Le Elite si Pongono in Modo Critico Verso Provenienza & Affidabilità dell’Informazione

Se non più tardi di qualche giorno fa abbiamo provato a tracciare una definizione [di qualità] del giornalismo condivisa, arrivano ora dei dati che ci consentono di approfondire ulteriormente la questione.

Human Highway, società di ricerche di mercato con la quale collaboriamo da anni, ci ha fornito, in esclusiva nazionale, i risultati dell’indagine periodica che svolge dal 2012 su l’evoluzione della lettura dell’informazione di attualità.

I dati della ricerca, basata su 1.039 casi rappresentativi della popolazione online italiana, fotografano in maniera puntuale i trend e le criticità per l’industria dell’informazione in Italia.

Le caratteristiche distintive di un’informazione di qualità emergenti dalla ricerca sono principalmente legate a aderenza ai dati e ai fatti, e dunque all’oggettività e alla libertà da condizionamenti, e alla competenza sui temi trattati, e perciò a accuratezza e autorevolezza.

La tempestività è la caratteristica più rilevante solamente per coloro che fruiscono delle notizie, dell’informazione via app. Segno che la corsa all’ultimo minuto per la pubblicazione, che genera tanti errori che si ritorcono contro i giornali, non è un valore, non è una priorità se non per una ristretta quota.

Per coloro tra 18 e 34 anni la caratteristica distintiva di un’informazione di qualità è l’oggettività [40% dei rispondenti]. Per gli over 55 e per i lettori di quotidiani on line è prioritaria l’aderenza a dati e fatti [rispettivamente 48 e 41%], mentre per i lettori di quotidiani cartacei il primo elemento di qualità dell’informazione è la libertà da condizionamenti, a par merito con l’oggettività [37%]. Infine, i residenti nelle grandi città pongono invece l’accento sulla competenza rispetto ai temi trattati.

Le persone che rileggono con maggior spirito critico l’informazione di attualità sono in maggioranza uomini di età centrale, residenti nelle regioni del Nord e del Centro e nelle grandi città, benestanti.

Le differenze più significative, però, emergono per il titolo di studio, per la frequenza di lettura di libri e la frequentazione di diversi social network: al crescere di queste caratteristiche cresce notevolmente l’atteggiamento di spirito critico nei confronti dell’informazione di attualità.

Sono dati che la dicono lunga su come e quanto sia rilevante un’informazione di qualità, così come abbiamo provato a definirla grazie ai contributi di oltre 50 professionisti del settore, proprio per coloro che sono il pubblico elettivo dell’informazione e dei giornali nel nostro Paese.

Tra i tanti elementi di interesse emergenti dalla ricerca, si evidenzia come gli ultimi 8 anni mostrano due “movimenti” negli equilibri di potere dei mezzi: la perdita di peso dei mezzi broadcasting [TV e Radio] e l’ascesa prima dei Social [Facebook in particolare] e poi delle app su dispositivo mobile. I siti dei quotidiani online perdono cinque punti percentuali in otto anni.

L’insieme dei lettori di notizie via device mobile è in buona parte sovrapposto ai lettori dei quotidiani online. I non fruitori d’informazione di attualità sono aumentati nell’ultimo anno, arrivando a pesare il 26.1% del totale [erano il 22.5% nel 2012].

Nel caso reale – di un’esperienza recente – il ruolo predominante di canale d’informazione spetta alla televisione. La TV mantiene il primato con valori di penetrazione costanti, intorno al 45% della popolazione. Le persone raggiunte dall’informazione televisiva crescono in termini assoluti a causa del costante aumento degli individui online, passati dai 24.4 milioni del 2012 ai 32.7 milioni del 2018.

Facebook conquista il ruolo di secondo mezzo più importante con un’incidenza poco superiore a quella di tutto il sistema dei quotidiani online. Facebook però ha un problema di autorevolezza e attendibilità:  Il dato è il più elevato dei mezzi analizzati e non è una peculiarità dei social [Twitter, per esempio, ha un valore 3,5 volte più basso].

Infine, coloro che leggono esclusivamente quotidiani nella versione cartacea scendono dal 20.1% del 2012 all’attuale 13.1%. Coloro che si informano online passano dal 46,4 del 2016 al 41.1% nel 2018. Per contro aumenta la quota di utenti Internet che s’informa abitualmente via app su dispositivi mobili: il 26,8%, circa 8 milioni e 500 mila individui, tra i quali si trovano 2,8 milioni che usano quasi unicamente questa modalità.

Di seguito la ricerca completa, che riempiendo l’apposito modulo, se d’interesse, vi sarà inviata via mail.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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