Instagram Engagement Report

Mention e HubSpot hanno pubblicato il rapporto “Instagram Engagement Report”. Il report si basa su una desk research che ha analizzato oltre 48 milioni di post su Instagram e circa 306mila dei “top user” della piattaforma social, e fornisce diversi spunti di riflessione e di azione per quanto riguarda il social più “hot” del momento.

Mediamente un post su Instagram riceve 5.963 like e 100 commenti. Sia in termini di numero di like che di commenti tra foto/immagini, carousel, e video, sono quest’ultimi quelli che mediamente ne ricevono in misura decisamente maggiore.

Si conferma dunque come i video siano il contenuto che genera maggior coinvolgimento. Questo significa che è sempre più necessario far leva su questo tipo di contenuto sia “permanente” che nelle stories. Se per voi, per la vostra azienda/brand è difficile realizzare, e dunque postare contenuti video quotidianamente, avete due possibilità: rivolgervi a noi per la loro realizzazione, oppure inserirli con minor frequenza all’interno del mix fatto di carousel, che è il tipo di contentuto che genera maggior engagement dopo i video, e immagini.

L’uso e il valore degli hashtag è un altro tema di dibattito tra gli addetti ai lavori. Dal rapporto emerge come l’utilizzo degli hashtag possa essere di ausilio per far aumentare la portata dei contenuti esponendolo potenzialmente ad un maggior numero di persone poichè permette di raggiungere anche chi non è un follower dell’account aziendale.

Un post su Instagram contiene mediamente appene più di un solo hashtag. Gli account più influenti, che generano il maggior engagement, hanno un numero di like e commenti che sostanzialmente non è influenzato dal numero di hashtag. Anzi, in molti casi, l’uso eccessivo di hashtag è controproducente poichè molti account “spammer” ne utilizzano un numero elevato e dunque le persone tendono ad ignorare post con troppi hashtag.

I tre hashtag maggiormente utilizzati sono #Love, che al momento della redazione di questo articolo si attesta a 1.5 miliardi di post, #Fashion, attualmente a 647.6 milioni di post, e #Instagood, a 951.2 milioni di post. Quello che genera maggior engagement è però #9gag.

Insomma, ancora una volta si tratta di volume contro valore. Non quantità, ma rilevanza dell’hashtag, magari creandone uno ad hoc “brandizzato”.

Un’altra domanda che spesso sorge tra i marketers è quanto incrementi la reach e l’engagement di un post taggare altre persone/account. Come sappiamo, quando si tagga qualcuno chi amministra l’account riceve una notifica e viene diretto al post, dunque potenzialmente questo aumenta sia la portata che l’engagement, innalzando le possibilità che il post in questione riceva un mi piace e/o un commento.

Si tratta infatti di una pratica in forte crescita, secondo i dati emergenti dal report. Complessivamente circa il 40% dei post non tagga un altro account. In calo di 32 punti percentuali rispetto al 72% emergente dal report dell’anno precedente.

In realtà però, emerge che i post con il maggior numero di like non sono quelli che taggano uno, o più, account. Se questo, molto probabilmente, è dovuto al fatto che si tratta di post di account già di per se stessi molto popolari, il report spiega che taggare più di cinque accont porta ad un calo di engagement.

Si può utilizzare proficuamente il taggare altri account quando ci lancia un concorso e si mette come regola quella di taggare il proprio brand. Lo steso vale quando il proprio contenuto è relativo ad un influencer, a un opinion leader, o, perchè no?, un partner commerciale. Altrettanto dicasi per le azioni di employees advocacy, per le quali si può incoraggiare il personale a taggare l’account aziendale.

Naturalmente anche la numerosità della fanbase ha una sua rilevanza. Appare chiaro però come, ancora una volta, sia meglio avere un numero relativamente ristretto di follower, ma coinvolti, che un’ampia base di persone poco interessate.

Dalla desk research emerge come il 46% degli account abbia meno di mille follower, un altro 33% abbia tra mille e diecimila follower, e poco meno del 10% tra diecimila e cinquantamila follower. Solamente il 2.7% degli account Instagram invece supera i cinquantamila follower.

Come sappiamo, Instagram è in assoluto la piattaforma social degli “influencer”. Una delle principali ragioni nell’ampio utilizzo degli influencer da parte dei brand, delle aziende, su Instagram, è dovuto al fatto che così si superano le barriere dell’advertising tradizionale.

Secondo i dati del report, solo l’1.9% del miliardo di utenti di Instagram ha più di un milione di follower. I micro – influencer, quelli che il rapporto classfica come coloro che hanno tra 50mila e 100mila follower, pesano il 2.7% del totale degli account su Instagram.  sono questi quelli che hanno assolutamente maggior valore, a parità di condizione, rispetto alle celebrities, come è già ampiamente emerso da precedenti indagini sul tema.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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