La Radiografia di Libero Quotidiano

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Nella risposta del Senatore Crimi alla nostra "lettera aperta", relativamente ai contributi statali all'editoria, tra le altre cose, scrive: «Purtroppo, questi finanziamenti sono stati destinati esclusivamente agli editori, i quali - ritengo sia evidente, ormai - non hanno saputo cogliere le opportunità offerte dal grande processo di trasformazione che ha coinvolto il mondo intero, dall'avvento della rete, del digitale e delle nuove tecnologie, delle nuove modalità di comunicazione e strumenti d'informazione oggi in uso ai cittadini. Anzi, non solo non hanno saputo cogliere l'occasione di trasformare i propri processi industriali, i modelli organizzativi e di produzione, ma hanno spesso perfino cercato di resistere al cambiamento, a volte in modo ostinato, con il tipico approccio in stile "Ha da passa' 'a nuttata"».

Se si escludono gli ultimi dodici mesi, nei quali, lentamente, molto lentamente, qualcosa è iniziato a cambiare, è davvero difficile, per quanto amaro sia, non essere d'accordo con il Sottosegretario all'Informazione e l'Editoria. Ecco che allora abbiamo deciso di fare "la radiografia" ad alcune delle testate che nel tempo maggiori contributi pubblici hanno ricevuto partendo proprio da quella che a nostro avviso, come abbiamo scritto più volte, è meno meritevole di riceverne: Libero Quotidiano.

"Libero", pur essendo di proprietà di Angelucci, che guarda caso, a Novembre 2017, è stato condannato ad un anno e quattro mesi per falso e tentata truffa nell’ambito di un processo legato ai contributi pubblici percepiti tra il 2006 e il 2007 per i quotidiani Libero e il Riformista, è uno dei tre giornali che negli ultimi anni maggiori contributi pubblici ha ricevuto.

Nel 2003 Libero ha chiesto ai proprietari del bollettino "Opinioni nuove" di prendere in affitto la testata. Il quotidiano è diventato ufficialmente il supplemento dell'organo ufficiale del Movimento Monarchico Italiano. In questo modo ha potuto beneficiare del finanziamento pubblico agli organi di partito [18], secondo quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62 [19]. Il d.P.R. 7 novembre 2001, n. 460 ha favorito la trasformazione in cooperative per tutte le imprese che intendono chiedere finanziamenti pubblici.

Nel 2004 Libero ha acquistato la testata Opinioni nuove e si è poi trasformato in cooperativa di giornalisti, pur rimanendo a tutti gli effetti di proprietà del gruppo Angelucci ancora oggi. La testata, tra il 2003 e il 2009 ha beneficiato di 40 milioni di soldi pubblici. A causa di alcune irregolarità ha dovuto restituire [insieme a “Il nuovo riformista”] 43 milioni di contributi percepiti tra il 2006 e 2010, o almeno avrebbe dovuto farlo poiché non si trova traccia dell'effettiva avvenuta restituzione di tale importo, se non in termini di ipotesi.

Quel che è certo è che, secondo i dati del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, dal 2014 al "acconto" 2017, il quotidiano in questione ha ricevuto la bellezza, si fa per dire, di 13.7 milioni di euro di soli contributi diretti statali.

Libero,  come avevamo documentato questa primavera, tra i quotidiani nazionali è quello che registra il maggior calo percentuale della vendita di copie [non diffusione - che non ci interessa], passando da volumi di vendita totali di 29.5 milioni di copie del 2012 a 9.4 milioni di copie del 2017 per un pesante -68%.

Insomma, nonostante la perdita di oltre 20 milioni di copie in cinque anni, con le copie medie vendute ad uscita che passano dalle 39.488 del 2016 alle 26.438 del 2017, per scendere ulteriormente alle 25.659 del primo trimestre di quest'anno, i contributi statali restano uguali, o addirittura crescono nel 2015. Ci piacerebbe essere una farfalla e volare nei fascicoli del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria per vedere "le pezze giustificative" di tali importi.

In conseguenza di tale andamento vendite, e nonostante quelli che più che contributi appaiono di fatto regalie, i conti del quotidiano sono traballanti, per usare un eufemismo.

Il fatturato passa dai 22.4 milioni di euro del 2012 ai 13.5 dell'ultimo esercizio, del 2017. Una flessione del 39.7%. Margine Operativo Lordo costantemente in profondo rosso negli anni, mai sopra un negativo di quattro milioni di euro, e altrettanto perennemente in perdita l'ultima riga di bilancio nonostante la forza lavoro si riduca di oltre un quarto [26.8%] tra il 2012 e il 2017.

In conclusione, milioni di euro dello Stato - aka soldi nostri - gettati al vento, con vendite e ricavi in picchiata, e il giornale in questione che pare davvero abbia bisogno di qualcosa di più di maschera e boccaglio che mette in bella mostra sul proprio sito.

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Pier Luca Santoro

Marketing & Communication at DataMediaHub
Pier Luca Santoro è un esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Project Manager @DataMediaHub . Dal 1998 opera come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private, associazioni di categoria e amministrazioni pubbliche. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment, nell’utilizzo dei giochi come medium e la gamification.
Dal 1987 in poi é stato responsabile del marketing e dell’organizzazione commerciale di grandi imprese [Star, Giuliani, Bonomelli].
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