Il Dualismo TV-Internet Monopolizza l’Informazione Italiana

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Pubblicato alla fine della scorsa settimana il "Rapporto Coop 2018", indagine annuale che costituisce un prezioso osservatorio sugli italiani. Nel secondo capitolo del rapporto vi è una sezione specificatamente dedicata alla dieta mediatica che fornisce interessanti spunti di riflessione.

Nel limbo, a metà tra la fiducia del futuro ed il disincanto del passato, un’area grigia che il rapporto definisce del presente controverso. È occupata da tutto ciò che oggi può raccogliere consensi entusiasti come commenti critici, spaccando l’opinione pubblica: si tratta dello spazio in cui si muovono i media tradizionali come i giornali, in particolare, ma anche la radio e la TV, che resta ancora la più utilizzata dagli italiani per informarsi. Per contro, punto di riferimento imprescindibile resta il Web, vissuto come lo spazio di libertà massima sia in forma individuale che collettiva, nell'area che viene chiamata il futuro che unisce.

Non è un caso che i media tradizionali stiano conducendo una battaglia liberticida, condotta anche con "fake news" paradossalmente, pur di provare, ancora una volta, ad affossare quello che evidentemente continua ad essere vissuta più come minaccia che opportunità.

Nel caso di Internet, è interessante rilevare come i social occupino una quota consistente nel panorama dei mezzi di comunicazione, facendo segnare un aumento di ben 21 punti percentuali rispetto al 2013 come fonte d’informazione utilizzata dagli italiani. Nell'ultimo lustro i social sono quelli che vedono la maggior crescita in assoluto passando dal 27% del 2013 al 48% [+77%] come fonte informativa. Crescita non priva di criticità con una quota rilevante delle persone che hanno scarsa fiducia nelle notizie lette sui social.

All'estremo opposto la carta stampata che lascia sul terreno il 20% degli italiani, che non la utilizzano più per informarsi, passando dal 59% del 2013 all'attuale 39%.

Regina dell'informazione, come accennavamo, resta la televisione ed in particolare i telegiornali, in assoluto al primo posto con il 78% di fruizione da parte di chi guarda la TV, ovvero pressoché la totalità degli italiani. All'estremo opposto i reality/talent show, relegati all'ultimo posto in classifica.

Il reality show del giorno d’oggi sono invece i social media/network, utilizzati ogni giorno dagli italiani nelle sue diverse forme. Al riguardo è interessante rilevare come la piattaforma social più utilizzata sia WhatsApp.

Sono due gli aspetti di particolare interesse. Da un lato si assiste ad un ritorno alle conversazioni “micro” a scapito della piazza di Facebook [che viene comunque utilizzato ogni giorno da quasi 7 italiani su 10]. Un'opportunità in buona parte ancora tutta da scoprire per brand e newsbrand che sin qui, in Italia, hanno privilegiato complessivamente un approccio più massificato, ma anche un problema da risolvere per quanto riguarda tracciamento e monitoraggio - in forma collettiva ed anonima - di tali conversazioni.

Dall'altro lato si conferma il gap tra coloro che creano contenuti, o comunque li diffondono, e coloro che invece ne fruiscono esclusivamente. Una distanza particolarmente importante proprio tra gli heavy users, tra coloro che dichiarano di scrivere/leggere post più volte al giorno. Con "i creators", i creatori di contenuti, che, sin qui, sono stati poco considerati dalle piattaforme social, senza i quali invece sarebbero delle scatole vuote e imploderebbero rapidamente.

Altro fenomeno d'interesse emergente dal rapporto sono le member community in cui si possono conoscere nuove persone. Secondo dei dati rilasciati di recente, Tinder ha realizzato crescite percentuali di utenti nell’ordine delle due cifre segnando la strada per altre app, tese a realizzare comunità di utenti, che si stanno iniziando a diffondere in Italia: da Friendz a LinkedIn passando per Freeware Lovers.  Inoltre, si conferma, ancora una volta, l'irrilevanza di Snapchat, utilizzato quotidianamente solo dal 4% di coloro che usano la Rete e i social.

Secondo gli estensori del rapporto, è difficile dire se vi sia una correlazione tra progressiva perdita di rilevanza della stampa e ascesa dei social, ma è evidente che l’informazione su carta oggi ricopre una quota sempre più minoritaria del mercato.

Una possibile chiave di lettura crediamo possa essere relativa in primis alla socialità dell'individuo, delle persone, innata a prescindere da tempi e modi, che l'informazione, e se possibile, tranne rarissime eccezioni, in particolare l'informazione locale, che poggia le sue fondamenta sul senso di comunità ristretta, hanno sfruttato poco o nulla.

L'altro aspetto da tenere in considerazione è la disponibilità temporale. Se, come avviene, le persone trascorrono una quota rilevante del loro tempo, con Audiweb che indica proprio nella categoria "members communities", nei social, l'ambito dove, appunto, le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo online, è evidente che si tratta di tempo sottratto ad altre attività. Basta passeggiare in un parco, salire su un treno o su un mezzo di trasporto pubblico per rendersene facilmente conto.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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