DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di TV e digitale.

Lo spunto viene dai dati della total digital audience di Audiweb relativi al mese di Agosto, che ricordiamo da Luglio comprende anche la navigazione in app grazie alla nuova metodologia, dai quali abbiamo, appunto, estrapolato quelli relativi all’audience online dei siti web dei broadcaster del nostro Paese.

Se da un lato il fenomeno della “social TV” è quanto meno controverso in termini di vantaggi e svantaggi per i broadcaster, con non a caso un report di questi giorni che si intitola «TV Viewability in the Age of the Distracted Viewer», dall’altro lato questi sono sempre più sotto attacco da Parte degli OTT, con Mark Zuckerberg che proprio in questi giorni, a commento dei risultati relativi al terzo trimestre 2018, ha ribadito che i «video in particolare sono un’area importante e in crescita», e che sia Facebook Watch che IGTV di Instagram sono “strategici”.

Come si stanno dunque muovendo i broadcaster presenti sul mercato italiano per cercare di arginare l’attacco di Facebook, YouTube, e sempre più Amazon Prime Video, oltre naturalmente a Netflix & Co? Qual è ad oggi l’attrattività dei loro contenuti online e quale l’audience?

A vedere i dati di Agosto, pur tenendo in considerazione che ovviamente, tranne Sky TG24, tutti sono in calo rispetto a Luglio, bene ma decisamente non benissimo.

Il sito con la maggior audience è SkySport con 719mila utenti unici nel giorno medio. Un risultato che distanzia di gran lunga i competitor, ed anche altre properties di Sky stesso che piazza al secondo posto, con 362mila utenti unici nel giorno medio, il sito del proprio canale all news, tallonato da Rai Play a 354mila utenti unici nel giorno medio.

Decisamente più distanti gli altri con buon ultimo La7 appena sopra i 50mila utenti unici.  Valori decisamente contenuti rispetto a buon parte dei siti dei quotidiani italiani che, ad esclusione di Bliz Quotidiano, si attestano tra gli oltre tre milioni di Repubblica e i circa 100mila di Adnkronos, come mostra l’infografica sottostante.

Se dunque già il livello di attrazione in termini puramente quantitativi non appare straordinario, considerando che naturalmente anche i siti dei quotidiani, ad esclusione di AGI, sono altrettanto in flessione rispetto a Luglio, è valutando i parametri più qualitativi che si resta ancor più perplessi, per così dire, su quanto e con che efficacia i broadcaster stiano affrontando la sfida del digitale.

Infatti, sempre nel giorno medio, il tempo speso sul sito di SkySport è appena superiore ai tre minuti. Quello di Sky Tg24 scende addirittura a due minuti ed otto secondi, mentre fa eccezione Rai Play, per stare ai primi tre per audience, appena sotto i quaranta minuti [essendo però l’unica property che vede una maggior incidenza del PC rispetto allo smartphone], ma con Rai News si torna a meno di quattro minuti, e La7 sprofonda addirittura a 29 secondi.

È paradossale che i broadcaster, che hanno in pancia una ricchezza e varietà di contenuti straordinaria, non riescano né ad attirare un audience significativa, e neppure a trattenerli sul loro sito per un tempo che sia indice di interesse e coinvolgimento effettivo.

Certo, allo stato attuale delle cose, in Italia la raccolta pubblicitaria della televisione di cui beneficiano non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella online/digitale, ma la storia degli ultimi dieci anni dei giornali insegna che dormire sugli allori è un grave errore, a cominciare dal fatto che proprio in questi giorni YouTube ha annunciato che consentirà ora agli inserzionisti di scegliere come target gli utenti che visualizzano il contenuto sugli schermi TV.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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