Le Condivisioni e le Conversazioni Sono Sempre Meno “Social”

Presentati ieri i risultati relativi al terzo trimestre 2018 di Facebook. Siamo ben distanti dalla “fuga” di utenti che molti, spesso per interesse, hanno descritto, e auspicato, ma la situazione inizia ad essere chiara.

Infatti, se da un lato complessivamente negli Stati Uniti e in Europa il social network più popoloso del pianeta ha retto bene lo “scandalo” Cambridge Analitica, e tutto quello che ne è seguito, dall’altro lato vi sono dinamiche che vale la pena di approfondire.

Facebook raggiunge i 2.271 miliardi di utenti unici mensili. Una crescita di 37 milioni di utenti rispetto al trimestre precedente [+1.65%], e di ben 199 milioni rispetto al pari periodo dell’anno precedente [+9.6%]. Per quanto riguarda gli utenti attivi giornalieri, che rappresentano due terzi di quelli mensili, arriva a 1.495 miliardi di utenti con una crescita di 24 milioni di persone rispetto al trimestre precedente [+1.63%], e di 127 milioni rispetto al terzo trimestre 2017 [+9.2%].

Entrando nel dettaglio si vede però come tale crescita sia dovuta esclusivamente a quei mercati che attualmente generano minori ricavi. Per quanto riguarda gli utenti mensili negli USA la crescita è di un milione di persone rispetto al trimestre precedente [+0.4%] e di tre milioni rispetto al pari periodo dell’anno precedente. Piatta invece la curva degli utenti unici giornalieri che negli Stati Uniti restano a 185 così come era nel trimestre precedente e nel terzo trimestre 2017.  Non molto migliore, anzi, la situazione in Europa che, per quanto riguarda gli utenti mensili registra un calo di un milione di persone [-0.2%] rispetto al trimestre precedente, che già era in flessione di esattamente un altro milione, e cresce invece di undici milioni di utenti attivi rispetto al terzo trimestre 2017 [+3%]. È sempre di un milione di utenti la flessione rispetto al trimestre precedente, in Europa, degli utenti unici giornalieri [-0.7%], mentre si assiste ad una crescita di quattro milioni di persone rispetto al pari periodo dell’anno precedente [+1.4].

Insomma, la crescita di pubblico è fondamentalmente tutta da imputare alla zona APAC, e al resto del mondo, che però, in termini di ricavi generati pesano appena più di un quarto del totale [27.3% per l’esattezza]. Ricavi che, per inciso, crescono comunque del 3.75% rispetto al trimestre precedente e di ben il 32.9% rispetto al terzo trimestre del 2017, e infatti il titolo ha avuto un andamento positivo.

Che il ciclo di vita di Facebook fosse in una fase di maturità e che dunque la sfida da cogliere fosse quella di contrastarne il potenziale declino per rivitalizzarlo, è una cosa che abbiamo provato a spiegare a Febbraio di quest’anno. A fare il punto sui “dolori” di Facebook, o quanto meno sulle sfide da raccogliere, ci ha pensato direttamente Mark Zuckerberg naturalmente.

Oltre alla dichiarazioni ufficiali, seguite alla presentazione dei risultati, Zuckerberg ha spiegato pubblicamente i trend e le dinamiche in corso. Dinamiche che sono di grande interesse al di là di Facebook stesso.

Infatti, spiega il fondatore di Facebook che «Le persone si sentono più a loro agio quando sanno che il loro contenuto sarà visto solo da un gruppo più ristretto e quando il loro contenuto non rimarrà visibile per sempre. Messaggi e storie[s] costituiscono la stragrande maggioranza della crescita nella condivisione che stiamo vedendo».  Dinamica che ovviamente impatta direttamente sull’utilizzo dei social in  chiave di comunicazione d’impresa.

Dall’altro lato si assiste, sempre secondo quanto dichiara Zuckerberg, alla forte crescita di partecipazione alle communities, ai gruppi d’interesse, da parte delle persone. Altro fenomeno che in chiave di comunicazione d’impresa significa riconcepire in buona parte rispetto al passato il modo di interagire, di relazionarsi, come si suol dire, di “conversare” con le persone.

Naturalmente Zuckerberg parla anche di video, ribadendo che a suo avviso sono il futuro, e di privacy, e politica, ma questi sono aspetti che, a mio avviso sono più legati agli interessi, economici, specifici di Facebook, e di minor rilevanza, seppur certamente non siano trascurabili, per chi, come noi, si occupa di utilizzo dei social in chiave di marketing.

Insomma, Facebook, e il suo “arcipelago” fatto, come sappiamo, da Instagram, WhatsApp, Messenger, e molto altro ancora, è vivo e vegeto più che mai, e conferma il valore  della “symbiosis“. Quello che cambia, e cambierà molto, è il modo nel quale imprese, enti, organizzazioni devono, e dovranno usarlo, per trarne vantaggio.

Infine, l’infografica sottostante mostra la crescita degli utenti giornalieri, in valori assoluti, rispetto al trimestre precedente, dal 2011 ad oggi.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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