Amplificazione Mediatica

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Pare essere tornato in voga l'utilizzo del termine propaganda. Dopo che la parola era progressivamente caduta in disuso, prima abbiamo letto della propaganda dei "troll" russi per influenzare l'opinione pubblica e attaccare Mattarella, sulla quale addirittura sarebbe stata aperta un'indagine [di cui non si hanno notizie, probabilmente a causa dell'inconsistenza del fatto], mentre quasi contemporaneamente il termine è stato usato da l'Espresso, che da allora, quando parla della comunicazione del Governo e dei suoi rappresentanti, utilizza questa parola, in abbinamento a social e non, con buona frequenza, arrivando addirittura a parlare di "ministero della propaganda".

Se abbiamo documentato come di fatto la comunicazione in Rete degli esponenti del Governo sia di gran lunga più efficace di quella dell'opposizione, con Zingaretti consapevole al riguardo che dichiara «Voglio essere il segretario», aggiungendo «Partito Democratico sia il primo sul web», vediamo di capire esattamente come funziona "la propaganda".

Un buono spunto, tra i tanti casi possibili per esemplificare, è quello del matrimonio dell'anno con un post su Instagram dello sposo che viene ripreso e rilanciato da quotidiani online, altre piattaforme social e persino TV, come mostra la "virality map" sottostante.

Ma cosa c'entrano #TheFerragnez con "la propaganda", termine che si riferisce, nella sua accezione negativa, alla comunicazione politica, direte voi.

È presto detto. Perché l'amplificazione mediatica funziona esattamente nello stesso modo anche per quanto riguarda la comunicazione in Rete e sui social da parte degli esponenti del Governo, e non solo naturalmente.

Illuminante in tal senso, a titolo esemplificativo, un tweet dell'attuale Vicepremier e Ministro dell'Interno che il 17 Giugno scorso twittava, appunto, «Sono stufo di questo traffico di esseri umani e dei bimbi che muoiono in mare. Farò tutto ciò che mi è possibile per permettere a questi ragazzi di non dover scappare. Nel frattempo blocco navi delle ONG che avevano preso l'Italia come grande campo profughi».

Infatti, il tweet in questione dal 17 Giugno in poi è stato ripreso praticamente da tutte le fonti d'informazione online del nostro Paese, rilanciandone i contenuti e amplificandone la portata sia a livello temporale, con "una vita" sino al 23 Luglio, che naturalmente in termini di pubblico, di numerosità di persone che hanno visualizzato/letto tale contenuto, che in realtà, se fosse rimasto su Twitter, avrebbe avuto un eco di gran lunga inferiore avendo ottenuto sulla piattaforma di microblogging solamente 482 retweet e coinvolto [like / condivisioni / commenti] solo 2.712 persone.

L'amplificazione mediatica, e il raggiungimento dell'obiettivo, spiegati bene. Ci pare davvero.  Come [di]mostra la "virality map" sotto riportata.

La fonte dei dati elaborati è Talkwalker con cui DataMediaHub ha una partnership per l'ascolto della Rete. Questa e le molte altre analisi prodotte sono, anche, delle "demo" di una parte di quello che potremmo fare per il vostro brand, la vostra organizzazione. Se d'interesse contattateci attraverso l'apposito modulo. Grazie.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification. Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].

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