Il NYTimes Genera 2/3 dei Ricavi dalla Vendita di Contenuti Giornalistici

The New York Times Company ha diffuso i dati della trimestrale relativi al secondo trimestre 2018.

Nel periodo Aprile – Giugno 2018 i ricavi complessivamente sono cresciuti del 1.8% rispetto al secondo trimestre del 2017 raggiungendo i 414.5 milioni di dollari. I ricavi dalla vendita di contenuti giornalistici crescono del 4.2% mentre quelli derivanti dalla vendita di pubblicità calano del 9.9%, e gli altri ricavi aumentano del 40% [ma pesano solamente l’8.2% del totale].

Il progressivo del primo semestre 2018 vede ricavi per 805.8 milioni di dollari [+2.8%], dei quali quasi due terzi [62.9%] sono generati dalla vendita di contenuti giornalisti, in crescita del 5.9% rispetto al pari periodo dell’anno precedente, mentre i ricavi pubblicitari registrano una flessione del 6.6%.

Entrando nel dettaglio dei dati della trimestrale si vede come dei 119.2 milioni di ricavi pubblicitari 60.8 sia generati dalla versione cartacea del quotidiano, in flessione del 11.2% rispetto al secondo trimestre 2017, e 41.4 milioni di dollari derivino da online/digitale, anche in questo caso in flessione del 6.8%.

Gli abbonamenti alla versione online/digitale del quotidiano statunitense sfiorano i tre milioni di abbonati arrivando a quota 2.9 milioni. di questi 494mila sono abbonati a “Crossword & Cooking” [cruciverba e cucina], mentre gli abbonati al quotidiano sono poco meno di 2.4 milioni.

Complessivamente gli abbonati sono 3.9 milioni, dunque circa un milione di persone è abbonata alla versione cartacea del giornale. Al riguardo è interessante rilevare come, nonostante si enfatizzino gli abbonamenti digitali, per effetto di prezzi molto più bassi per online/digitale, dei 492.4 milioni di ricavi derivanti dalla vendita di contenuti giornalistici meno di un terzo [32.1%] sia generato dalla versione digitale del quotidiano, con ricavi in crescita del 22.6% rispetto al primo semestre 2017, e ben due terzi derivino ancora oggi invece dalla vendita di abbonamenti e copie della versione tradizionale, cartacea, del giornale.

Dati che comunque non rallentano la marcia verso il digitale da parte del NYTimes che, anzi, sta lavorando al redesign della propria home page che cambierà a breve. Sempre al riguardo è interessante notare che, come mostra l’infografica sottostante, il maggior incremento di abbonamenti digitali al giornale si sono registrati nel primo trimestre 2017 [+308mila], periodo successivo all’elezione di Trump del 19 Dicembre 2016.

Secondo una ricerca sulla monetizzazione dei contenuti digitali, pubblicata in questi giorni da Associated Press,  il raggiungimento del limite fissato del numero di articoli nel metered paywall è il principale driver nel generare abbonamenti, con il 47% delle persone che indica questa motivazione come ragione per aver effettuato un abbonamento online/digitale, seguito dal 36% che invece viene motivato da sconti e offerte speciali.

La ricerca identifica tre archetipi tra coloro che sottoscrivono un abbonamento digitale ad un quotidiano, suggerendo anche le possibili azioni da implementare in funzione delle diverse motivazioni. Ad esempio a coloro che hanno un basso livello di coinvolgimento, e dunque una scarsa propensione a pagare per i contenuti giornalistici, vanno enfatizzati aspetti come la facilità di rescissione dell’abbonamento, mentre, per contro, a coloro che sono coinvolti, e disponibili a pagare, è opportuno richiamare la mission ed i valori giornalistici, ed etici, della testata. L’immagine sotto riportata fornisce il dettaglio di ciascuno dei tre archetipi e le relative azioni suggerite. Un utile guida “for dummies” di marketing editoriale.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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