DigitalMente

“DigitalMente”, rubrica settimanale che ogni Venerdì prova a fornire spunti e appunti su digitale e dintorni per riflettere a tutto campo su innovazione e digitale. Oggi abbiamo scelto di parlare di utilizzo di Internet per consumi culturali.

Eurostat ha pubblicato in questi giorni i dati relativi all’utilizzo dell’information communication technology per scopi culturali. Tra i tanti dati disponibili, abbiamo deciso di focalizzarci su l’utilizzo di Internet per l’acquisto di quotidiani, periodici, e libri.

Nel 2012 il 22% degli individui residenti nella UE [che utilizzano internet] aveva usato la Rete per acquistare nell’ultimo anno quotidiani, periodici, e libri. Percentuale che nel 2017 sale al 23%. Non esattamente un boom, per così dire.

La nazione che maggior propensione ha all’acquisto online di quotidiani, periodici, e libri, è il Lussemburgo che passa dal 46% del 2012 al 57% del 2017. Seguono la Germania al 38% [era 39% nel 2012], e il Regno Unito al 36% [era 34% nel 2012].

Per quanto riguarda specificamente l’Italia, il nostro Paese passa dal 7% del 2012 al 11% del 2017, classificandosi ancora una volta ben al di sotto delle altre principali economie del vecchio continente.

Se si considera che, sempre secondo i dati Eurostat, il 72% degli internauti italiani usa la Rete per vedere video e/o TV in streaming, e che il 49% lo fa per ascoltare musica/radio, si capisce che c’è un problema culturale oltre che economico.

Sappiamo bene che, purtroppo, in generale il nostro Paese non brilla, diciamo, per consumi culturali con un’ampia fetta della popolazione che non legge neppure un libro all’anno e meno di un terzo [31.4%] degli individui che leggono un quotidiano nel giorno medio, nel 58.8% dei casi gratuitamente, ma i dati Eurostat parlano chiaro offrendo ulteriori spunti di riflessione.

Su come la pensino al riguardo “le elite”, coloro che hanno consumi culturali significativi, lo spiega bene l’amico Gianluca Diegoli.

O ci si rivolge a delle nicchie, ad una fascia ristretta di persone, con interessi e bisogni specifici, fornendo loro prodotti “verticali”, naturalmente di qualità, oppure, vista l’attitudine generale, che si è spostata solamente di quattro punti percentuali in cinque anni, sarà molto difficile, se non impossibile, valorizzare i contenuti giornalistici. Prendere nota prima dell’ennesima filippica al riguardo.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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