DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare delle abitudini della “digital life” degli italiani.

All’interno del 52° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2018, nel capitolo dedicato a comunicazione e media, vi sono infatti sia i dati relativi agli utenti di Internet che negli ultimi giorni hanno utilizzato la Rete per svolgere una serie di attività, che quelli che riguardano le attività specificatamente svolte da smartphone negli ultimi sette giorni.

Dati che consentono di fotografare le attività realizzate con l’ausilio del Web, e di riflesso come la rete e la tecnologia abbiano generato nuove attività, forse persino riti, tic e tabù della digital life degli italiani. Vediamoli.

Tra le attività maggiormente svolte negli ultimi trenta giorni al primo posto, con una penetrazione del 56%, troviamo “trovare informazioni su aziende, prodotti, servizi”. Attività svolta allo stesso modo da uomini e donne, rispettivamente al 56.7% e al 55.3%. Così non è invece per quanto riguarda le diverse fasce di età con coloro di età compresa tra i 65 e gli 80 anni al 36.7% contro il 67.6% di chi ha tra 30 e 44 anni, e con un gap significativo a seconda del titolo di studio, con naturalmente chi è in possesso di un diploma o di una laurea che distacca di 24 punti percentuali [67.5% vs 43.7%] chi invece ha solamente la licenza elementare o media inferiore.

Ascoltare musica distanzia sensibilmente la visione di film, ma mentre la visione di film cresce di oltre dieci punti percentuali rispetto al 2015, passando dal 19.5% all’attuale 29.8%, l’ascolto della musica cresce di sei punti percentuali nello stesso periodo. Attività entrambe, naturalmente, svolte in proporzione di gran lunga maggiore da chi ha tra i 14 ed i 29 anni, e da coloro in possesso di un titolo di studio superiore. Boom delle telefonate via Internet che passa dal 12.5% del 2015 al 32.2 del 2018.

Meno della metà, il 41.7%, degli italiani afferma invece di aver effettuato un acquisto online negli ultimi trenta giorni. Un dato che non si discosta di molto da quanto abbiamo pubblicato non più tardi di Venerdì scorso all’interno di questa stessa rubrica.

Decisamente inferiore invece il rapporto con la PA digitale, con “svolgere pratiche con uffici pubblici”, e “prenotare visite mediche” quasi al fondo della classifica. Così come al fondo della classifica troviamo cercare lavoro e frequentare corsi/formazione. La conferma di come gli italiani per la ricerca del lavoro si affidino ancora prevalentemente a conoscenze e passaparola, e di quanto arretrato sia lo stato dell’arte per e-learning e blended learning.

Nell’era del “mobile first”, con la maggior parte degli italiani che utilizzano Internet da tablet e, soprattutto, da smartphone, è forse ancor più interessante vedere quali sono le attività svolte da mobile negli ultimi sette giorni.

Non a sorpresa nelle prime due posizioni troviamo “inviare messaggi invece che telefonare”, e “far parte di gruppi su servizi di messaggistica”, quale uno per tutti WhatsApp. A sorprendere, forse, è che la maggior percentuale, il 62.6%, di coloro che mandano un messaggio invece di telefonare sia nella fascia di età compresa tra 65 e 80 anni.

 Il 50.9% dei nostri connazionali controlla le notifiche del telefono come prima cosa al risveglio o come ultima prima di andare a dormire. Il 48.4% controlla le previsioni meteo nel corso della giornata.

Un’altra piccola ossessione quotidiana riguarda il rapporto con la memoria. Il cellulare diventa una “protesi” utile ai nostri ricordi e alle nostre conoscenze, al punto che il 37.9% degli utenti, quando non ricorda un nome, una data o un evento, si affida alle risposte della rete per fugare ogni dubbio. E il 25.8% non esce di casa senza portare con sé il caricabatteria del cellulare.

Infine, se i messaggi vocali sono utilizzati da circa un terzo degli italiani, solo uno su dieci, circa, invece dà comandi vocali all’assistente digitale del proprio smartphone. Insomma, la ricerca vocale inizia a prendere piede ma è ancora ben distante di divenire una consuetudine, e dunque impattare significativamente.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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