I Trending Topics di Twitter for Dummies [& Giornalisti]

Siamo certi che anche voi avrete spesso letto sui siti d’informazione del nostro Paese che quel determinato hashtag fosse «esplosivo», «dirompente», o addirittura «virale», perché presente nei trending topics di Twitter.

Il caso più recente è quello apparso sui siti web di tutte le principali testate giornalistiche del nostro Paese relativamente a #complicediSalvini.  Si va da «Nella notte 2mila tweet con l’hashtag #complicediSalvini» di Ansa, a «#complicediSalvini, boom su Twitter anche grazie ad alcuni account Usa» di Sky Tg24, passando per «#complicediSalvini, cosa c’è dietro l’hashtag diventato trending topic nella notte» di Fanpage, e molto altro del genere, sempre citando, nel titolo e/o nel testo dell’articolo al riguardo.

Come abbiamo scritto Domenica nel nostro digest settimanale [qui puoi iscriverti], a dare il la i due principali quotidiani generalisti del nostro Paese: Corriere della Sera e Repubblica che riprendono alcuno dati lanciati, letteralmente, su Twitter da Luca Alagna relativamente a #complicediSalvini, l’hashtag proposto da Luca Morisi, social media manager [ma non solo] del Vicepremier e Ministro dell’Interno per contestare l’avviso di garanzia ricevuto dalla Procura di Palermo per la vicenda Diciotti.

Il Corsera titola «#ComplicediSalvini, così la “bestia” di Morisi ha sbancato Twitter nella notte», mentre gli fa eco, appunto, Repubblica con «Duemila tweet in piena notte [grazie a account pro-Trump]: così #complicediSalvini è ancora trending topic». In entrambi gli articoli viene ripreso come significativo il fatto che l’hashtag in questione fosse tra i trending topics di Twitter, così come in tutte e due i pezzi si fa riferimento a Alana Mastrangelo, italo-americana, come si capisce dal nome, pro-Trump e membro della National Rifle Association sul cui profilo capeggia la sua foto con un mitra in mano.

Per quanto riguarda in maniera specifica “il caso” vogliamo chiarire alcune cose:

1) 2.000 [duemila] tweet nel cuore della notte in Italia hanno complessivamente una portata ridicola, insignificante, senza influenza alcuna.

2) Il tweet di Alana Mastrangelo ottiene, al momento in cui scriviamo, 404 retweet che, secondo la nostra analisi generano complessivamente 134.9K di reach potenziale, di “opportunity to be seen”, che ragionevolmente stimiamo in una portata effettiva di 6.7K. Decisamente poca cosa.

3) Il tweet di Morisi ottiene ancora meno di quello della fanatica statunitense: 145 retweet, per una reach effettiva ancor più insignificante, se possibile.

4) Il tweet che maggior engagement genera è quello dall’account di Matteo Salvini, che ottiene 2.533 retweet. Non esattamente un boom per un account con 866K follower.

5) Complessivamente, sino a Domenica mattina, sono state 52.6K le citazioni di #complicediSalvini, da parte di 3.6K utenti unici i cui contenuti hanno coinvolto [like / condivisioni / commenti] 123.1K persone. Ora, a “fine campagna” siamo a 62.6K, da parte di 4.2K utenti unici i cui contenuti hanno coinvolto 163.3K. Un risultato, giusto per avere un metro di paragone, a quello relativo a #PORITA che, seppure con un numero di citazioni inferiori, coinvolge 374.1K persone.

6) Se si guardano i contenuti dell’hashtag in questione, si vede come in realtà molti dei tweet al riguardo siano di scherno per l’iniziativa leghista, e come spesso questi abbiamo una portata ed un coinvolgimento, in termini di commenti e retweet superiori a quelli succitati di Morisi e della Mastrangelo. Non a caso, seppur di poco, a prevalere è un sentiment negativo.

