Le Fake News sulle Fake News

A livello mondiale le citazioni online [tutte le piattaforme social + blog + quotidiani online] di #FakeNews negli ultimi tredici mesi sono state ben 14.3 milioni, da parte di 647mila utenti unici, i cui contenuti hanno coinvolto [like + condivisioni + commenti] 60 milioni di persone. Ancora superiore il numero di citazioni di “Fake News”, che hanno ben 46.5 milioni di mention, da parte di 3.1 milioni di persone, i cui contenuti hanno coinvolto [nei termini precitati] la stratosferica cifra di 302.7 milioni di persone.

Se si analizzano solamente le citazioni relative all’Italia i valori restano comunque molto elevati. Le citazioni di #FakeNews negli ultimi tredici mesi sono state 413mila, da parte di oltre 21mila utenti unici, i cui contenuti hanno coinvolto 1.6 milioni di persone. Anche in questo caso superiori le mention di “Fake News” che sono oltre 787mila, da parte di 78.600 persone, i cui contenuti hanno coinvolto 8 milioni di individui.

Per avere un termine di paragone, si tenga conto che nello stesso arco temporale le citazioni di “Ronaldo”, a livello mondiale, sono state 48.2 milioni da parte di 3.1 milioni di persone, esattamente le stesse, numericamente, di “Fake News”.

 

Insomma, le “fake news” sono sulla bocca di tutti, e naturalmente sono state nel tempo motivo di aspre critiche sia dalla politica che dai giornali, in entrambi i casi alla ricerca della legittimazione perduta. Ma quante davvero sono le “fake news” e quale la loro incidenza effettiva sull’ecosistema dell’informazione?

A dare una risposta al quesito arriva il rapporto prodotto dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni [AGCOM] presentato alla fine della settimana scorsa sul tema: “News Vs. Fake nel Sistema dell’Informazione”.

Il rapporto si basa su l’intero contenuto testuale estrapolato, attraverso la piattaforma  di cui si e dotata l’Autorità , da circa 35 milioni di documenti generati in Italia, in un arco temporale di più due anni, da 1.800 fonti informative [canali televisivi e radiofonici, quotidiani, siti web di editori tradizionali, testate esclusivamente online, e relative pagine e account di social network], e fonti di disinformazione [siti web e pagine/account social] individuate come tali da soggetti esterni specializzati in attività di debunking. Un campione di circa 700 principali notizie [reali e false], rappresentativo di tutte le categorie di generi trattati, considerando un intervallo temporale di un anno. I risultati di una survey sul consumo di informazione svolta per l’Autorità da GfK Italia su un campione di oltre 14.000 individui, rappresentativo della popolazione italiana, e decine di milioni di account social pubblici su cui sono stati applicati modelli di big data analytics per esaminare le modalità di fruizione dell’informazione e i meccanismi di interazione degli utenti attraverso le piattaforme online.

Ebbene, i risultati di una metodologia d’indagine così accurata ci dicono sostanzialmente tre cose su affidabilità dell’informazione e “fake news”:

  • All’aumentare dell’intensità produttiva del giornalista, la qualità percepita dell’informazione veicolata e di conseguenza la reputazione del mezzo diminuiscono, con i media tradizionali che, a fronte di una minore quantità di informazione offerta, mantengono la reputazione più alta e, viceversa, le fonti online, che producono il maggior numero di contenuti informativi godendo però di una più scarsa affidabilità;
  • Le “fake news” hanno una durata sensibilmente inferiore rispetto al ciclo di vita di una notizia reale, con una concentrazione decisamente più accentuata al lancio della “notizia”, che raggiunge il punto di massimo il giorno successivo, per poi scendere velocemente verso valori prossimi allo zero;
  • Soprattutto, la stima dell’incidenza media dei contenuti fake sul totale dei contenuti informativi del sistema nazionale subisce un incremento, passando da l’1% del periodo che arriva fino ad agosto 2017 a circa il 6% degli ultimi dodici mesi, dovuto alla crescita durante il periodo elettorale, per poi tornare a calare da Giugno 2018 in poi, come mostra il grafico sottostante.

Insomma il termine “fake news”, e l’abuso del suo utilizzo, stanno apportando grave danno all’ecosistema dell’informazione, tanto da spingere molti a chiedere a gran voce di cessarne l’uso. Soprattutto, al di là di picchi momentanei, come [di]mostra la ricerca, ha un’incidenza assolutamente marginale nel sistema informativo che certamente non solo non giustifica il continuo riproporsi di “allarmi” [pour cause?] al riguardo, ma nel medio-lungo termine rischia di apportare perdita di credibilità all’intero sistema. Le fake news sulle fake news sono l’ennesimo paradosso dei gatekeepers che hanno perso il controllo avuto in passato.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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