DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di Facebook.

Pubblicati infatti i risultati relativi al primo trimestre 2019, che offrono, ancora una volta, spunti di riflessione, e di azione.

Gli utenti unici giornalieri nel primo trimestre 2019 riprendono a crescere con vigore dopo tre trimestri che avevano visto un rallentamento. Si tratta di un aumento di 39 milioni di utenti unici giornalieri, pari al +7.8% rispetto al pari periodo dell’anno precedente, e del 2.6% rispetto al trimestre precedente.

Ancora maggiore la crescita degli utenti mensili che vede aumentare la popolazione di Facebook di 55 milioni di persone, con una crescita del 8.1% rispetto al pari periodo dell’anno precedente, e del 2.3% rispetto al trimestre precedente.

Numeri da record se pensiamo che questi sono stati sicuramente i 15 mesi più difficili dalla sua nascita ad oggi, e che sia Twitter che Snapchat registrano entrambi una flessione del numero di utenti rispetto al pari periodo dell’anno precedente.

Anche se, con buona pace di quelli che, pour cause, annunciano la morte di Facebook piuttosto che la fuga di utenti, la crescita si registra anche oltreoceano e in Europa, il contributo maggiore arriva senza dubbio da Asia – Pacifico e dal resto del mondo che, nel primo trimestre 2019, arrivano a pesare il 73.6% del totale degli utenti mensili, e il 69.7% del totale degli utenti giornalieri, mentre così non è invece per i ricavi.

Infatti, mettendo a confronto i dati relativi al primo trimestre degli ultimi tre anni, si vede come, seppure i valori assoluti siano in forte crescita, proporzionalmente, l’incidenza di Asia – Pacifico e resto del mondo è sostanzialmente stabile nel triennio, con addirittura quella di USA & Canada in crescita.

Insomma, da un lato i mercato più maturi, quelli occidentali, come del resto è naturale che sia, crescono meno per numero di utenti, dall’altro lato il loro peso specifico sul yotale dei ricavi del social più popoloso del mondo resta invariato. Non a caso l’ARPU [Average Revenue per User] nel primo trimestre si attestano complessivamente a $6.42, con USA & Canada a $30.12, l’Europa a $9.55, mentre l’Asia – Pacifico crolla a $2.78, e il resto del mondo si attesta addirittura a $1.89.

Comunque ben al di sopra, anche in questo caso, sia di Snapchat che di Twitter, ma quanto questo sia un problema piuttosto che invece un’opportunità resta da chiarire.

Sulla questione interviene naturalmente Mark Zuckerberg che, sia dal suo profilo personale, che nella call a commento dei risultati del primo trimestre, spiega la sua visione sull’evoluzione di Facebook.

Se dalla call gli elementi emergenti di maggior rilevanza sono su Watch, realtà aumentata e virtuale, e sul contrasto all’alone di negatività che attualmente aleggia sul mondo della tecnologia, è da quanto afferma dal suo profilo personale che emergono gli spunti di maggior interesse.

Spiega Zuckerberg che «Negli ultimi 15 anni, Facebook e Instagram sono diventati gli equivalenti digitali della piazza della città dove puoi fare praticamente tutto quello che vuoi con un sacco di persone contemporaneamente – rimanere in contatto con i tuoi amici, incontrare nuove persone, trovare comunità che condividono il tuo interessi, avviare imprese, comprare e vendere cose e organizzare raccolte di fondi per cause. Non sono solo strumenti per condividere una cosa; sono queste piattaforme complete per molti modi di interagire in comunità più grandi. Oggi, la gente vuole sempre più l’intimità di connettersi anche in privato. Quindi penso che ci debba anche essere un equivalente digitale del salotto: una piattaforma costruita con tutti i modi in cui vorresti interagire in privato. Vediamo già che i messaggi, i piccoli gruppi e le storie sono di gran lunga le aree in più rapida crescita della comunicazione online», come del resto aveva già, nella sostanza, affermato, in precedenza.

Proseguendo,  «Mi aspetto che le piazze di città digitali come Facebook e Instagram saranno sempre importanti e continueranno a crescere di importanza. C’è molto di più da costruire anche lì e ne sono entusiasta. Ma nel tempo credo che ci sia un’opportunità ancora più grande con il soggiorno digitale per costruire una piattaforma incentrata sulla privacy. Abbiamo tutti bisogno di comunicare in privato, e questo servizio potrebbe essere ancora più importante nelle nostre vite. Quindi penso che dovremmo concentrare i nostri sforzi sulla costruzione di questa piattaforma incentrata sulla privacy».

Per quanto riguarda il modello di business, Zuckerberg spiega che «La realtà è che qualsiasi impatto sarà a lungo termine e non sappiamo esattamente come si evolverà. Ma su alcune delle domande come se la crittografia del contenuto possa danneggiare la nostra attività, sono più fiducioso che non sarà un problema significativo. Non usiamo il contenuto di messaggi tra persone per indirizzare gli annunci oggi, quindi la crittografia di quel contenuto non cambierà ciò che facciamo. Rafforzerà la privacy delle persone senza influire in modo significativo sulla nostra attività. Allo stesso modo, la riduzione della permanenza dei dati potrebbe avere un certo impatto, ma in generale abbiamo riscontrato che i dati più recenti sono più utili per le raccomandazioni comunque, quindi questo è un altro passo che dovrebbe avere un impatto molto più grande sul rafforzamento della privacy delle persone rispetto a quello che avrà sul nostro business».

Per quanto riguarda l’espansione sui mercati internazionali, il CEO di Facebook afferma che «Nel pensare all’opportunità e all’impatto sul nostro business, il fattore più importante sarà se le persone scelgono di usare i nostri prodotti e se possiamo costruire le principali piattaforme sociali private nella maggior parte dei paesi. Ora ricordate, non siamo attualmente la principale piattaforma di messaggistica negli Stati Uniti, in Cina o in Giappone, che sono le tre maggiori economie del mondo. Le nostre app non sono in Cina, ma l’innovazione e il successo negli altri paesi sarà molto importante. Le persone vogliono una piattaforma sociale privata che sia il più forte possibile sulla privacy, quindi offrire questo è nell’interesse della nostra comunità e del nostro business».

Si tratta, come avevamo scritto oltre cinque anni or sono, del concetto di symbiosis, idea che le imprese e le persone abbiano mutuamente bisogno gli uni degli altri per avere successo, soddisfazione, di cui Facebook, ma anche Google ed altri, sono la perfetta esemplificazione e concretizzazione. Riprendendo un vecchio adagio, modificandolo, e adattandolo all’attualità: questa non è la stampa, è il Web, bellezza!

[word cloud discorso di Zuckerberg]

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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