DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di come, e quanto, sono cambiati i social in dieci anni di “Web 2.0”.

Lo spunto arriva dai dati forniti da l’ultimo rapporto del Ericsson ConsumerLab “#OMG Social media is here to stay”, che si basa sulle risposte fornite da 2.600 utilizzatori di smartphone negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e le loro opinioni espresse nel sondaggio sono rappresentative di 100 milioni di “utenti avanzati” di smartphone di quei mercati, e su interviste svolte di persona in Brasile, Giappone, Svezia, Stati Uniti e il Regno Unito. Lo studio include anche dati  che derivano da un ampio database globale di utenti reali, combinato con ulteriori set di dati proprietari.

Nell’arco di 10 anni, i social media sono cambiati drasticamente. I blog personali su MySpace e le immagini degli studenti universitari su FaceMash si sono evoluti fino a coprire miliardi di utenti di Facebook e si sono espansi anche in servizi commerciali e relativi all’occupazione come LinkedIn. I servizi delle piattaforme social affrontano una concorrenza difficile e possono perdere rapidamente rilevanza. Ad esempio, 5 delle 10 piattaforme di social media più popolari del 2008 non esistono più [Windows Live Spaces, Yahoo GeoCities, Orkut, Baidu Space, Friendster] e solo 2 di loro [Facebook e Flickr] rimangono tra i 10 più popolari nel 2018. secondo i dati comScore contenuti nel report di Ericsson.

Si prevedono ulteriori cambiamenti e oltre il 20% degli utenti dei social media ritiene che tra 5 anni utilizzerà piattaforme  social diverse da quelle che utilizzano oggi. Inoltre, circa 1 su 5 crede che avrà più notizie dai social media nei prossimi 5 anni, e oltre il 60% crede che il loro utilizzo dei social media aumenterà.

Anche se l’utilizzo dei social media continua a crescere, le persone non vogliono che gli altri sappiano quanto tempo dedicano a loro, e 4 su 10 pensano che le persone che usano eccessivamente i social media siano maltrattati dagli altri. Il 70% pensa che l’uso eccessivo dei social media non sia salutare.

Le persone  stanno cambiando rapidamente il loro comportamento. Stanno condividendo meno informazioni personali, aggiornando le loro impostazioni sulla privacy e le informazioni sulle domande che leggono sui social media. Come segnalavamo a fine Ottobre, messaggi diretti, anche di gruppo naturalmente, storie[s], e partecipazione a gruppi, a community d’interesse ristrette, costituiscono la stragrande maggioranza della crescita nella condivisione di contenuti sui social.

I servizi dei social sono una parte troppo importante della vita delle persone per poterli abbandonare, e anche se i social hanno avuto un duro colpo negli ultimi mesi in termini di credibilità e fiducia, è probabile che continueranno a trovare nuove funzionalità rilevanti e diventeranno una parte ancora più importante della vita di noi tutti, con tutto quel che ne deriva in chiave di comunicazione d’impresa. Naturalmente, non è assolutamente detto che le piattaforme social saranno sempre le stesse di oggi, anche se le dimensioni raggiunte attualmente da alcune lascia ipotizzare che sia molto improbabile assistere ad un loro tracollo.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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