Frame Analysis e Audience Intelligence per le Ricerche Sociali e di Mercato

Dopo l’esemplificazione concreta di come si possa utilizzare la frame analysis e audience intelligence, torniamo oggi sul tema per fornire un quadro generale del significato e del valore di frame analysis e audience intelligence per le ricerche sociali e di mercato.

1.      Rationale

Se i mercati sono conversazioni, le identità degli agenti che vi operano sono l’esito di queste conversazioni. Una simile assunzione ha molti corollari, uno su tutti: per comprendere i processi di generazione, espressione e interpretazione delle identità, va abbandonato il paradigma comunicativo del “pacco postale”. L’assunzione di tale paradigma, inveterato, continua a impedire (I) di determinare i valori etici ed estetici immanenti ai comportamenti e alle esperienze degli agenti, e (II), di conseguenza, di comprendere, come si diceva, l’identità semiotica degli agenti, eccedente le classificazioni tipologiche e socio-demografiche. Il nuovo paradigma, al contrario, consente di posizionarsi a monte di tali distinzioni, al livello strategico dunque, e di operare le scelte in base alla definizione dei frame cognitivi ed emotivi che strutturano l’agire situato degli agenti.

L’identità, dunque, non va intesa come il riverbero di un ininterrotto delirio solipsistico, ma in quanto risultato di un flusso indefinito, ma osservabile e analizzabile, di relazioni strutturate. Relazioni che sono manifestate (innanzitutto) da discorsi e comportamenti che investono, in vario modo, gli agenti economici, politici e istituzionali.

La nostra attività si colloca su questo orizzonte teoretico e operativo. Ciò che facciamo è presidiare i luoghi [digitali e fisici] in cui gli agenti sono al centro di attività simboliche. Analizziamo i corpora [di conversazioni e comportamenti)]costituti estraendo i dati pertinenti osservati in quei luoghi, e ne analizziamo la struttura formale con gli strumenti della frame analysis [ovvero della branca più rigorosa e proficua della sintassi e della semantica descrittiva].

Audience Intelligence più Frame Analysis. Questo è il nucleo razionale dell’offerta, fondato su un assunto sperimentale con solide verifiche in letteratura: l’interpretazione dei comportamenti comunicativi e di consumo si fonda sull’analisi del senso che gli agenti attribuiscono, e auto-attribuiscono, a tali comportamenti.

Si tratta dunque di rinnovare le pratiche di ascolto, di estrazione dell’informazione ambientale e, per ultimo, di analisi dei dati.

Il risultato [azionabile] è la definizione dell’identità context-chained degli agenti e la comprensione dei frame cognitivi, emotivi e percettivi che strutturano i comportamenti [linguistici e non] del “pubblico”. Risultati che eccedono dunque i tradizionali metodi di ricerca basati su criteri sociodemografici e tipologici, in quanto si pongono a monte dei processi di generazione e interpretazione di concetti, affetti e percetti, al livello strategico della costituzione della doxa.

Molte sono le aree operative, a seconda, come si diceva, delle arene in cui si dipana, in maniera puntuale o generale, l’interazione simbolica tra l’agente e il “suo” pubblico, potenziale o attuale.

  • Branding;
  • Comunicazione politica;
  • Comunicazione istituzionale;
  • Consumer experience;
  • Crisis communication;
  • Marketing research;
  • Reputation.

2.      Obiettivo

In ciascuno dei campi di intervento citati, la pratica di ascolto, l’analisi e la definizione dell’identità relazionale dell’agente economico/politico/istituzionale è fondamentale per attivare, ottimizzare o rinnovare il rapporto sintonico con il pubblico, per comprendere quali valori etici ed estetici dell’agente sono radicati, al di là delle intenzioni, nel cuore e nella mente dei pubblici, e per capire, di volta in volta, quali sono i frame cognitivi ed emotivi che il suo, dell’agente, comportamento segnico genera nei vari contesti in cui opera.

L’obiettivo è dare voce al dato, altrimenti inerte, grazie alla sua sussunzione in un paradigma funzionale a fornire repliche sperimentali, e replicabili, a una meta-questione: ‘che vuol dire?’.

