ha annunciato che potrebbe non essere più così.

Infatti, secondo quanto comunicato in un post, su cosa devono sapere le aziende sul nuovo strumento per gestire le attività fuori da Facebook, nei prossimi mesi, Facebook inizierà ad introdurre uno strumento che consente alle persone di vedere e gestire le attività fuori da Facebook. Ovvero le persone potranno scegliere di non essere più tracciate fuori dal social più popoloso del pianeta, come invece avviene oggi.

A spiegarne il potenziale impatto è lo stesso Facebook: «La funzione potrebbe avere un impatto sulla targetizzazione: quando qualcuno scollega le sue attività fuori da Facebook, non useremo i dati che cancella per la targetizzazione. Questo significa che non è possibile usare le opzioni di targetizzazione fornite dagli strumenti di business di Facebook, come il pixel di Facebook, per raggiungere qualcuno con le inserzioni. È incluso il pubblico personalizzato creato dai visitatori di siti web o app. Le aziende devono tenere a mente questo aspetto quando sviluppano strategie per questi tipi di campagne dalla seconda metà dell’anno in poi».

Se si conclude che «Riteniamo che offrire alle persone una trasparenza e un controllo maggiori avrà un effetto positivo a lungo termine sulle aziende che usano Facebook»,  è certo che, se una quota consistente di persone, come potrebbe essere nonostante sappiamo che la consapevolezza sia a livelli molto bassi, decidesse di non farsi tracciare, questo possa ridurre notevolmente l’efficacia dell’utilizzo di Pixel, con un altro serio ostacolo all’idea di indirizzare gli utenti con annunci basati sui dati degli utenti sul comportamento online al di fuori del social network.

L’annuncio di Facebook segue le recenti mosse di Apple e di Google, che rendono i cookie di monitoraggio qualcosa di una specie in via di estinzione. Il problema principale è che i marketer probabilmente non saranno in grado di determinare su quale set di dati prendere decisioni, perché i dati sono distorti dalla quota parte della popolazione che non si farà più tracciare.

Considerando il volume del traffico e la pubblicità delle tre piattaforme, questi recenti sviluppi, presi insieme, aumentano la possibilità che l’intera pratica di tracciamento degli utenti per il targeting degli annunci basato su dati di attività potrebbe essere destinato a un significativo downgrade e forse persino alla sua fine.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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