Le Differenze Generazionali nell’Uso dei Social

GlobalWebIndex ha pubblicato i risultati di un’indagine internazionale, Italia compresa, condotta su circa 114mila individui di età compresa tra 16 e 64 anni, relativamente a utilizzo e intensità di uso di alcune delle principali piattaforme social. L’indagine approfondisce in particolare le differenze nell’utilizzo delle diverse piattaforme social a seconda delle generazioni suddividendoli in quattro macro-categorie: Gen Z [o “Centennials”, i nati dal 1997 fino al 2010], millennials [o “Generazione Y”, i nati fra i primi anni ottanta e la fine degli anni novanta] Gen X [i nati tra il 1960 e il 1980], e baby boomers [i nati tra il 1945 e il 1964].

Complessivamente rallenta la crescita nel tempo speso sui social che nel 2018 cresce del 4.4% rispetto alla crescita a doppia cifra dell’anno precedente. In particolare, per quanto riguarda Gen X e baby boomers, la crescita del tempo speso sui social è quasi piatta, mentre coloro della Gen Z aumentano il tempo speso del 11.4% rispetto al 2017.

Si registra una crescita costante del numero di piattaforme social utilizzate dalle persone, che passano mediamente dalle 4.8 del 2014 alle 8.8 del 2018. Vi sono però anche in questo caso differenze significative nel numero di piattaforme social utilizzate a seconda dei cluster di età. In Europa i baby boomers utilizzano mediamente 4.7 social, mentre la Gen Z si attesta a circa il doppio con 9.1 piattaforme social mediamente utilizzate dalle persone in questa fascia di età.

Tra i diversi social è YouTube quello che vede un utilizzo più omogeneo per tutte le classi di età, decisamente più marcate le differenze invece per quanto riguarda Instagram, WhatsApp, e Twitter. Per quanto riguarda Facebook si evidenzia come i più giovani – la Gen Z – lo utilizzino meno dei millenials, che attualmente costituiscono il gruppo più cospicuo.

Se Instagram, tra le diverse piattaforme social analizzate, è quello con le differenze più marcate in termini di utilizzo a seconda delle diverse generazioni, con la Gen Z al top, è però altrettanto, assieme a WhatsApp, il social che vede la maggior crescita di utilizzo da parte dei baby boomers. Molto probabilmente uno dei motivi per i quali la Gen Z usa con crescente intensità TikTok.

Cambiano anche le motivazioni per le quali si usano i social. I social sono oggi meno sociali che in passato. Infatti, nei motivi di uso dei social diminuiscono le motivazioni legate allo stare in contatto con gli “amici”, mentre per contro crescono coloro che li usano per fare networking a fini lavorativi, per seguire le celebrities, e per ricercare prodotti/servizi da acquistare, che per la Gen Z addirittura supera i motori di ricerca utilizzati per lo stesso motivo.

È “il trionfo” del personal branding, dell’influencer marketing, e del social commerce, con le interazioni con i brand a dominare la scena. Ovviamente anche in questo caso significative le differenze generazionali, anche se pure i baby boomers nel 43% dei casi hanno interagito con, almeno, un brand, nei termini definiti nell’infografica sottostante, che fornisce il dettaglio dei dati del report.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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