3.      Protocollo

Branding / Reputation

(1)   Ascolto puntuale [per parola-chiave] delle reti sociali;

(2)   Osservazione puntuale e ascolto estensivo [per time-frame] dei canali digitali aziendali;

(3)   Osservazione, “a chiamata” [per parola-chiave], del panorama mediatico “tradizionale” [quotidiani + TV];

(4)   Costituzione di distinti corpora dell’analisi;

(5)   Analisi comparata quali-quantitativa dei corpora;

(6)   Report analitico = strategie narrative e discorsive; regimi di credenza; valori etici ed estetici; frame cognitivi ed emotivi; pertinenza cross-mediale della proposta di valore.

Comunicazione politica / Comunicazione istituzionale:

(1)   Monitoraggio esteso [per topic] delle reti sociali;

(2)   Monitoraggio esteso [per parola-chiave e time-frame], del panorama mediatico “tradizionale”;

(3)   Monitoraggio esteso [per account], del comportamento segnico dei “concorrenti” [nel caso della comunicazione politica] sulle reti sociali;

(4)   Media analysis = monitoraggio puntuale, “a chiamata”, a livello locale e/o nazionale, della presenza dell’agente sui media tradizionali;

(5)   Costituzione di distinti corpora dell’analisi;

(6)   Analisi comparata quali-quantitativa dei corpora;

(7)   Report analitico = posizionamento strategico; strategie narrative e discorsive; frame cognitivi ed emotivi.

Consumer experience:

(1)   Osservazione etnografica puntuale dei punti di contatto, fisici e digitali, tra marca/prodotto e consumatore;

(2)   Ascolto geo-referenziato puntuale [per topic e parole-chiave] dei punti di contatto social tra store e consumatore;

(3)   Analisi comparata quali-quantitativa del dato generale e del dato geo-referenziato;

(4)   Report analitico = pertinenza cross-canale della strategia relazionale; rilevanza comparata della proposta di valore; frame cognitivi ed emotivi attivati; criticità e potenzialità simboliche below the line.

Crisis communication:

(1)   Analisi diacronica dell’identità aziendale = analisi qualitativa dei momenti fondamentali della comunicazione dell’azienda e sull’azienda;

(2)   Definizione dell’identità etica ed estetica di marca;

(3)   Monitoraggio puntuale [per parola-chiave] dei media “nuovi” e “tradizionali”, e analisi sincronica dell’identità aziendale;

(4)   Descrizione quantitativa della platea dei canali social aziendali;

(5)   Definizione del “pubblico-modello” dell’azienda;

(6)   Report analitico =definizione degli aspetti potenzialmente critici della personalità semiotica dell’azienda come supporto alla definizione di un comportamento segnico protocollare in caso di crisi.

Marketing research:

(1)   Monitoraggio esteso, per topic, parole-chiave, o classi lessicali, delle reti sociali;

(2)   Nel caso specifico delle ricerche sociosemiotiche che hanno come oggetto le trasmissioni televisive, il monitoraggio social sarà effettuato in parallelo sui “canali” della trasmissione e su quelli dei talent coinvolti [siano essi residenti o, quando è il caso, ospiti]. Ciò è indispensabile per comprendere la costruzione dell’identità cross-mediale e pluri-attoriale della trasmissione. Un’identità che, in mancanza di ricerche qualitative di questo taglio, non viene mai attinta e che, di conseguenza, resta un elemento fantasma nella valutazione del programma, celando sia potenzialità simboliche inespresse, sia rischi gravi per l’instaurazione della relazione sintonica tra trasmissione e pubblico-modello. Tale identità viene spesso fissurata dal comportamento segnico dispari tra i vari canali e i vari attori, generando, per ultimo, differenti valori etici ed estetici, a volta addirittura in conflitto tra loro;

(3)   Costituzione di distinti corpora dell’analisi;

(4)   Analisi comparata quali-quantitativa dei corpora [word tokes, collocations, clusters, etc.];

(5)   Report analitico = definizione dei frame cognitivi ed emotivi context-chained e della doxa.

Insomma, le potenzialità di frame analysis e audience intelligence per le ricerche sociali e di mercato sono davvero molteplici e di grande valore. Se interessasse approfondire per comprendere meglio come utilizzare queste tecniche per il vostro brand, azienda, ente, organizzazione, contattateci attraverso l’apposito modulo. Grazie.

Social

Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
Social

Latest posts by Pier Luca Santoro (see all)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.