6) Scrive Alagna che «Per me la questione interessante di #complicediSalvini non è tanto le eventuali automazioni o fake ma il fatto di lanciare un tweetstorm la sera [momento con grande audience TV e social] e ritrovarselo in cima alle tendenze la mattina dopo già pronto per influenzare l’agenda». Il problema dunque sta nell’amplificazione mediatica fornita alla questione, che si perpetua continuamente,e certamente non nei duemila tweet notturni, come abbiamo avuto modo di evidenziare sempre in riferimento ad un altro “caso” che vede coinvolto sempre Salvini. In caso di dubbi verificare i 10 top tweet per engagement tra cui figurano proprio gli articoli dei due quotidiani succitati, come mostra l’infografica sottostante.

In generale, al di là del caso specifico, che è solo l’ultimo di una lunga serie, per chi fa il giornalista – ma non solo – Twitter dovrebbe essere pane quotidiano, da considerarsi al pari del rullo di agenzia come un flusso ininterrotto di notizie, e dunque dovrebbe conoscerne molto bene il funzionamento, le caratteristiche e le opzioni disponibili, ma in un Paese come il nostro, dove la digital transformation resta un’occasione mancata, non siamo sorpresi più di tanto della conclamata ignoranza al riguardo [con tutte le eccezioni che ogni generalizzazione comporta].

Vediamo dunque di capire come funzionano questi “benedetti” trending topics di Twitter, così, si spera, di porre un freno al persistere quotidiano di notizie che non lo erano, per dirla alla Luca Sofri.

A fornire una spiegazione estremamente chiara è lo stesso Twitter, che nella sezione appositamente dedicata, chiarisce che «Le tendenze vengono stabilite da un algoritmo e, per impostazione predefinita, sono personalizzate in base a chi segui, ai tuoi interessi e alla tua posizione. Per aiutarti a scoprire gli argomenti di discussione più in voga su Twitter, questo algoritmo identifica gli argomenti che sono popolari nell’istante in cui li visualizzi, e non quelli che sono stati popolari per un po’ o un giorno». Per poi approfondire ulteriormente e spiegare che «Il numero di Tweet correlati alle tendenze è solo uno dei fattori tenuto in conto dall’algoritmo che si occupa di stabilire le tendenze e crearne una classifica».

Trending topics che, per inciso, proprio in questi giorni Twitter sta facendo sì che sia possibile segnalare abusi, rendendo così più difficile la vita, diciamo, a coloro che approfittando dell’ingenuità di molti [giornalisti] ci specula.

Insomma, appare chiaro che i volumi dei tweet siano solo uno dei fattori tenuti in considerazione dalla piattaforma social, e che la classifica dei trending topics si basi su una serie di altri fattori, come appare evidente, per stare a quanto avviene mentre scriviamo, con Dibba, presente nella “top10” nonostante i 1.497 tweet.

Se non vi è dunque un obiettivo politico che prescinde da quello informativo, che invece dovrebbe guidare la stesura degli articoli, è evidente che il fatto che un determinato hashtag sia tra i trending topics non è assolutamente sinonimo di ampia diffusione del contenuto relativo allo stesso. Se a questo aggiungiamo che più che valutare il numero di tweet è assolutamente più opportuno valutarne la portata effettiva e l’engagement, il numero di persone che hanno interagito [like / condivisioni /commenti] con quei contenuto, come semplificato nelle due infografiche sopra riportate.

Speriamo di essere riusciti a fornire anche oggi il nostro minimo contributo per una definizione [di qualità] del giornalismo. Buon lavoro.

La fonte dei dati elaborati nelle due infografiche sopra riportate è Talkwalker con cui DataMediaHub ha una partnership per l’ascolto della Rete. Questa e le molte altre analisi prodotte sono, anche, delle “demo” di una parte di quello che potremmo fare per il vostro brand, la vostra organizzazione. Se d’interesse contattateci attraverso l’apposito modulo. Grazie.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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