Cala il Tempo Speso su Facebook

«I giovani non usano più Facebook», «la fuga da Facebook», piuttosto che «fuggi fuggi da Facebook», sono solamente alcune delle suggestioni, per così dire, diffuse nel corso del 2018, pour cause, nel continuum del rapporto amore-odio tra media e la piattaforma social.

Quando, a fine Luglio, Facebook ha reso pubblici i dati della trimestrale Aprile – Giugno ha dichiarato esattamente lo stesso numero di utenti giornalieri e mensili del trimestre precedente in USA e Canada. Dati secondo i quali dunque non vi sarebbe assolutamente un calo delle persone che utilizzano Facebook oltreoceano e la flessione in Europa sarebbe ai minimi termini.

O dobbiamo pensare che Facebook gonfi in maniera abnorme i dati. Cosa che sarebbe probabilmente più grave dello “scandalo” Cambridge Analytica, e di altre “leggerezze” commesse. Oppure, più probabilmente, è opportuno riconsiderare quanto le persone dichiarano, tarando in maniera sostanziale la differenza rispetto a quelli che sono i comportamenti reali della persone, molto spesso distanti dalle loro dichiarazioni.

Quello che invece chi, come noi, “abita” la Rete [e i social] avrà certamente notato è un calo delle condivisioni, una flessione generale del numero di contenuti postati, sia per un fisiologico calo dopo l’entusiasmo iniziale che per timore di dover ingaggiare discussioni senza fine al limite dello sfinimento, spesso senza né capo né coda, come dichiara apertamente l’ottimo giornalista del Sole24Ore Simone Spetia, raccogliendo numerosi consensi al riguardo.

Un fenomeno che, secondo l’analisi di Pivotal su dati Nielsen, sta causando un calo attorno al 7% del tempo speso su Facebook, che negli ultimi due anni registra una flessione da appena sotto il 20% all’attuale 15% di quota del tempo speso online dalle persone.

Se dalla prospettiva di Zuck & Co. si tratta di un problema di rivitalizzazione del ciclo di vita, dall’altro lato è la conferma di come la Rete, ed ovviamente i social, siano una “scatola vuota”, un contenitore senza valore in mancanza della presenza della persone, che devono sempre restare al centro. La tecnologia è un fattore abilitante ma il focus devono sempre essere le persone, i loro bisogni ed interessi. Aspetto che naturalmente non vale solo per Facebook ma che deve essere elemento di guida “strategico” per ogni brand, ente, organizzazione. Non ci stancheremo mai di ripeterlo.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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